Ti porto all’Inferno… #DanteDì

Torno oggi in questa rubrica, dopo un lungo periodo di assenza. Sono successe molte cose, nel frattempo. Una cattedra l’ho ricevuta davvero, sono una prof. vera con gli occhi emozionati. E torno oggi perché è il #DanteDì e quindi ho pensato che fosse l’occasione giusta per palesarmi di nuovo, nel mezzo del cammin di nostra quarantena, ahimé.

Parliamo dell’Inferno del nostro poeta nasone. Ma avete capito bene cosa si è inventato? Avete in mente che struttura complessa ma precisissima ha la Commedia? L’Inferno è sicuramente la cantica più vicina a noi, meno eterea, meno fumosa, più concreta sia nella lingua (ma sapete che ci sono parolacce?) sia nella struttura: diavoli, tempeste, laghi ghiacciati, piogge di fuoco, corpi nudi, piedi bruciati.

Vediamo tutto nel dettaglio. Sarò io stasera il vostro Virgilio.

L’inferno è nella concezione di Dante un cono rovesciato che si apre sotto la città di Gerusalemme e che ha il vertice nel centro della Terra. La voragine a forma di imbuto è nata durante la caduta di Lucifero (lux + fero = portatore di luce) dal Paradiso: era infatti l’angelo più bello di Dio, che ha però osato sfidarlo ed è stato perciò scaraventato giù dal Regno dei Cieli. Durante la caduta, la terra non ha voluto essere toccata e contaminata dalla malvagità di Lucifero e si è quindi mano mano allontanata creando la voragine e intrappolando poi il Diavolo al centro della Terra, che geograficamente è il punto più lontano da Dio. Nelle pareti della voragine sono scavati enormi gradini, che dividono l’Inferno in nove cerchi o gironi. Ogni scalino è abitato da dannati che si sono macchiati dello stesso peccato e che sono quindi condannati a subire in eterno la stessa pena, secondo la legge del contrappasso. Il contrappasso indica la corrispondenza della pena alla colpa: attraverso questa legge, viene inflitta al peccatore una pena che ricorda, per analogia o per contrasto, la colpa di cui in vita si sono macchiati e la colpa quindi per la quale sono condannati all’Inferno. Le colpe sono classificate secondo le due tendenze malvagie del cuore umano: l’incontinenza, cioè l’incapacità di tenere a freno gli istinti, e la malizia, distinta in violenza e fraudolenza. Ovviamente, più si scende verso il centro della Terra, più grave è la colpa commessa dai dannati. L’Inferno si può dividere concettualmente in due parti:

  1. L’ALTO INFERNO: è la zona che va dal secondo cerchio al quinto cerchio;
  2. BASSO INFERNO: è la zona che va dal sesto cerchio al nono cerchio.

Le due parti sono divise dalle mura della città di Dite.  L’Inferno ha quindi, nel dettaglio, questa struttura:

  • Vestibolo o Antinferno → zona che sta fuori dall’Inferno vero e proprio. Qui vengono puniti gli angeli che nello scontro con Dio rimasero neutrali; con loro gli uomini ignavi che, per rifiuto di schierarsi durante la vita tra il bene e il male, sono adesso rifiutati dall’inferno stesso;
  • Primo cerchio: Limbo → il Limbo è una zona in cui sono presenti, come sospese, le anime di coloro che vissero prima della nascita di Gesù (Virgilio è tra essi, come molti altri filosofi greci e latini) e dei bambini che sono morti lontani dalla grazia di Dio, perché prima di ricevere il battesimo;
  • Secondo,  terzo, quarto, quinto cerchio: Gli incontinenti → in questi quattro cerchi viene quindi punita l’incontinenza, ossia l’incapacità di tenere frenati i propri istinti: gli incontinenti hanno la colpa di aver diretto l’amore verso fini, persone e cose di per sé buoni, ma oltrepassando ogni limite e in maniera sconsiderata. In particolare:

 

  • Secondo cerchio: Lussuriosi → sono condannati a essere travolti da una bufera tremenda ed eterna; 
  • Terzo cerchio: Golosi → sotto una lurida pioggia di acqua e fango, sono sorvegliati da Cerbero, mostro a tre teste;
  • Quarto cerchio: Avari e prodighi → sono costretti a spingere con il petto enormi massi e a insultarsi continuamente a vicenda;
  • Quinto cerchio: Iracondi e accidiosi → sono immersi nel fango della palude Stigia, si straziano crudelmente tra di loro urlando parole di dolore;

 

 

  • Sesto cerchio: gli eretici → dentro le mura della città di Dite sorvegliate dalle Furie, le anime degli eretici sono inserite in tombe infuocate;

 

  • Settimo cerchio: i violenti → coloro che si sono macchiati in vita del peccato di violenza, sono divisi in tre gironi, in base a coloro contro i quali hanno rivolto la loro crudeltà:
  • Primo girone: i violenti contro gli altri → in questo girone dei violenti vengono puniti gli assassini e i predoni, cioè coloro che vivono di rapine e saccheggi; sono condannati a essere in eterno sommersi nel sangue bollente, colpiti da fulmini;
  • Secondo girone: i violenti contro sé stessi → in questo girone dei violenti vengono puniti i suicidi e gli scialacquatori, quindi quelli che dilapidano tutte le loro ricchezze; i suicidi sono, per condanna, trasformati nelle piante di un bosco, gli scialacquatori sono costretti a correre nel bosco inseguiti da cagne affamate;
  • Terzo girone: i violenti contro Dio, la natura e l’arte → in questo girone dei violenti vengono puniti i bestemmiatori, i sodomiti (coloro che praticano atti sessuali contro natura) e gli usurai: sono condannati a vivere in un deserto su cui piove fuoco;

Sotto i violenti, troviamo punita la fraudolenza che è secondo Dante il più grave dei vizi e delle colpe perché viene commessa dall’uomo in modo consapevole, attraverso l’uso della ragione; per questo motivo è relegata nel fondo dell’Inferno, in due diversi cerchi. Quindi l’Inferno continua così:

  • Ottavo cerchio: i fraudolenti contro chi non si fida → questo cerchio è ulteriormente diviso in dieci bolge, chiamate malebolge:

1° bolgia → seduttori: colpiti da demoni; 2° bolgia → adulatori: immersi nel letame; 3° bolgia → simoniaci (sono coloro che hanno commerciato cose sacre): conficcati a terra con la testa all’ingiù e con i piedi bruciati dalle fiamme; 4° bolgia → indovini: hanno il volto girato al contrario, quindi guardano sempre indietro; 5° bolgia → barattieri (coloro che si sono arricchiti in modo illecito, ricoprendo incarichi politici): immersi nella pece bollente e uncinati dai diavoli; 6° bolgia: ipocriti: indossano pesanti mantelli di piombo dorato e camminano molto lentamente; 7° bolgia: ladri: continuamente trasformati in serpenti e in essere mostruosi; 8° bolgia: consiglieri fraudolenti: avvolti dalle fiamme; 9° bolgia: seminatori di discordia: straziati da un demonio a colpi di spada; 10° bolgia: falsari: sono malati, con febbre, lebbrosi e rabbiosi;

  • Nono cerchio: i fraudolenti contro chi si fida (i traditori) → nella parte più bassa dell’Inferno ci sono quindi i traditori, perché il tradimento è la colpa secondo Dante più grave, la colpa che va più pesantemente punita. I traditori sono dislocati in quattro zone che prendono vari nomi, divisi in base ai destinatari delle loro azioni fraudolente:
  1. ZONA CAINA → Vengono qui puniti i traditori dei parenti;
  2. ZONA ANTENORA → Vengono qui puniti i traditori della patria;
  3. ZONA TOLOMEA → Vengono qui puniti i traditori degli ospiti;
  4. ZONA GIUDECCA → Vengono qui puniti i traditori dei benefattori;

I traditori sono quindi nel cerchio più basso: si trovano in un lago ghiacciato alimentato dalle  acque del fiume Cocito e reso freddo dal vento provocato dalle sei ali di Lucifero. Siamo quindi arrivati, dopo una lunga discesa infernale, al centro della Terra, nel punto più lontano dal Paradiso: qui Bruto e Cassio (gli uccisori di Cesare) e Giuda (colui che ha tradito Cristo) sono condannati a essere per l’eternità maciullati dalle tre bocche del diavolo.

Siete arrivati qui con me? Vi prendo per mano… andiamo a riveder le stelle!

Buon #DanteDì!

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