Come comportarsi con una madre depressa e assente?

Sono una ragazza di 22 anni e quotidianamente mi trovo ad affrontare una situazione familiare destabilizzante. Mia madre, da che ho memoria, non è mai stata una persona particolarmente attiva, dinamica o estroversa. Non ha mai avuto amiche o amici, non si è mai preoccupata di dare importante alle relazioni sociali. Non ha un lavoro e non ha nessun interesse.


Circa 10 anni fa, quando mia nonna (madre di mia madre) venne a mancare improvvisamente, lo stato di totale chiusura di mia madre si andò intensificando. Questo evento drammatico, ma anche del tutto naturale, ha causato in lei una forte depressione (o almeno credo). Il tutto è andato poi ampliandosi maggiormente. In quel periodo mandavano in onda il Grande Fratello. Mia madre cominciò ad interessarsi al programma in maniera assidua: si attaccava al televisore, mattina e notte, 24 ore su 24. Non si interessava a niente altro se non al Grande Fratello. La notte non dormiva pur di spiare ogni frase, atteggiamento, azione dei concorrenti. Si era particolarmente “affezionata” (se così si può dire) ad una coppia che era nata all’interno del programma e in particolare modo alla ragazza, componente della coppia. Di notte non dormiva e recuperava il sonno al mattino: restava a letto fino a mezzogiorno (quando poi anche i concorrenti della casa del GF si svegliavano). Io, all’epoca avevo 14 anni, mio fratello 5 anni, eravamo piccoli, ma mia madre non si interessava a noi. In casa non faceva niente, il più delle volte neanche cucinava. Se io o mio fratello cercavamo di parlarle, di chiederle qualcosa, qualsiasi cosa, lei non rispondeva, ci ignorava e quando proprio non poteva fare a meno di degnarci delle sue attenzioni si arrabbiava con noi (perché avevamo osato disturbarla). Molte volte non accompagnava me o mio fratello a scuola, non era mai presente alle nostre recite, ai nostri colloqui con i professori (i miei compagni mi chiedevano se mia madre fosse morta). In pigiama tutto il giorno, trascorreva il suo tempo a vivere la vita degli altri.

Dopo la fine del programma mi chiese di aiutarla con il computer affinché lei potesse seguire la coppia in questione: passava da Facebook ai vari blog dedicati alla coppia. Riguardava assiduamente tutti i video che ripercorrevano i momenti della coppia all’interno della casa del Grande Fratello. Così dal suo attaccamento al televisore passò al computer: dal mattino fino a notte fonda.
Questa situazione va avanti da molto tempo. Con il passare del tempo e con nuove edizioni del Grande Fratello mia madre ha cominciato a “seguire” altre coppie che si formavano all’interno della casa. Si è passati poi dal computer allo smartphone: trascorre la maggior parte del suo tempo o in bagno o sul letto con il cellulare tra le mani per spiare la nuova coppia a cui si è legata. E non si tratta di poche ore al giorno.
Al mattino si sveglia e la prima cosa che fa è prendere il cellulare per informarsi sugli eventi della coppia. Dopo aver preparato la colazione a mio fratello (oramai 14enne), va al bagno e ci resta per circa un’ora sempre con smartphone e auricolari.
Prepara il pranzo e subito dopo aver mangiato si mette sul letto e ci resta fino alle sette di sera. Prepara la cena e subito dopo cena di nuovo sul letto fino a notte fonda.
In questi dieci anni questo suo stato è andato talvolta intensificandosi e in altri momenti appiattendosi. In famiglia, io, mio fratello e mio padre, cerchiamo in ogni modo di aiutarla, di starle accanto, di occuparci delle cose di casa (soprattutto io). Cerco di sostituire la sua assenza con mio fratello, di stargli vicino (soprattutto ora, nel periodo adolescenziale non particolarmente semplice da affrontare), cerco di aiutare mio padre, anche nelle più piccole cose, dal fare la spesa a pagare le bollette.
Ma la dipendenza il più delle volte crea in mia madre un forte stato di nervosismo: è molto suscettibile, non le si può parlare, si irrita facilmente. Inoltre tende molto a immedesimarsi nei personaggi televisivi che segue, al punto tale da credere che azioni, offese, tradimenti che quel personaggio subisce, stia accadendo anche a lei. Tanto per fare un esempio: se la concorrente del Grande Fratello a cui si è affezionata decide di lasciare il suo fidanzato perché non la rispetta e di iniziare una relazione con un altro concorrente della casa, mia madre comincia a parlare con parole non sue e a prendersela con mio padre perché sostiene che lui non la rispetta (così come accaduto alla ragazza/personaggio).
La cosa che più mi fa intristire, oltre naturalmente al fatto che non vedo mia madre serena, oltre al fatto che non riesco a renderla in qualche modo felice (nonostante i miei mille sforzi), è che queste ragazze che segue, tra social e televisione, sono l’opposto di ciò che sono io. Loro sono belle, alte, interessate all’aspetto fisico, alla bellezza, sempre preparate, truccate ben pettinate: l’unico obiettivo della loro vita è la fama, il successo e i soldi.
Io invece, sono una ragazza semplice, studio lettere, mi interesso alle materie umanistiche, mi piace leggere, curiosare, conoscere cose e persone nuove, sono appassionata di teatro e cinema. Non sono bella (più che altro un tipo), vesto molto semplicemente.
È una situazione il più delle volte imbarazzante: la nostra colpa è stata quella di non dire niente a mia madre. In questi dieci anni nessuno di noi si è mai azzardato di farle presente questo suo stato, nessuno di noi le ha mai parlato chiaramente. Abbiamo sempre taciuto, pensando che la cosa si sarebbe risolta da sola, con il tempo.
Ma questa volta il tempo non è stato galantuomo.
Io vorrei costruirmi una mia vita, fare qualcosa per me. Non ho amici, non ho un compagno. Le mie giornate si dividono tra l’aiuto in casa, mio fratello, mio padre, mia madre e poche ore che mi restano per studiare.
Cosa dovrei fare? È troppo tardi per aiutare mia madre? In fondo mia madre ha solo 45 anni, potrebbe fare ancora tante di quelle cose. Dovrei rivolgermi ad un esperto? La prego vivamente di farmi una sua opinione. Sono veramente in preda alla disperazione. Potrò mai avere una madre?
Per tutti questi anni mia madre è stata assente ed io una madre me la sono dovuta inventare: l’ho cercata in tutte le donne adulte che in un modo o nell’altro mi stavano vicina, dalla professoressa, alla signora della parrocchia che frequentavo, alla mamma dell’amica

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La depressione è una delle psicopatologie più gravi da curare. È il mal di vivere.

Fondamentalmente l’unico modo per poter aiutare una persona è starle vicino e quando lo permette renderla consapevole di cosa comporta il comportamento di chiusura nel quale si rifugia. L’Identificazione con i vari personaggi, infatti, permette di acquisire un’identità che seppur momentanea diventa il proprio modo di interagire con gli altri. Ma in effetti è una falsa identità e ‘vivere la vita degli altri in qualche modo significa ‘fuggire’ dalla propria per incapacità di affrontarla, per insoddisfazione. L’aggressività e la rabbia accumulate si rivolgono verso di sé anziché all’esterno. L’aggressività, rivolta verso l’esterno, cioè nella giusta direzione, per quanto possa sembrare un comportamento negativo, ha invece, per l’individuo, la funzione di potersi affermare nella vita, nelle relazioni e nella società. L’isolamento è conseguenza di un malessere interiore molto profondo.

Aprirsi all’esterno è l’unico modo per poter accorgersi di ciò che sta attorno, ma questo vale per qualsiasi individuo e quindi anche per lei. Continuare a cercare di rendere qualcuno felice anche se non lo vuole significa rinunciare alla propria felicità poiché tutte le attenzioni sono spostate verso un’altra persona. Bisogna cominciare sempre da se stessi. Come si fa a rendere qualcuno felice se non lo si è in prima persona?

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