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Shadowhunters – Città di Vetro, Cassandra Clare

Clary era convinta di essere una ragazza come mille altre, e invece non solo è una Shadowhunter, una Cacciatrice di demoni, ma ha l’eccezionale potere di creare rune magiche. Per salvare la vita di sua madre, ridotta in fin di vita dalla magia nera di suo padre Valentine, Clary si trova costretta ad attraversare il portale magico che la porterà nella Città di Vetro, luogo d’origine ancestrale degli Shadowhunters, in cui entrare senza permesso è proibito. Come se non bastasse, scopre che Jace, suo fratello, non la vuole laggiù, e Simon, il suo migliore amico, è stato arrestato dal Conclave, che non si fida di un vampiro capace di sopportare la luce del sole. Con Valentine che chiama a raccolta tutti i suoi poteri per distruggerli, l’unica possibilità degli Shadowhunters è stringere un patto con i nemici di sempre: i Figli della Notte, i Nascosti e il Popolo Fatato. E mentre Jace si rende conto poco a poco di quanto sia disposto a rischiare per Clary, lei deve imparare a controllare al più presto i suoi nuovi poteri. L’amore è un peccato mortale… forse, e i segreti del passato rischiano di essere fatali.
Recensione (può contenere spoiler)
E anche l’ultimo libro della prima trilogia è finito. Devo dire che un pochino mi ha delusa, mi aspettavo qualcosina di più, ma nel complesso non è male. Non so, forse perche ho avuto da fare con l’inizio della scuola, ma non sono riuscita a immergermi nella storia. Ma ho deciso che appena ho delle vacanze disponibili, me lo rileggo meglio.
Che dire? Valentine è sempre più spietato e figo. Si, mi ispira davvero tanta figaggine quell’uomo.
L’azione non manca. Ho appezzato davvero la lotta finale nella spiaggia tra Valentine e Clari. Anche il colpo di scena finale mi ha sorpresa; prima mi ha tenuta in uno stato della serie “lasciatemi morire da sola”, ma poi.. Non vado avanti, altrimenti vi rovino la sorpresa 😉
Piccola pecca: nel dialogo in rumeno, la vogliamo mettere una nota o dobbiamo usare google traduttore? Non ho la minima idea di quel che abbiano detto Sebastian e Jace, ma per fortuna girando su Anobii una buon’anima ha messo la traduzione. A chi interessa, nel complesso parlano di Sebastian che ha origliato una conversazione di Jace.
Altra cosa che non ho ben quadrato: la frase sulla copertina che dice “in una New York in cui i vampiri sopportano la luce del sole, l’amore può essere un peccato mortale”, a parere mio non c’entra niente. Di vampiresco questo volume ha ben poco. Certo, il nostro amato Raphael e Simon, il vampiro diurno, con tutta la cricca di vampiri ci sono, ma non hanno un ruolo principale nella storia. Infatti si parla sopratutto di demoni e angeli. Mi ha deluso un po’, mi da come l’impressione che se ormai una storia non contiene la parola “vampiro”, nessuno se la fila.
Concludo. Romanzo carino, avvincente in certi punti, mentre in altri mi è venuta voglia di prendere la testa della mia omonima e sbatterla contro un muro pieno di chiodi. La scrittura è semplice e comprensibile, scorre velocemente alternando momenti di ansia con momenti di puro romanticismo.
Ben fatto, anche se, ripeto, secondo me è mancato qualcosa. Presto però me lo rileggerò e vedrò se era solo per l’inzio della scuola e i test iniziali. Anche a voi è sembrato così?

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Pubblicato da Martina

Lettrice incallita fin dalla più tenera età. Non ho un genere preferito ma scelgo le mie letture seguendo le mie emozioni del momento. Il fatto che mi piacciono i romanzi con l'anatomopatologo che fa le autopsie è meglio non analizzarlo ulteriormente ;)