Weekend a Matera: cosa vedere

A primavera ci riscopriamo tutti turisti: si mettono in borsa un paio di cose, si monta in macchina..3,2,1: si parte, con il vento tra i capelli, un programma fitto fitto in tasca, scarpe comodissime ai piedi, occhiali da sole sul naso. Noi abbiamo proprio fatto così: “va’ dove ti porta il cuore!”, scriveva qualcuno e noi abbiamo proprio seguito quello.

Io e lui, direzione Matera.

Matera vuol dire riscatto, trasformazione, favola: Matera è una Cenerentola che finalmente è diventata principessa e sta partecipando adesso a un gran ballo a corte, con un vestito elegantissimo e uno sguardo fiero di dama bellissima. Matera infatti è passata da essere vergogna dell’Italia a capitale europea della cultura del 2019, patrimonio Unesco come primo esempio di civiltà rupestre e una delle tre città più antiche del mondo. Fino al 1957 angolo di mondo abbandonato anche da Cristo, che tutti sanno si fosse fermato a Eboli, pezzo di civiltà da dimenticare: Matera erano contadini che vivevano nelle grotte senza acqua, luce, gas, che dormivano con maiali e muli a due centimetri dal letto, che riversavano i bisogni in strada, che si scaldavano usando il letame delle loro bestie, Matera erano famiglie numerosissime che condividevano appena quindici metri quadrati di casa, se a quel buco possiamo dare questo nome. Ora Matera, soprattutto grazie a quello che è stato, ha il profumo della rinascita, del cambiamento, della rivincita.

Mi sarebbe piaciuto essere in piazza, nel 2014, quando finalmente è stata resa nota la notizia ufficiale: “abbiamo vinto!Abbiamo vinto!” e immagino tutti che urlavano come avessero vinto al Superenalotto e superato la Francia alla finale dei Mondiali. Immagino tutti che si abbracciavano, che urlavano, che saltavano: tutti lì a vincere con Matera, per Matera. Ad esultare con lei.

Devo dire che ha meritato davvero questo titolo. Matera è testardaggine, ostinazione, trionfo.

Lo confesso: anche io ero una di quelle persone che quando sentiva parlare dei “Sassi di Matera” non aveva esattamente idea di cosa fossero; alcuni penso che vadano lì ancora con la convinzione di trovare pietre preziose particolari, o, che so, qualche sasso da raccogliere e portarsi a casa come fossero calamite ricordo con cui tempestare frigoriferi.

Allora venite con me.

COSA VEDERE:

Darvi consigli su cosa vedere non è difficile. Matera si lascia vedere. La straordinarietà del borgo si apre lampante sotto gli occhi immediatamente. All’inizio forse vi sembrerà difficile orientarvi, rigirerete la mappa tra le mani e vi sembrerà impossibile capire il suo sviluppo.

Dovete immaginarla come un grande uccello dalle ali spiegate: l’ala destra è il Sasso Caveoso, l’ala sinistra il Sasso Barisano, il corpo la Civita. Un uccello in volo verso il trionfo.

Ecco, queste sono le tre parti principali di questa fenice in rinascita. E sveliamo allora il mistero: i Sassi sono i due quartieri rocciosi della città, semplicemente questo.

Cosa dovete assolutamente vedere:

1. IL SASSO CAVEOSO: è tra i due quartieri quello che mi è piaciuto di più. Appare come il meno costruito, il più scavato. All’interno del quartiere sorgono la chiesa della Madonna dell’Idris, la Chiesa di San Pietro Caveoso e la Casa Grotta di Vico Solitario. Nel Caveoso, consiglio per gli amanti dell’artigianato, di visitare il regno di Carmine Daddiego, che mette a disposizione del pubblico la sua arte e la sua simpatia. Non un semplice negozio, ma una mostra di genuina creatività.

2. IL SASSO BARISANO: è il quartiere più edificato. All’interno la Chiesa di Sant’Agostino, la Chiesa di San Pietro Barisano, la Chiesa della Madonna delle Virtù. Nel Barisano si scende direttamente da Piazza Vittorio Veneto, scendendo le scale che si trovano al fianco del negozio Calzedonia.

3. IL PARCO DELLA MURGIA: intorno alla città si sviluppa il Parco della Murgia, o più esattamente il Parco regionale archeologico delle chiese rupestri del Materano. Perché Matera non è solo Matera borgo: la civiltà rupestre che l’ha abitata ha lasciato il segno scavando grotte e costruendo chiese tra le rocce. Il parco della Murgia è raggiungibile facilmente attraverso un pullmino cittadino che, al costo di 1,50 euro, vi porterà direttamente da Piazza San Pietro Caveoso alla zona del Belvedere, versante opposto della gravina materana. Da lì, una panoramica mozzafiato del borgo.

Zona ideale per le esigenze di tutti: per i più social, scenario fantastico per foto instagrammabili; per gli amanti della natura, presenza di sentieri, sentierini e percorsi più o meno scoscesi che scendono verso il torrente Gravina.

I meno temerari possono anche attraversarlo percorrendo un ponte tibetano e poi risalire alla città, risalendo le stradine sul lato opposto del Belvedere. A me, sinceramente, vengono le vertigini solo a scriverlo.

4. LA CASA GROTTA DI VICO SOLITARIO: nel Caveoso, c’è la possibilità al costo di 3 euro di tornare indietro di cinquanta anni: la Casa Grotta è la riproduzione fedele e originale di come hanno vissuto le famiglie del Materano prima che Alcide De Gasperi ordinasse l’evacuazione delle grotte.

Casa e stalla allo stesso tempo, cassapanche per il grano che si trasformavano in giaciglio per riposare, letto altissimo sotto cui anche la chioccia con i pulcini dormiva, cisterne per la raccolta dell’acqua piovana, una mini finestrella in alto, roccia dappertutto: atmosfera suggestiva e vi sfido davvero a riuscire a fermare la pelle d’oca.

5. IL PALOMBARO LUNGO: sotto la centralissima piazza centrale Vittorio Veneto, si snoda quella che è conosciuta come la Matera Sotterranea: una grandissima cisterna in cui si riversava l’acqua piovana, un’impressionante opera di ingegneria idraulica che è stato per anni l’acquedotto pubblico della città.

Il costo del biglietto è di soli 3 euro per una visita di una ventina di minuti, indispensabile per capire il genio che ha contribuito alla scelta di Matera come capitale della cultura. Visite ogni ora, ma consiglio di prenotarvi in tempo perché è tappa gettonatissima.

6. LE INSTALLAZIONI ARTISTICHE negli angoli della città: nella Piazzetta Pascoli la scultura a forma di goccia enorme di un artista giapponese di cui è impossibile ricordare (figuriamoci scrivere!) il nome proprio per simboleggiare l’attaccamento di Matera alla pioggia; in una delle piazze il “Pianoforte surrealista”, l’elefante gigantesco fra piazza Vittorio Veneto e via San Biagio e poi il famosissimo Orologio sciolto di Dalì in Via Madonna delle Virtù: Matera è anche mostra contemporanea a cielo aperto.

7. I VICINATI: Matera è città che si sviluppa in verticale su tantissimi piani. Case agglomerate intorno a piazzette minuscole, il tetto di una che è pavimento dell’altra. Ecco, il Vicinato è proprio l’immagine della vita contadina di Matera.

Immaginatevi come fosse la vita: è qui che ci si ritrovava dopo la fatica nei campi, dopo il lavoro in casa, dopo il pasto (quando c’era la possibilità di farlo), a parlare del tempo, del sole troppo caldo in giugno, dell’agricoltura che sarebbe potuta andare molto meglio se avesse piovuto di più, o di meno.

8. IL CASTELLO TRAMONTANO: di solito chiuso al pubblico, il Castello guarda dall’alto la città di Matera. Siamo riusciti a visitarlo grazie a una graaaande dose di fortuna: erano infatti le giornate del FAI ed è per questo che la struttura era aperta. E meno male.

Storie affascinanti di intrighi di corte, scale strettissime da salire, porte attraverso cui passare solo raggomitolati su se stessi e una terrazza ventosa da cui salutare Matera.

9. LA CIVITA: è la parte più alta della città, il corpo del nostro bellissimo uccello in volo. Nella Civita c’è la Cattedrale della Bruna e di Sant’Eustachio, bellissimo esempio di arte romanico-pugliese. E non preoccupatevi se la porta centrale è chiusa: non significa che non possiate entrare a visitarla. Il fatto è che la porta principale della facciata frontale si apre solo per far passare il vescovo dell’arcidiocesi, solo lui; per il resto del mondo c’è la porta laterale. Entrate da lì.

10. IL PIANO: è il corso principale della città, parte da Piazza Vittorio Veneto e arriva a Piazzetta Pascoli, snodandosi lungo tutta quella che è conosciuta come Via Ridola. Si tratta della via del passeggio.

11. VIA MURO: Matera è anche città cinematografica e profuma di Hollywood. Via Muro è la strada percorsa da Cristo nel film di Mel Gibson “La passione”. Il regista, da come si dice in giro, ha creato scompiglio nella città riempiendola di telecamere ed è stato il colpevole di una crisi dei barbieri del borgo: infatti, per le scene, si è servito di comparse del posto che non si sono più tagliate né barba né capelli per entrare meglio nel ruolo. Barbieri quindi con le forbici in tasca per un lungo periodo.. spero per Mel Gilbson non sia capitato per caso in una loro bottega.

12. I PUNTI PANORAMICI: Matera è estremamente fotogenica in ogni suo angoletto, in ogni vicolo. Ma ci sono dei punti in cui chi ha una reflex professionale intorno al collo o un cellulare con la galleria piena in tasca non può non andare. Affacciatevi per esempio di fronte alla cattedrale e anche lungo la salita che porta alla Civita: Matera sembra sorridervi.

A Piazza Vittorio Veneto, appena prima della statua gigante dell’elefante, tre archi incorniciano un suggestivo balconcino che ci affaccia sul Barisano; vicino la Chiesa di Sant’Agostino un altro terrazzino vi invita a mettervi in posa prima del click.

E ovviamente, come già scritto, il Belvedere è il set fotografico per eccellenza.

13. MATERA DI NOTTE: non pensate che se avete visto tutti gli angoletti di Matera di giorno, possiate starvene in albergo quando è buio o seduti per ore dietro un tavolo in uno dei tantissimi locali della città per cena. Matera di notte è un’altra città: un presepe suggestivo, un disegno di lucine bellissime, una magica atmosfera sospesa in cui immergervi.

Tornate quindi su ogni balconcino panoramico che avete già visto, ripercorrete le stesse strade, cercate di ritrovarvi sotto gli stessi scorci. Sarà come essere in una città nuova.

14. LE STRADE E LE PIAZZE, ANCHE QUELLE NON TURISTICHE: Girate, intrufolatevi nei vicoletti, cercate le porte vecchie, le finestrelle socchiuse, i muretti nascosti, i balconi da cui penzola bucato umido.

Cercate i fiori nei vasi, le ginestre selvatiche, il rosmarino tra i gradini.

Cercate i fichi d’india appoggiati ai muri, i furgoncini turistici e non che passano ad ogni ora e fanno di Matera una cartolina bellissima da spedire al mondo. Con il timbro del Sud Italia.

Ci sono cose che purtroppo io e il mio D. non abbiamo fatto in tempo a visitare: non abbiamo depennato dalla lista delle cose viste Casa Noha, Casa Cava e la Cripta del peccato originale. Ma quando si viaggia, purtroppo, il tempo sembra passare molto più velocemente di come non lo faccia già normalmente. Ha proprio ragione Dalì: mi sembra che il tempo di sabato e di domenica si sia sciolto tra le mie mani, come è successo al suo orologio.

Matera è diventata in un attimo la mia Matera. Non è la città in cui i morti stanno sui vivi, come ha scritto Carlo Levi, non è la vergogna d’Italia, non è “quattro pietre preziose buttate lì a caso”. Mi hanno detto di ricordare che Matera è la somma di cinque cose: la gravina, il torrente Gravina, la Murgia, i Sassi e la Nuova Matera. Quella che dei sassi ha fatto pietre preziose intagliate con coraggio e rivalsa.

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11 commenti su “Weekend a Matera: cosa vedere

  1. Matera è un mio sogno *_* Luogo affascinante ricco di storia, tradizione, tanta bellezza e riscatto. Spero di poterla visitarla presto. Intanto grazie per avermici portato virtualmente con il tuo articolo 🙂

  2. Angela il said:

    Bellissima Matera, le sue case sembrano dei gioielli incastonati nella roccia. Ci sono stata qualche anno fa e girare tra le viuzze del borgo è stata un’esperienza bellissima. Il tuo post mi ha fatto tornare alla memoria delle giornate davvero indimenticabili! Grazie!

  3. wow! mi sembra un posto molto interessante anche perche non somiglia per niente ai posti dove sono stata finora!

  4. Ho girato il mondo e mi manca Matera… Imperdonabile! Però l’ho vista un po’ attraverso le tue parole. Spero di andarci prestissimo!

  5. Grazie mille per questo post molto interessante. Mi piacerebbe molto riuscire a visitare Matera ma purtroppo sarò in Italia solo in inverno. Dici che è bella anche in quella stagione?

  6. Mamma mia che spettacolo e che voglia di fare la valigia! 😉 Io non sono mai stata a Matera (e me ne vergogno abbastanza), ma è nella lista dei 100 posti da vedere già da un bel pezzo. Spero tanto che la prossima estate riuscirò a farci una capatina, per ora mi segno i tuoi consigli! 😉
    Valentina

  7. Sono stata tante volte in vacanza in Basilicata. Sempre al mare però .. Maratea è splendida e ci torno sempre volentieri. A Matera invece non sono mai stata. Questo tuo articolo mi fa capire però che la prossima volta che scendo non posso non farci un salto =)

  8. antonella il said:

    tante le cose elencate ma manca un gioiello nascosto poco pubblicizzato che vive del passaparola. si chiama MateraSum è nei pressi di piazza Vittorio veneto è si tratta di un quartiere medievale sotterraneo.
    provare per credere

    • pennaspettinata il said:

      Ne ho sentito parlare ma purtroppo non sono riuscita a vederlo! Grazie per la dritta che spero verrà colta al volo da tutti quelli che capitano per caso in questo articolo.

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