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Recensione “La fuga”, secondo capitolo di The Maze Runner, di James Dashner

Titolo: La fuga (The Maze Runner, #2)
Autore: James Dashner
Editore: Fanucci
Prezzo: €14,90
Pagine: 364

Il Labirinto e i viscidi Dolenti sono ben poca cosa se paragonati alla lunga marcia che la malefica organizzazione denominata C.A.T.T.I.V.O. ha pianificato per i pochi sopravvissuti che tiene prigionieri, i Radurai, attraverso la Zona Bruciata. La squallida landa inaridita da un sole accecante è sferzata da tempeste di fulmini, e popolata da esseri umani che l’Eruzione, il temibile morbo che rende folli, ha ridotto a zombi assetati di sangue. Nelle due settimane in cui dovranno percorrere i centocinquanta chilometri che li separano dal porto sicuro, la loro meta, tra cunicoli sotterranei infestati da sfere metalliche affamate di teste umane e creature senza volto dagli artigli letali, i Radurai dovranno dar prova del loro coraggio e dar voce al loro istinto di sopravvivenza. In questo scenario di desolazione, superando le insidie di città fatiscenti e foreste rase al suolo, il viaggio verso il luogo misterioso in cui potranno ottenere la cura che salverà loro stessi e il mondo diventerà per Thomas, Brenda, Minho e gli altri un percorso di scoperta del proprio mondo interiore, del limite oltre il quale è possibile spingere le proprie paure.

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Amanti dei distopici e dei romanzi ricchi di suspense, non potete perdervi la serie per ragazzi The Maze Runner.
Non avete ancora letto il primo libro? Accidenti! Allora non continuate, ma cliccate qui e leggetevi la recensione di “The Maze Runner – Il labirinto”.
Io vi ho avvisati!

Se alla fine del primo romanzo vi aspettavate che i mitici Radurai fossero finalmente in salvo, avrei due parole per voi: poveri illusi. Tranquilli, anche io ero nella vostra situazione. Pensavo che tutto fosse finito per il bene, ma il carissimo James Dashner è spietato e non si può mai dire mai con lui.
In pratica, la fine del primo libro, è solamente l’inizio di una cosa ancora peggiore. Mentre leggevo il Labirinto mi era sembrato un paradiso.

La fuga non mi ha coinvolta come il primo romanzo, ma è comunque un bel libro. Forse, il fatto che io lo abbia letto in un periodo in cui avevo abbastanza impegni e soprattuto, dopo aver prosciugato i condotti lacrimali con Io prima di te di Jojo Moyes (per la recensione clicca qui) non ha aiutato a catapultarmi completamente nella storia post – Labirinto.

Sicuramente in questo secondo romanzo Dashner è stato più crudele verso i nostri eroi (su, anche se il protagonista è Thomas, non ci credo che non vi foste abituati anche agli altri Radurai). Prima li ha dato una speranza di salvezza facendoli mangiare pizza (si esatto, pizza!!) e facendoli dormire in comodissimi letti in una camera attrezzata di bagni e docce, poi, dopo averli fatti svegliare in un modo orribile (non ve lo dirò mai, scopritelo da soli), li ha catapultati nel deserto, per affrontare una serie di prove, dette Variabili.
Diciamo che di quelli fuggiti dal Labirinto, se ne sono salvati, alla fine dei conti, nemmeno la metà.
L’autore è stato anche un pochino più crudo nel descrivere le morti dei nostri personaggi. Per non parlare degli abitanti della città… Davvero inquietanti, soprattutto certi tipi senza naso!

Ok, concludo. La fuga, al pari de Il Labirinto, è ricco di suspense, azione e.. Morte. Ma sì, a differenza del primo romanzo, abbiamo anche brevi visioni di quel sentimento chiamato amore, ma non mancano tradimenti, ghigni maligni e un certo.. Gervaso che ha preso il naso di un tizio.

Pubblicato da Clarissa

Sono una lettrice compulsiva. Divoro ogni genere di libro: dalla rivista scandalistica, all'enciclopedia che ho nella libreria. Amante sopratutto del genere distopico e dei romanzi divertenti.