Hunger Games, Suzanne Collins

Quando Katniss urla “Mi offro volontaria, mi offro volontaria come tributo!” sa di aver appena firmato la sua condanna a morte. È il giorno dell’estrazione dei partecipanti agli Hunger Games, un reality show organizzato ogni anno da Capitol City con una sola regola: uccidi o muori. Ognuno dei Distretti deve sorteggiare un ragazzo e una ragazza tra i 12 e i 18 anni che verrà gettato nell’Arena a combattere fino alla morte. Ne sopravvive uno solo, il più bravo, il più forte, ma anche quello che si conquista il pubblico, gli sponsor, l’audience. Katniss appartiene al Distretto 12, quello dei minatori, quello che gli Hunger Games li ha vinti solo due volte in 73 edizioni, e sa di aver poche possibilità di farcela. Ma si è offerta al posto di sua sorella minore e farà di tutto per tornare da lei. Da quando è nata ha lottato per vivere e lo farà anche questa volta. Nella sua squadra c’è anche Peeta, un ragazzo gentile che però non ha la stoffa per farcela. Lui è determinato a mantenere integri i propri sentimenti e dichiara davanti alle telecamere di essere innamorato di Katniss. Ma negli Hunger Games non esistono gli amici, non esistono gli affetti, non c’è spazio per l’amore. Bisogna saper scegliere e, soprattutto, per vincere bisogna saper perdere, rinunciare a tutto ciò che ti rende Uomo.

Ho appena finito di leggere il primo libro della trilogia di Suzanne Collins: Hunger Games.
Wow, riesco a dire solo questo. Mi ha tenuta con il fiato sospeso dall’inizio alla fine, non riuscivo a staccarmi dalle pagine e quelle volte in cui chiudevo il mio Craig per mangiare, sentivo il bisogno interiore di continuare a leggere l’avventura di Katniss, la ragazza in fiamme.
Il libro è uscito il 20 ottobre 2009, ma per mia sfortuna l’ho scoperto solo ora, dopo l’uscita nelle sale cinematografiche del film ispirato ai romanzi.
La vicenda è ambientata in un ipotetico futuro. Panem, costruita nel Nord America, è formata da Capitol City e da altri 12 Distretti. Prima erano 13 i Distretti, ma a seguito di una ribellione contro la capitale, un è andato distrutto e gli altri 12 devono affrontare, ogni anno la temibile mietitura: l’estrazione di un tributo femmina e un tributo maschio, dell’età compresa tra i 12 e i 18 anni, che parteciperanno agli Hunger Games in cui ci sarà solo un vincitore: colui che rimane vivo. I tributi del Distretto dodici sono Katniss e Peeta, il figlio del fornaio. Si danno subito per spacciati, infatti il loro Distretto ha vinto solo due volte in ben 74 anni e il vincitore sopravvissuto, che li deve accompagnare come loro mentore ai “Giochi della fame”, passa le sue giornate a bere alcolici di ogni tipo.
Per la fortuna dei due tributi, vengono affidati alle mani di due stilisti abili e pieni di idee che fanno subito incentrare la scena delle telecamere su Katniss e Peeta durante la cerimonia d’apertura. Hanno tre giorni prima che i giochi inizino e vengano catapultati nell’arena. In questi giorni si dovranno allenare e presentarsi al pubblico.
Iniziano le interviste, dove Peeta confessa il suo amore per Katniss. La ragazza pensa che sia solo una trovata per ottenere sponsor, infatti più sponsor si hanno e più ci sono probabilità di vincere in quanto si possono ricevere dei regali che ti permettono di mantenerti in vita. Questa cosa funziona. Il loro tragico amore conquista i cuori della gente di Capitol City.
Ma è realmente una finzione quella di Peeta? Chi vincerà gli Hunger Games?
“Si dia inizio ai settantaquattresimi Hunger Games”, inizia il gioco e subito 11 tributi su 24 vengono brutalmente uccisi. Durante il reality show, si stringono alleanze nonostante la consapevolezza che si è tutti contro tutti, si instaurano nuovi legami e Katniss fa di tutto per ribellarsi, per dimostrare che non è una pedina mossa dagli Strateghi per il divertimento dei cittadini della capitale.
Chi vincerà i settantaquattresimi Hunger Games?

Alcune citazioni (Spoiler).

– Non sono brava a mentire – ribatto.
– Bè, farai meglio ad imparare in fretta. Hai il fascino di una lumaca morta – mi rimbecca Hamitch.

Eri romantica come una cacca finchè lui non ha detto che ti voleva. Adesso ti vogliono tutti. Parlano solo di voi. Gli innamorati sventurati del distretto 12! – esclama Haymitch.
– Ma noi non siamo innamorati sventurati! – ribatto.
Haymitch mi afferra per le spalle e mi inchioda al muro – E chi se ne frega!

– Ciao, Rue – sussurro. Premo le tre dita centrali della mano sinistra contro le labbra e le tendo verso di lei. Poi me ne vado senza voltarmi indietro.

– Poi un giorno, alla lezione di musica, la maestra ha domandato chi sapeva la canzone della valle. La tua mano si è alzata di colpo. Lei ti ha messa su uno sgabello e ti ha fatto cantare per noi. E lo giuro, ogni uccello fuori dalla finestre si è zittito – dice Peeta.
– Oh, per favore – protesto io ridendo.
– No, è successo. E appena la canzone è finita, ho capito che ero spacciato

– Ricordo tutto di te – dice Peeta, infilandomi una ciocca di capelli dietro l’orecchio. – Sei tu che non prestavi attenzione.
– Adesso si – dico io.
– Bè, non ho molta concorrenza, qui – ribatte.
[…]
– Tu non hai molta concorrenza in nessun posto. –

(Peeta) – Sei qui per darmi il colpo di grazia, dolcezza? –

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2 Risposte a “Hunger Games, Suzanne Collins”

  1. É davvero bello. Katniss é la mia eroina si batte per ció che ama e non molla é davvero coraggiosa. Vorrei essere come lei. In piú é bellissima. Io so tutto di tutto di quel film.

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