Mi sono innamorata di un sacerdote

Salve, sono una ragazza di 22 anni che sta vivendo un inferno da dicembre. Ho sempre frequentato una Parrocchia, sin da piccola, nell’agosto 2016 è arrivato il nuovo Parroco, un uomo di 33 anni molto ben visto in Diocesi nonostante la giovane età. Sin da subito si è dato da fare con noi giovani, dando inizio a varie attività che ci coinvolgevano.

Oltre a queste attività, ci vedevamo spesso in oratorio per giocare a carte, a biliardino o  semplicemente per passare un po’ di tempo insieme sgranocchiando qualcosa. Man mano che i mesi passavano io e lui ci siamo legati sempre di più. Lui era diventato il mio confidente personale e anch’io per lui ero il principale punto di riferimento. Ogni volta che c’era qualche problema in parrocchia o con qualche ragazzo del Gruppo Giovani chiedeva consiglio a me. In un certo senso sono stati questi problemi a farci avvicinare cosi tanto. Grazie alle varie attività ci vedevamo quasi giornalmente, e ogni tanto ci sentivamo per WhatsApp sia per parlare di problemi (miei o suoi), ma da maggio 2017 abbiamo iniziato a sentirci praticamente giornalmente. Non parlavamo di cose ambigue, mi chiedeva consiglio riguardo alcuni probemi che stava affrontando, parlavamo di cosa si poteva fare per coinvolgere sempre più ragazzi in parrocchia oppure gli scrivevo o andavo in ufficio a trovarlo per sfogarmi con qualcuno perché stavo passando un brutto periodo, mio padre era in fin di vita in ospedale e lui era la persona che più mi è stata vicina. Ogni giorno, appena uscita dall’ospedale, mi ritrovavo un suo messaggio in cui mi chiedeva delle condizioni di mio padre, mi incoraggiava e mi invitava ad uscire con lui e gli altri ragazzi del gruppo per liberare un po’ la mente. A giugno mio padre è morto e nei giorni seguenti ha continuato a farsi sentire, a dirmi che ce la potevo fare ad andare avanti, mi diceva che se ne avessi avuto la necessità avrebbe contattato i Servizi Sociali del comune per darmi una mano sia economicamente sia con mia madre che nemmeno sta tanto bene.

Successivamente continuavamo a sentirci per messaggio e anche per chiamata (ore e ore a parlare al telefono di un ragazzo del gruppo con cui aveva litigato e chiedeva aiuto a me), ci sentivamo in qualsiasi orario, ma in particolar modo la mattina alle 6, alle 14 e la sera, dopo le uscite, dalle 22 in poi. Pian piano parlavamo sempre di più cose, ad esempio, alle 14 mi scriveva ‘’giulia, momento depression, sto guardando beutiful pensa come sto messo’’, e da li la conversazione andava avanti per ore con la sottoscritta che faceva da ‘’motivatrice’’ e da supporto morale. Condivideva spesso con me i suoi momenti di sconforto, come se vedesse in me qualcuno che glieli faceva passare. Quando si decideva di uscire la sera si assicurava sempre che ci fossi io, altrimenti in genere non diceva niente agli altri. Nel gruppo ci sono quasi 30 ragazzi e di questi 30 ce n’erano circa 6-7 me compresa che facevano parte dei ‘’fedelissimi’’, quelli a cui lui faceva più riferimento perché aveva più confidenza e più fiducia, e io in quel gruppo ero in primissima fila perché sempre più in stretto contatto con lui. Quando andavo da lui per parlare ero sempre attenta a non farmi vedere, perché il nostro è un pese piccolissimo ricco di malelingue, e vedendomi sempre li avrebbero pensato male, lui ha sempre avuto questo timore, infatti non ha mai voluto uscire da solo con le ragazze, la presenza maschile doveva essere obbligatoria, proprio per non dare occasione alla gente di parlare. Era sempre attento ai miei stati d’animo, se mi vedeva ‘’spenta’’ mi chiedeva cosa avessi, e altrettanto facevo io con lui. Ci capivamo a vicenda, se lui sorrideva io riuscivo a capire se era un sorriso vero o se nascondeva un altro momento depression. Ovviamente, con me condivideva anche i momenti belli.

Senza scendere ulteriormente nei particolari, cerco di arrivare alle parti più strane. Ad ottobre, una sera eravamo con gli altri in oratorio, tornati a casa (intorno alle 9)per la prima sera non ci siamo scritti niente (a volte gli scrivevo prima io, altre prima lui), quella sera mi sentivo un po’ stanca, non toccai per niente il telefono. Alle 22 mi ritrovo un suo messaggio, mi chiedeva che fine avessi fatto, (della serie, ‘’perché questa sera non mi hai scritto’’?) e subito dopo..’’ti consiglio il nuovo singolo di
arisa, ho cambiato i piani’’ e io…come mai? E lui ‘’cosi, giusto per condividere un’emozione, vai ad ascoltarlo’’..io andai e ascoltati attentamente il brano, il ritornello dice..’’ho cambiato i piani per te, è quello che capita quando si ama’’, da li la conversazione è andata avanti fino a quasi mezzanotte con lui che mi ripeteva questo ritornello e io, imbarazzata, che non sapevo come gestire la situazione, perché da una parte ero emozionatissima perché già da qualche mese avevo capito di provare qualcosa di molto forte per lui ma sapevo di non poter fare niente, dall’altra non capivo, perché? Perché mi ha scritto queste cose? Mi ha spiazzata. Ho cercato di raggirarlo dicendogli ‘’è un modo più carino per chiedermi di farti un cd nuovo per la macchina’’? e lui..sisi hai capito benissimo…e continuava a riscrivermi quel ritornello..Nei giorni seguenti solite conversazioni…con quella canzone che ogni tanto sbucava fuori…A fine novembre abbiamo iniziato ad avere i primi problemi, ci capivamo male su alcune cose di conseguenza ne usciva fuori una discussione. Da allora ci sono stati vari momenti di ‘’guerra e pace’’, per messaggi, per chiamate e dal vivo, sia privatamente sia pubblicamente. La sagrestana (con cui lui parla spesso) un giorno mi ha detto che mi devo allontanare da lui, che mi sono attaccata troppo, che lui è un prete e devo rispettare l’abito. Io le ho ripetuto che ho sempre rispettato l’abito e che abbiamo sempre avuto un rapporto di stima reciproca e che mi dispiaceva che per degli equivoci si stesse rovinando, lei continuava dirmi che deve esserci un muro tra me e lui. Il giorno dopo lo chiamai e gli raccontai il tutto, gli dissi che avevo il timore che anche lui pensasse questa cosa e lui mi disse di no, che se avesse capito una cosa simile sarebbe stato lui stesso ad allontanarmi.
Da quel giorno le discussioni per queste cose erano praticamente all’ordine del giorno, non parlavamo più come prima, a mala pena mi salutava, e quando prendevo parola per questioni di gruppo o parrocchia litigavamo sempre perché la vedeva come una cosa contro di lui. Nel frattempo gli si sono avvicinati due ragazzi del gruppo con cui si è trovato ad uscire quasi ogni sera e a me questa cosa dava molto fastidio perché se ne stavano approfittando di lui e dei suoi soldi, gliel’ho detto più volte, lui mi diceva che non gli importava, ‘’almeno mi fanno compagnia’’.
A febbraio, il giorno del mio compleanno, mi manda gli auguri sul gruppo come faceva con tutti gli altri, ho risposto con un semplice grazie, mentre man mano che gli altri ragazzi mi mandavano gli auguri rispondevo grazie con una faccina o col cuore, due ore dopo mi scrive in privato facendomi notare tutto ciò, io gli risposi che se mi avesse scritto in privato avrebbe avuto un ringraziamento meno freddo. Nel Frattempo una ragazza del gruppo mi porta il regalo, tra i nomi dei partecipanti c’era anche il suo, che non ha mai fatto il regalo a nessuno, se non ai diciottenni, io ero la prima (e ad ora, l’unica), gli mandai un messaggio per ringraziarlo e gli dissi che ero sorpresa per tutto ciò, sia perché non ero la prima a cui faceva il regalo, sia per quello che era successo negli ultimi mesi, lui mi disse che l’ha fatto perché ero quella che si è sempre data da fare per organizzare i suoi regali ecc ecc che lo ha fatto con piacere. Da li ci sono state altre discussioni, con altri con i rispettivi chiarimenti, che poi non chiarivano proprio nulla. Lui mi diceva che lo avevo sfinito, che ero diventata ossessiva e che dovevo lasciarlo perdere, io cercavo sempre un chiarimento perché era tutta una serie di malintesi che dovevano per forza risolverli. Il giorno dopo l’ennesimo chiarimento mi manda un messaggio molto lungo in cui mi diceva che non voleva ritornare più su quei discorsi perché era stato molto male e ogni volta gli saliva la pressione, che voleva che si rinnovasse il rapporto di stima e di collaborazione ecc ecc…qualche giorno dopo mi scrive di nuovo per chiedermi aiuto perché aveva avuto una discussione con il solito ragazzo, mi chiese di andare in ufficio per parlarne e da li siamo stati circa 20 giorni a sentirci per questa storia e io coglievo l’occasione per fargli notare che quando io e lui litigavamo stavo male tanto quanto lui stava male quando litigava con questo ragazzo (che era l’altro con cui aveva legato di più). Questa storia ci ha fatto riavvicinare all’inizio ma poi ci
siamo ritrovati di nuovo a litigare, lui che mi diceva cose del tipo ‘’non puoi stare sempre a scrivermi, non puoi chiedermi di vederci sempre in ufficio per parlare sempre dei soliti problemi, io sono un prete, devi legarti sentimentalmente a qualcuno, non posso essere io il tuo punto di riferimento”, mi ha invitata addirittura ad andare da uno psIcologo’, io che gli dicevo che non poteva dirmi certe cose dopo un anno che ci sentivamo ogni giorno…e lui mi ha risposto dicendomi che non ha mai avuto il
coraggio di dirmi che tutto cio era sbagliato, ma io non ci credevo.
Nel frattempo in paese si è sparsa la voce che io vado dietro al prete, ma per quanto ci sia un fondo di verità, io non ho mai fatto nulla di ‘’più’’, anzi spesso era lui a scrivermi e oltre al fatto della canzone e del regalo ci sono stati altri casi ambigui che potevano farmi pensare ad un interessamento suo, di questa storia ne sono al corrente altre 3 persone fidate e sono tutte d’accordo sul fatto che lui sia combattuto e che provi qualcosa per me ma non ha il coraggio di prendere una decisione e cambiare vita.

Io non so più cosa fare, vorrei avere la capacità di leggere nella sua mente per capire cosa sta passando, vorrei aiutarlo ma non so come. Quando siamo in chiesa cerca in qualsiasi modo di ritrovarsi con me in ufficio (sia solo che con altri), mentre quando usciamo anche per prendere una pizza (quindi senza vecchiette nei paraggi) parliamo e scherziamo senza problemi. Secondo voi in base a quello che vi ho detto (che anche se è lunghissimo, vi assicuro che è solo un decimo di tutta la storia, ho cercato di farlo il più breve possibile) può essere che si sia davvero invaghito di me e che non sappia affrontare questa situazione perché non ci è mai passato? Tenete conto che prima di andare in seminario non ha mai avuto relazioni e che a vederlo nessuno mai potrebbe pensare che faccia cose contro il suo abito.
Vi prego, sono disperata, non ho il coraggio di andare a dichiararmi (anche se ormai, penso abbia già capito) ma voglio sapere da lui quello che prova per me.

È piuttosto difficile per un prete ammettere un sentimento che non sia solo amicizia nei confronti di una delle sue amiche di fede anche in considerazione del fatto che ha preso i voti e si suppone abbia un unico grande amore verso cui rivolgere le sue attenzioni.
Ma un prete è comunque una persona umana che dinanzi ai ‘misteri’ della vita può restare coinvolto e soffrire. Per quanto sia verosimile che ci si possa innamorare e lasciarsi trasportare sentimentalmente da un interesse nei confronti di questa figura è pur vero che difficilmente un prete può prendere in considerazione di poter cambiare vita se non fortemente motivato. Tutto dipende dalla grandezza del suo amore per gli abiti che indossa e per il ruolo che ha all’interno della sua comunità e di quanto può avvertire come preponderante il tradimento verso la sua fede.

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