Mio padre vuole condizionare il mio lavoro

Salve, ho bisogno di parlare con qualcuno ….. Sono un fotografo, ho aperto attività circa 5 anni fa. Il locale l’ha comprato mio padre, riconosco i suoi sacrifici ma adesso mi blocca, non riesco ad esprimere la mia professione, è diventata una galera e nonostante io lavori tanto con i matrimoni e i battesimi mi “obbliga” a tenere aperto tutto il giorno quando potrei benissimo tenere aperto solo mattina e il pomeriggio lavorare senza interruzione per le grafiche Album.

In teoria dovrebbe “aiutarmi” mia sorella solo che è stata sempre svogliata, adesso ha un bimbo e la situazione si è aggravata pesantemente sulle mie spalle, è 7 mesi che non consegno un lavoro di cerimonia perchè devo gestire forzatamente il settore commerciale che mi produce poco, devo togliere del tempo al lavoro che conta e già sento le lamentele dai clienti che consegno tardi. Non posso chiudere perchè per mio padre è un errore, pretende che io stia aperto e lavori la notte, ci ho provato ma stavo rovinando i rapporti con la mia ragazza che amo, vorrei tanto costruire casa ma se continua cosi per miracolo riesco a pagare le tasse! Mi danno perchè mio padre lo vede quanto soffro ma fa finta di non vedere, sa che per dare la differenza devo studiare, devo avere del tempo per me stesso! Il fotografo non vive più di commercio, vive di cerimonie, ho studiato per quello e mi sento legato….. Mi dice che ricevendo per appuntamento il pomeriggio per la gente passerei per un fanatico, per un montato…. che se voglio fare così devo andarmene in affitto….. Il problema è che in 5 anni di attività avevo messo qualche soldino da parte per fare casa e per andarmene in affitto devo cmq uscirne una parte. Non so ma il contrasto imprenditoria giovanile con la vecchia generazione è una battaglia persa, è convinto che il lavoro piccolo porti quello grosso ma non è più così, porta via solo del tempo prezioso che tolgo al lavoro che amo, porta via “prestigio” e categoricamente sui social vedo che chi rompe per cose piccole va da altre parti per lavori “grossi”.

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Gentilissimo, per quanto suo padre abbia fatto dei grandi sacrifici per ‘regalarle’ il locale o per acquistarlo con l’intento di non farle pagare l’affitto sarebbe lei a gestire la sua attività. A prescindere dalla questione in sé, va considerata in primis la relazione tra voi due: sembra che lei stia vivendo la vita di un’altra persona quando vorrebbe chiaramente spiccare il volo indipendentemente dal suo genitore. Questa ‘gestione’ paterna però non glielo permette, è pertanto indispensabile parlarne con lui in modo da chiarire come intende svolgere il suo lavoro e, nel caso, valutare situazioni alternative che le permettano di essere più libero dal punto di vista professionale e non solo.

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