Come uscire dalla dipendenza affettiva

Buongiorno, mi chiamo Jessica e sono una ragazza di 28 anni, sono sempre stata molto particolare con i gusti, con le mie scelte e sopratutto sono sempre andata lontana da tutto ciò che mi crea noia e routine.


Sono figlia unica e ho sempre avuto un rapporto conflittuale con i miei genitori, spesso mi sono sentita sola e incompresa e spesso ho stretto i denti e mi sono rimboccata le maniche, uscendone intatta dalle avversità.
La mia situazione attuale non la reputo delle migliori, parlo sopratutto a livello psicologico. Ho mollato il lavoro.. Ho mollato molte amicizie.. Mi sento isolata, confusa e triste.
Ma non voglio allungare il discorso ulteriormente, preferisco entrare nel cuore della questione.
Tre anni fà inizio a lavorare in un bar della mia città, il primo anno lo passo a imparare, ad inserirmi nella società circostante. Fino a che non conosco lui.. un uomo di 43 anni solitario, molto nell ombra, riservato, silenzioso ma con due occhi blu magnetici, magici,tristi. Tra me e lui una differenza di 16

anni. Io con il mio carattere estroverso ho sempre creato simpatie, amicizie intorno a me. Lui mi incuriosisce.. tanto che a poco a poco riesco a prendere confidenza anche con lui. Sapevo del suo passato travagliato, cosi le voci narravano di alcuni problemi con alcol e relazioni finite male.
Nonostante questo l ho sempre visto un pò vittima e ho voluto ugualmente imbattermi nell’avventura, di poter provare con mano la realtà.. Mi ossessiono passo dopo passo di lui. Subisco accuse, gelosie, paranoie, controlli. Tutte cose che non ero mai stata sottoposta.. tutte cose che ingenuamente  all’inizio avevo eticchettato come paure, traumi che sarebbero passati col tempo. Mi ha fatta diventare violenta, sono arrivata poi a spiare lui io.. fino a togliermi completamente la mia indipendenza personale, fino a perdere interessi, fino ad essere arrivata ad oggi che ho mollato il lavoro.
Non ne potevo più del bar a causa sua.. stufa di vederlo vagare le mattine presto mentre aprivo, stufa di vederlo cacciare i turisti che potevano accomodarsi, stufa di vederlo ubriaco, stufa forse anche di non poter stare con lui. Già… beve tutti i giorni e sicuramente fà uso di altre sostanze perchè dorme poco ed è sempre in giro, vaga e controlla tutto.
Mi ha tolto il sorriso che avevo, mi guardo allo specchio e ho un viso spento, cupo e ora vago anche io, senza bere alcolici ma vago sola.. come un anima persa.
Mi ha maltrattata, offesa, mi ha alzato le mani, strappato i capelli.. per cosa? Per sue paranoie, per sue frustrazioni. Sono sempre ritornata perchè mi mancava, perchè mi mancava fare l amore con lui e perchè ho sempre sperato che capisse e che potesse cambiare.
Oggi sono a pezzi.. non smetto di pensarlo nonostante tutto. Domani inizio un corso di yoga e stasera proverò la mia prima volta da una psicologa, ho preso la fermezza di capire che ho bisogno di un vero e forte aiuto. Spero che possiate leggere queste mie parole e che possiate capire la mia posizione di dipendenza affettiva, ho letto tanto in tutti questi mesi, tanto da capire di essere in un tunnel.

Cara Jessica, venir fuori da una situazione problematica non è semplice. Ci vuole tempo e tanta, tanta pazienza oltre che forza. Un sostegno è la cosa più indicata, non solo perché supporta questo momento difficile ma aiuta a prendere consapevolezza sul “come mai” si è arrivati a quel punto. Tante situazioni di dipendenza affettiva hanno origine proprio nell’infanzia..
Amare troppo è calpestare, annullare se stesse per dedicarsi completamente a cambiare un uomo “sbagliato” per noi che ci ossessiona, naturalmente senza riuscirci. Amare in modo sano è imparare ad accettare e amare prima di tutto se stesse, per potere poi costruire un rapporto gratificante e sereno con un uomo “giusto” per noi.
(Robin Norwood)

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