Bologna: cosa non perdere se si è turisti per due giorni nel capoluogo emiliano

Settembre è vicino e vuol dire routine, noiosa quotidianità. Oggi è il lunedì che sa più di lunedì di qualsiasi altro lunedì, ahimé. Le valigie sono ancora da disfare, addosso ho ancora il sapore dell’estate e ai piedi il conto dei tantissimi passi fatti in questo agosto ormai quasi finito. Quest’anno li ho messi poco sulla sabbia, quasi per niente in acqua: quest’anno ho scelto le città italiane, quelle in cui ogni angolo è un piccolo scorcio di cartolina, in cui ogni strada porta a qualcosa da scoprire, ogni viso che si incontra qualcosa da raccontare.

Bologna l’ho scoperta per caso. Come quando si gira il mappamondo e dopo un “1,2,3!” si poggia il dito, con una benda davanti agli occhi. Ecco, così: “dov’è che vogliamo andare?” ho chiesto al mio D. di ritorno da Venezia. Ed ecco come abbiamo scelto la meta di due giorni da passare insieme, mentre tutti scappano dalla città per rifugiarsi tra le onde o in mezzo alle montagne.

Bologna è una città che si visita benissimo a piedi. Noi le città adoriamo scoprirle così: scarpe comode, cartina alla mano, il suo ottimo senso dell’orientamento, il mio perdermi tra i vicoli, i nostri sorrisi e occhi che curiosi si poggiano sempre su qualche cosa.

Qui vi faccio un elenco delle cose che secondo me non potete proprio perdervi se avete due giorni da trascorrere nella grassa, dotta, rossa città emiliana.

1. Piazza Maggiore o Piazza Grande.

Ecco, soprattutto se amate la musica italiana, in questa piazza si respirano note storiche. E a me ha fatto un certo effetto sapere che Lucio Dalla abbia camminato lì, che si sia seduto sulla scalinata del duomo alla ricerca delle parole giuste e di quel vento che ispira.

 

Piazza Grande si apre al centro di Bologna con grande rispetto ed è qui che appunto si affaccia la Basilica di San Petronio, a ingresso gratuito. Bellissima. Non sto qui a farvi un trattato architettonico o una spiegazione artistica della struttura, non è il mio compito e non sarei nemmeno in grado.

Vi segnalo però una cosa che sinceramente ho trovato molto carina per la nostra bellezza italiana da valorizzare: l’iniziativa “adotta un mattone”. Sì, avete capito bene: potete adottare uno dei tanti mattoni della facciata della Chiesa, che diventa vostro, proprio vostro. Basta un’offerta e un po’ di voi sarà a Bologna, a metà tra i sanpietrini della piazza e quella nuvola da cui, con le gambe penzoloni, proprio il nostro Lucio ci guarda.

Su un lato della piazza, una fontana con la statua di Nettuno. Un bel complesso.

2. IL COMPIANTO SUL CRISTO MORTO

Ecco, a proposito di arte: il Compianto del Cristo Morto di Niccolò dell’Arca si trova nella Chiesa di Santa Maria della Vita e i soli 4 euro tirati fuori dal portafoglio per ammirarlo (c’è anche la possibilità di avere l’ingresso ridotto, per studenti, giornalisti, over 65…) sono stati davvero ben spesi. Ne è valsa davvero la pena, sapete? Un insieme di sei figure ad altezza uomo che contemplano il Cristo morto, che giace disteso con la testa reclinata.

Giuro di non aver mai provato una sensazione del genere davanti a un’opera d’arte: le figure sono talmente vere, esprimono un’emozione così intensa e drammatica che penso di aver provato per la prima volta in vita mia quella che gli esperti chiamano “sindrome di Stendhal”: fitta alla stomaco, bocca aperta, occhi lucidi e una lacrima che è uscita irrefrenabile dagli occhi. Qualcosa davvero di estremamente forte, fortissimo.

3. Le due torri

Torre degli Asinelli e Torre della Garisenda emergono coraggiose e salutano i turisti da ogni  via di Bologna si provenga.

E se non vi basta guardarla dall’esterno, cimentatevi nella salita della Torre degli Asinelli: 5 euro per il biglietto (anche qui la possibilità di averlo ridotto), 498 gradini a salire, altrettanti a scendere, la testa che ogni tanto gira, il fiato che ogni tanto manca, ma in cima una Bologna visibile a 360° che vi saluta contenta.

Il biglietto potete farlo tranquillamente online o potete rivolgervi all’ufficio del turismo a Piazza Maggiore, 5 minuti a piedi. Più comodo di così, no? Si sale a turni, uno ogni 45 minuti.

4. Il portico di San Luca

Se ancora non siete stanchi e avete scarpe comode, questo è quello che fa per voi. Avevo sempre sentito parlare dei portici di Bologna, ma camminare sotto questo di San Luca è davvero un’esperienza da fare. Con i suoi 666 archi, è il portico più lungo del mondo: si allunga infatti per 3,7 chilometri, partendo da Porta Saragozza fino ad arrivare al Santuario della Madonna di San Luca, che sorge su uno di quei colli bolognesi tanto cari a Cremonini e alla sua vespa 50 special. Il primo tratto del portico, da Porta Saragozza all’Arco Meloncello,  è poco impegnativo: è completamente piano, costeggia la strada e offre anche negozietti e qualche bar. Dal Meloncello in poi non fatevi spaventare: è vero che è tutto in salita (ma solo all’andata, dai!) e che, come se non bastassero i 498 della torre, ci sono anche scalini e scalini da fare, ma fidatevi se vi dico che ne vale la pena.

Alcuni dicono che vada fatto almeno una volta nella vita, come fosse un pellegrinaggio, per altri sembra una penitenza, ma l’affrontano ugualmente. Io non so se voi siate credenti, sportivi o scansafatiche: vi consiglio di farlo in ognuno di questi tre casi e di non salire a bordo del trenino/bus che sfreccia comodo a fianco al portico. Così non vale!

5. I canali

Ecco, non so se sapete che Bologna è anche detta “la piccola Venezia”, io prima di andarci non ne ero al corrente. Diversi erano infatti i canali che correvano tra le viscere della città, di questi ne è rimasto libero solo qualche tratto, gli altri sono stati coperti.

Creano scorci suggestivi, molto fotogenici: soprattutto quello di Via Piella, dove, a guardare bene, sul muro si trova una piccola finestrella. Noi l’abbiamo trovata chiusa, l’abbiamo cercata tanto, l’abbiamo stanata e aprirla come fosse quella di casa mia, o come quella di una favola mi ha fatto sentire una bimba curiosa.

Molto instagrammabile, ovviamente.

6. La zona universitaria

Bologna è la dotta per eccellenza. E allora, soprattutto se siete ancora studenti, fatevi un giro nel quartiere universitario, tra le facoltà, ché si respira una bell’aria.

7. Il FICO

Ecco, se oltre a nutrire la vostra anima di arte, volete anche obbedire al vostro stomaco, il FICO è tappa imperdibile. A 20 minuti di bus, che si prende comodamente vicino la stazione centrale con un biglietto di andata e ritorno di 7 euro complessivi e che compie questo tragitto più o meno ogni mezz’ora, il FICO è la massima valorizzazione del made in Italy in ambito alimentare. Ma non vi anticipo nulla e non vi faccio per ora vedere nemmeno una foto perché a questo evento dedicherò un intero articolo, prossimamente qui. Devo pur farvi venire l’acquolina, visto che stiamo parlando di cibo…

CONSIGLI CULINARI:

Per i pranzi e le cene ci siamo affidati al nostro intuito. Ovviamente abbiamo optato per piatti della tradizione, perché bisogna sempre mangiare tipico, a mio avviso. Non sono la turista che mangia pizza o panini, ma sono quella che cerca posticini, leggendo su internet, fermandosi davanti ai menù appesi sulle porte dei locali: quindi, ovviamente lasagna al ragù, ravioli, tortellini, cotoletta alla bolognese. Nemmeno a dirlo, no?

Regalatevi una sosta culinaria da “Cà Pelletti”, con una cena vista Torre degli Asinelli, nel pieno centro della città, piatti tipici, personale gentilissimo, prezzi onesti. E per un dopocena gustosissimo… piano piano, passeggiate in direzione della miglior gelateria di Bologna: CREMERIA SANTO STEFANO, a 10 minuti a piedi dalle Torri. Prendete il pistacchio salato, mi ringrazierete!

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