Soffro di complessi di inferiorità: come uscirne?

Buonasera, ho 22 anni e credo di non aver mai vissuto. Soffro di complessi di inferiorità di natura estetica ma sopratutto mentale. Mi spiego meglio: si da piccola mia madre mi ha sempre fatto sentire l’ultima ruota del carro, alle medie ho subito atti di bullismo a causa del mio atteggiamento “anormale”…

Mi interessavo gia’ di politica, di mitologia greca, cinema e forse lo facevo per sentirmi meglio di tutti gli altri. Mi vestivo malissimo (per volere dei miei genitori) e non mi lavavo…. Sono stata in un liceo femminile lontano da casa mia, uscivo ogni tanto di casa ma ero goffa e ciò mi portava ad essere derisa… Al quinto anno iniziai ad avere paura dei cambiamenti, la paura di lasciare le mie amiche paure che si protrarranno anche quando dovrò dare gli esami universitari che per un anno e mezzo terrò fuori dalla mia vita scaricando tutta l’ansia sul mio povero ex ragazzo che non ho mai amato perchè troppo impegnata a torturarmi mentalmente. Ho paura, paura dei cambiamenti, di lavorare, di guidare. Mi chiedo: sono stupidissima chissà che macello potrei combinare al mio capo o ho paura di morire mentre guido? E cosi sono statica, morta…morta dentro come mi disse il mio ragazzo prima di lasciarmi. L’8 dicembre mio padre mi stava insegnando a guidare per mettere un attimo la seconda e girare finisco contro un palo… Ma come si fa? Ma perchè sono nata cosi? Poi sono sempre stanca, accuso mal di testa se no dormo 8 h mentre gli altri ragazzi si godono la vita.. Cosa posso fare? Aiuto.

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Ognuno di noi è fatto in un determinato modo e possiede delle caratteristiche che altri non hanno. Per questo siamo unici. È proprio nella nostra unicità che ci differenziamo e ci valorizziamo. Le nostre doti emergono in determinati campi mentre altri restano ‘incolti’ poiché di scarso o lieve interesse. Per quanto si possa sbagliare o non piacere o criticarsi nel proprio modo di essere, si può migliorare sempre e comunque. Le paure nascono nel momento in cui si lascia ciò che si conosce per rivolgere la propria direzione verso qualcosa di sconosciuto e che non si è ancora vissuto. Molto spesso ciò che si immagina non corrisponde esattamente alla realtà e per averne conferma bisogna prima di tutto sperimentare. Acquisire esperienze di relazione, di studio, di lavoro che andranno ad arricchire ulteriormente la nostra vita. È così che si cresce. Bisogna sfidarsi e lasciare spazio a chi vuole far parte nella nostra esistenza per restare o andar via. Per quanto sia complesso non è impossibile e curarci è il primo grande obbligo che abbiamo nei confronti della vita. Riconoscersi, accettarsi, amarsi è il primo passo per acquisire maggiore sicurezza e sentirsi meno ‘goffi’ dinanzi agli altri e alle sfide della vita!

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