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Articolo dedicato al tema del testamento in favore degli animali

Siete soli e non avete neanche un parente lontano che si ricordi di farvi una telefonata mentre l’unico essere per cui contiate qualcosa è il Micio che viene a salutarvi ogni mattino appena alzati? I vostri familiari stanno contando i giorni che vi separano dalla miglior vita mentre il cane Boby è l’unico che vi tiene compagnia senza sapere cosa custodite in cassaforte o avete nel conto corrente? Meditate di lasciare per affetto o per dispetto i vostri averi in tutto o in parte ai vostri fedeli quattro zampe, ma non sapete come fare?

Fare testamento. Perché e come lasciare un segno”. Se per qualcuno la cosa può sembrare un’idea bislacca in realtà il lascito agli animali è una pratica diffusa nei paesi anglosassoni che ora sta prendendo piede. Le statistiche dicono che una famiglia italiana su tre ha un animale in casa e per tante persone che rimangono sole, la preoccupazione più grande è il destino che spetta al fedele quattro zampe una volta che si diparte da questo mondo.

In tema di eredità l’ordinamento italiano prevede e garantisce quote precise suddivise tra gli eredi, spiega meglio il notaio Gino Gaetano Verdirame, anche se è prevista una quota di patrimonio della quale si può liberamente disporre per donazione, non inferiore a un quarto del patrimonio e fino alla metà, dipende dai casi, dalla composizione del nucleo familiare ereditario. Ciò detto, gli animali in Italia non possono ereditare, perché non sono considerati dei soggetti giuridici, ma dei beni di proprietà. È possibile però destinare un lascito a chi si prenderà cura di loro, come persone, enti o associazioni animaliste.

«È possibile destinare un lascito a chi si prenderà cura di loro, dopo di noi»

Per informazioni rivollgersi alla Lega anti vivisezione