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Primo a morire di James Patterson

Primo a morire Book Cover Primo a morire
Le donne del club omicidi
James Patterson
giallo
Longanesi
17/01/203
cartaceo e digitale
342

Lo chiamano il «killer della luna di miele» perché si accanisce su giovani coppie di neosposi: le uccide con gelida ferocia, calcolando le sue mosse con estrema cura, quasi seguisse un piano tanto preciso quanto diabolico. San Francisco è sconvolta; l'opinione pubblica reclama a gran voce il colpevole. E nessuno vuole trovarlo più di Lindsay Boxer, la giovane detective incaricata delle indagini, che però è ostacolata dalla diffidenza dei suoi capi, restii a far ricadere interamente su una donna il peso di un caso così importante...
Per quanto avvilita e indignata, Lindsay non è tipo da cedere allo sconforto e, di nascosto, chiede aiuto alle sue amiche, cioè al medico legale Claire Washburn, al procuratore distrettuale Jill Bernhardt e alla giornalista Cindy Thomas. Da sole, le quattro donne dispongono soltanto di una tessera del puzzle che può formare l'identità dell'assassino; insieme, possono spingersi anche là dove i canali ufficiali non arrivano. Nasce così il Woman's Murder Club e i risultati non tardano ad arrivare: davanti a Lindsay si apre una pista davvero molto convincente, forse troppo..

Questo post NON contiene spoiler!

“Primo a morire” è il titolo del primo romanzo di una lunga serie di romanzi gialli, scritta da James Patterson, e che vede protagonista Lindsay Boxer, una detective della squadra omicidi di San Francisco, e delle sue amiche, con le quali fonda un club: le donne del club omicidi.

Primo a morire di James Patterson

Ammetto che, nonostante i miei 43 anni e la mia passione smisurata per la lettura, questo è il primo libro che leggo di questo scrittore. Mi ha letteralmente CONQUISTATA! I suoi personaggi sono ben delineati, le situazioni sono chiare, ben descritte, poco è lasciato all’immaginazione del lettore, anche nelle scene cruente, il tutto viene raccontato con dovizia di particolari e spesso, ti ritrovi ad implorare l’assassino di non proseguire nel suo sanguinoso intento! Giuro che mi è successo!

Anche se esiste questo club di donne in carriera che si dilettano a risolvere misteri criminali, la protagonista effettiva di Primo a morire, è Lindsay Boxer, che impareremo a conoscere bene già da questo primo capitolo. E’ una donna dura, scattante, perennemente in lotta contro il maschilismo che impregna il suo ambiente di lavoro, ma è anche una donna fragile, piena di paure e, ogni tanto, anche di una spalla più forte della sua, disposta a sostenerla. In questo primo capitolo, la troviamo sola e ammalata, chiamata a risolvere una serie di duplici omicidi particolarmente violenti e crudeli.

Un estratto da Primo a morire

NON si vedono mai abbastanza morti ammazzati per diventare insensibili, ma quella donna era particolarmente raccapricciante.

Così giovane e bella, calma, serena e, a parte i tre fiori scarlatti che le erano sbocciati sul petto bianco, apparentemente intatta. Sembrava la bella addormentata nel bosco in attesa del principe azzurro, il quale però giaceva sbudellato nella stanza accanto.

«Che cosa voleva per tremilacinquecento dollari a notte? Anche il lieto fine?» disse Jacobi, stringendosi nelle spalle.

Mi ci volle tutta l’energia che avevo per non perdere il controllo. Zittii Jacobi con un’occhiata fulminante.

«E dai, Boxer, che cosa ti prende? Scherzavo!» esclamò lui, facendo la faccia triste.

Non so perché, ma quell’espressione infantile e contrita mi riscosse. La sposa aveva un anello con un grosso brillante alla destra e un paio di orecchini stupendi. Quale che fosse il movente dell’assassinio, non era il furto.

Un tecnico della Scientifica che si accingeva a esaminare il cadavere disse: «Sembrano tre ferite da arma da taglio. Deve aver opposto resistenza. Il marito l’ha fatto fuori con una sola».

Mi ricordai che un buon novanta per cento degli omicidi è legato a questioni di soldi o di sesso. In quel caso, la prima ipotesi sembrava da escludere.

«Quando sono stati visti per l’ultima volta?» chiesi.

«Poco dopo le dieci di ieri sera. Quand’è finito il megaricevimento di sotto.»

«E poi basta?»

«So che non è il tuo campo, Boxer», ribatté Jacobi con un sorriso. «Ma in genere dopo la festa gli sposi non si fanno vedere per un po’.»

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Pubblicato da Martina

Lettrice incallita fin dalla più tenera età. Non ho un genere preferito ma scelgo le mie letture seguendo le mie emozioni del momento. Il fatto che mi piacciono i romanzi con l'anatomopatologo che fa le autopsie è meglio non analizzarlo ulteriormente ;)