La via (saggia) del digiuno

Il digiuno non è per tutti. E, dopo aver letto questo articolo, solo tu saprai se è qualcosa che puoi sperimentare. E penso che sarete in molti a farlo; ne sono contenta perché il digiuno è una delle più potenti terapie esistenti a costo zero.

Uomini ed animali usano il digiuno fin dalla notte dei tempi, a volte per scelta, a volte no. Ma, la maggior parte di noi umani, dovuto alla sovrabbondanza di cibo, ci siamo allontanati dal digiuno; gli animali no. Se sono in libertà a volte passano giorni senza mangiare, soprattutto se sono ammalati.

Anche se il digiuno è conosciuto da migliaia di anni, sia come terapia che come pratica spirituale, solo negli ultimi secoli è stato reso oggetto di studio. E, soprattutto negli ultimi due decenni, siamo venuti a conoscenza dei suoi incredibili benefici.

Molti studi confermano che la peggior cosa che gli esseri umani stanno facendo a se stessi è mangiare troppo. Ma  non riferito solo a mangiare troppe calorie, bensì a mangiare continuamente nell’arco della giornata. Lo spazio di tempo senza mangiare, la finestra di digiuno giornaliero (che nel corso naturale delle cose sarebbe poi la notte), si è ridotta considerevolmente. Mangiamo troppo spesso e fino a tardi la sera.

Sono già molte le ricerche pubblicate che esaltano i benefici del digiuno intermittente; si parla di riduzione di peso, regolarizzazione della pressione, controllo e in alcuni casi cura del diabete. Al suo riguardo esistono diverse idee e protocolli, ma, per semplificare, si può considerare di consumare tutti i nostri pasti durante una finestra di 11 ore. Questo significa che se fai colazione alle 9 di mattina, terminerai di cenare entro le 8 di sera. Si può fare?

Molta gente ha l’abitudine di cenare alle otto, nove o dieci di sera. E cosa succede quando ceni così tardi? La prima cosa, evidente, è che non bruci le calorie, dato che poi vai a letto. Alcuni studi hanno anche confermato che, mangiando lo stesso pasto a pranzo e a cena, la sera questo provoca un rialzo del glucosio superiore, poiché il pancreas si trova in una situazione di riposo.

Quando digiuni dai una pausa al tuo corpo dalla digestione per favorire la guarigione. Mettiamola così: il nostro corpo ha un determinato quantitativo di energia per compiere le differenti funzioni. Durante il sonno questa energia viene diretta nella riparazione, rigenerazione e ristorazione dei tessuti. Ma se siamo pieni di cibo da digerire, dovrà invece occuparsi della digestione ed eliminazione di questi alimenti, quindi, perlomeno per metà della notte, dovrà tralasciare la guarigione.

Quindi riuscire a consumare i tutti i pasti nell’arco di 11 ore è già una cosa di grande beneficio. Ci sono persone, soprattutto atleti, che riducono la finestra di tempo a 8 ore che è un po’ più difficoltoso. ma non impossibile.

Consideriamo adesso il digiuno vero e proprio. Chiamiamolo digiuno con acqua, perché per la sua durata non si ingerisce cibo ma solo liquidi come acque e tisane. Consiglierei un digiuno di almeno 24 ore anche se tre giorni completi (o più) segnano la vera svolta a livello fisico.

Quindi, cosa succede quando smettiamo di mangiare? Quando smettiamo di mangiare il nostro corpo cambia marcia. Cambia da normali operazioni giornaliere, a riparazione e rigenerazione. Modalità sopravvivenza. Non ricevendo cibo il corpo inizia a scavare alla ricerca di cose inutili da utilizzare come carburante da bruciare e attiva un processo chiamato autofagia. Questo processo fa si che i milioni di cellule dell’organismo comincino ad abbattere le cellule danneggiate e i rifiuti del metabolismo. Ogni cosa presente a livello cellulare che possa essere usata per produrre energia, viene “bruciata”. Il miracolo della “modalità sopravvivenza”.

Il primo giorno di digiuno normalmente è abbastanza facile. Ogni volta che ti viene fame bevi acqua, molta acqua o una tisana. Così si può controllare l’appetito senza molta fatica. Da due a quattro litri di liquido vanno bene. Il giorno due potresti cominciare a non sentirti tanto bene, affamato, magari un po’ debole. Cambia da persona a persona. Il giorno tre è il peggiore. normalmente. Dopo il terzo giorno, se decidi di continuare, le cose cominciano ad andare meglio. L’energia aumenta, tra alti e bassi e ci saranno giorni in cui ti sentirai benissimo: attivo, presente, particolarmente lucido e attento.

Il primo giorno il corpo consumerà il glucosio che è immagazzinato nel fegato e nei tessuti muscolari. Poi, i seguenti due giorni, entrerà in un processo chiamato chetosi, cioè, terminato tutto lo zucchero da trasformare in energia, comincerà a bruciare i grassi allo stesso scopo. Quindi romperà le cellule grasse per trasformarle in chetoni, che sono sostituti dello zucchero e possono essere usati dalle cellule per produrre energia. E’ a questo punto che possono comparire sintomi di debolezza, mancanza di energia, anche mal di testa a volte. In alcuni casi la mancanza di zuccheri, caffeina, sale, carne e latticini può provocare delle vere e proprie crisi di astinenza. Ma possiamo controllarci e superarle. E’ molto importante riposare quindi è opportuno pianificare il digiuno durante il weekend o quando si hanno giorni liberi a disposizione. Digiunare può anche favorire l’insorgenza di emozioni intense, è un processo di purificazione che riguarda tutti i nostri corpi: fisico, emozionale e spirituale. E potrebbe sorprenderci facendo scomparire disturbi che ci accompagnano da tempo.

E’ inoltre consigliabile, durante il digiuno, effettuare due o tre lavaggi intestinali. Questo perché la presenza di cibo nello stomaco è ciò che stimola la peristalsi, che sono le contrazioni muscolari che facilitano il transito del contenuto intestinale. Quindi il digiuno potrebbe portare ad un blocco delle evacuazioni prima di avere svuotato completamente l’intestino. Il lavaggio intestinale favorisce il processo ed è innocuo.

Rompere il digiuno, specialmente se breve, non è un grosso problema. Il consiglio è cominciare a mangiare cibi facilmente digeribili, leggeri, per esempio, se il primo pasto è la colazione, una spremuta, frutta fresca, o avena. O anche verdura cotta, riso; evitare preferibilmente cibi crudi come insalata e, in generale, cibi pesanti, perlomeno il primo giorno.

Ogni quanto digiunare? Dipende; se stiamo cercando di favorire la guarigione di una qualche patologia, consiglierei una volta al mese. Se invece vogliamo solo mantenerci in salute, un paio di volte all’anno, o tre.

Provare per credere.

 

Vaporizzazioni vaginali

I bagni di vapore vaginali sono antichi trattamenti per le donne utilizzati dalle levatrici e dai guaritori tradizionali maya, in America Centrale e del Sud. Si tratta di un trattamento comune ed effettivo per molti disturbi femminili, soprattutto di carattere grave o cronico. Si possono comunque realizzare anche solo per prenderci cura del nostro corpo.

I bagni aiutano a mantenere in salute il nostro utero, grazie ai vapori impregnati delle proprietá delle piante medicinali impiegate, che dipenderanno dai disturbi che vogliamo trattare:

  • dolori mestruali e infiammazioni
  • sangue mestruale scarso o molto abbondante con presenza di coaguli
  • ciclo irregolare o assenza di mestruazione
  • infertilitá
  • recupero del tono muscolare del pavimento pelvico e del sistema riproduttivo dopo il parto o dopo un aborto
  • cisti ovariche o mioma
  • sintomi della menopausa
  • secchezza vaginale

Come fare un vapore vaginale in casa

É un processo molto semplice: si utilizza acqua, le piante che desideriamo impiegare, un mantello (o asciugamano grande), una sedia adattata (se possibile) e circa un’ora di tempo.

Le erbe comunemente raccomandate includono origano, lavanda, rosmarino, salvia, calendula, basilico, ognuna con le sue specifiche proprietá, a seconda delle necessitá individuali. Prendi circa 2-3 pugni di erba fresca o 2 cucchiai di erbe secche per bagno. Usare solo erbe coltivate con metodi organici, meglio se del nostro giardino.

Istruzioni

  1. Prepara un’infusione con le erbe da te scelte, a fuoco lento, in una pentola con coperchio. Fai bollire per 10 minuti e poi lascia riposare 5 minuti mantenendo la pentola tappata per non lasciar scappare il vapore che contiene la medicina che vogliamo ricevere.
  2. Ritira la pentola e collocala sotto una sedia adattata (con un foro sul sedile) o direttamente nel gabinetto. Si puó anche utilizzare all’interno della doccia, collocandosi poi in piedi con la pentola tra le gambe e mantenendosi in questa posizione lasciando salire il vapore.
  3. Spogliati dalla cintura in giú, tenendo le calze ai piedi o mettendo i piedi su di  un tappeto. Copriti con il mantello dalla cintura in giú e siediti, godendoti il flusso del vapore d’erbe. Il mantello ti manterrá calda ed eviterá la fuoriuscita e dispersione del vapore.
  4. Assicurati di sentirti a tuo agio con la temperatura del vapore e di non essere esposta a correnti di aria fredda. Se l’acqua é troppo calda, attendi qualche minuto.
  5. Rimani seduta, ricevendo questo vapore almeno 20 minuti.
  6. Alla fine cerca di mantenere il tuo corpo al caldo ed evitare correnti d’aria. Il miglior momento per fare un bagno di vapore sarebbe prima di dormire. É importante comunque evitare cambi di temperatura bruschi.

Con che frequenza?

I bagni si realizzano una settimana prima della mestruazione. Se ci sono patologie si consigliano 3  bagni durante la settimana che precede il ciclo, ripetendo l’operazione ogni mese.

Le vaporizzazioni sono comunque un ottimo trattamento preventivo. Per le donne con ciclo mestruale regolare, senza dolore, si raccomanda un vapore vaginale 4 volte all’anno.

Questa pratica risulta utile per eliminare coaguli e sangue oscuro durante il periodo della menopausa. La combinazione del vapore e dei composti naturali delle piante penetra profondamente nel collo uterino ed aiuta ad espellere i fluidi mestruali induriti e gli accumuli patologici che non si sono completamente staccati con ogni ciclo mestruale.

NON USARE BAGNI DI VAPORE VAGINALE

  1. Durante le mestruazioni
  2. Se utilizzi il dispositivo intrauterino (spirale)
  3. Durante la gravidanza
  4. Dopo l’ovulazione, se stai cercando di concepire
  5. In caso di infezioni o infiammazioni acute uterine o ovariche
  6. Se sei affetta da ulcere vaginali

Lo consiglio a tutte.

 

In realtá ció di cui ci ammaliamo é paura

E per prima cosa bisognerá capire che non abbiamo solo un corpo, ma bensí vari corpi lavorando insieme. Il corpo fisico é il piú denso, il piú percettibile; il corpo energetico é piú sottile e da lui prende la forza il primo, poiché esso si carica con la luce del sole, con il prana dell’aria e con la forza vitale dell’Universo.

Al comando di questi due c’é il corpo mentale che é una specie di corazza, estremamente intelligente; grazie a questo corpo si stabilisce l’ordine. Tuttavia, al di sopra di esso si trova il corpo emozionale, comandato dal cuore e dalle sue emozioni. É il cuore che decide quando nasce e quando muore il corpo fisico, tutti gli altri corpi gli obbediscono; é per questo che la vera medicina deve essere quantica, deve colmare il cuore di motivazioni e soddisfazione. Le ripetizioni mentali non servono a nulla se non sono “sentite” e la prima cosa che bisogna allontanare é la paura.

La paura paralizza la comunicazione con il cuore e fa regnare il caos nel corpo. C’é un Universo in ogni corpo, uguale a quello che studiamo fuori. Un Universo che vive in costante evoluzione, ma all’interno di un ordine perfetto. Una malattia é solo un avviso, per ristabilire emozionalmente l’ordine: “fai attenzione alle tue emozioni, abbi fiducia e lascia agire quell’ordine perfetto”.

Neanche la migliore medicina puó fare ció che fanno i nostri stessi anticorpi quando sono in un ambiente fiducioso. Qualsiasi cellula é capace di rigenerarsi quando il cuore lo chiede e quando la persona ammalata si colma di alimenti quantici: fiducia e amore in ogni goccia di liquido che beve, in ogni cibo che mangia ed in ogni respirazione che torna a riempire di vita.

E come si fa ad avere fiducia quando si é ammalati?

Bisogna necessariamente arrivare alla conoscenza, la stessa che fornisce la Fede, poiché si crede in qualcosa soltanto quando si conosce.

Osserva cosa ti vuole dire il tuo corpo, osserva come ti sei curata in diverse occasioni, osserva come, in tante guarigioni miracolose che hai visto, la fiducia era incondizionata. É per questo che, molte volte, un “curandero” (guaritore) ottiene piú di un medico, poiché lui lavora sulla fiducia dei pazienti.

Quasi sempre, gli ammalati conoscono meglio la loro malattia del potere di rigenerazione del loro corpo. La maggior parte, sentendosi allontanati dai loro corpi, soprattutto dal fisico, durante una malattia, perdono la comunicazione con esso e lasciano entrare la paura, influenzati dalle persone che li circondano.

Osserva la natura, quando qualcosa sta morendo tutti i corpi collaborano, perché la morte non sorprende nessuno ed é un meritato riposo che cede il passo ad una nuova vita. Ma quando non é naturale il corpo ha bisogno solo di recuperare l’equilibrio, di restituire il comando al cuore e di eliminare subito la paura.

Chiedi fuori, alla Fonte e chiedi dentro, alla parte di Essa che hai nel tuo interiore, e ad ognuna delle tue cellule. Allontana il timore e ristabilisci la fiducia nel tuo organismo. Se vivessimo solo di ció che mangiamo saremmo tutti ammalati. Si vive di fiducia, di certezza nel cammino e d’Amore senza paura. L’ammalato si cura quando ristabilisce la sua Fede, ma la Fede non é cieca, é saggia ed é sempre a sua disposizione.

Torna alla Natura ed a ció che ti offre, disintossica il tuo organismo da emozioni negative e lascialo agire. Siamo Luce e ombra in perfetta armonia, non creare lotte nel tuo corpo, il tuo tempio piú sacro. Non negarti nulla, non occultare nulla, lascia passare tutto, mantieniti pulita, mantieniti sana.

AHÓ

 

 

L’intestino, il nostro secondo cervello

L’intestino funziona come un secondo cervello. Ma questo non vuol dire necessariamente che ci aiuterá a studiare per un esame o ad ottenre un miglior posto di lavoro. Il nostro intestino puó influire nella chimica del nostro stato d’animo, emozioni, sistema immunitario e salute a lungo termine. Le ricerche suggeriscono perfino che l’intestino possa “imparare” nuovi trucchi attraverso il condizionamento.

Tutte le nostre emozioni e sensazioni di benessere si generano nel nostro intestino. Il 90% della serotonina, l’ormone del benessere, la produciamo nell’intestino. Possediamo un vero cervello nelle nostre viscere e la sua funzione neuronale é molto simile all’attivitá cerebrale della testa.

L’intestino é un organo del sistema che puó portare a termine le sue funzioni senza la supervisione del cervello

Si potrebbe pensare all’intestino come ad un ribelle dell’autoritá: non aspetta che gli impulsi del cervello facciano il lavoro importante della digestione. Non é necessario poiché l’intestino agisce come se fosse un cervello. Nessun altro organo, nemmeno “l’onnipotente” cuore, é tanto abile.

Ci sono piú di 100 milioni di cellule cerebrali nel nostro intestino

Il potere dell’intestino di “pensare da solo” non deve sorprenderci: ci sono milioni di cellule cerebrali, o neuroni, nei suoi lunghi condotti (9 metri di intestino, dall’esofago all’ano). E sono piú neuroni di quelli che si trovano nel midollo spinale o sistema nervoso periferico.

L’intestino ha il suo proprio sistema nervoso

Il sistema nervoso é il meccanismo di controllo della digestione ed eliminazione, é il sovrano del tuo intestino e funziona in modo indipendente. Alcuni scienziati lo considerano parte del sistema nervoso centrale, altri lo ritengono autonomo

L’intestino invia segnali emozionali al cervello e questo suggerisce che “sentiamo” prima con l’intestino

C’é un grande nervo viscerale nell’intestino, il nervo vago. Alcune ricerche hanno rivelato che fino al 90% delle sue fibre portano informazione dall’intestino al cervello, invece che il contrario, come si potrebbe pensare. In altre parole, il cervello interpreta i segnali dell’intestino come emozioni, quindi realmente a volte bisogna avere fiducia nei nostri intestini.

I disturbi gastrointestinali possono vedersi come una “malattia mentale” dell’intestino

Il 95% della serotonina del nostro corpo, quella molecola dell’umore che ha effetti antidepressivi come il Prozac, puó trovarsi nell’intestino. Pensaci. Non deve sorprenderci che la dieta, i medicinali  e antibiotici possano avere effetti devastanti sul nostro stato d’animo.

Un intestino sano puó proteggere le nostre ossa

In uno studio sulla relazione intestino-serotonina, gli scienziati hanno scoperto un vincolo inaspettato tra l’intestino e le ossa. Inibire la liberazione di serotonina nell’intestino aveva causato la riduzione della densitá ossea dell’osteoporosi.

Il cibo influenza il tuo stato d’animo

Ci sono differenti alimenti che, se introdotti nell’intestino attraverso l’alimentazione, dimostrano di causare cambi negli stati d’animo delle persone, come se ci fosse una coscienza riguardo a ció che si sta mangiando. I grassi, per esempio, aumentano i sentimenti di felicitá e piacere, che sembrano attivare la liberazione di dopamina, l’oppiaceo naturale del cervello. Il consumo di idrati di carbonio stimola la liberazione di serotonina.

Il nostro intestino é il nostro migliore amico nella stagione di raffreddori e influenze

Oltre a molte cellule cerebrali, il nostro intestino ospita anche la maggior parte delle cellule immunologiche, il 70%, e queste si presentano sottoforma di tessuto linfoide associato all’intestino, o TLAI, e il nostro microbioma intestinale, che sono milioni di batteri che vivono come un immenso universo microbico nell’intestino, lavorando duro per aiutarci a disfarci di ció che ci disturba. Una ragione in piú per fare attenzione all’uso improprio di antibiotici, che eliminano  anche batteri benefici.  

 

I disordini digestivi

Sempre piú persone sono colpite quotidianamente da disturbi digestivi: gas, diarrea, stitichezza, digestione lenta e difficile, flora intestinale povera, incompatibilitá con certi alimenti, intestino debole, aciditá di stomaco, candida, indigestione…

Ci siamo chiesti qual é la ragione per cui questa lista si allunga sempre di piú?

Il modo di vivere dei nostri avi era molto diverso dal nostro. Negli ultimi 200 anni, a causa dell’agricoltura intensiva e dei prodotti industriali, la nostra forma di vivere e di alimentarci si é allontanata sempre di piú da un sistema tradizionale e naturale, e il nostro corpo lo sta manifestando. Cibi in scatola, pronti da scaldare nel microonde, con alti contenuti di sale, grassi saturi e calorie, poveri in fibra, vitamine e carboidrati e oli di buona qualitá e, ovviamente, carenti di VITALITÁ, ENERGIA, FRESCURA E VITA!

Sono cibi vuoti, che forse ci fanno sentire soddisfatti un paio d’ore, ma ci produrranno un abbassamento energetico che ci fará sentire il bisogno di zuccheri, stimolanti, snack salati…É una ruota senza fine.

Il nostro sistema digestivo é incaricato di ricevere, digerire e trasmutare ció che mangiamo ed é quello che piú soffre le conseguenze della bassa qualitá di ció che gli diamo.

Per prima cosa dovremmo riflettere sulle 3 fasi della digestione

1) La masticazione é molto importante:

  • Come diceva Gandhi: “mastichiamo le nostre bibite e beviamo i nostri alimenti”.
  • La digestione dei carboidrati integrali comincia con la masticazione. La tialina che contiene la nostra saliva riduce i carboidrati integrali in zuccheri piú semplici, per poterli immagazzinare sotto forma di glucosio e poter cosí mantenere il livello stabile di energia e vitalitá che tutti desideriamo.
  • Se mastichiamo bene i cereali integrali, il nostro desiderio di “dolce” diminuisce radicalmente e sentiremo anche piú stabilitá emozionale.
  • Si riduce la quantitá di cibo che ingeriamo, snacks e alimenti fuori pasto…regola cosí problemi di peso.
  • Rafforza denti e gengive
  • Evita flatulenza, gas e digestione pesante.
  • Genera uno stato generale di rilassamento
  • Favorisce chiarezza e salute mentale.
  • Produce uno stato di energia e vitalitá stabile.
  • Stimola il funzionamento generale del sistema endocrino, rinforzando il sistema immunitario.

Ci dobbiamo ricordare sempre che lo stomaco non ha denti. Se non mastichiamo bene provocheremo una digestione lenta e pesante, aciditá e sonnolenza.

2) L’assorbimento

É importantissimo tener conto di questa seconda fase, visto che é quella che ci aiuta a generare energia e vitalitá. Se mastichiamo bene, digeriamo bene e la nostra flora intestinale si mantiene in ottimo stato. Potremo assorbire le sostanze nutritive di cui abbiamo bisogno, generando energia stabile e duratura.

IN CHE MODO POSSIAMO MIGLIORARE L’ASSORBIMENTO?

  1. Facendo pasti regolari
  2. Masticando bene
  3. Evitando i cibi che ci producono gas, infiammazione ed espansione dei nostri intestini:
  • La carne e gli zuccheri rapidi producono fermentazioni negli intestini e perdita della flora intestinale
  • Farine raffinate con lieviti artificiali
  • Farine integrali non masticate bene
  • Eccesso di crudo (insalata,frutta)
  • Legumi: bisogna cucinarli bene e possibilmente con alghe. Produrranno gas se: li mescoliamo con altri legumi, li condiamo con spezie, li combiniamo con frutta nello stesso pasto
  • Tofu: produrrá gas se lo mangiamo crudo, lo combiniamo con frutta o lo usiamo nei dolci
  • Eccesso di spezie e piccante

3) L’eliminazione

Questa fase é importantissima e bisogna darle attenzione, osservando quotidianamente la qualitá: il colore, l’odore, la consistenza, ecc… Come adulti dovremmo avere una buona eliminazione.

Queste tappe possiamo applicarle non solo alla nostra alimentazione ma anche al nostro modo di vita:

  • Stiamo masticando, vivendo le nostre esperienze quotidiane al 100%?
  • Possiamo digerirle rapidamente o ci riesce lento e difficile?
  • Possiamo assorbire e apprendere le nostre lezioni con facilitá?
  • Possiamo eliminare giorno dopo giorno tutto quello che non ci serve, con agilitá e distacco? O siamo attaccate al passato, portando pesi inutili che non esistono piú?

In quale di queste tappe abbiamo qualche problema? O ognuna di esse trascorre in noi facilmente, in modo ottimale, quasi senza percezione?

Possiamo anche riflettere su altri punti fondamentali:

  • Di che tipo di alimenti abbiamo bisogno?
  • Quando é il momento ideale per nutrirci?
  • Che quantitá di cibo diamo al nostro corpo?
  • In che modo mangiamo?

Solo riconsiderando queste domande o rimanendo osservatori delle nostre abitudini, potremo poco a poco mettere in relazione il modo in cui si sente il nostro corpo con ció che abbiamo mangiato.

DI QUALI ALIMENTI ABBIAMO BISOGNO?

Alimenti puri, prodotti in modo naturale, liberi da chimici. Alimenti che la nostra Madre Terra ci fornisce, biologici, non trasformati industrialmente.

Esistono attualmente nel mercato una quantitá infinita di prodotti chiamati “naturali”. Un’alimentazione sana e naturale puó essere deliziosa, con colore e sapore, attraente, semplice da cucinare e con l’assoluta garanzia che il nostro corpo ci ringrazierá al massimo

QUANDO É IL MOMENTO IDEALE PER NUTRIRCI?

Bisogna riflettere sul nostro stile di vita e conformarci alle nostre attivitá quotidiane. Ogni persona é unica e non ci sono regole fisse che possano adattarsi a tutti. Ma bisogna osservare quando il nostro corpo sente piú fame; il nostro metabolismo é diverso da tutti gli altri. Dobbiamo osservare quando possiamo effettuare il pasto principale del giorno e quando uno piú leggero. Puó essere ogni giorno diverso, a seconda delle attivitá che abbiamo in programma.

É importante nutrire il nostro corpo tre volte al giorno. Una buona colazione, ci dará la base per cominciare la giornata con energia e vitalitá. Invece, non fare colazione, mangiare poco a pranzo e arrivare alla cena affamati sará la ricetta ideale per abusare del nostro corpo una volta di piú. C’é da aspettarsi che il nostro corpo si lamenti e ci comunichi il suo fastidio.

CHE QUANTITÁ DI CIBO DIAMO AL NOSTRO CORPO?

Anche la quantitá gioca un ruolo importante per la futura qualitá energetica del nostro corpo. É meglio piccole quantitá di cibo distribuite 3 volte al giorno, che una grande dose in una sola volta.

Mangiando varie volte al giorno, l’energia sará distribuita gradualmente attraverso il nostro corpo, dandoci i risultati desiderati per proseguire con le nostre attivitá giornaliere.

Mangiare una grande quantitá in una sola volta provoca un collasso nel nostro sistema digestivo, causandoci stanchezza, pesantezza, sonno e mancanza di energia.

IN CHE MODO MANGIAMO?

Oggigiorno vediamo sempre piú persone mangiare per strada, camminando rapidamente, nei trasporti pubblici, o in piedi, in locali fast food. O se abbiamo la fortuna di sederci lo facciamo davanti ad una televisione o nel mezzo di un’animata discussione d’affari, discussione famigliare, o parlando con un’amica dei nostri/suoi problemi emozionali. O, a volte, lavorando e mangiando contemporaneamente.

Come possiamo assorbire la massima qualitá di ció che mangiamo? E ci sorprendiamo se poi soffriamo di qualche disturbo digestivo. É importante avere un certo spazio di tempo per rilassarci prima di mangiare. Mangiare con tranquillitá e armonia, aiutando il nostro corpo ad assorbire e digerire, in modo che possa generare la massima energia e vitalitá.

PRIMI PASSI PER RINFORZARE IL NOSTRO SISTEMA DIGESTIVO

  • Scopri il valore della masticazione
  • Utilizza alimenti naturali e biologici
  • Utilizza alimenti fermentati
  • Utilizza alimenti ricchi di fibra
  • Scopri le proprietá delle verdure del mare (alghe)
  • Scopri il valore nutritivo delle proteine vegetali
  • Mangia regolarmente e senza eccessi
  • Cenare molto e tardi debilita l’intestino
  • Fai in modo di avere tempo per mangiare con tranquillitá
  • Evita tutti gli alimenti che ti producono infiammazione
  • Evita gli alimenti che producono tossicitá, blocchi e perdita della flora intestinale: carni, insaccati, latticini

 

La cura attraverso la riconciliazione con se stesse

Perché ci ammaliamo? Quando lo scoraggiamento, il risentimento, la frustrazione e la mancanza di Amore per se stessi appaiono nelle nostre vite, appare anche la malattia.

Nella vita a volte abbiamo problemi che non sappiamo o non vogliamo risolvere a livello emozionale; é lí che cominciano a sorgere sintomi di dolenze, all’inizio lievi, per poi diventare croniche e, nel peggiore dei casi, mortali.

La prima cosa e piú importante é iniziare un processo di autoaccettazione di noi stesse e delle nostre circostanze. A partire dall’accettazione, che é una posizione di fiducia e resa totale all’Universo e a ció che ci ha dato, riuscire a riconciliarci con noi stesse.

Questo miracolo si produce quando siamo in connessione con l’Universo del quale formiamo parte, siamo parte; cosí si aprono i centri ricettivi di energia, che inonda il nostro corpo, con tutto il potere di autoguarigione a cui tutte abbiamo accesso.

Ci ammaliamo perché perdiamo questa connessione, ci sconnettiamo dalla Fonte che dá l’energia a tutti gli esseri vivi dell’Universo, che ci dá tutto quello di cui abbiamo bisogno.

Se agiamo contro i nostri sentimenti e non soddisfiamo le nostre esigenze, il corpo lo percepisce come un attacco. E quando ci colmiamo di odio, risentimento, dubbi e paure ci sottoponiamo a continui attacchi, diventando le nemiche di noi stesse.

La malattia é un avviso che ci dá il corpo, che lo stiamo maltrattando e sovraccaricando. Tutte, o quasi tutte le malattie, hanno la loro radice in un problema emozionale non risolto nella persona. La buona notizia é che possiamo imparare a non ammalarci e, se siamo giá ammalate, possiamo curare noi stesse; tutte abbiamo la capacitá di contribuire alla nostra guarigione.

Possiamo farlo cambiando i nostri modelli di pensiero; cambiamo ció che pensiamo e cambieranno i nostri atti e, come conseguenza, cambieranno i nostri sentimenti in sentimenti piú puri, piú amorosi, che ci porteranno ad avere piú energia e meno tossicitá nel corpo, poiché i pensieri che ci danneggiano sono tossine per il corpo. Se impariamo ad interpretare con esattezza le nostre emozioni possiamo prendere le decisioni adeguate in ogni momento.

Abbandonando la schiavitú della mancanza di controllo mentale cammineremo verso una vita di libertá, poiché smetteremo di essere soggette alle restrizioni dei pensieri, lasciando le nostre azioni in mano ad una volontá soggetta, in modo naturale, ai sentimenti piú nobili che ogni essere umano ha nel profondo.

Per curarci dobbiamo equilibrare il nostro corpo, mente e spirito perché, anche se é nel corpo che si manifesta il problema, é nello spirito che si trova il suo seme, che la mente si incarica poi di sviluppare attraverso pensieri inadeguati.

Se abbiamo una forte connessione con il nostro essere interiore, dei pensieri sani e costruttivi e ci prendiamo cura in modo sano del nostro corpo, ci manterremo sani. Quando c’é equilibrio tra le tre parti che ci compongono, sentiamo l’allegria di vivere, come é normale tra gli esseri dell’Universo.

Il risentimento é una delle emozioni che piú malattia produce, insieme alla paura. Ma la densitá del risentimento la possiamo cambiare con il sentimento del perdono, il perdono verso noi stesse principalmente e poi verso gli altri. Il perdono beneficia a chi lo dá, non tanto a chi lo riceve, visto che la carica emozionale negativa la porta chi non perdona.

L’altra emozione che causa molte malattie é la paura, che é il contrario dell’Amore, é una chiusura all’entrata di energia nel nostro essere, é opporsi a vivere, chiudersi all’esperienza della vita. Perché perdersi il meglio della vita, che é crescere? Se non sperimentiamo per paura di non riuscire, accumuleremo frustrazioni. La paura é soprattutto sfiducia in noi stesse e nell’Universo, che ci da sempre ció di cui abbiamo bisogno in ogni momento, perché siamo noi che creiamo l’Universo, ogni giorno. É mancanza di fede di meritarci il meglio, abbiamo paura perché in fondo ci aspettiamo il peggio.

Se perdoni e ti liberi delle paure, potrai curarti quasi di tutto. Le parole e i pensieri che hai avuto e pronunciato fino ad oggi sono quelli che ti hanno messa nella tua attuale situazione fisica ed emozionale.

Facciamo lo sforzo che merita e recuperiamo l’allegria e l’amore che avevamo alla nascita. I bambini chiedono ció di cui hanno bisogno ed esprimono quello che sentono. Fallo anche tu. Ricorda che un tempo lo facevi.

Se non cambi mentalmente di fronte ad un atteggiamento che ti ha fatto ammalare, nemmeno il miglior medico del mondo ti potrá curare. Sei un essere perfetto, devi solo ricordarlo.

 

Il cacao come medicina

Riflessioni chimiche e psicoanalitiche sul cacao

Quando, con scienza fredda, studiamo il cacao, con stupore osserviamo che contiene molte sostanze nutritive affini al funzionamento del cuore.

Il cioccolato offre un sapore succulento che allerta i sensi. Storicamente é stato impiegato come dispositivo per la seduzione.

Nella decade del 1940, le medicine regolamentari per l’infarto erano le iniezioni di teobromina, un alcaloide estratto dal cacao, che ha l’effetto di dilatare le coronarie. Non é quindi, una metafora. Letteralmente il cacao apre il cuore.

Le cellule del cuore hanno una crescente necessitá di magnesio per il loro funzionamento, tant’é vero che nelle cellule muscolari del cuore si concentra una quantitá diciotto volte superiore a quella di altri organi, di questo minerale. La deficenza di magnesio é un comune denominatore in molti malanni del cuore. Il magnesio riduce la pressione arteriale e diminuisce la coagulazione del sangue. Tutti i pazienti che soffrono di aritmia cardiaca devono considerare di prendere supplementi con questo minerale. Il cacao crudo é con sicurezza una delle maggiori fonti di magnesio nella natura.. In 100 gr di cacao ci sono 550 mg di magnesio. Il magnesio dá al cuore un sostegno minerale per pompare sangue e effluvi sottili. Il cacao provoca sensazioni dolci che deambulano nel pericardio e nelle camere interne del cuore, aiutandolo a guarire anche da sofferenze sentimentali.

Il cacao contiene dopamina e serotonina, due sostanze che non gonfiano né saziano ma addolciscono la vita. Il gusto amaro del cacao puro é un sapore che nella medicina cinese corrisponde al cuore. Theobroma cacao, il suo nome scientifico, testualmente vuol dire “cibo degli dei”. Il cacao puro é un alimento ineguagliabile. Per disgrazia, solo una frazione della sua bontá arriva al cioccolato industriale, che contiene grassi idrogenati, zucchero raffinato e latte in polvere. Una buona parte del volume del cioccolato é formato da un insieme di sostanze che non contribuisce al sapore, ma vengono aggiunte come conservanti o addensanti. Anche le alte temperature degradano le virtú del cacao. Il cacao é originario dell’Amazzonia. Da lí arrivó in Centro America dove gli aztechi crearono una bevanda che chiamarono chocolatl. Con questo nome é arrivato in Europa. Oggi il pianeta é infestato di cioccolato caramellato, anche se sta risorgendo la conoscenza dei reali poteri di questa medicina.

Il seme del cacao é un fenomeno; in nessun altro posto la Natura ha concentrato ingredienti tanto validi in uno spazio tanto piccolo” Alexaander von Humboldt

GLI INGREDIENTI SEGRETI DEL CACAO

Teobromina, l’alcaloide vasodilatatore

Il cacao contiene teobromina e caffeina, due sostanze simili che forniscono energia al corpo. La teobromina stimola il sistema nervoso ed é un potente dilatatore vascolare. Inoltre é una medicina contro la tosse, un diuretico e un farmaco nel caso di infarto. La teobromina rilassa le arterie e fa del cacao uno dei migliori alimenti per combattere malattie coronariche, aritmia, ipertensione arteriale e per aiutare le persone operate di bypass.

Un’altra curiosa proprietá della teobromina é il suo potere cariostatico, cioé combatte i batteri che provovano la carie dentale. Il cacao é efficace contro un centinaio di diversi batteri.

Feniletilamina, la droga dell’amore

La feniletilamina (FEA) é una sostanza chiamata anche amina aromatica che ha un effetto simile a quello dell’anfetamina. É un alcaloide psicoattivo, neuromodulatore e neurotrasmissore. Questa sostanza, recentemente, ha cominciato ad essere associata con il sentimento dell’amore. Sembra che il cervello di una persona innamorata contenga grandi quantitá di FEA e che questa sostanza potrebbe essere la responsabile delle sensazioni e modificazioni fisiologiche che sperimentiamo quando siamo innamorati (tachicardia, rossore, insonnia, ecc.).

La FEA é anche collegata alla capacitá di concentrazione.

Anandamina, la chimica dell’estasi

L’anandamina é un composto classificato come cannabinoide e imita i principi psicoattivi presenti nella cannabis. Questa sostanza é conosciuta come l’anfetamina del cioccolato e provoca stati di eccitazione e allerta. Non dá dipendenza e non é illegale. Non bisogna trarre conclusioni affrettate poiché, per ottenere un effetto psichedelico simile a quello della marihuana, dovremmo in teoria consumare 12 kg di cioccolato.

L’etimologia di anandamina viene dal sanscrito ananda, che vuol dire estasi o beatitudine interiore. In alcuni monasteri di tradizione buddista si proibisce ai monaci il consumo di qualsiasi alimento dopo mezzogiorno…tranne il cacao puro.

Il cacao, legittimo re del magnesio

Il magnesio é un minerale che attiva molti enzimi necessari al funzionamento ottimale dei neuroni. Quando il cervello é carente di magnesio, la chiarezza mentale e la concentrazione decadono. Per questa ragione, il cacao é considerato uno dei cinque alimenti piú importanti per l’incremento del potere cerebrale. Il magnesio é una delle multiple ragioni per cui il cacao costituisce un tonico per la chimica cerebrale e per la salute del cuore.

Zolfo organico

Lo zolfo é un minerale di cui scarseggia l’86% della popolazione e forma parte della composizione del cacao. É un’importante sostanza nutritiva a livello cosmetico, buono per le unghie, i capelli e la pelle.

Il burro di cacao

Il grasso rappresentativo del cacao é l’acido estearico, che é un grasso neutro, che non incrementa né diminuisce il colesterolo. Popolarmente, si usa il burro di cacao per combattere la secchezza della pelle.

Il potere antiossidante del cacao

Anche se il cacao ha un vasto potere antiossidante non bisogna abusarne. É un alimento molto potente e concentrato per il sistema nervoso, ipercalorico e, se si superano i 40/50 gr giornalieri, risulta un esagerazione per il corpo e un sovrastimolo per il sistema nervoso e per il cuore.

É cosí grande il potere antiossidante del cacao che il 10% del suo peso é composto da antiossidanti, il che é un vero portento per il regno vegetale. Cento grammi di cacao contengono 10.000 mg di flavonoidi antiossidanti. Il cacao industriale in polvere ne contiene 20 volte meno.

Il cacao nell’economia globale

Oltre alla necessitá di rivalorizzare il cacao come medicina, bisogna anche sottolineare l’importanza di lavorarlo nel suo luogo di origine e produrre cioccolato nutriente, medicinale e frenare l’invasione dei questionabili alimenti delle grandi corporazioni che importiamo e consumiamo ininterrottamente. Non é ironico che la Svizzera, il piú grande esportatore e produttore di cioccolato, sia un paese assolutamente inadatto, sia botanicamente che meteorologicamente alla produzione del cacao? Come anche il Belgio, altro colosso nella produzione ed esportazione del cioccolato.

La chiara  sicura tendenza (non la moda) del mercato internazionale sono gli alimenti funzionali. Il profilo attuale del consumatore é passato dall’essere un commensale che cerca piaceri sfuggenti ad un consumatore originale, rispettoso dell’ambiente e cosciente del suo habitat interno, sempre piú osservatore della propria salute. Le multinazionali che esportano alimenti zuccherati e con additivi sono innumerevoli e il loro vandalismo sulla salute é incommensurabile.

La scommessa, oggi come oggi, é creare cioccolato puro, con saporita originalitá, per una perfetta salute, rispettando il mercato locale.

Problemi e precauzioni con il cacao

Il cacao ha un alto contenuto di acido oxalico, che contribuisce alla formazione di calcoli renali.

Antidepressivi: foglie di coca e cacao

É totalmente valido esplorare la capacitá delle piante di essere una medicina per l’anima e non solo per il corpo. É necessaria soltanto un po’ di attenzione e silenzio per palpare come le piante dei nostri antenati sono farmaci naturali che favoriscono stati di coscienza ed equilibrio dei tessuti nervosi.

La foglia di coca ed il cacao sono alimenti perfettamente complementari. Uno grasso, l’altro astringente e secco; uno ricco in calcio,  l’altro in magnesio, due minerali omologi che agiscono sinergicamente. Una é foglia verde solare, l’altro seme nero lunare, ma entrambi apportano alcaloidi, minerali e aminoacidi. Con il matrimonio del cacao e la coca, il cioccolato di coca, si coniugano composti che forniscono un’alternativa naturale agli antidepressivi.

 

 

Elogio alla lentezza

Sappiamo che il mondo umano non smette di accellerare…informazione, conoscenza, intrattenimento, consumo, produzione, qualsiasi ambito sociale cerca, per la sua sopravvivenza, un ritmo di innovazione accellerata, che fa si che ogni cosa, in ogni ambito, diventi obsoleta in un breve periodo di tempo.

Tuttavia si sta producendo una corrente con tendenza a rallentare, in una parte della societá che si sta risvegliando e capisce che nello svilluppo personale e spirituale si trova un luogo in cui potersi appartare da questo flusso accellerato e superfluo.

Al giorno d’oggi, la gente vive una gran controversia: vuole sapere come frenare ma allo stesso tempo vuole tutto piú rapido, addirittura vuole imparare a frenare piú rapidamente. Il tempo passa peró…ció che facciamo con la nostra vita accellerata realmente ci arricchisce? Non parlo di ricchezza materiale, ma della capacitá di godere delle cose che veramente vogliamo e ci importano. La vita non deve essere vissuta rapidamente, deve essere vissuta bene e il primo passo per cambiare é rendersene conto.

L’essere umano, non solo accellera i suoi ritmi, ma tenta anche di accellerare i ritmi della Natura, per trarne maggior beneficio.

Questa cultura della velocitá (fast culture), realmente ci influenza negativamente in aspetti come la salute, l’alimentazione, il lavoro, le nostre relazioni, l’ambiente e la vita in comunitá. Cosí l’essere umano non puó dedicare il tempo e la pazienza ad ascoltare e comprendere il suo corpo, che finisce per stancarsi o ammalarsi. “Per fortuna”, anche nell’ambito della medicina e delle bibite energetiche, i progressi sono molto rapidi.

Una societá ammalata porta beneficio solo a pochi, ma noi non ci rendiamo conto di questo e continuiamo nel flusso accellerato, sottilmente disegnato per non sviarci. Forse la soluzione é semplicemente fermarci e riflettere su ció che sta facendo questa cultura del correre a noi e ai nostri cari.

PERCHÉ SIAMO DIVENTATI COSÍ RAPIDI?

A causa dell’urbanizzazione, del consumismo, del posto di lavoro, della tecnologia?

Forse la ragione piú profonda é il modo in cui percepiamo il tempo. In altre culture il tempo é ciclico. Lo osservano muoversi in grandi cicli, senza fretta, sempre rinnovandosi e rinfrescandosi. Mentre in occidente il tempo é lineare, o lo usi o lo perdi. Il tempo é denaro…un’equazione, secondo la quale se il tempo scarseggia, dobbiamo accellerare, fare di piú in meno tempo. Trasformiamo cosí ogni momento del giorno in una corsa verso una meta, che non raggiungiamo mai.

É possibile liberarsi di questo modo di pensare? Per fortuna si; c’é una reazione a livello mondiale contro questa cultura che ci dice che piú rapido é meglio, che piú occupati é meglio. In alcune parti del mondo la gente sta facendo l’impensabile, sta frenando. Rallentando nel modo giusto si scopre che si fa tutto meglio. Si mangia meglio, si fa meglio l’amore, si fa esercizio meglio, si lavora meglio, SI VIVE MEGLIO.

Parole come “decrescita” si espandono in tutto il mondo ed esprimono questo sentimento di vivere una vita piú lenta. Sono sorte in Europa e in Italia iniziative pioniere del movimento slow, come il mangiare lentamente (slow food) o le cittá lente (slow cities) che stanno ripensando lo stile di vita al’interno delle cittá accellerate.

Concretamente Slow Food lancia un messaggio molto semplice e sensato, che é quello di ottenere piú piacere e piú salute dal nostro cibo se lo coltiviamo, lo cuciniamo e lo consumiamo ad un ritmo ragionevole. Tutto questo é mosso da persone ansiose di liberarsi dei cibi industriali.

Per recuperare questo squilibrio umano di questo secolo, la lentezza, la calma hanno un ruolo importante in tutti gli ambiti della vita. É curioso che l’Italia, che fu la culla del Rinascimento, sia adesso la culla del movimento lento. Sará una nuova rinascita?

Anche nel mondo del lavoro si stanno riducendo le ore di una giornata lavorativa seguendo i modelli nordici, con piú tempo libero a disposizione e una maggiore produttivitá durante le ore di lavoro. E anche nell’educazione si sta cambiando il paradigma fast con slow. I bambini sono sottoposti ad un eccesso di compiti. Si é dimostrato che riducendo i compiti si ottiene un miglior rendimento accademico. Questa tendenza sta crescendo in molte universitá, che riducono i compiti, incrementando il tempo libero per sviluppare e pensare creativamente e godere allo stesso tempo delle esperienze della vita.

Frenare peró non é una cosa facile. Per prima cosa perché la velocitá é adrenalina, la quale dá dipendenza perché ci porta una grande diversitá di stimoli in meno tempo, colmandoci di distrazioni e allontanandoci dalla riflessione e dalle domande profonde.. Stiamo diventando i consumatori delle nostre vite.

La seconda ragione é il tabú culturale secondo cui tutto ció che é associato al concetto “lento” é negativo. Come se fosse sinonimo di fannullone, vago o di qualcuno che si arrende.

Ma c’é anche una lentezza buona che é prendersi tempo per mangiare in famiglia, con la televisione spenta, prendersi tempo in ufficio per analizzare un problema da diversi punti di vista. O semplicemente prendersi il tempo per calmarsi e assaporare la nostra vita.

Frenare si puó e sta succedendo in tutto il mondo. Si puó cominciare con l’essere piú snelli e agili in alcuni aspetti, per ottenere tempo da godere in altre cose. Mettersi dei limiti nelle faccende da sbrigare, lavorare efficacemente ed evitare di perdere tempo in cose che non ci apportano valori positivi e permanenti. Dobbiamo mettere piú tempo a disposizione dell’amore, dell’amicizia, della creativitá, delle esperienze, della musica,ecc.

É possibile essere produttivi e slow.

 

LA PAURA DEL CAMBIO

Quello a cui si resiste, persiste; quello che accetti, si trasforma.

Perché abbiamo tanta paura dei cambi? Preferiamo rimanere schiave delle nostre routines alimentari (sapendo che non ci beneficiano), piuttosto di provare qualcosa di nuovo.

O ci sono persone che hanno provato moltissime “diete”, ma con fede cieca, senza realmente domandarsi con profonditá ció che facevano o ascoltando le reazioni del loro corpo.

In generale, si nota una reticenza al cambio. Si desidera un’immagine differente, o piú energia, vitalitá, ma senza cambiare nulla di ció che facciamo.

  • QUALSIASI AZIONE GENERA UNA REAZIONE
  • IL RISULTATO DI QUELLO CHE SIAMO OGGI, É DATO DALLE NOSTRE AZIONI DEL PASSATO
  • SE DESIDERIAMO UN FUTURO DIVERSO, BISOGNA COMINCIARE A FARE CAMBI NEL PRESENTE, NELL’ADESSO
  • I CAMBI MUOVONO ENERGIA, CI DANNO VITA, ILLUSIONE 
  • L’INFLESSIBILITÁ E LA PAURA DEI CAMBI, PROVOCA SITUAZIONI STAGNANTI E SPEGNE LA NOSTRA SCINTILLA
  • LA NUOVA ENERGIA, CI POTENZIA E CI ALIMENTA

Comprendiamo molto bene, che se seminiamo lattuga nel nostro orto, non possiamo aspettarci meloni e nemmeno lamentarci di questo.

Quindi, se desideriamo perdere peso, perdere grasso, dobbiamo smettere di mangiarlo.. O se vogliamo incrementare il nostro peso dobbiamo mangiare alimenti che ci diano la vitalitá, il calore e l’energia che ci manca. Non possiamo mangiare solo insalata e frutta.

Forse, a livello mentale, quando stiamo ascoltando una spiegazione su questo tema, lo capiamo e il nostro cuore vibra, con voglia di mettere in pratica. Peró poi cosa succede? Perché non lo facciamo? Che cosa ci blocca? Autosabotaggio?

Bisogna lavorare molto profondamente, quando vogliamo davvero un cambio di abitudini nella nostra vita. Siamo esseri a cui piace la stabilitá e non desideriamo cambi.

Cambiare significa ricominciare a conoscerci e per molti é uno sforzo.

Perdere la nostra entitá-egocentrica e tornare a reinventarci. Fa paura quel momento in cui ci sentiamo nudi, quel momento in cui c’é un vuoto. É il momento transitorio in cui lasciamo qualcosa, ma non abbiamo ancora integrato il nuovo.

Bisogna avere delle solide radici di connessione interiore per sentirci sicure e, nonostante i cambi, perseverare e proseguire con intuizione e forza.

Le radici sono nella connessione con il nostro IO interiore, perché ci potenzi, ci aiuti, ci animi e ci diriga con questa luce interiore, per illuminarci nel nuovo cammino che non conosciamo. Senza questo aiuto, i nostri primi sforzi, si dissiperanno in poco tempo.

IL CAMMINO DEL CAMBIO

Accetta il periodo di squilibrio

Ogni nuovo processo ha la sua parte di paura, vuoto e caos. Accettalo. É come quando decidiamo di fare una pulizia a fondo di una stanza o di spostare i mobili. Muoviamo sedie, tavoli, divani, tappeti ecc.. In quei momenti ci sentiamo scomodi in quella stanza, sembra un caos per qualche minuto, qualche ora, fino a che poi, regna un ordine nuovo. E ci sentiamo piú a nostro agio.

Esprimi come ti senti – comunicati

Credo che sia importantissimo comunicarsi in quei momenti, per non sentirti sola e appesantita dal cambio. Comunicati per prima cosa con te stessa, scrivi giornalmente come ti senti. E inoltre, lasciati supportare dagli altri. Se rimani in silenzio, nascondendo i tuoi desideri, da un momento all’altro potresti disistere.

Quando facciamo un cambio di domicilio, lo comunichiamo ai nostri conoscenti. Ugualmente, comunicare alla gente il nostro cambio puó servire a farci supportare.

Si, ci sono sempre persone sarcastiche, che fanno commenti inutili. Ma dobbiamo pensare che il sarcasmo, é una corazza e una protezione per le persone che hanno paura e sono ignoranti al riguardo.

Condividi il tuo processo con qualcuno che abbia una situazione simile, in modo da potervi supportare reciprocamente, o con qualcuno a te vicino che ti voglia bene.

Vivi giorno per giorno con presenza ed ottimismo

Dobbiamo capire chiaramente che il corpo fisico vibra molto lentamente, confronto alle emozioni e alla mente. Il risultato del nostro corpo fisico, la nostra opera maestra del presente, é un lavoro che cominció molto tempo fa. Un insieme del modo in cui abbiamo assorbito la vita (mangiando, pensando, sentendo, ascoltando, guardando…). Si é andato formando durante molti anni.

Quindi non possiamo aspettarci che, se per una volta mangiamo ció che dovremmo, il nostro corpo domani sará differente. Molte volte sul tema “peso”, c’é molta impazienza e l’idea di poter cambiare in fretta. Non é cosí. Qualsiasi cambio profondo, sará molto lento. Peró si, sará per sempre.

Vivi il giorno per giorno con piacere e ottimismo. Praticando la gratitudine e cambiando le idee negative con positive. IO HO IL PESO CHE DESIDERO.

NON ESSERE ANSIOSA DI VIVERE IL FUTURO, NON DIMENTICARTI DI VIVERE IL PRESENTE, CHE É L’UNICO TEMPO CHE REALMENTE ESISTE.

Prova ogni sera, prima di dormire, a ricordare tre cose positive che ti sono accadute durante il giorno. É un esercizio molto semplice, che ci aiuta a potenziare la nostra positivitá e gratitudine verso la vita.

Sii amica delle tue resistenze

Ció che si resiste, persiste. Invece di fuggire da ció che sentiamo, ascoltiamo per prima cosa le nostre emozioni. Accettiamole, senza reprimerle. Osservando senza giudizio  il vincolo che esiste tra ció che sentiamo e ció che mangiamo e non mangiamo.

Le nostre emozioni sono il risultato del nostro modo di pensare e credere in noi. E, questi pensieri, si sono formati a seconda delle nostre esperienze passate, che non abbiamo ancora depurato.

 

Vivilo come una lezione della scuola della vita

Vivere giorno per giorno con questa idea, che siamo nella scuola della vita, puó aiutare a staccarci dalle esperienze e non sentirci tanto sommersi o coinvolti nel processo. Ci aiuta a mantenere una distanza, per poter risolvere con chiarezza e serenitá, senza essere condotti ciecamente da emozioni pesanti e negative

Prova a fare qualcosa di nuovo tutti i giorni

Anche se fosse solo lavarti i denti con la tua mano opposta. O alzarti 5 minuti prima/dopo, o dire buongiorno a qualcuno che non conosci ogni giorno…Questo aiuta a sentirsi piú sicuri di sé e a generare confidenza verso il nuovo.

TUTTO CIÓ CHE SIAMO É IL RISULTATO DEI NOSTRI PENSIERI

TU CREI IL TUO PROPRIO UNIVERSO DURANTE IL CAMMINO

Allegria

C’é allegria nelle nostre vite? Celebrare ogni giorno la vita, stare allegri, con senso dell’umorismo e con illusione per piccole cose, ci genera dinamismo interiore nuovo, grande forza, voglia di vivere, di scoprire, di imparare.

La prima cosa che possiamo fare é uno sforzo di auto osservazione giornaliero e provare a dirigere i nostri pensieri verso la gratitudine e la positivitá. Questo ci dará piú forza interiore per dirigere la nostra vita verso dove desideriamo, senza sentirci controllati dall’esterno.

Molte volte le persone che hanno problemi di peso (sia in eccesso che in difetto), si sentono vittime della vita. Vivono troppo “fuori”, facendo, pensando e attuando come credono che gli altri si aspettino da loro. Mancano di un centro fermo, di convinzioni chiare su come dirigersi nella vita, é come se il flusso della vita li conducesse senza freni, senza poter decidere. Si lasciano influenzare dall’esterno, visto che il loro centro é debole, non é stato coltivato.

É importantissimo avere spazio per se stessi, anche se si vive in famiglia, bisogna onorarsi e rispettarsi abbastanza da sentire che meritiamo uno spazio giornaliero per la riflessione.

La riflessione ci aiuta a vedere la nostra vita in modo obiettivo, senza attaccamenti né legami fisici, emozionali e mentali che ci conducano ciecamente verso una direzione senza connessione con noi stesse. Bisogna cercare la nostra parte di saggezza interiore, in modo che ci conduca nel cammino dell’autorealizzazione e felicitá.

 

 

 

 

Alimenti organici: l’importanza di un suolo sano per una vita sana

Dal libro “Alimentazione intelligente” di Sacha Barrio Healey

“La qualitá dello strato di suolo arabile che copre il nostro pianeta é un fattore determinante del potere e della vitalitá che avrá la nostra alimentazione. Cosí, un suolo impregnato di agrochimici é un suolo sterile e la sua “fertilitá” dipenderá da fertilizzanti artificiali. Risanare il pianeta equivale in qualche modo a curare questo manto di terra.

Attualmente, il nostro suolo é gravemente danneggiato; sono giá molti anni di accumulo di pesticidi, fungicidi e fertilizzanti. Da varie analisi chimiche sappiamo che il miglior contenuto nutritivo si trova nelle specie commestibili silvestri, seguono le coltivazioni organiche e, all’ultimo posto, c’é l’agricoltura intensiva. Come esempio, possiamo vedere che una libbra di gingseng silvestre puó costare fino a $300, mentre la stessa specie coltivata arriva a malapena ai $12 a libbra. Gli alimenti silvestri sono senza dubbio una abbondante fonte nutritiva e hanno permesso l’evoluzione dell’uomo per le migliaia di anni in cui ne fu raccoglitore e cacciatore.

Il Ministero dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) pubblica annualmente un rapporto con il contenuto medio di sostanze nutritive delle principali coltivazioni. Ció che si é potuto osservare é che é in atto un progressivo declino nutrizionale nelle pricipali coltivazioni. Per esempio, nel 1940 il grano presentava un contenuto proteico del 19%, mentre oggi il contenuto medio é del 12%. Cioé, il nostro pane quotidiano ha perduto il 31,57% della proteina, oltre ad altre sostanze nutritive essenziali. Ed é cosí per tutti gli altri cereali, frutta, verdura di agricoltura intensiva; si vede una progressiva caduta dei valori nutrizionali.

Varie generazioni di verdure esposte a pesticidi, ormoni, fungicidi, manipolazioni genetiche e fertilizzanti hanno procreato delle specie gracili, sempre meno resistenti a parassiti e sempre piú povere a livello nutritivo. Inoltre, sappiamo che negli alimenti processati, cucinati e inscatolati, questa mancanza nutrizionale si fa ancora piú acuta.

Ci sono ricerche che dimostrano che esiste una corrspondenza tra il declino nutritivo degli alimenti e l’introduzione dei fertilizzanti chimici, la manipolazione genetica e i pesticidi. Tutte queste pratiche hanno debilitato il suolo, minando la sua fertilitá. Un suolo di agricoltura intensiva é un suolo biologicamente morto, dove non abitano piú microrganismi benefici. Un suolo silvestre o organico é un suolo dove coesistono migliaia di microrganismi, batteri, lombrichi. insetti, formiche e animaletti di ogni specie. Questo suolo ha la capacitá di decomporre materia organica per produrre humus che é, a sua volta, una fonte di sostanze nutritive. Pertanto, in un suolo degradato dall’abuso di sostanze chimiche la capacitá nutritiva delle piante sará ugualmente degradata: avremo piante gracili, insapori e senza forza vitale.

In Argentina, le coltivazioni di soia transgenica, stanno mostrando in pochi anni una catena inimmaginabile di problemi. Si é creata una soia transgenica che geneticamente é piú resistente agli erbicidi, specificamente al Round Up, il cui ingrediente attivo é il glifosato. Questo permette all’agricoltore di fare piú uso dell’erbicida senza affettare la pianta e contemporaneamente di beneficiare l’industria che produce sia l’erbicida che i semi transgenici. Dopo un prolungato uso di chimici, il risultato é una terra sterile, poiché non é piú abitata da batteri che decompongono la materia organica. Questi batteri hanno anche la funzione di inibire la proliferazione eccessiva di parassiti, per cui ora, le radici della soia stanno marcendo a causa di infezioni micotiche.

Allo stesso modo, un uomo che abusa di antibiotici porta il suo corpo alla perdita della flora intestinale e favorisce la proliferazione di parassiti intestinali, come la candida. La candida abita normalmente nell’intestino, ma quando la sua crescita non é frenata dai batteri intestinali, passa alla sua fase matura e adulta in cui secerne l’acido tartarico, che é una sostanza neurotossica.

La maggior parte dei pesticidi contiene sostanze attive che agiscono sul sistema nervoso degli insetti, cioé, sostanze neurotossiche. Il problema é che queste sostanze sono neurotossiche anche per i mammiferi maggiori, anche se non in dosi che risultano mortali; peró, dopo un prolungato consumo, finiscono per deteriorare il nostro sistema nervoso. Per esempio, l’iperattivitá infantile si deve, tra le altre cose, anche all’ingestione di queste sostanze; diverse ricerche hanno dimostrato che modificando la dieta dei bambini iperattivi e passando ad un regime di alimenti sani ed organici, la media di guarigione é del 50%, senza fare niente altro.

Anche l’alta proliferazione del cancro ha la sua origine nell’agrochimica. Questo avvelenamento della Terra ha conseguentemente avvelenato anche gli Esseri Umani. Il cancro infantile é la seconda causa di morte di minori negli Stati Uniti. Ogni anno vengono diagnosticati innumerevoli casi di cancro in tutto il mondo, cifre inimmaginabili fino a qualche anno fa. Noi siamo in tutto e per tutto simili ai parassiti. Nel nostro affanno di volerli eliminare aggressivamente , ci stiamo anche autoeliminando, con un dissimulato e sereno suicidio collettivo.

L’alimento organico e autentico, a differenza di quello da agricoltura intensiva commerciale, contiene mediamente l’88% in piú di sostanze nutritive. Normalmente i coltivatori di verdura organica coltivano con una filosofia di amore e devozione i loro prodotti. Queste piccole fattorie stanno crescendo rapidamente negli Stati Uniti, Europa e America Latina. In tutto il pianeta é sempre piú popolare la vendita diretta di prodotti organici, senza intermediari. Il cibo organico ha un ruolo molto importante nella risanazione del pianeta. Il movimento organico é uno dei modi piú efficaci per rettificare la distruzione del suolo coltivabile e restituire la salute all’umanitá.

Fare un richiamo al consumo di alimenti organici non é realmente chiedere un sacrificio per le nostre tasche. L’alimento organico si paga un po’ di piú ma si raddoppia o triplica il contenuto nutritivo. Non sará falsa l’economia che pretende di risparmiare con coltivazioni cosparse di chimici tossici, per pagare poi il prezzo con diverse malattie o con la vita stessa? Ció che é benefico per la Terra lo é anche per la salute umana; e ció che é buono per la salute umana, é ugualmente benefico per l’ambiente.

Sono dell’opinione che il miglior investimento che possiamo fare per la salute é trasformare la nostra dieta consumando prodotti organici. Addirittura possiamo affermare, senza rischio di esagerare, che investire in alimenti organici é di gran lunga preferibile che investire in un’assicurazione sanitaria. Che senso ha assicurarsi contro delle malattie se poi ingeriamo i prodotti che le provocano? Che senso ha somministrare ad un bambino iperattivo Ritalin se poi lo nutriamo con alimenti neurotossici?

La dott.ssa Sherry Rogers, autrice di vari libri sulla disintossicazione e con piú di 30 anni di esperienza nel campo, dopo aver analizzato tutte le forme di tossine alle quali é esposto l’uomo, ha tratto le sue conclusioni dicendo che i pesticidi sono gli agenti di causa delle piú diffuse malattie dei tempi moderni. Dopo aver analizzato gli effetti del cadmio, del piombo, del mercurio, dell’arsenico e di altri metalli pesanti, conclude che non sono lontanamente paragonabili agli effetti dei pesticidi considerati “sicuri” che ingeriamo quotidianamente.

É difficile trovare alimenti liberi da pesticidi; anche gli alimenti organici non ne sono completamente liberi, visto che molto spesso le coltivazioni vengono irrigate con acqua contaminata che proviene dal sottosuolo.

C’é chi dice che non c’é differenza tra alimenti organici e alimenti provenienti da agricoltura intensiva,

la veritá é che non ci sono margini di paragone.”