Perchè l’amore mi sembra difficilissimo?

Buonasera, sono Angela, 23 anni. Sono fidanzata da quasi 8 mesi con il mio partner. E’ la prima volta che ho una relazione seria.. Da piccola ho avuto un fidanzatino con cui facevo tira e molla, per il resto 2-3 storielle durate pochi mesi. Poi arriva lui… Mi piaceva già tanto prima di conoscerci, frequentavamo la stessa biblioteca, in cui stavamo buttati giorni interi.

Lui era fidanzato quindi non avrei mai pensato di poterci stare insieme. E’ il tipo non oggettivamente bello, e io lo sapevo, ma ci ho sempre visto qualcosa in lui che mi attirava molto. A parte il fatto che nonostante sia robusto e con qualche difettuccio, questi ultimi sono sempre passati in secondo piano, a me piaceva parecchio anche fisicamente.. ma lo sguardo.. mi scioglievo. Non so perché ma sentivo che era una persona speciale, la sentivo molto simile a me.

Dopo poco sono venuta a sapere che si era lasciato con la sua ex storica.. piano piano.. poi giorno dopo giorno iniziamo ad innamorarci, a scambiarci sguardi, a parlare tutto il tempo degli interessi, di come la pensiamo sulle cose, inziamo a frequentare anche la stessa palestra. Così anche lì occhiatine, bacetti e così via. Mi stupivo ogni giorno di più, 1 della sua intelligenza e bontà, 2 di come io mi fossi sciolta e di come posso aver fatto dei progressi così grandi con un maschio. Mi spiego meglio.. Sono sempre stata fredda e distaccata con gli altri, sempre sulle mie, non mi fidavo, chiusa, non riuscivo nemmeno a dire che mi piacevano fisicamente perchè troppo timida. Ho sempre avuto paura del giudizio degli altri, non riuscivo a parlare nè di me stessa e nè della mia vita. Con lui invece è tutto diverso, riesco ad essere me stessa al 100% senza paura, ed anche lui è se stesso. Da lì  passiamo un sacco di tempo insieme ed anche ora. Dopo un 2-3 mesi ho inziato ad avere i primi dubbi. Lo amo? Cosa provo? E’ possibile che mi trovo così bene? Con nessun altro mi sono sentita così a mio agio, solo con gli amici! Lo considero forse un mio amico? Però effettivamente non provo più le farfalle nello stomaco del primo momento.. Quando lo vedo non è un colpo al cuore, non tremo o cose simili. Ma ci stavo benissimo mentalmente ed anche sessualmente. Un giorno in preda al  panico, decisi di lasciarlo perchè non sentivo più queste farfalle.. Dopo poco corsi a casa in un pianto disperato, ero ancora più in confusione.. Dormii tutto il tempo e cercavo anche di più di capire, ma niente mille ipotesi. ‘Ma allora se sto soffrendo lo amo’, ‘ e se invece sto soffrendo perchè mi sento una stronza?’, ‘oddio ora mi manca e vorrei andare ad abbracciarlo’, ‘ ma se ho dubbi non è amore’. Cercavo di distrarmi, andavo in biblioteca con la speranza di trovarlo ma niente. Fino a quando ci incontrammo la sera e nonostante gli sguardi di pentimento, di amore ancora da parte di entrambi, sembrava che non fosse successo niente! Cioè è tutto così dannatamente naturale con lui, sono spontanea, niente di forzato, mi viene da stargli vicino, di scherzarci e di tenergli la mano. Abbiamo iniziato di nuovo a stare insieme e gli espongo bene i miei sentimenti per lui, gli dico tutte le mie paure, che pensavo che amore significasse sobbalzare sempre dalla sedia quando lo vedi, sentire sempre pulsione sessuale e tremolio alle gambe. Mentre ora mi stavo ricredendo, l’amore è una cosa così semplice!! Tutto tranquillo per un po’. Dopo 6 mesi di relazione lo strazio più totale! Mi viene in mente il mio ex uscente, il quale mi ha trattato malissimo fingendosi innamorato e lasciandomi per whastapp. Cercai di paragonare le due cose, forse quello mi attraeva di più, mi sentivo più innamorata? Premetto che non sono mai giunta ad aprirmi con questa persona, anzi stavo molto a disagio e cercavo di non essere me stessa, dovevo essere più signorile, più curata.. Anche perchè me stessa non riuscivo ad essere. Comunque da lì in paranoia più totale, cercavo di ricordare bene le sensazioni vissute e più pensavo che qualche volta ho provato sensazioni piacevoli (il più delle volte
sessuali) e più mi sentivo in colpa. Sono entrata in un tunnel profondo, anzi ci sono caduta e per una settimana non vedevo via di uscita. L’ansia mi divorava, ogni mattina mi svegliavo e vomitavo, avevo paura di sognarlo, di incontrarlo, mi sentivo perseguitata. Mi stavo convincendo di non amare il mio ragazzo ma di essere sempre stata innamorata di lui. Mi sentivo male all’idea, non so perchè avevo questa paura e questa fissazione. Certe volte ricordavo scene del passato ma immaginando il mio attuale fidanzato, confondendo di più le idee. Mi venivano in mente dei pensieri intrusivi, come se fossero dei flashback anche quando stavo con il mio fidazanto e mi sentivo una lurida, una sporca, non volevo fare sesso perchè avevo paura che anche lì mi venissero in mente dei ricordi. Ho iniziato a fare abuso di forum, di psicologi online, domande a tutti. Sono andata da una psicologa tramite asl e dopo un po’ la sitauzione si è calmata. So che non devo dare peso a questi pensieri intrusivi. Ma è stato davvero straziante! In tutto ciò prima di questa fissazione, ne avevo un’altra. Mi interrogavo  spesso se provavo attrazione su altri ragazzi. Certe volte anche se non mi piacevano mi facevo condizionare, oppure ho pensato di essere lesbica perchè tra me e me ho detto che una ragazza era molto carina. Ora sono più tranquilla ma continuano questi pensieri negativi, vorrei solo che nella mia mente ci fosse lui e non qualcun’altro. Vorrei non chiedermi ossessivamente cosa provo quando sto con lui! Non è possibile che vado in panico appena non provo niente quando sto con lui.. penso sia
normale razionalmente non provare sempre gioia dopo 8 ore insieme. Solo che ogni tanto ho il bisogno di cercare su internet se tutto ciò è normale oppure no, solo che sono esausta, ho paura di arrivare a non provare più nulla per paura. Mi sono analizzata e ho pensato che anche da piccola ho avuto delle piccole ossessioni. Mi limito all’ultima vissuta un 3 anni fa. Nascita di mio nipote, periodo bellissimo e io con le paranoie. ‘E se cade?’,’ E se lo faccio del male?’, ‘ E se divento pazza e lo uccido?’, ‘E se arrivassi a violentarlo?’. Solo che dopo un po’ questi pensieri sono svaniti perchè so di non essere un mostro.
Forse anche qui dovrei convincermi che non sono un mostro che sfrutta le persone, non è vero che sto con il mio fidanzato per egoismo, ecc. Solo che è facile credere di non essere una serial killer ma non è facile di fronte all’amore, dato che non se ne conosce il significato! Che poi già qui so che c’è una falla nei miei ragionamenti, io non credo di non essere una serial killer, io sono sicura di non esserlo. Quindi dovrei iniziare a pensare, io ho paura di essere innamorata di un’altro,ma perchè devo credere a questa cosa? Non lo sono è semplice!

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Cara Angela, i pensieri intrusivi e le piccole ossessioni hanno un significato preciso ossia tenere a bada l’ansia che investe il soggetto in determinate circostanze. A tal proposito spesso le fissazioni sono legate agli affetti, alle relazioni e alla paura di perdere le persone care. Nello specifico il suo compagno ed un nipotino che probabilmente hanno portato tantissima gioia nella sua vita come in quella dei suoi familiari. Ed è proprio su questo aspetto che proverei a lavorare. Non conosco le sue vicende personali ma da ciò che racconta e descrive probabilmente le paure nascono proprio dalle prime esperienze affettive ossia legate alle figure genitoriali. È importante che, per chi comincia un percorso di sostegno psicologico, arrivi a terminarlo poiché vi è il rischio di regredire e di ritrovarsi
di nuovo nella situazione di malessere sabotando tutto il lavoro svolto fino a quel momento. L’amore è semplice, si. Siamo noi a complicarlo con i nostri timori e la considerazione che la felicità non esista.

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