Risposte a sproposito: affatto e assolutamente. Come usarli correttamente?

E non è un caso che con le mie lezioni di grammatica io torni proprio oggi, perché questa mattina i nostri maturandi sono stati per ben sei ore seduti dietro i banchi, con i dizionari accanto, per la prima prova, stanchi, con gli occhi gonfi dal sonno o dall’emozione di vedersi per la prima volta, ufficialmente, riconosciuti grandi. Maturi. Come una bella pèsca succosa da mangiare, magari in spiaggia sotto l’ombrellone, con la pelle che sa di salsedine. A questi nostri ragazzi, io, prof spettinatissima e un po’ sbadata, faccio i miei auguri, il mio “in bocca al lupo” e ricordo che questo è il primo esame di una lunga serie. Non lo faccio certo per terrorizzarli, ma è questa la realtà.

Beh, insomma: temutissima prima prova di italiano, abilità nel destreggiarsi tra le tante fonti per i saggi brevi o capacità nello scardinare il brano di Giorgio Bassani, la poesia della Merini. Insomma, le penne hanno corso parecchio oggi, di inchiostro se ne è seminato tanto e questa è andata.

Ma forse è l’orale la prova che mette più a disagio tra tutte: una commissione schierata davanti a te, con lo sguardo torvo, pronta a torturare te, che sembri un pulcino innaffiato e indifeso. Ed è in quei momenti che si andrebbe nel pallone anche se ci venisse chiesto semplicemente il nostro nome.

Quindi calma, respiro profondo, se non ne basta uno, fatene due, tre, dieci, ma poi andate. E cercate di non parlare a sproposito. Di non rispondere a sproposito.

La mia lezione di oggi aiuterà voi e anche le persone per le quali la maturità è un bellissimo e lontanissimo ricordo e anche quelle che già la sognano e già si disperano, pur dovendo ancora cominciare il liceo: oggi impararemo a non rispondere a sproposito. E a usare affatto e assolutamente  come vanno usati.

AFFATTO significa “del tutto, completamente”, quindi può essere usato come rafforzativo sia in frasi affermative (Io e te abbiamo idee affatto diverse), sia in frasi negative (Non lo conosco affatto). Di norma, nelle frasi negative ci deve anche essere la negazione non, ma oggi (ahimé!) si usa affatto attribuendogli un valore negativo anche senza la negazione ed è ormai quasi una regola trovare questa parola anche da sola, soprattutto nelle risposte, con il senso di “per niente”. Il problema è che affatto, da solo, non significa “per niente”, ma il suo esatto contrario, cioè “del tutto, completamente” e si rischiano in questo modo così veri e propri incidenti linguistici. Seguendo la nostra bellissima grammatica, quindi, se alla domanda “Hai fame?”, rispondo “Affatto!”, questo non vuol dire che io non ho per niente fame, ma significa che ho talmente tanta fame che mangerei di tutto, anche chi mi ha appena posto la domanda. Quindi… ATTENZIONE! Se chi vi corteggia senza speranza vi invita a cena, alla classica domanda “Ti piaccio?”, non rispondete “Affatto”, ma precisate, anche con un tono molto deciso che può sembrare quasi maleducato “Niente affatto!”, altrimenti il tipo in questione, se conosce la grammatica o se prima di uscire con voi ha letto questa mia lezione, si sentirà autorizzato a corteggiarvi ancora e ancora.

Lo stesso consiglio dato per affatto, vale anche per assolutamente: dovete ricordarvi sempre, quando usate questa parola per rispondere a una domanda, di specificare se il vostro assolutamente ha valore positivo o negativo, aggiungendovi semplicemente un o un no.

Tutto chiaro? Ecco, qui sarei contentissima se rispondeste:

sì, prof, affatto! Assolutamente sì!

Precedente Cheesecake alle fragole senza cottura Successivo Crostata integrale della fortuna