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La lettera di Kathryn Hughes

La lettera Book Cover La lettera
Kathryn Hughes
Romantico
Nord
5 Maggio 2016
Cartaceo e digitale
352

Quanto può durare un ricordo? Tina se lo chiede ogni sabato, davanti ai vestiti usati che lei vende per beneficenza. E se lo chiede quando, in una vecchia giacca, trova una lettera che risale agli anni '40. E che non è mai stata spedita. Chi saranno mai Chrissie, la destinataria, e Billy, l'uomo che nella lettera implora il suo perdono? Qual è la storia che li unisce? E che ne è stato di loro? Inseguire quel ricordo ingiallito diventa ben presto per Tina una ragione di vita, l'unico modo per sfuggire a un marito violento e a un'esistenza annegata in un oceano di rimpianti. Con una passione e un coraggio che non sapeva neppure di avere, tina inizia quindi a scavare nel passato, intrecciando ricordi arrossati dal sangue della guerra e confusi dalle nebbie del tempo. Inizia a lottare per cambiare. Per vivere, finalmente. Perché sa che aggrapparsi a quel ricordo significa tenere accesa la speranza, sfidare il destino, scommettere sulla propria felicità. Che non è mai troppo tardi per perdonare. Soprattutto se stessi.

Ho avuto la fortuna di leggere ” La lettera” di Kathryn Hughes, prima dell’uscita in libreria. Solitamente non accetto di buon grado libri da recensire con una data di scadenza, per questo blog, soprattutto perchè sono abbastanza esigente nelle letture e leggere a comando non mi è mai piaciuto!  Ma devo dire che su questo sono stata davvero privilegiata! E poi la Nord è da sempre una garanzia per la qualità con cui seleziona gli autori e le loro storie, quindi anche questo mi ha dato una marcia in più.

La storia che racconta ” La lettera” di Kathryn Huges è una di quelle che ti incuriosisce fin dalle prime parole. La storia è quella di Tina che si intreccia con quella di altre persone in epoche diverse, fino a farle tutte convergere nello stesso punto per un nuovo inizio. Tina, negli anni ’70 è la moglie ciecamente innamorata di un uomo bugiardo e manipolatore che non si tira indietro quando è ora di metterle le mani addosso. la rabbia che si prova nel leggere la sua storia è tangibile e reale, ad esempio a me prudevano le mani! William è un ragazzo dato in adozione negli anni 40 ad una famiglia americana. Lo ritroviamo nei primi anni ’70 in Inghilterra, alla ricerca delle sue origini. Tina è alla ricerca delle stesse persone perchè il destino ha voluto che trovasse una lettera, mai spedita, indirizzata alla mamma di William. Ora basta, non posso spoilerare! Dovete assolutamente leggere questo libro! Nella mia lista di preferenze lo metto nello scaffale d’onore con Io prima di te, e con questo vi ho detto tutto!

la lettera di K.H.

la notizia che i diritti di questo libro sono stati acquistati per farne un film, mi rende davvero felice!

La lettera di Kathryn Hughes

Un pezzo del libro…

Adorava le piccole cose. Il debole ronzio di un enorme bombo peloso che svolazzava solerte di fiore in fiore, ignaro che dal suo compito dipendessero le sorti dell’umanità. Il profumo inebriante e la magnifica esplosione di colore dell’aiuola di piselli odorosi che aveva deciso di seminare nell’orto, preferendoli ai loro cugini commestibili. E poi suo marito che si massaggiava la schiena dolorante mentre concimava le rose senza fiatare, sebbene ci fossero mille altri compiti di cui avrebbe preferito occuparsi. S’inginocchio à strappare alcune erbacce e sentı` la manina tiepida della nipote scivolare fiduciosa nella propria. Tra tutte le piccole cose, quella era la sua preferita, e ogni volta le regalava un sorriso e un tuffo al cuore.« Che cosa stai facendo, nonna? » chiese la bambina. Si volto a guardare quel faccino adorato, le guance arrossate dal sole pomeridiano e il naso a patata sporco di terra. Prese di tasca il fazzoletto e glielo passò delicatamente sul viso. 

« Niente. Sto solo strappando queste erbacce. »

« Perche´? »

« Be’, perché non devono stare qui », rispose lei dopo un istante di riflessione.

« Ah. E dov’è che devono stare, allora? »

« Da nessuna parte, tesoro. Sono soltanto erbacce. »

La bimba sporse in fuori il labbro inferiore, corrugò la fronte e poi disse: « Non è mica bello. Tutti devono avere un posto in cui stare ». La donna sorrise, le diede un bacio sulla testa e lanciò un’occhiata al marito. I suoi capelli, un tempo corvini, erano ormai screziati di grigio e il volto era solcato da rughe profonde, ma, per il resto, lo scorrere degli anni era stato clemente nei suoi confronti, e lei avvertiva sempre un profondo senso di gratitudine per averlo incontrato. Le loro strade si erano incrociate contro tutte le probabilità, e adesso erano destinati a stare insieme. « Sai che hai ragione? » disse, rivolgendosi di nuovo alla nipote. « Rimettiamole dov’erano. » Si mise a scavare una piccola buca, meravigliata di quanto ci fosse da imparare dai bambini e fino a che punto la loro saggezza fosse sottovalutata o addirittura negata.

« Nonna? »

« Sı`, tesoro? » disse lei, riscuotendosi dalle sue fantasticherie.

« Tu e il nonno come vi siete conosciuti? » Si alzò e prese la bambina per mano, scostandole una ciocca bionda dal viso. « Dunque, vediamo un po’. E’una lunga storia… »

Pubblicato da Martina

Lettrice incallita fin dalla più tenera età. Non ho un genere preferito ma scelgo le mie letture seguendo le mie emozioni del momento. Il fatto che mi piacciono i romanzi con l'anatomopatologo che fa le autopsie è meglio non analizzarlo ulteriormente ;)