Fobia di restare soffocati e di deglutire: da cosa sono provocate?

Salve dottoressa, le racconto brevemente la storia della mia vita, una serie di tortuosi avvenimenti ai quali non sono mai riuscita a reagire… Con l’inizio della scuola media, dato che i miei mi han sempre tenuta nel nido, mi sono ritrovata in un contesto fatto di gente più sveglia, grande,nel quale ho trovato solo umiliazione ed episodi di bullismo.

Nello stesso periodo all’incirca, una sera dai miei vicini di casa, mangiando dei datteri mi è passata in testa l’idea che un osso potesse essermi finito in gola ( nonostante fossi consapevole che ciò non era successo ). Da quel giorno è iniziato un calvario dove smisi completamente di mangiare ed andare a scuola, dunque mi isolai completamente fino alla terza media. È stato un calvario sia per me che per i miei genitori, fatto di neuropsichiatri e farmaci, altrimenti davo letteralmente di matto. In seguito nacque un pensiero ossessivo, quello che, qualunque cosa potesse in qualche modo finire accidentalmente in gola, tanto che controllavo come con una collezione di tappi ed altri oggetti, altrimenti anche da lì nasceva il panico. Altre paure furono legate al vomito, non tanto nell’atto di per sè, più che altro nella nausea che non avrei saputo gestire. È stata una situazione travagliata, e ancora oggi mi ritrovo a frullare tutta la roba da mangiare e berla con una cannuccia. Al di là di questa provo sempre un grande senso di abbandono e ineguatezza, La prego mi aiuti.

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L’anginofobia è la paura di restare soffocati in seguito all’assunzione di cibo, mentre la disfagia è la paura di deglutire. Entrambi sono spesso confusi con disturbi dell’alimentazione comportando un notevole disagio dal punto di vista comportamentale e psicologico.
Mangiare e nutrirsi diventa quindi un impegno gravoso che spesso si evita. Tale fobia può anche essere associata a disturbi d’ansia di vario tipo o a depressione. Va pertanto richiesto un intervento di psicoterapia specifico. Il confronto con gli altri è decisamente difficile soprattutto in pre- adolescenza/adolescenza e può capitare di non sentirsi adeguati rifuggendo dalla vita e dalle relazioni. Il disturbo è infatti correlato al primo sostentamento cioè alla nutrizione che è indispensabile per vivere e per crescere. Privarsene significa annullarsi, confermare a se stessi di non valere.

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