Le conseguenze di un rapporto difficile con il padre

Salve, Le scrivo per cercare di risolvere un problema che spesso mi fa soffrire davvero tanto, ovvero il rapporto con mio padre. Premetto che è un militare, questo fa già un po capire il suo carattere, inoltre è molto intelligente e socievole, molto disponibile e generoso, anche se spesso diventa molto rigido e ragiona come se fossero ancora gli anni 70…

Per colpa del suo lavoro passava più di un mese fuori casa, alternato a un mese di riposo qui con noi, quindi non è stato un padre molto presente, anche se ovviamente la colpa non è sua. Mi sono  abituata alla sua assenza arrivando poi a non sopportare una sua lunga permanenza perché criticava ogni cosa. Ormai da qualche anno il suo lavoro gli permette di tornare a casa ogni sera, in più sabato e domenica è a casa, quindi interagisce con la mia vita più spesso di prima ma non quanto avrei voluto io in passato. Adesso infatti non vorrei nessun contatto con lui, parlargli mi fa sentire in imbarazzo e tutto questo per i litigi che abbiamo avuto negli ultimi tre anni. Ho sempre cercato di renderlo fiero di me, per questo motivo ho provato i concorsi per entrare nell’arma. Cercavo dei consigli da lui, chiedendo come fosse la vita lì dentro, come fossero i concorsi ma non ho mai ricevuto risposta. Era come se facesse finta di non sentirmi, come se i miei tentativi lo avessero disturbato. Tutto questo è successo tre anni fa e da allora ho deciso che non avrei mai più cercato un rapporto, ho provato davvero in molti modi diversi senza risultato e sinceramente mi sono stancata di stare male e di non sentirmi mai abbastanza per lui. Recentemente invece abbiamo avuto uno scontro violento dove lui ha iniziato a insultarmi dandomi pure dell’ignorante, cosa che non sono assolutamente, ma forse per lui sono solo questo. Inutile specificare che raccontare queste cose mi fa ancora soffrire tanto. Questo pessimo rapporto e la mancanza di una figura paterna mi hanno portata, a 17 anni, a una ricerca ossessiva di una figura maschile più grande di me, spesso 37/50 anni, con il quale avere un rapporto, con alcuni purtroppo anche fisico, e un confronto. Parlavo costantemente con queste persone, in quel periodo se uno di loro decideva di andarsene io lo sostituivo con un altro, non volevo stare sola mai. Tutto questo marasma è cessato quando ho conosciuto il mio ragazzo, mio coetaneo. Le mando questa mail non per chiederle come migliorare il rapporto con mio padre, so che sarebbe inutile, ma per chiederle cosa il nostro rapporto può causare nella mia vita.

La ringrazio per l’attenzione

Per fare la tua domanda manda una mail a pianetadonna@mondadori.it

Le dinamiche che si strutturano con le prime relazioni affettive diventano il modello a cui ci si riferisce crescendo, poiché vengono interiorizzate.
Quando il rapporto con la figura paterna risulta conflittuale, ci si scontra con un’idea maschile non accettata nonostante il legame.
Le stesse dinamiche potrebbero ri-proporsi in modalità inconscia allorquando si struttura una relazione con l’altro sesso. È pertanto, possibile che la conflittualità possa coinvolgere anche una
persona esterna a tali dinamiche ma che poi ne diviene parte attiva.
Potrebbe anche accadere che, acquisendo un buon livello di consapevolezza in merito a ciò che si è
vissuto, la stessa esperienza possa, attraverso una affettività matura, contribuire positivamente alla
riuscita di una relazione serena di coppia.

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