Le donne-agenda

Sulla pagina di ieri, ha scritto “sono ancora qui”. Ora si sdraia sul letto, jeans e piedi nudi e capelli che hanno i capricci dei pensieri e la rilegge, sorridendosi un po’. Si sorride, forse dopo essersi risa in faccia. Sì, anche stamattina è ancora qui. Ha vinto la sua grande battaglia contro il buio e quei sogni che la fanno svegliare sempre un po’ malconcia. Lei è una donna agenda ed ha la forza di poesie scomposte scritte al tavolo di un bar, su quei tovaglioli del cornetto, che di tovagliolo non hanno proprio niente.

E’ una donna taccuino, dicevo, di quelle con l’agenda sempre nella borsa, i capelli tirati su alla rinfusa da una penna che all’occorrenza diventa bacchetta magica di parole impertinenti. Eccola, la donna taccuino, è una donna di carta e inchiostro. Oggi scrive che a un inizio corrisponde sempre una fine, che ha dato un nome alla malinconia e un indirizzo all’attesa. A quell’indirizzo spedisce lettere d’amore. Scrive che vuole sentirsi foglia, che vuole avere il coraggio di una foglia. Che rossa dalla timidezza, con tutte quelle paure che la fanno accartocciare, anche lei vuole trovare il coraggio di prendere il volo. Il volo. Il volo. Che poi è solo vincendo la paura, che si vede quanto bello sia il cielo, vero? Alle donne agenda, fateci caso. Se ne vedono soprattutto in autunno e sono persone dalla bellezza disarmante: camminano in disparte con un quaderno sotto braccio, o cercano una panchina nascosta lì, nel prato, respirano piano e qualche volta sospirano per essere vento, forse. Oppure si mettono i capelli davanti alla faccia, guardano in basso, annaffiano le lentiggini con i colori della pioggia o delle lacrime, che sono poi un po’ la stessa cosa. E quando tutto sembra spento, s’addossano quel quaderno, lo guardano, lo abbracciano, se lo proteggono. Come fanno con le persone che amano, anche se a volte quelle scappano via in un attimo.

Amo le persone agenda, forse perché sono così anche io. Le donne taccuino e il groviglio dei loro pensieri, le donne taccuino e il marasma di pagine fitte fitte di parole, di giorni fitti fitti di sogni, di sguardi fitti fitti di discorsi non detti da recitare davanti a uno specchio, da dedicare a se stesse. L’agenda è il tenere a bada i ricordi, è il conforto di chi ti ascolta in silenzio, la pazienza di un inchiostro in bilico tra righe e falsi pensieri. Eccola, la donna agenda. Sorride e lo scrive, ama e lo scrive, si confessa e lo scrive, non si perdona e lo scrive in grassetto, sottolineandolo più volte. E ogni giorno rilegge la pagina del giorno prima, e colora il suo ieri con un tocco di blu. Forse così il cielo si abbassa di un palmo. Scrivendo, sente di poterlo abbracciare. Anche quando piove, anche quando è settembre.

 

 

[Tra le mie mani l’agenda MrWonderful, che accompagna le mie giornate da anni. Impossibile farne a meno per me, non ci riesco proprio! Sul loro sito, tanti ma tanti articoli per rendere il vostro anno davvero uno spasso!

 

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