Mi piace un mio superiore a lavoro

Sono una ragazza di 27 anni e mezzo. Vivo all’estero e sto facendo un bel tirocinio gia da un po’. Mi sono innamorata di un mio superiore, non è il capo è il vice, ha 10 anni in più a me esatti e mentre parlava con i suoi colleghi ho scoperto che è uscito da poco da una lunga convivenza.

Sento le cosiddette farfalle nello stomaco e un forte piacere mentale quando sto con lui, come una sicurezza, un senso di rilassamento. Non è bellissimo, eppure vorrei solo abbracciarlo e baciarlo ogni volta che lo vedo. In effetti contrariamente al capo mi sa prendere, e molto spesso ho avuto la sensazione che tra noi ci fosse una forte complicità. Non solo perché ho capito di avere questo sentimento dopo che ho scoperto che ci piacciono gli stessi gruppi musicali semi sconosciuti, abbiamo le stesse passioni culturali e che anche verso la birra siamo “predisposti allo stesso modo” per fare un esempio. Siamo complici perché mi rendo conto che nei momenti di discussione io so già cosa dirà lui è lui sa già cosa diró io. E poi ha un modo molto dolce di parlarmi… ride a tutte le mie battute e siccome sa che mi piace un certo tipo di cioccolata lo porta spesso in ufficio, comunque mi ha detto in una discussione lavorativa che a volte ho un approccio infantile nelle cose e che in generale sono così. E poi quando cerco in una chiacchiera, di uscire dalle cose lavorative nei discorsi lui all’inizio si apre..poi diventa evasivo. Ma questo ultimamente. Un giorno dovevo raggiungere degli amici in un posto e fuori l azienda c’erano dei lavori che chiudevano la strada per cui non sapevo come arrivare. Lui si è offerto spontaneamente di accompagnarmi a piedi sul posto (va a casa a piedi), poi mentre aspettavo i miei amici gli ho chiesto di bere una birra con me mi ha detto ” no, grazie” e si è allontanato in fretta. E poi un giorno mi ha detto che non devo raccontargli i fatti miei. Però le sue attenzioni verso di me sono continuate… Ha preso le mie difese ogni volta che ha potuto in caso di incomprensioni col capo. Io gli ho fatto un favore mentre il capo non c’era un giorno. Poi è successo che durante le vacanze di Natale gli ho chiesto di aiutarmi con un progetto extralavorativo perché lo stimo molto come professionista e lui mi ha detto che mi potrebbe dare solo piccoli pareri ma non vuole entrarci. Al rientro dalle vacanze ho attuato la strategia dello sto per i fatti miei e lo ignoro, ma non so se funziona. Come lo spingo a provarci con me? Oppure proprio non è interessato ed è solo gentile? Quando tornerò in patria non voglio avere rimorsi ma neanche voglio provarci con lui. Ah, sa che ho avuto un attacco di panico, ma non il motivo. Forse si spaventa…ma questo glielo dissi il mio secondo giorno di lavoro e tutte le cose che ho detto sono successe dopo… Che faccio?

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Non esiste una regola secondo la quale comportarsi nelle situazioni, c’è n’è però una che riguarda l’attività lavorativa ossia di non mischiare le vicende personali con il lavoro e nelle grandi aziende diventa una sorta di realtà. Per cui nessuno vieta di essere gentile ma andare oltre potrebbe comportare dei coinvolgimenti da cui è difficile districarsi.

Dato che il suo è un tirocinio e vi è la possibilità di restare in azienda probabilmente dovrebbe prendere in considerazione la possibilità che all’interno del contesto lavorativo sia difficile portare avanti rapporti sentimentali che sarebbero liberi se ci fosse una risoluzione della stessa attività.

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