Una storia complicata con un ragazzo problematico

Salve dottoressa, le scrivo perché sto vivendo una situazione per me insostenibile. Non so più cosa fare perché mi sento senza via d’uscita. Sono stata fidanzata per 3 anni con un ragazzo che ha davvero molti problemi, i suoi genitori sono morti tutti e due e successivamente ha perso anche la sorella…

è solo, o almeno, le è rimasta solo una seconda sorella, con la quale però ha un rapporto molto superficiale, non le parla mai dei suoi malesseri, e lei per paura che lui si possa arrabbiare non gli chiede mai se sta bene o lo rimprovera per comportamenti sbagliati che può avere.
Lui è un carattere molto forte, a tratti prepotente… vuole avere sempre ragione, ma in modo quasi inconscio non si rende conto che priva gli altri della loro libertà, si ritiene aperto, ma in realtà si litiga sempre se lo si contraddice. È chiuso e introverso, però con me si è aperto tanto, l’ho visto nei suoi momenti peggiori, e gli sono stata vicino, non sapevo nemmeno di essere in grado di fare quello che ho fatto. Purtroppo la sua esistenza è complicata, spesso ha momenti di crollo, sta male , si chiude in se stesso, non vuole uscire, ha 35 anni ma non lavora, da un parte forse perché avendo un entrata fissa mensile, non si preoccupa, dall’altra perché è molto selettivo e trova difetti in tutto, quelle volte che ha cominciato un percorso lo ha anche abbandonato alle prime avvisaglie di problemi,  principalmente con terzi.

Comunque… la nostra storia fin dall’inizio è stata complicata, è iniziata 4 anni fa, ma lui non voleva iniziare nulla di serio, diceva che non era fatto per stare con qualcuno, però allo stesso tempo mi cercava e ci vedevamo quasi ogni giorno. Alla fine ci siamo fidanzati e poi all’improvviso dopo
qualche mese, in seguito a qualche litigio, mi lascia dicendomi che non mi voleva più.
Nessuno dei miei tentativi è riuscito a smuoverlo, tanto è che poi vengo a sapere che la sorella, ormai era in fin di vita e lui passava la sia giornata da lei. Quando è morta , gli sono stata vicino, anche in quella occasione mi respingeva, fino a che poi non si è lasciato andare e abbiamo iniziato la nostra vera storia.
È sempre stato molto concentrato su se stesso, l’amore si, ma lui prima di tutto, nell’ultimo periodo ha dato molto per scontato il rapporto, ci vedevamo molto poco, perché lui si organizzava la sua giornata tra vari impegni, ogni volta diceva “si ma tanto noi abbiamo tutta la vita per fare questa cosa”, l’estate principalmente, l’abbiamo vissuta poco, lui lavorava in una piscina (per soli tre mesi) e quindi la sera spesso era stanco. Io ho risentito di questa cosa, per arginarla ho cominciato anche io a fare la mia vita, spesso uscivo con le amiche e mi sono abituata a stare in casa, anche il sabato e la domenica.
Sicuramente un allontanamento lo abbiamo subito, ma non posso dire che i sentimenti siano  cambiati, ogni volta che stavamo insieme era come se niente fosse successo.
Il non vederci mai e i suoi problemi, ci hanno portati @ qualche scontro, lui da canto suo , spesso nervoso per i suoi motivi non perdeva occasione per prendersela con me, io stizzita ho scattato in vari momenti. L’ultimo litigio, davvero su una scemenza, è avvenuto verso la fine di settembre, e lui si girò malissimo nei miei confronti, senza un reale motivo, si vedeva che era per cose sue… io per difendermi risposi altrettanto male e alla fine lui se ne andò dicendomi che voleva del tempo. Il giorno
dopo però mi scrisse di nuovo e facemmo pace.
Purtroppo però lui stava spesso male, diceva di sentirsi inedeguato , fallito, che il fatto di non lavorare lo faceva stare male, spesso mi ha anche confidato di volersi uccidere.
Infatti ha iniziato di nuovo con la storia del volere tempo, che lui stava in un periodo davvero no della sua vita e che doveva capire se potevamo continuare a stare insieme.
Questo senza un reale motivo, non era successo niente, dopo quei litigi. Poi siamo ritornati insieme, sempre lui mi ha ricercata, e siamo stati davvero bene, poi sono ritornati i suoi momenti di crollo, ha iniziato un percorso da uno psicologo che gli ha detto di avere un po’ di depressione, intanto mi ha allontanata completamente, dicendomi che deve stare un po’ solo perche deve capire prima di tutto se mi vuole ancora (cosa che ha messo in discussione sempre x via di questo momento brutto) , che la sua mente sembra spenta, che non riesce a pensare e che la sua unica voglia è stare sereno e senza pressioni. Cosa che forse io non sono stata brava ad evitare, infatti a dall’ultima volta che avevamo fatto pace spesso l’ho pressato con domande su di noi, forse non rendendomi conto che lui non era pronto a rispondermi con fermezza per via di quello che sta passando.
E da qui possiamo ben vedere come io lo giustifico a costo della vita… ora è circa due settimane che lui non mi vuole sentire e che continua a stare in questo limbo, le uniche cose che fa durante la giornata sono fare sport e andare dalla sorella che ha un bambino piccolo. A nessuno ha detto di quello che sta succedendo, e con me purtroppo continua a dire le stesse cose.
Proprio ieri sera, sono crollata e gli ho scritto, nonostante lui mi avesse chiesto di non farlo e di dargli questo tempo senza fare richieste o domande.
Non mi ha saputo dire nulla infatti, se non che le domande lo mettono in crisi, che in questo momento pensare a noi lo fa agitare e andare in confusione e che ora sta cercando di capire tante cose e che vuole ripartire da se stesso. Che non sa essere rassicurante con me o positivo. In conclusione che ancora non sa.
Il mio punto di vista è che lui, avendo vissuto nell’ultimo periodo un allontanamento da me, e un momento di crisi della coppia, abbia collegato questo allo stare male, e poi con la sopraggiunta del suo malessere abbia deciso di distaccarsi da tutte le cose che lo facevano soffrire o lo pressavano.
In questo momento io sono proprio distrutta, mi sento vuota, a volte ho degli attacchi di panico, deve uscire dall’aula perché mi sembra di non respirare… non riesco a frenarmi dallo scrivergli, mi manca, e la cosa peggiore è che non riesco a mettere a fuoco quelle cose che di lui non mi piacevano, lo penso come se fosse privo di difetti. Lo voglio a tutti i costi, anche se mi ha fatta soffrire, anche se forse su certe cose spesso mi sono detta “lui non fa per te”.
Vorrei un consiglio oltre che per tutta la situazione, perché non voglio commettere errori inutili… ma poi anche sul come gestire me, sono invasa dall’ansia, non riesco a portare avanti la mia vita perché mi sembra tutto inutile.
Non riesco a vedere il mio valore, è come se senza di lui io non fossi nulla …
Spero in una risposta .
Grazie, Giovanna

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Cara Giovanna, come mai lo giustifica a costo della vita? L’amore ha mille sfaccettature ma non chiede di rinunciare a se stesse per l’altro. Se lui sceglie di essere in un certo modo e chiede di essere accettato per come è, perché cambiarlo?
Alcuni hanno un proprio tempo per decidere di cambiare o modificare alcune cose della propria vita, altri non lo faranno mai scegliendo di vivere con quelle modalità. Molto spesso, anche per educazione acquisita o condizionamenti culturali, la donna rinuncia alla propria felicità per dedicarsi alla ‘salvezza’ di un uomo che comunque non le gratifica né sul piano personale né affettivo.
Anche la paura incondizionata di soffrire porta l’altro a tirarsi fuori da una relazione che potrebbe essere impegnativa, ma non è possibile costringere qualcuno a dare ciò che si chiede se questi non è in grado di farlo. Il vero amore è proprio lasciare libero l’altro di andare se è ciò che vuole..

Parla di lui ma non della sua esperienza di vita..la porterei a riflettere su tale scelta..
Per poter amare qualcuno in maniera sana è importante amare prima se stessi. È una condizione essenziale affinché qualsiasi tipo di relazione funzioni.

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