Tu che non sai nemmeno sorridere sei stata la prima a farmi sorridere dopo non ricordo più quanto tempo

Tu che non sai nemmeno sorridere sei stata la prima a farmi sorridere dopo non ricordo più quanto tempo.

Tu sei quella che mi ascolti sempre e mentre lo fai a volte sbadigli, altre volte ti accoccoli su di me.

Tu sei il divertimento, la compagnia, la morbidezza, il calore e la gioia quando gli umani mi giudicavano. Per te io sono tutto, e tu piano piano diventavi molto per me. Tu sei l’unica che non mi hai mai fatto del male una sola volta.   Mai un graffio da te mentre gli umani mi avevano graffiato la dignità, l’onore, i sogni, le certezze affettive.

Tu non sei mai oppressiva, non mi hai mai scaricato addosso le tue frustrazioni.  Il tuo amore era una certezza assoluta, oltre lo spazio.

Tu tra tante auto che entrano e escono dal garage, schizzi in piedi e veni sul balcone a guardarmi solo quando arrivo io, perché riconosci la mia macchina.

Ti sdrai a pancia all’aria ogni volta che apro la porta per entrare in casa, per dirmi quanto sei felice di rivedermi.

Per questi motivi, mia amata Pallinetta, mio gatto, per quanto dicano di te che sei inferiore agli umani, che sei solo un’istintiva, che non hai un’anima, che non andrai in paradiso, ti dico che fra te e chiunque altro al mondo … io scelgo te, come essere superiore, che mi ami senza alcuna riserva, senza sorprese, compromessi, condizioni di sorta.

Come dire che l’amore che ci unisce la fa in barba a qualsiasi amore che abbia mai vissuto con chicchessia.

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