Mi sento brutta e penso che non troverò mai nessuno

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Gentile dottoressa, Ho 24 anni e sono vergine. Sono brutta. Senza se e senza ma: sono esteticamente orrenda.

Ho subito del pesante mobbing per questo, alle medie: per darle un’idea di quanto fossero cattivi i miei compagni, una volta il ragazzino che mi piaceva finse di essere interessato a me per poi umiliarmi davanti a tutta la classe dicendo che era solo uno scherzo, e che ero stata un’idiota a credere che uno come lui potesse amare una come me. È stato orribile, piangevo quasi tutti i giorni e mi sentivo diversa dagli altri, in negativo. Per non avere gli stessi problemi alle superiori, ho deciso di dedicarmi anima e corpo allo studio evitando i ragazzi. Non ho mai nemmeno provato ad avvicinarmi a un ragazzo, al liceo: ho sempre avuto il terrore di vedere confermata la tesi dei bulli che mi attaccavano, dicendo che ero schifosa e sostenendo che non avrei mai trovato nessuno. Ma il fatto è che avevano ragione, dottoressa. Sarà anche politicamente scorretto dirlo, ma  èvero che la maggior parte dei ragazzi, anche quelli intelligenti, si sofferma esclusivamente sull’aspetto fisico di una potenziale partner e quando sente odore di intelligenza scappa. Mi sembra anche ormai tardi: perché a volte penso sia quasi come se esistesse una fascia d’età in cui si determina l’avvenire sentimentale di una persona, tra i 13 e i 17 anni, e a me non fosse stato concesso. Lei potrà dire che non ho agito, ma come avrei potuto, schiacciata dalla vergogna per il mio aspetto come ero? Soffro per questo, e

odio soffrire per questo. Quando cedo a questa tristezza mi sembra di darla vinta ai bulli che mi volevano vedere piangere. Mi chiedo se il mio senso di vuoto derivi da fattori biologici (non potrò mai avere figli e sarò sola) o sociali (la società prevede che io debba trovare un partner che mi ami o non potrò dirmi felice e completa). Ultimamente mi soffermo sulla seconda ipotesi. Se fosse un fattore sociale, da cui fosse possibile disintossicarmi, per così dire, sarebbe tutto più semplice e bello. Il fatto è che razionalmente mi rendo conto che non debba esserci necessariamente una “metà”, una relazione erotica felice, per vivere bene, eppure inconsciamente sento un vuoto che so bene che non c’è nessuno in grado di colmare. Perché non è un film, è realtà. E allora perché continuo a piangermi stupidamente addosso, invece di accantonare i miei ridicoli sogni romantici e cominciare una buona volta a sentirmi sempre perfettamente completa?
Le convinzioni umane possono produrre due effetti: uno limitante e costrIttivo, l’altro espansivo e costruttivo. Le costrizioni della mente comportano sofferenza, la positività induce un crescita. Di conseguenza anche l’autostima ne risente e viene soggiogata dallo stesso pensiero e dal comportamento degli altri che hanno rafforzato la stessa convinzione. Senza pensare che anche gli altri, nonostante con qualche marcia in più, hanno dei punti deboli e dei difetti. Non esiste la perfezione!
Ha valore, pertanto, ciò che ognuno vuole regalare alla propria vita che ha già di per sé un’intrinseca magia, perché la vita è amore, la vita è amore per se stessi e gli altri. Quando cominciamo a provare amore per gli altri riusciamo a perdonare i loro misfatti e riusciamo a percepire profondo rispetto per noi stessi. Regalare a sé felicità è la cosa più difficile da fare, ma si può. È su questo che dovrebbe
cominciare a riflettere: come posso fare e da dove devo cominciare. A volte, le cose insormontabili, una volta superato lo scoglio iniziale, essendo le più desiderate diventano esse stesse un motivo di felicità. Auguri!

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