La via (saggia) del digiuno

Il digiuno non è per tutti. E, dopo aver letto questo articolo, solo tu saprai se è qualcosa che puoi sperimentare. E penso che sarete in molti a farlo; ne sono contenta perché il digiuno è una delle più potenti terapie esistenti a costo zero.

Uomini ed animali usano il digiuno fin dalla notte dei tempi, a volte per scelta, a volte no. Ma, la maggior parte di noi umani, dovuto alla sovrabbondanza di cibo, ci siamo allontanati dal digiuno; gli animali no. Se sono in libertà a volte passano giorni senza mangiare, soprattutto se sono ammalati.

Anche se il digiuno è conosciuto da migliaia di anni, sia come terapia che come pratica spirituale, solo negli ultimi secoli è stato reso oggetto di studio. E, soprattutto negli ultimi due decenni, siamo venuti a conoscenza dei suoi incredibili benefici.

Molti studi confermano che la peggior cosa che gli esseri umani stanno facendo a se stessi è mangiare troppo. Ma  non riferito solo a mangiare troppe calorie, bensì a mangiare continuamente nell’arco della giornata. Lo spazio di tempo senza mangiare, la finestra di digiuno giornaliero (che nel corso naturale delle cose sarebbe poi la notte), si è ridotta considerevolmente. Mangiamo troppo spesso e fino a tardi la sera.

Sono già molte le ricerche pubblicate che esaltano i benefici del digiuno intermittente; si parla di riduzione di peso, regolarizzazione della pressione, controllo e in alcuni casi cura del diabete. Al suo riguardo esistono diverse idee e protocolli, ma, per semplificare, si può considerare di consumare tutti i nostri pasti durante una finestra di 11 ore. Questo significa che se fai colazione alle 9 di mattina, terminerai di cenare entro le 8 di sera. Si può fare?

Molta gente ha l’abitudine di cenare alle otto, nove o dieci di sera. E cosa succede quando ceni così tardi? La prima cosa, evidente, è che non bruci le calorie, dato che poi vai a letto. Alcuni studi hanno anche confermato che, mangiando lo stesso pasto a pranzo e a cena, la sera questo provoca un rialzo del glucosio superiore, poiché il pancreas si trova in una situazione di riposo.

Quando digiuni dai una pausa al tuo corpo dalla digestione per favorire la guarigione. Mettiamola così: il nostro corpo ha un determinato quantitativo di energia per compiere le differenti funzioni. Durante il sonno questa energia viene diretta nella riparazione, rigenerazione e ristorazione dei tessuti. Ma se siamo pieni di cibo da digerire, dovrà invece occuparsi della digestione ed eliminazione di questi alimenti, quindi, perlomeno per metà della notte, dovrà tralasciare la guarigione.

Quindi riuscire a consumare i tutti i pasti nell’arco di 11 ore è già una cosa di grande beneficio. Ci sono persone, soprattutto atleti, che riducono la finestra di tempo a 8 ore che è un po’ più difficoltoso. ma non impossibile.

Consideriamo adesso il digiuno vero e proprio. Chiamiamolo digiuno con acqua, perché per la sua durata non si ingerisce cibo ma solo liquidi come acque e tisane. Consiglierei un digiuno di almeno 24 ore anche se tre giorni completi (o più) segnano la vera svolta a livello fisico.

Quindi, cosa succede quando smettiamo di mangiare? Quando smettiamo di mangiare il nostro corpo cambia marcia. Cambia da normali operazioni giornaliere, a riparazione e rigenerazione. Modalità sopravvivenza. Non ricevendo cibo il corpo inizia a scavare alla ricerca di cose inutili da utilizzare come carburante da bruciare e attiva un processo chiamato autofagia. Questo processo fa si che i milioni di cellule dell’organismo comincino ad abbattere le cellule danneggiate e i rifiuti del metabolismo. Ogni cosa presente a livello cellulare che possa essere usata per produrre energia, viene “bruciata”. Il miracolo della “modalità sopravvivenza”.

Il primo giorno di digiuno normalmente è abbastanza facile. Ogni volta che ti viene fame bevi acqua, molta acqua o una tisana. Così si può controllare l’appetito senza molta fatica. Da due a quattro litri di liquido vanno bene. Il giorno due potresti cominciare a non sentirti tanto bene, affamato, magari un po’ debole. Cambia da persona a persona. Il giorno tre è il peggiore. normalmente. Dopo il terzo giorno, se decidi di continuare, le cose cominciano ad andare meglio. L’energia aumenta, tra alti e bassi e ci saranno giorni in cui ti sentirai benissimo: attivo, presente, particolarmente lucido e attento.

Il primo giorno il corpo consumerà il glucosio che è immagazzinato nel fegato e nei tessuti muscolari. Poi, i seguenti due giorni, entrerà in un processo chiamato chetosi, cioè, terminato tutto lo zucchero da trasformare in energia, comincerà a bruciare i grassi allo stesso scopo. Quindi romperà le cellule grasse per trasformarle in chetoni, che sono sostituti dello zucchero e possono essere usati dalle cellule per produrre energia. E’ a questo punto che possono comparire sintomi di debolezza, mancanza di energia, anche mal di testa a volte. In alcuni casi la mancanza di zuccheri, caffeina, sale, carne e latticini può provocare delle vere e proprie crisi di astinenza. Ma possiamo controllarci e superarle. E’ molto importante riposare quindi è opportuno pianificare il digiuno durante il weekend o quando si hanno giorni liberi a disposizione. Digiunare può anche favorire l’insorgenza di emozioni intense, è un processo di purificazione che riguarda tutti i nostri corpi: fisico, emozionale e spirituale. E potrebbe sorprenderci facendo scomparire disturbi che ci accompagnano da tempo.

E’ inoltre consigliabile, durante il digiuno, effettuare due o tre lavaggi intestinali. Questo perché la presenza di cibo nello stomaco è ciò che stimola la peristalsi, che sono le contrazioni muscolari che facilitano il transito del contenuto intestinale. Quindi il digiuno potrebbe portare ad un blocco delle evacuazioni prima di avere svuotato completamente l’intestino. Il lavaggio intestinale favorisce il processo ed è innocuo.

Rompere il digiuno, specialmente se breve, non è un grosso problema. Il consiglio è cominciare a mangiare cibi facilmente digeribili, leggeri, per esempio, se il primo pasto è la colazione, una spremuta, frutta fresca, o avena. O anche verdura cotta, riso; evitare preferibilmente cibi crudi come insalata e, in generale, cibi pesanti, perlomeno il primo giorno.

Ogni quanto digiunare? Dipende; se stiamo cercando di favorire la guarigione di una qualche patologia, consiglierei una volta al mese. Se invece vogliamo solo mantenerci in salute, un paio di volte all’anno, o tre.

Provare per credere.

 

I disordini digestivi

Sempre piú persone sono colpite quotidianamente da disturbi digestivi: gas, diarrea, stitichezza, digestione lenta e difficile, flora intestinale povera, incompatibilitá con certi alimenti, intestino debole, aciditá di stomaco, candida, indigestione…

Ci siamo chiesti qual é la ragione per cui questa lista si allunga sempre di piú?

Il modo di vivere dei nostri avi era molto diverso dal nostro. Negli ultimi 200 anni, a causa dell’agricoltura intensiva e dei prodotti industriali, la nostra forma di vivere e di alimentarci si é allontanata sempre di piú da un sistema tradizionale e naturale, e il nostro corpo lo sta manifestando. Cibi in scatola, pronti da scaldare nel microonde, con alti contenuti di sale, grassi saturi e calorie, poveri in fibra, vitamine e carboidrati e oli di buona qualitá e, ovviamente, carenti di VITALITÁ, ENERGIA, FRESCURA E VITA!

Sono cibi vuoti, che forse ci fanno sentire soddisfatti un paio d’ore, ma ci produrranno un abbassamento energetico che ci fará sentire il bisogno di zuccheri, stimolanti, snack salati…É una ruota senza fine.

Il nostro sistema digestivo é incaricato di ricevere, digerire e trasmutare ció che mangiamo ed é quello che piú soffre le conseguenze della bassa qualitá di ció che gli diamo.

Per prima cosa dovremmo riflettere sulle 3 fasi della digestione

1) La masticazione é molto importante:

  • Come diceva Gandhi: “mastichiamo le nostre bibite e beviamo i nostri alimenti”.
  • La digestione dei carboidrati integrali comincia con la masticazione. La tialina che contiene la nostra saliva riduce i carboidrati integrali in zuccheri piú semplici, per poterli immagazzinare sotto forma di glucosio e poter cosí mantenere il livello stabile di energia e vitalitá che tutti desideriamo.
  • Se mastichiamo bene i cereali integrali, il nostro desiderio di “dolce” diminuisce radicalmente e sentiremo anche piú stabilitá emozionale.
  • Si riduce la quantitá di cibo che ingeriamo, snacks e alimenti fuori pasto…regola cosí problemi di peso.
  • Rafforza denti e gengive
  • Evita flatulenza, gas e digestione pesante.
  • Genera uno stato generale di rilassamento
  • Favorisce chiarezza e salute mentale.
  • Produce uno stato di energia e vitalitá stabile.
  • Stimola il funzionamento generale del sistema endocrino, rinforzando il sistema immunitario.

Ci dobbiamo ricordare sempre che lo stomaco non ha denti. Se non mastichiamo bene provocheremo una digestione lenta e pesante, aciditá e sonnolenza.

2) L’assorbimento

É importantissimo tener conto di questa seconda fase, visto che é quella che ci aiuta a generare energia e vitalitá. Se mastichiamo bene, digeriamo bene e la nostra flora intestinale si mantiene in ottimo stato. Potremo assorbire le sostanze nutritive di cui abbiamo bisogno, generando energia stabile e duratura.

IN CHE MODO POSSIAMO MIGLIORARE L’ASSORBIMENTO?

  1. Facendo pasti regolari
  2. Masticando bene
  3. Evitando i cibi che ci producono gas, infiammazione ed espansione dei nostri intestini:
  • La carne e gli zuccheri rapidi producono fermentazioni negli intestini e perdita della flora intestinale
  • Farine raffinate con lieviti artificiali
  • Farine integrali non masticate bene
  • Eccesso di crudo (insalata,frutta)
  • Legumi: bisogna cucinarli bene e possibilmente con alghe. Produrranno gas se: li mescoliamo con altri legumi, li condiamo con spezie, li combiniamo con frutta nello stesso pasto
  • Tofu: produrrá gas se lo mangiamo crudo, lo combiniamo con frutta o lo usiamo nei dolci
  • Eccesso di spezie e piccante

3) L’eliminazione

Questa fase é importantissima e bisogna darle attenzione, osservando quotidianamente la qualitá: il colore, l’odore, la consistenza, ecc… Come adulti dovremmo avere una buona eliminazione.

Queste tappe possiamo applicarle non solo alla nostra alimentazione ma anche al nostro modo di vita:

  • Stiamo masticando, vivendo le nostre esperienze quotidiane al 100%?
  • Possiamo digerirle rapidamente o ci riesce lento e difficile?
  • Possiamo assorbire e apprendere le nostre lezioni con facilitá?
  • Possiamo eliminare giorno dopo giorno tutto quello che non ci serve, con agilitá e distacco? O siamo attaccate al passato, portando pesi inutili che non esistono piú?

In quale di queste tappe abbiamo qualche problema? O ognuna di esse trascorre in noi facilmente, in modo ottimale, quasi senza percezione?

Possiamo anche riflettere su altri punti fondamentali:

  • Di che tipo di alimenti abbiamo bisogno?
  • Quando é il momento ideale per nutrirci?
  • Che quantitá di cibo diamo al nostro corpo?
  • In che modo mangiamo?

Solo riconsiderando queste domande o rimanendo osservatori delle nostre abitudini, potremo poco a poco mettere in relazione il modo in cui si sente il nostro corpo con ció che abbiamo mangiato.

DI QUALI ALIMENTI ABBIAMO BISOGNO?

Alimenti puri, prodotti in modo naturale, liberi da chimici. Alimenti che la nostra Madre Terra ci fornisce, biologici, non trasformati industrialmente.

Esistono attualmente nel mercato una quantitá infinita di prodotti chiamati “naturali”. Un’alimentazione sana e naturale puó essere deliziosa, con colore e sapore, attraente, semplice da cucinare e con l’assoluta garanzia che il nostro corpo ci ringrazierá al massimo

QUANDO É IL MOMENTO IDEALE PER NUTRIRCI?

Bisogna riflettere sul nostro stile di vita e conformarci alle nostre attivitá quotidiane. Ogni persona é unica e non ci sono regole fisse che possano adattarsi a tutti. Ma bisogna osservare quando il nostro corpo sente piú fame; il nostro metabolismo é diverso da tutti gli altri. Dobbiamo osservare quando possiamo effettuare il pasto principale del giorno e quando uno piú leggero. Puó essere ogni giorno diverso, a seconda delle attivitá che abbiamo in programma.

É importante nutrire il nostro corpo tre volte al giorno. Una buona colazione, ci dará la base per cominciare la giornata con energia e vitalitá. Invece, non fare colazione, mangiare poco a pranzo e arrivare alla cena affamati sará la ricetta ideale per abusare del nostro corpo una volta di piú. C’é da aspettarsi che il nostro corpo si lamenti e ci comunichi il suo fastidio.

CHE QUANTITÁ DI CIBO DIAMO AL NOSTRO CORPO?

Anche la quantitá gioca un ruolo importante per la futura qualitá energetica del nostro corpo. É meglio piccole quantitá di cibo distribuite 3 volte al giorno, che una grande dose in una sola volta.

Mangiando varie volte al giorno, l’energia sará distribuita gradualmente attraverso il nostro corpo, dandoci i risultati desiderati per proseguire con le nostre attivitá giornaliere.

Mangiare una grande quantitá in una sola volta provoca un collasso nel nostro sistema digestivo, causandoci stanchezza, pesantezza, sonno e mancanza di energia.

IN CHE MODO MANGIAMO?

Oggigiorno vediamo sempre piú persone mangiare per strada, camminando rapidamente, nei trasporti pubblici, o in piedi, in locali fast food. O se abbiamo la fortuna di sederci lo facciamo davanti ad una televisione o nel mezzo di un’animata discussione d’affari, discussione famigliare, o parlando con un’amica dei nostri/suoi problemi emozionali. O, a volte, lavorando e mangiando contemporaneamente.

Come possiamo assorbire la massima qualitá di ció che mangiamo? E ci sorprendiamo se poi soffriamo di qualche disturbo digestivo. É importante avere un certo spazio di tempo per rilassarci prima di mangiare. Mangiare con tranquillitá e armonia, aiutando il nostro corpo ad assorbire e digerire, in modo che possa generare la massima energia e vitalitá.

PRIMI PASSI PER RINFORZARE IL NOSTRO SISTEMA DIGESTIVO

  • Scopri il valore della masticazione
  • Utilizza alimenti naturali e biologici
  • Utilizza alimenti fermentati
  • Utilizza alimenti ricchi di fibra
  • Scopri le proprietá delle verdure del mare (alghe)
  • Scopri il valore nutritivo delle proteine vegetali
  • Mangia regolarmente e senza eccessi
  • Cenare molto e tardi debilita l’intestino
  • Fai in modo di avere tempo per mangiare con tranquillitá
  • Evita tutti gli alimenti che ti producono infiammazione
  • Evita gli alimenti che producono tossicitá, blocchi e perdita della flora intestinale: carni, insaccati, latticini

 

Il cacao come medicina

Riflessioni chimiche e psicoanalitiche sul cacao

Quando, con scienza fredda, studiamo il cacao, con stupore osserviamo che contiene molte sostanze nutritive affini al funzionamento del cuore.

Il cioccolato offre un sapore succulento che allerta i sensi. Storicamente é stato impiegato come dispositivo per la seduzione.

Nella decade del 1940, le medicine regolamentari per l’infarto erano le iniezioni di teobromina, un alcaloide estratto dal cacao, che ha l’effetto di dilatare le coronarie. Non é quindi, una metafora. Letteralmente il cacao apre il cuore.

Le cellule del cuore hanno una crescente necessitá di magnesio per il loro funzionamento, tant’é vero che nelle cellule muscolari del cuore si concentra una quantitá diciotto volte superiore a quella di altri organi, di questo minerale. La deficenza di magnesio é un comune denominatore in molti malanni del cuore. Il magnesio riduce la pressione arteriale e diminuisce la coagulazione del sangue. Tutti i pazienti che soffrono di aritmia cardiaca devono considerare di prendere supplementi con questo minerale. Il cacao crudo é con sicurezza una delle maggiori fonti di magnesio nella natura.. In 100 gr di cacao ci sono 550 mg di magnesio. Il magnesio dá al cuore un sostegno minerale per pompare sangue e effluvi sottili. Il cacao provoca sensazioni dolci che deambulano nel pericardio e nelle camere interne del cuore, aiutandolo a guarire anche da sofferenze sentimentali.

Il cacao contiene dopamina e serotonina, due sostanze che non gonfiano né saziano ma addolciscono la vita. Il gusto amaro del cacao puro é un sapore che nella medicina cinese corrisponde al cuore. Theobroma cacao, il suo nome scientifico, testualmente vuol dire “cibo degli dei”. Il cacao puro é un alimento ineguagliabile. Per disgrazia, solo una frazione della sua bontá arriva al cioccolato industriale, che contiene grassi idrogenati, zucchero raffinato e latte in polvere. Una buona parte del volume del cioccolato é formato da un insieme di sostanze che non contribuisce al sapore, ma vengono aggiunte come conservanti o addensanti. Anche le alte temperature degradano le virtú del cacao. Il cacao é originario dell’Amazzonia. Da lí arrivó in Centro America dove gli aztechi crearono una bevanda che chiamarono chocolatl. Con questo nome é arrivato in Europa. Oggi il pianeta é infestato di cioccolato caramellato, anche se sta risorgendo la conoscenza dei reali poteri di questa medicina.

Il seme del cacao é un fenomeno; in nessun altro posto la Natura ha concentrato ingredienti tanto validi in uno spazio tanto piccolo” Alexaander von Humboldt

GLI INGREDIENTI SEGRETI DEL CACAO

Teobromina, l’alcaloide vasodilatatore

Il cacao contiene teobromina e caffeina, due sostanze simili che forniscono energia al corpo. La teobromina stimola il sistema nervoso ed é un potente dilatatore vascolare. Inoltre é una medicina contro la tosse, un diuretico e un farmaco nel caso di infarto. La teobromina rilassa le arterie e fa del cacao uno dei migliori alimenti per combattere malattie coronariche, aritmia, ipertensione arteriale e per aiutare le persone operate di bypass.

Un’altra curiosa proprietá della teobromina é il suo potere cariostatico, cioé combatte i batteri che provovano la carie dentale. Il cacao é efficace contro un centinaio di diversi batteri.

Feniletilamina, la droga dell’amore

La feniletilamina (FEA) é una sostanza chiamata anche amina aromatica che ha un effetto simile a quello dell’anfetamina. É un alcaloide psicoattivo, neuromodulatore e neurotrasmissore. Questa sostanza, recentemente, ha cominciato ad essere associata con il sentimento dell’amore. Sembra che il cervello di una persona innamorata contenga grandi quantitá di FEA e che questa sostanza potrebbe essere la responsabile delle sensazioni e modificazioni fisiologiche che sperimentiamo quando siamo innamorati (tachicardia, rossore, insonnia, ecc.).

La FEA é anche collegata alla capacitá di concentrazione.

Anandamina, la chimica dell’estasi

L’anandamina é un composto classificato come cannabinoide e imita i principi psicoattivi presenti nella cannabis. Questa sostanza é conosciuta come l’anfetamina del cioccolato e provoca stati di eccitazione e allerta. Non dá dipendenza e non é illegale. Non bisogna trarre conclusioni affrettate poiché, per ottenere un effetto psichedelico simile a quello della marihuana, dovremmo in teoria consumare 12 kg di cioccolato.

L’etimologia di anandamina viene dal sanscrito ananda, che vuol dire estasi o beatitudine interiore. In alcuni monasteri di tradizione buddista si proibisce ai monaci il consumo di qualsiasi alimento dopo mezzogiorno…tranne il cacao puro.

Il cacao, legittimo re del magnesio

Il magnesio é un minerale che attiva molti enzimi necessari al funzionamento ottimale dei neuroni. Quando il cervello é carente di magnesio, la chiarezza mentale e la concentrazione decadono. Per questa ragione, il cacao é considerato uno dei cinque alimenti piú importanti per l’incremento del potere cerebrale. Il magnesio é una delle multiple ragioni per cui il cacao costituisce un tonico per la chimica cerebrale e per la salute del cuore.

Zolfo organico

Lo zolfo é un minerale di cui scarseggia l’86% della popolazione e forma parte della composizione del cacao. É un’importante sostanza nutritiva a livello cosmetico, buono per le unghie, i capelli e la pelle.

Il burro di cacao

Il grasso rappresentativo del cacao é l’acido estearico, che é un grasso neutro, che non incrementa né diminuisce il colesterolo. Popolarmente, si usa il burro di cacao per combattere la secchezza della pelle.

Il potere antiossidante del cacao

Anche se il cacao ha un vasto potere antiossidante non bisogna abusarne. É un alimento molto potente e concentrato per il sistema nervoso, ipercalorico e, se si superano i 40/50 gr giornalieri, risulta un esagerazione per il corpo e un sovrastimolo per il sistema nervoso e per il cuore.

É cosí grande il potere antiossidante del cacao che il 10% del suo peso é composto da antiossidanti, il che é un vero portento per il regno vegetale. Cento grammi di cacao contengono 10.000 mg di flavonoidi antiossidanti. Il cacao industriale in polvere ne contiene 20 volte meno.

Il cacao nell’economia globale

Oltre alla necessitá di rivalorizzare il cacao come medicina, bisogna anche sottolineare l’importanza di lavorarlo nel suo luogo di origine e produrre cioccolato nutriente, medicinale e frenare l’invasione dei questionabili alimenti delle grandi corporazioni che importiamo e consumiamo ininterrottamente. Non é ironico che la Svizzera, il piú grande esportatore e produttore di cioccolato, sia un paese assolutamente inadatto, sia botanicamente che meteorologicamente alla produzione del cacao? Come anche il Belgio, altro colosso nella produzione ed esportazione del cioccolato.

La chiara  sicura tendenza (non la moda) del mercato internazionale sono gli alimenti funzionali. Il profilo attuale del consumatore é passato dall’essere un commensale che cerca piaceri sfuggenti ad un consumatore originale, rispettoso dell’ambiente e cosciente del suo habitat interno, sempre piú osservatore della propria salute. Le multinazionali che esportano alimenti zuccherati e con additivi sono innumerevoli e il loro vandalismo sulla salute é incommensurabile.

La scommessa, oggi come oggi, é creare cioccolato puro, con saporita originalitá, per una perfetta salute, rispettando il mercato locale.

Problemi e precauzioni con il cacao

Il cacao ha un alto contenuto di acido oxalico, che contribuisce alla formazione di calcoli renali.

Antidepressivi: foglie di coca e cacao

É totalmente valido esplorare la capacitá delle piante di essere una medicina per l’anima e non solo per il corpo. É necessaria soltanto un po’ di attenzione e silenzio per palpare come le piante dei nostri antenati sono farmaci naturali che favoriscono stati di coscienza ed equilibrio dei tessuti nervosi.

La foglia di coca ed il cacao sono alimenti perfettamente complementari. Uno grasso, l’altro astringente e secco; uno ricco in calcio,  l’altro in magnesio, due minerali omologi che agiscono sinergicamente. Una é foglia verde solare, l’altro seme nero lunare, ma entrambi apportano alcaloidi, minerali e aminoacidi. Con il matrimonio del cacao e la coca, il cioccolato di coca, si coniugano composti che forniscono un’alternativa naturale agli antidepressivi.

 

 

LA PAURA DEL CAMBIO

Quello a cui si resiste, persiste; quello che accetti, si trasforma.

Perché abbiamo tanta paura dei cambi? Preferiamo rimanere schiave delle nostre routines alimentari (sapendo che non ci beneficiano), piuttosto di provare qualcosa di nuovo.

O ci sono persone che hanno provato moltissime “diete”, ma con fede cieca, senza realmente domandarsi con profonditá ció che facevano o ascoltando le reazioni del loro corpo.

In generale, si nota una reticenza al cambio. Si desidera un’immagine differente, o piú energia, vitalitá, ma senza cambiare nulla di ció che facciamo.

  • QUALSIASI AZIONE GENERA UNA REAZIONE
  • IL RISULTATO DI QUELLO CHE SIAMO OGGI, É DATO DALLE NOSTRE AZIONI DEL PASSATO
  • SE DESIDERIAMO UN FUTURO DIVERSO, BISOGNA COMINCIARE A FARE CAMBI NEL PRESENTE, NELL’ADESSO
  • I CAMBI MUOVONO ENERGIA, CI DANNO VITA, ILLUSIONE 
  • L’INFLESSIBILITÁ E LA PAURA DEI CAMBI, PROVOCA SITUAZIONI STAGNANTI E SPEGNE LA NOSTRA SCINTILLA
  • LA NUOVA ENERGIA, CI POTENZIA E CI ALIMENTA

Comprendiamo molto bene, che se seminiamo lattuga nel nostro orto, non possiamo aspettarci meloni e nemmeno lamentarci di questo.

Quindi, se desideriamo perdere peso, perdere grasso, dobbiamo smettere di mangiarlo.. O se vogliamo incrementare il nostro peso dobbiamo mangiare alimenti che ci diano la vitalitá, il calore e l’energia che ci manca. Non possiamo mangiare solo insalata e frutta.

Forse, a livello mentale, quando stiamo ascoltando una spiegazione su questo tema, lo capiamo e il nostro cuore vibra, con voglia di mettere in pratica. Peró poi cosa succede? Perché non lo facciamo? Che cosa ci blocca? Autosabotaggio?

Bisogna lavorare molto profondamente, quando vogliamo davvero un cambio di abitudini nella nostra vita. Siamo esseri a cui piace la stabilitá e non desideriamo cambi.

Cambiare significa ricominciare a conoscerci e per molti é uno sforzo.

Perdere la nostra entitá-egocentrica e tornare a reinventarci. Fa paura quel momento in cui ci sentiamo nudi, quel momento in cui c’é un vuoto. É il momento transitorio in cui lasciamo qualcosa, ma non abbiamo ancora integrato il nuovo.

Bisogna avere delle solide radici di connessione interiore per sentirci sicure e, nonostante i cambi, perseverare e proseguire con intuizione e forza.

Le radici sono nella connessione con il nostro IO interiore, perché ci potenzi, ci aiuti, ci animi e ci diriga con questa luce interiore, per illuminarci nel nuovo cammino che non conosciamo. Senza questo aiuto, i nostri primi sforzi, si dissiperanno in poco tempo.

IL CAMMINO DEL CAMBIO

Accetta il periodo di squilibrio

Ogni nuovo processo ha la sua parte di paura, vuoto e caos. Accettalo. É come quando decidiamo di fare una pulizia a fondo di una stanza o di spostare i mobili. Muoviamo sedie, tavoli, divani, tappeti ecc.. In quei momenti ci sentiamo scomodi in quella stanza, sembra un caos per qualche minuto, qualche ora, fino a che poi, regna un ordine nuovo. E ci sentiamo piú a nostro agio.

Esprimi come ti senti – comunicati

Credo che sia importantissimo comunicarsi in quei momenti, per non sentirti sola e appesantita dal cambio. Comunicati per prima cosa con te stessa, scrivi giornalmente come ti senti. E inoltre, lasciati supportare dagli altri. Se rimani in silenzio, nascondendo i tuoi desideri, da un momento all’altro potresti disistere.

Quando facciamo un cambio di domicilio, lo comunichiamo ai nostri conoscenti. Ugualmente, comunicare alla gente il nostro cambio puó servire a farci supportare.

Si, ci sono sempre persone sarcastiche, che fanno commenti inutili. Ma dobbiamo pensare che il sarcasmo, é una corazza e una protezione per le persone che hanno paura e sono ignoranti al riguardo.

Condividi il tuo processo con qualcuno che abbia una situazione simile, in modo da potervi supportare reciprocamente, o con qualcuno a te vicino che ti voglia bene.

Vivi giorno per giorno con presenza ed ottimismo

Dobbiamo capire chiaramente che il corpo fisico vibra molto lentamente, confronto alle emozioni e alla mente. Il risultato del nostro corpo fisico, la nostra opera maestra del presente, é un lavoro che cominció molto tempo fa. Un insieme del modo in cui abbiamo assorbito la vita (mangiando, pensando, sentendo, ascoltando, guardando…). Si é andato formando durante molti anni.

Quindi non possiamo aspettarci che, se per una volta mangiamo ció che dovremmo, il nostro corpo domani sará differente. Molte volte sul tema “peso”, c’é molta impazienza e l’idea di poter cambiare in fretta. Non é cosí. Qualsiasi cambio profondo, sará molto lento. Peró si, sará per sempre.

Vivi il giorno per giorno con piacere e ottimismo. Praticando la gratitudine e cambiando le idee negative con positive. IO HO IL PESO CHE DESIDERO.

NON ESSERE ANSIOSA DI VIVERE IL FUTURO, NON DIMENTICARTI DI VIVERE IL PRESENTE, CHE É L’UNICO TEMPO CHE REALMENTE ESISTE.

Prova ogni sera, prima di dormire, a ricordare tre cose positive che ti sono accadute durante il giorno. É un esercizio molto semplice, che ci aiuta a potenziare la nostra positivitá e gratitudine verso la vita.

Sii amica delle tue resistenze

Ció che si resiste, persiste. Invece di fuggire da ció che sentiamo, ascoltiamo per prima cosa le nostre emozioni. Accettiamole, senza reprimerle. Osservando senza giudizio  il vincolo che esiste tra ció che sentiamo e ció che mangiamo e non mangiamo.

Le nostre emozioni sono il risultato del nostro modo di pensare e credere in noi. E, questi pensieri, si sono formati a seconda delle nostre esperienze passate, che non abbiamo ancora depurato.

 

Vivilo come una lezione della scuola della vita

Vivere giorno per giorno con questa idea, che siamo nella scuola della vita, puó aiutare a staccarci dalle esperienze e non sentirci tanto sommersi o coinvolti nel processo. Ci aiuta a mantenere una distanza, per poter risolvere con chiarezza e serenitá, senza essere condotti ciecamente da emozioni pesanti e negative

Prova a fare qualcosa di nuovo tutti i giorni

Anche se fosse solo lavarti i denti con la tua mano opposta. O alzarti 5 minuti prima/dopo, o dire buongiorno a qualcuno che non conosci ogni giorno…Questo aiuta a sentirsi piú sicuri di sé e a generare confidenza verso il nuovo.

TUTTO CIÓ CHE SIAMO É IL RISULTATO DEI NOSTRI PENSIERI

TU CREI IL TUO PROPRIO UNIVERSO DURANTE IL CAMMINO

Allegria

C’é allegria nelle nostre vite? Celebrare ogni giorno la vita, stare allegri, con senso dell’umorismo e con illusione per piccole cose, ci genera dinamismo interiore nuovo, grande forza, voglia di vivere, di scoprire, di imparare.

La prima cosa che possiamo fare é uno sforzo di auto osservazione giornaliero e provare a dirigere i nostri pensieri verso la gratitudine e la positivitá. Questo ci dará piú forza interiore per dirigere la nostra vita verso dove desideriamo, senza sentirci controllati dall’esterno.

Molte volte le persone che hanno problemi di peso (sia in eccesso che in difetto), si sentono vittime della vita. Vivono troppo “fuori”, facendo, pensando e attuando come credono che gli altri si aspettino da loro. Mancano di un centro fermo, di convinzioni chiare su come dirigersi nella vita, é come se il flusso della vita li conducesse senza freni, senza poter decidere. Si lasciano influenzare dall’esterno, visto che il loro centro é debole, non é stato coltivato.

É importantissimo avere spazio per se stessi, anche se si vive in famiglia, bisogna onorarsi e rispettarsi abbastanza da sentire che meritiamo uno spazio giornaliero per la riflessione.

La riflessione ci aiuta a vedere la nostra vita in modo obiettivo, senza attaccamenti né legami fisici, emozionali e mentali che ci conducano ciecamente verso una direzione senza connessione con noi stesse. Bisogna cercare la nostra parte di saggezza interiore, in modo che ci conduca nel cammino dell’autorealizzazione e felicitá.

 

 

 

 

Consumo locale

Che significa consumo locale?

Per denominare un alimento “locale”, valutiamo la quantitá di acqua contenuta, poiché i prodotti locali sono direttamente proporzionali alla quantitá di liquido che contengono, cioé ogni alimento o sostanza che non si possa portare in viaggio per piú di 24 ore, perché altrimenti si deteriora o si decompone a meno che non venga trattato con sostanze chimiche o conservanti artificiali, non si puó considerare alimento locale una volta che arriva ad una destinazione dopo oltre un giorno di viaggio, mentre invece lo é nel suo luogo di nascita e crescita.

Alimenti locali sono tutte le verdure e la frutta, radici, spezie ed erbe che sono costituite principalmente da acqua e che contengono il bioma della flora di una determinata regione, che comporta la perfetta simbiosi tra flora, fauna e condizioni climatiche. Sarebbe a dire che sono ció che ci fa risuonare l’uno con l’altro in una determinata localitá geografica, includendo anche i microbatteri che vivono nelle nostre radici, gli “intestini”, che sono analoghi ai microbatteri che troviamo nella terra, nell’aria e nell’acqua.

La parola persona deriva da risuonare, risuonare con l’aria, l’acqua, la terra, la vegetazione, il sole, la luna ed é giustamente questo risuonare ció che mantiene alto il nostro sistema immunitario, poiché mangiare cibo locale (acqua) tra le altre cose, é il modo che la Terra ha calcolato per aiutare il nostro adattamento e la nostra convivenza con l’ambiente del quale siamo frutto e cosí creiamo un equilibrio dinamico con esso.

Quando ingeriamo alimenti ricchi di acqua di luoghi molto lontani del Pianeta, come piante, frutta, radici e spezie, la nostra flora intestinale non entra in risonanza con le sostanze contenute in quel vegetale e il nostro sistema immunitario deve fare uno sforzo per adattarsi. Per esempio quando mangiamo un ananas hawaiano in un paese del Nord Europa in inverno, dal momento che tutto ció che esiste é interconnesso e non siamo separati da niente e da nessuno, non solo il nostro sistema immunitario deve fare grandi sforzi, ma la stessa Terra deve faticare enormemente per fare in modo che quell’ananas hawaiano si adatti al lungo tragitto per trasportarlo, utilizzando risorse naturali extra, oltre alla trasfomazione di risorse naturali in risorse sintetiche per il suo trasporto e conservazione. Questo presuppone che la frutta e la verdura tropicali possono essere salutari nel luogo di crescita ma molto dannose fuori dal loro contesto e non solo per l’impatto ambientale che provoca il trasporto ma anche perché per adattarle al nostro bioma interno si richiedono molte sostanze extra, necessarie per una adeguata metabolizzazione e assimilazione.

Quando diciamo, per esempio, che l’ananas contiene bromelina e che la papaya contiene papaina, questo é vero ed é utile quando l’ananas e la papaya vengono consumati nel loro luogo di origine, nella giusta misura o come parte di una dieta equilibrata, in una determinata epoca dell’anno e in una determinata regione, ma non come alimento miracoloso; la funzione principale di quel tipo di frutta, piú che i benefici dei componenti isolati, é la qualitá espansiva di rinfrescare, ma quando viene ingerita fuori dal contesto, quando non é piú alimento locale, dovremmo fare un’altra equazione: cosa mi apporta e cosa mi toglie questo alimento?

Quando si tratta di prodotti tropicali, per l’abbonadanza di potassio presente in quel tipo di frutta e verdura, se ingeriti ad altre latitudini, rubano minerali all’organismo, come magnesio e calcio, tra gli altri, che vengono presi dai tessuti duri come le ossa e i denti. Per decidere quali verdure e quale frutta  sino piú adeguate, dovremmo tener conto se é piú quello che ci tolgono di quello che ci danno.

Concludendo, mangiare alimenti di un altro ecosistema molto diverso puó essere una delle cause dell’impoverimento del sistema immunitario della societá attuale, dove sono in continua crescita le allergie e disturbi sempre nuovi e diversi.

“La Natura é saggia” e contiene nella sua saggezza tutto il necessario per ogni specie, lí dove vive; é una nostra idea che la Natura sia imperfetta e questo ci porta a interferire con tecnologia e scienza.

D’altro canto, gli alimenti che contengono meno acqua come cereali in grano, legumi, alcuna frutta secca e alghe di mare, si possono consumare in un’area geografica piú ampia e distante. Sarebbe a dire, che possiamo trasportare ceci, piselli, lenticcchie ed altri legumi, riso, orzo ed altri cereali, lungo un raggio molto piú ampio senza che si deteriorino e senza che richiedano l’uso di sostanze chimiche per la loro conservazione.

Bisogna comunque tenere conto che c’é un ordine, una conoscenza profonda della Natura, che ci regala connessione e interconnessione. Per esempio, i cereali piú espansivi contengono potassio, come per esempio il mais, tipico dell’estate e dei paesi tropicali; questo per equilibrare condizioni climatiche molto contrattive, ancor piú se accompagnato da legumi, come nel caso del Messico, Colombia ed altri posti centro e sudamericani, dove il mais e i fagioli sono stati e sono un piatto tradizionale. Al suo opposto, il grano Saraceno é proprio dell’inverno, di paesi con un freddo estremo come la steppa russa, Polonia, Ucraina ed altri, e serve ad equilibrare condizioni molto espansive, bassa vitalitá o poca vitalitá sessuale, come é il caso della “grechka”, piatto tradizionale russo.

“Una nazione che distrugge il suo suolo, distrugge se stessa; i boschi e le piante sono i polmoni della Terra, purificano l’aria e danno forza pura alla nostra gente” Franklin D Roosvelt.

Quando ci nutriamo con alimenti locali, quando “ci mangiamo il paesaggio”, penetriamo nel notro presente e nel presente della Natura, ricevendo l’apporto di freschezza e flessibilitá che ci procurano le piante, agenti naturali di Luce, fabbricate dagli agenti della Vita presenti nella Terra, con l’aiuto del Sole e dell’Acqua, che con la loro struttura cristallina nutrono e risvegliano nelle nostre cellule l’auto coscienza e la pace.

Quando ci arrendiamo ad un consumo globalizzato illogico ci sconnetiamo drasticamente da quello che é il messaggio diretto della pianta alla nostra anatomia olografica e non teniamo presente un concetto importante: “ció che non é adeguato per il Pianeta, non é adeguato per te”.

La Natura ha il suo ritmo ciclico e l’ego dell’uomo vuole imporre il ritmo concettuale dei suoi propri capricci e questo fa si che cerchi di controllare ció che é materiale senza tenere conto della ´parte energetica e somatica della sua materia.. La Natura vive nel presente; tutto ció che facciamo per incentivare la ´produzione (futuro) o per conservare artificialmente i raccolti (passato), modifica snaturatamente il processo della materia e crea una grande confusione organica e sociale.

Il messaggio della Natura é chiaro: cambio, costante cambio. Se vogliamo vivere in armonia dobbiamo adattarci a questo cambio perpetuo consumando ció che amorosamente ci offre la Terra. 

AHÓ

 

SUPER ALIMENTI: alimenti di alto potere medicinale

Se nella Natura c’é spazio per lo Spirito, la Natura deve possedere poteri spirituali”   Socrate

GOJI o LYCIUM BARBARUM

Ci sono luoghi nei quali la vita sembra prolungarsi piú che in altri. La curiositá scientifica ha trovato alcuni fattori comuni tra loro, che fanno pensare che il prolungarsi della vita sia piú di una coincidenza. Sono varie le ipotesi formulate: il contenuto di magnesio nell’acqua, l’aria pura, la dieta vegetariana, il digiuno stagionale alla fine dell’inverno, al quale gli abitanti di questi luoghi sono abituati fin da bambini. Non si puó dire che esista un solo fattore anti invecchiamento, peró si che ci sia un comune denominatore in queste regioni: germanio nella terra.

Il germanio é un minerale anti invecchiamento che si puó trovare in alimenti di comune consumo. Offre anche una potente protezione contro il cancro. I semi di goji ne contengono una concentrazione 3 volte maggiore di quella del gingseng, 28 volte piú del riso e molto di piú che nell’aglio. Contengono anche un alta presenza di vitamina A, B1, B2, C, selenio, calcio e ferro.

Il germanio organico, anche chiamato germanio 132, ha dimostrato di essere efficace nel proteggere il corpo dalle cellule maligne e di rafforzare il sistema immunitario. Il goji é il seme della longevitá per eccellenza ed é un eccezionale nutrimento per gli occhi e la retina; infatti, semi di goji, sono ricchi di anti ossidanti, specialmente carotenoidi e il suo consumo regolare protegge la retina dell’occhio e diminuisce il rischio di abbassamento della vista nelle persone adulte. Inoltre, gli anti ossidanti presenti nel goji, prevengono la crescita di cellule tumorali, riducono il glucosio nel sangue e distribuiscono il colesterolo. Il fatto di essere dolce ma allo stesso tempo con attivitá anti diabetiche, fa di esso una buona opzione dolcificante per le persone che diabetiche.

USO TERAPEUTICO TRADIZIONALE SECONDO LA MEDICINA CINESE

Usare da 10 a 15 gr di goji in decotto o preferibilmente fresco aggiunto ad un frullato di frutta fresca. Si puó aggiungere alle zuppe, si combina molto bene con il polline.

Spremuta di pompelmo: prepara un bicchiere di spremuta di pompelmo e passalo nel frullatore con 2 cucchiai di goji.

Latte vegetale: mettere a bagno 2/3 cucchiai di semi di lino (non farina) per 3/5 ore. Passare nel frullatore (con l’acqua di ammollo) con una fetta di ananas; aggiungere 2 cucchiai di goji ed un cucchiaio di polline.

Dal libro “L’alimentazione intelligente” di Sacha Barrio Healey

Integrazione ed espansione della medicina

Tratto dal libro: La nutrizione intelligente di Sacha Barrio Healey

” La medicina tradizionale, oltre ad offrire validi medicinali, da interessanti opportunitá allo sviluppo economico di un paese. Con la speranza che queste riflessioni servano per aprire opportunitá di sviluppo della medicina tradizionale, cominceremo con il paragonare la medicina tradizionale alla medicina occidentale allopatica. Ci sono molte forme di medicina tradizionale, ci limiteremo qui a riflettere sulla medicina cinese.

In Cina esistono parallelamente due carriere universitarie di medicina: la medicina occidentale (xi yi) e la medicina orientale ( zhong yi). Negli ospedali, entrambe collaborano strettamente. Per esempio il reparto di gastroenterologia di un ospedale, ha due sezioni, la tradizionale e l’occidentale. Cosí, in ogni ospedale, per ogni specialitá, coesistono entrambe le medicine. La medicina erboristica cinese é una disciplina sommamente complessa ed ha molte scuole. Per questo motivo, ci sono medici specializzati in differenti rami di erboristica.

La medicina erboristica cinese é particolarmente  efficace nelle seguenti specialitá: gastroenterologia, dermatologia, nefrologia, ginecologia, pediatria, urologia e oncologia. Dovuto al fatto che la medicina erboristica costituisce un sistema di medicina olistica, puó trattare o migliorare quasi qualsiasi condizione. Tuttavia, in Cina, per la sua efficacia, per malattie oftamologiche e cardiache, si preferisce tendenzialmente la medicina occidentale allopatica.

D’altro canto la medicina cinese offre una terapia efficace per malattie che sono sconosciute alla medicina occidentale e un numero di condizioni documentate che non sono presenti nel modello medico occidentale.

Se fosse possibile vivere 300 anni e ne dedicassimo 270 allo studio dell’erboristica cinese, copriremmo solo il 20% di tutto ció che ha da offrire questa disciplina. In Cina, gli studenti di medicina occidentale e orientale studiano gli stessi testi di anatomia, patologia, fisiologia, biochimica e poi si dividono per seguire le loro rispettive specializzazioni. Oggi come oggi la maggior parte degli studenti, preferisce proseguire negli studi di medicina occidentale perché risulta piú semplice della medicina orientale. La medicina occidentale ha una razionalitá piú accessibile, semplifica l’esercizio medico dovuto al fatto che usa di piú il lato sinistro del cervello, dove le formulazioni sono piú lineari e prevedibili.

Bisogna tenere presente che in Cina la materia medica completa é costituita da 10.000 piante. Nelle universitá, gli alunni devono memorizzare tutte le funzioni di almeno 600 rimedi (zhong yao), che includono piante, radici e minerali. Poi devono memorizzare non meno di 200 formule magistrali (fang ji) e, in terzo luogo, nei corsi di medicina interna bisogna saper differenziare ogni malattia in tutte le sue possibili espressioni. Per esempio, l’asma nella medicina occidentale é una singola patologia, con differenti gradi di severitá e complicazioni, ma sempre comunque asma. Nella medicina cinese l’asma ha una dozzina di manifestazioni, completamente differenti nella loro eziologia e nel loro trattamento; é indispensabile avere l’acutezza di riconoscere che tipo di asma si sta manifestando, quale formula erboristica si deve impiegare, come modificare e dosare questa formula per le necessitá particolari di ogni caso e come farlo, tenendo conto di cosa succede negli altri organi, oltre che nei polmoni. In un decotto erboristico, il medico deve sintetizzare una sola medicina per tutti i disturbi del paziente.

Per ogni malattia descritta nella medicina occidentale, la medicina cinese ha classificato tra le sei e le dodici differenziazioni della stessa. La medicina occidentale, con strumenti di alta tecnologia, ha il vantaggio di essere molto acuta, precisa ed esatta, peró la versatilitá, astuzia e profonditá di comprensione della medicina cinese é ugualmente sorprendente.

Nell’educazione universitaria un medico allopatico non riceve formazione in medicina erboristica, né in nutrizione, né in naturopatia. Dovuto a questa mancanza di qualificazione elementare in nutrizione e naturopatia, i medici chirurghi commettono gravi e addirittura letali errori. Per esempio, nei casi di cancro, si sa che le cellule tumorali si moltiplicano sette volte piú rapidamente in presenza di zuccheri; tuttavia, negli ospedali oncologici si danno ai pazienti alimenti zuccherini. É comprovato che un paziente affetto da cancro deve adottare una dieta con solo un 5% di proteina e che questa deve essere vegetale, tuttavia, negli ospedali si serve quotidianamente pollo e molti pazienti ricevono latte con proteine aggiunte., quasi ad alimentare bene le cellule maligne. Si raccomanda ai malati di cancro di cucinare bene tutte le verdure, ma una verdura cotta ha poco potere nutritivo, ha perso gli enzimi, vitamine e fitochimici antitumorali. Dovuto al fatto che la chemioterapia abbassa le difese immunitarie, si teme che la verdura cruda sia fonte di infezioni. La soluzione sta nell’immergere la verdura in una soluzione al 10% di acqua ossigenata o di limone e bicarbonato, o altre soluzioni naturali disponibili sul mercato. Possiamo aggiungere che sono molto piú pericolosi di un inoffensivo batterio i pesticidi, erbicidi e composti di fosfati che utilizza l’agricoltura intensiva. Il paziente con cancro dovrebbe consumare un estratto di verdura organica ad ogni ora del giorno, per trasformare il sangue e colmarlo di vitamine e sostanze nutritive. Cosí tutti i tessuti pretumorali svanirebbero rapidamente e si ridurrebbe il rischio che si diffonda la malattia. Un paziente con cancro deve consumare alte dosi di acidi grassi essenziali omega 3, che sono alimenti per rafforzare le cellule sane e sostanze che le cellule cancerogene non possono metabolizzare. Non devono mai consumare oli commerciali raffinati, ricchi di omega 6, poiché sono per loro alimenti letali. Se il cancro é nel piatto, da lí bisognerá cominciare a rimediare.

Non dubito che nei nostri ospedali oncologici ci siano persone geniali, altamente qualificate nella loro specialitá e con le migliori intenzioni, peró, per ció che si riferisce alle cose piú elementari e semplici, come l’alimentazione dei loro pazienti, temo che non possiedano le stesse conoscenze. C’é un’evidente disattenzione che li porta a commettere gravi mancanze, disfando con una mano ció che fanno con l’altra. In Cina ci sono pazienti che ricevono chemioterapia, peró prima e dopo di essa, ricevono erbe per mitigare gli effetti secondari e frenare la nausea e la fatica.

Le erbe, salvo rare eccezioni, sono perfettamente compatibili con i farmaci. Tuttavia,  quando si suggerisce l’impiego di erbe medicinali negli ospedali, il medico si allarma, sente minacciata la sua autoritá e, invece di informarsi ed investigare di piú, proibisce qualsiasi tipo di medicina complementaria. Le erbe sono una forma di nutrimento molto concentrato e potente. Un medico non  proibisce mai ad un suo paziente di alimentarsi. Perché allora proibire alimenti erboristici?

La medicina cinese non si preoccupa tanto di sopprimere o fermare i sintomi di una malattia, ma di comprendere tutte le influenze e arrivare alle cause. La filosofia della medicina cinese non solo permette di vedere il corpo ma, attraverso di esso, permette di osservare tutti i drammi, le cariche emozionali di un paziente, le sue frustrazioni, timori e preoccupazioni. Peró indiscutibilmente, la cosa piú attraente di questa medicina é che é sommamente efficace per una moltitudine di condizioni ed é libera da effetti secondari.

Nessuno dubita che la medicina occidentale sia ammirabile e salvi milioni di vite al secondo. Ma dopo la sorpresa per l’efficacia delle sue cure, lentamente abbiamo imparato che ha anche i suoi limiti e alcuni svantaggi. La medicina occidentale puó essere insufficientemente efficace in alcune malattie croniche e degenerative. Personalmente, se avessi un incidente grave, per una puntura d’insetto velenoso o una setticemia non dubiterei nel ricorrere alla medicina occidentale. Peró se mi ammalassi di sclerosi multipla, artrite reumatoide o diabete, usufruirei delle tecnologie moderne di diagnosi, ma opterei per la medicina cinese come cura di base e la complementerei con una buona dieta. Credo che ogni persona abbia il legittimo diritto di scegliere come curarsi. La guarigione é un lungo viaggio di apprendimento dell’anima. Il mondo della medicina é vasto e nessuno deve avere il potere di esercitare un monopolio centralizzato sulla salute, né i collegi medici né l’industria farmaceutica. La maggior parte dei farmaci proviene da estratti di erbe. Sia in occidente che in oriente sono primordialmente le erbe che hanno curato e curano l’uomo. La materia medica cinese si compone principalmente di radici, liane amare, gambi pungenti e cortecce astringenti; inoltre, i decotti non si limitano a erbe, ma includono molti minerali naturali come il solfato di calcio e il solfato di sodio.

Bisogna anche tenere conto che in Occidente la medicina cinese ha avuto una forte espansione negli ultimi anni. In Inghilterra ogni paese con piú di 5000 abitanti ha una farmacia di erbe cinesi. A Cuba in ogni ambulatorio medico é presente anche un agopunturista esperto e nelle universitá, per laurearsi in medicina, si richiede anche la conoscenza della teoria cinese degli organi, chiamata zhong fu. Negli Stati Uniti ci sono piú di 30 universitá dedicate alla formazione in medicina cinese.

Per concludere vorrei dire che per progredire le due medicine non possono né devono andare avanti separate. Si complementano.

Namasté

Altenativa al latte di vacca

PROPRIETÁ DEL COCCO

Il cocco é stato usato da sempre in Centroamerica e Polinesia come un eccellente guaritore vegetale. Molte persone hanno pregiudizi nei confronti dell’olio di cocco per essere un grasso saturo, ma la veritá é che si tratta di un fino olio vegetale che possiede un’alta percentuale di cloro, potassio, magnesio, ferro e zolfo. 

Una caratteristica particolare della palma da cocco é che approfitta del nutrimento dell’oceano profondo, per mezzo delle sue lunghe radici. 

I suoi grassi saturi e resistenti si possono impiegare per fritture e in pasticceria, al posto di altri grassi usati comunemente, piú economici , ma tossici.

Dovuto al suo sapore fresco é considerato un alimento freddo e si puó usare in caso di febbre. Addizionalmente é un alimento alcalino e combatte gli acidi tossici del corpo.

L’acqua del cocco é assolutamente libera da germi e da infezioni, a differenza del latte animale nel quale sono presenti diversi tipi di organismi. Il cocco inoltre, provvede glucosio, che é necessario al cervello, che non puó usare grassi o proteine come combustibili.

Il grasso del cocco é al 92% un grasso saturo e, dovuto a questo, molte persone disinformate preferiscono non consumarlo, pensando che tutti i grassi saturi ingrassino, induriscano le arterie e alzino il colesterolo. Con certezza possiamo affermare  che l’olio di cocco non produce nessuno di questi effetti negativi e, anzi, contribuisce positivamente alla salute cardiovascolare, combatte i radicali liberi e abbassa il colesterolo.

Il grasso principale che compone il cocco é l’acido laurico che, oltre ad essere un alimento cellulare, é un potente antivirale ed antibiotico. Il grasso del cocco rompe le membrane cellulari dei batteri rendendoli facile preda del sistema immunitario. Allo stesso modo, il cocco ha dimostrato di avere effetti antivirali positivi, quindi, non solo apporta notevoli valori nutrizionali ma simultaneamente si comporta come un antivirale e un antibiotico poiché ha la capacitá di distruggere virus, funghi e parassiti. Puó nutrire un neonato dandogli protezione contro un ampio spettro di malattie; infatti il latte materno contiene grassi di catena media identici a quelli del cocco, ed essi, sono quelli che provvedono la maggiore protezione immunitaria al lattante. Per questa ragione, in Giamaica, Nicaragua, Polinesia, Hawaii, Tailandia e Filippine si usa il latte di cocco come succedaneo del latte materno.

Il latte di cocco da anche un’ottima protezione antiossidante.

Il processo ossidante dei grassi polinsaturi é stato incolpato dell’incremento dei radicali liberi nelle cellule, cosa che puó dare origine ad una serie di malattie, tra le quali il cancro. Questi effetti sono peggiorati con l’arrivo in commercio degli oli raffinati, che non contengono giá piú i loro antiossidanti naturali. D’altro canto, i grassi saturi di catena media, sono chimicamente stabili e agiscono come antiossidanti dei grassi insaturi.

PROPRIETÁ DELLE MANDORLE

La mandorla é una buona fonte di calcio: contiene 250 mg di calcio ogni 100 gr. Addizionalmente, contiene grassi omega 6 nella loro forma cruda e vergine. La mandorla, nella medicina ayurvedica, é usata come una dei principali tonici per il sistema ghiandolare e ormonale del corpo.

Il latte vegetale che si propone di seguito, si puó usare dopo l’allattamento, quando c’é una maggiore domanda proteica:

 Latte di mandorla (o sesamo), lino e cocco

Ingredienti:

1/2 tazza di mandorle o sesamo ( lasciati precedentemente in ammollo)

1/3 di tazza di semi di lino

1 tazza di polpa di cocco

1 tazza di acqua di cocco

3 tazze d’acqua

1 pizzico di sale marino

Frullare tutti gli ingredienti fino ad ottenere un liquido uniforme. Scolare con un panno e poi spremerlo con forza. Raffreddare a piacere prima di consumare. Come variazione si possono aggiungere due cucchiaini di cannella in polvere. 

Benedizione del cibo

CHE IL PANE RITORNI AD ESSERE PURO E NOSTRO

Parte del caos che regna in questi tempi di transizione sta nel fatto che le multinazionali alimentari hanno generato malattie e timori nei confronti di alimenti che sono stati il sostegno della vita del Pianeta. Con base scientifica rifiutiamo diversi tipi di alimenti che ci vendono tra i quali il pane. Peró non é all’alimento in sé che diciamo no, piuttosto alla sua adulterazione per mezzo di pesticidi, fertilizzanti e manipolazione genetiche, fatti con l’obiettivo di aumentare la produzione e ottenere piú denaro e potere.

Ricordare il carattere sacro di tutti gli alimenti che l’umanitá ha coltivato dal principio dei tempi ogni volta che ci sediamo a tavola, puó creare un campo magnetico di pensiero che appoggi il loro ritorno al disegno originale.

Il momento del pasto, ricordando lo Spirito dell’alimento, puó essere un momento di recupero della coscienza che stiamo mangiando qualcosa che nella sua origine é sacro. A sua volta é un richiamo per tutte le forze della Luce.

Denunciare il problema della manipolazione degli alimenti non é sufficiente; bisogna sostenere la visione della soluzione, collettivamente in tutto il Pianeta. Nessuno lo fará per noi.

Un esempio di ció che si ´puó dire prima di mangiare, irradiando luce al piatto attraverso le nostre mani:

“io benedico questo cibo nel nome della Dea Madre ( o Dio, o Cristo, o chi sentiamo nel cuore). Ringrazio tutti gli esseri che sono intervenuti per farlo arrivare alla mia tavola e reclamo che ritornino i campi verdi e dorati del grano, del mais e tutta la vita che da sempre é stata nostra. Che il seme originale ritorni e sia onorato e protetto. Che la Madre Terra torni a regnare sovrana; che ció che fu adulterato recuperi il suo disegno originale e il mio corpo con esso.

E cosí sia

L’ecosistema intestinale

Il corpo e la mente sono attributi paralleli, manifestazioni della stessa sostanza”                   Baruch Spinoza

Gli intestini di un uomo sano contengono tra i 10 e i 100 mila milioni di batteri. Una grande quantitá sono ospiti parassiti che agiscono con una certa indipendenza.

Il nostro intestino rappresenta un secondo cervello, perché insieme alla corteccia cerebrale ci da emozioni e stati di coscienza. Il contenuto intestinale é la Terra dalla quale le radici,chiamate villi intestinali, assorbono sostanze per nutrire il corpo e la coscienza dell’uomo. Il problema é che questa materia intestinale é soggetta a innumerevoli alterazioni e modificazioni prodotte dalla dieta e dalla presenza di batteri. Per alcune persone é assurdo supporre che la presenza di questi microrganismi (milioni di microrganismi) produca una segreta influenza sulla nostra coscienza. Tuttavia é ovvio che debba esistere un certo equilibrio ecologico tra le piú di 500 specie che abitano l’intestino; e se questo equilibrio si rompe e alcune specie acquisiscono maggior protagonismo, avremmo uno squilibrio fisiologico nel corpo, con un flusso di sostanze chimiche che, circolando nel nostro sangue, modificherebbero la nostra condotta, considerando che alcune di esse sono psicoattive.

Una dieta non misurata puó produrre la moltiplicazione dei microrganismi intestinali che possono con il tempo provocare infezioni.

Nell’intestino sono presenti basicamente due tipi di batteri: gli aerobici e gli anaerobici; i primi consumano ossigeno, i secondi, molto piú numerosi, no. Oltre ai batteri, nell’intestino si formano lieviti e organismi unicellulari.

Possiamo parlare quindi di due cervelli: quello neuronale e quello intestinale, che sono comunque interdipendenti.

DIETA SANA CORPO SANO

Possiamo comparare il nostro intestino ad un bosco amazzonico popolato da una biodiversitá di fauna minuscola e funghi che coabitano nelle nostre viscere. Tuttavia c’é flora intestinale buona e cattiva; quest’ultima é causa di ossidazione e intossicazione del sangue.

La nostra dieta si presta alla formazione di fermentazioni intestinali quando abbonda di zuccheri, latticini e farina di grano. Questi tre ingredienti, isolati o insieme, favoriscono la crescita di ogni tipo di lievito, come ad esempio la candida.

Un’altra causa della moltiplicazione smisurata di batteri é la presenza di muco nel corpo, dovuta sempre ad eccessi nella dieta.

Ci sono batteri che compiono comunque un proposito: il biologico ed igienico lavoro di mangiare tutte le scorie del corpo, lasciando il sangue libero dal muco.

Ora, se sul bosco amazzonico buttiamo un gas letale, per esempio un antibiotico, stiamo procurando una situazione traumatica e il suo effetto, simile al fuoco, causerebbe la caduta di alberi e la morte di animali. Per ristabilire l’ecosistema occorrerebbe molto, molto tempo. 

Quando si somministra un antibiotico il sistema immunitario si spegne e smette di realizzare questa funzione di lavaggio cellulare. Le infezioni batteriche hanno un fine: alimentarsi del muco del corpo e, in questo caso, l’infezione é necessaria. Il sangue accumula una tale quantitá di muco e fermentazioni che, per quanto ironico sembri, solo i batteri possono svolgere il ruolo di igienizzarci. Al sistema immunitario corrisponde il successivo lavoro di eliminazione dei batteri.

Dopo un trattamento con antibiotico ci ritroviamo quindi con muco nel sangue, un “olocausto” di batteri morti e un sistema immunitario cieco e disattivato. Questa viscositá nel sangue provoca ripetute infezioni intestinali, renali e polmonari. E cosí seguono prescrivendo  antibiotico dicendo che l’infezione sta creando resistenza. Parallelamente la fermentazione nel sangue continua, la dieta é la stessa e il catarro non esce.

Eliminando la flora benefica con l’uso dell’antibiotico, il lievito intestinale normalmente presente non ha un freno biologico. Tra questi funghi, come giá menzionato sopra, c’é la candida, che si impianta nelle pareti intestinali e irrita i tessuti, provocando una serie di complicazioni che possono scatenare allergie alimentari e malattie autoimmuni.

L’antibiotico puó essere una medicina valida, ma dobbiamo riflettere su ció che implica consumarlo e non credere che davanti ad ogni infezione bisogna ricorrere ad esso. Allo stesso modo si deve capire che le infezioni vengono per un motivo e dobbiamo meditare riguardo alla nostra alimentazione, invece di cercare una rapida e facile soluzione.