Sono basso e non riesco a superare i complessi

Salve, sono Danilo ed ho 24 anni. Sono uno studente universitario. La contatto per parlare un po’, sperando che lei può aiutarmi a uscire da questo tunnel che purtroppo mi avvolge sempre di più, portandomi all’esasperazione.

Il problema che mi porto dentro e che stravolge poi ogni cosa è la mia altezza. Sono alto 1,59 cm e da circa 4 anni porto dei rialzi interni alle scarpe che mi permettono ad arrivare ad un’altezza di 1,70 circa! Purtroppo con il tempo questo mi ha creato grandi disagi fisici e psicologici. Fisici dovuti ai continui mal di schiena e male alle gambe. Psicologici dovuti al mio allontanamento graduale dalla maggior parte della mia vita sociale, dalle attività che prima facevo e che ora non faccio più, dai miei studi in cui ritrovo a fatica la concentrazione e sul lavoro perchè devo fare sempre qualcosa che possa adattarsi alle mie esigenze portando questi grandi rialzi interni! ciò ha modificato radicalmente il mio modo di vestire per non “dare all’occhio”. tutto ciò nasce dalle mie insicurezze riguardo l’aspetto 4 anni fa…. Mi reputo visivamente e fisicamente bello, ma l’altezza mi fa perdere più del 70% di questo… purtroppo il pensiero tormentoso lo rivedo ogni volta che sono davanti allo specchio. Penso: “se questa altezza fosse mia”, sperando nella felicità assoluta. Sono fidanzato ormai da 3 anni con una ragazza eccezionale, la amo tantissimo e viviamo letteralmente in simbiosi. Lei da subito ha saputo del mio malessere e mi ha accettato, mi aiuta a superare i momenti di sconforto e cerco di mostrarmi sempre forte e determinato per non farla preoccupare, per paura che l’unica persona più importante della mia vita possa abbandonarmi. In famiglia ne ho parlato e prima che capisse “almeno mia madre” il problema, ho dovuto fare 2 anni di litigi continui, umiliandomi e facendo accrescere sempre più il mio malessere, comportando poi ad un allontanamento con tutta la famiglia. ORA mi sento sempre più solo, nessuno che mi sostenga (a parte il mio amore), da aggiungere che i miei sono separati ormai da anni e da piccolo ho subito violenze psicologiche e fisiche da parte di mio padre (non di natura sessuale), quindi ho sempre lavorato e mi sono sempre preso io cura di me stesso, dai vestiti all’iscrizione e tasse universitarie, lavorando. Due anni fa decisi di fare l’intervento di allungamento arti e mi accordai con un chirurgo, ma il non sostegno da parte della mia famiglia ha fatto si che il dottore con il tempo ha deciso di non operarmi. Inoltre dovevo pagare 8.000 euro e nessuno è stato disposto ad aiutarmi.

Lavorando annuale fino allo scorso luglio, ho provato ad avere un finanziamento ma purtroppo anche quello è fallito per ben 2 volte. Ora mi ritrovo a casa, senza un gran rapporto con la mia faglia, con questo malessere che mi disagia in ogni attività, ho l’auto anche rotta e senza lavoro, con degli studi che devo portare avanti per il mio futuro. Mi sento perso. ps: prima ero un ragazzo frenetico, lavoravo sempre, stavo con gli amici, aiutavo la famiglia, leggevo molto, facevo TANTISSIMO sport, facevo scampagnate in montagna e amavo fare delle foto.

Ora sto rintanato a casa ed esco solo con la mia ragazza. Non posso fare tutte queste attività perchè con i “tacchi” non riesco, mi stanco dopo 5 minuti di cammino, nè posso andare a fiere o feste con la spensieratezza di una serata “diversa” nè posso semplicemente andare a farmi un tuffo d’estate a mare. Ogni volta per comprare un paio di scarpe devo nascondermi per provarle con i rialzi ed ho acquistato anche scarpe “su misura” che mi sono costate un patrimonio con scarsi risultati. Ormai la gente oltretutto mi conosce con questa altezza e soltanto il farmi vedere differente potrei diventare lo zimbello del paese! pensi che porto gli scarponcini anche d’estate che i miei piedi esplodono dal rossore. Come posso uscire da questo buco nero? Vorrei operarmi e so che questa è l’unica cosa che renderebbe la mia vita limpida… Ma da solo non mi assistono, anche perchè non sono operazioni ancora trattate per fini “estetici”. Mi sento ogni giorno un peso enorme dentro, e oltretutto vedo indifferenza da parte della mia famiglia giocando anche sul problema, tipo mio fratello più piccolo(più alto di me) dice continuamente che sono senza un futuro e fa sempre battute per farmi innervosire su qualsiasi cosa poichè io sono stato classificato in passato come “il sapientone” “quello perfettino” “quello responsabile” “quello che lavora sempre”. Lui purtroppo questa l’ha vista sempre come una competizione con me ed è anche l’opposto esatto di quello che sono io ovvero non ha studiato oltre le medie, è arrogante, poco responsabile ma si cura molto fisicamente e sicuro TANTO di sè. Da due settimane sta lavorando e già dice di sentirsi “realizzato” perchè è un’assunzione a tempo indeterminato, é il suo primo lavoro. Insomma le ho spiegato un po’ , forse anche in modo confusionario, la mia situazione. Spero possa avere la sua attenzione e magari aiutarmi in qualche modo. Buona giornata.

Per fare la tua domanda manda una mail a girlpower@banzaimedia.it

Caro Danilo, a volte è più facile vedere ciò che manca piuttosto che osservare con attenzione ciò che è evidente e che può essere allo stesso tempo gratificante. Osservarsi attraverso occhi critici significa ‘torturarsi’, ‘tormentarsi’, ‘umiliarsi’ ‘farsi violenza..un po’ come faceva papà a suo tempo e quindi continuare con la stessa modalità. Apparire non è sempre essere. Essere è decisamente più complesso poiché richiede di accettarsi per come si è con pregi e difetti come tanti altri. La sua compagna lo ha fatto e tante altre persone lo farebbero se lei concedesse loro questa opportunità.

Riuscire a superare le proprie paure, incertezze, insicurezze non è semplice ma è possibile. Sarebbe possibile se vi si ponesse dinanzi, deciso ad affrontarle. Gran parte del tempo oggetto di rinuncia diventerebbe invece una esperienza di scoperta, di rinascita. E allora..perchè non provarci!

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