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Enders, Lissa Price

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Los Angeles, tra qualche anno. In un mondo devastato da una terribile pandemia, che ha decimato la popolazione adulta tra i 20 e i 60 anni, i vecchi affittano illegalmente il corpo dei giovani per rivivere emozioni ormai dimenticate. Anche Callie, sedici anni e un fratello malato, ha deciso di mettere in affitto il proprio corpo, pur di guadagnare qualche spicciolo. Ma da quel momento la sua vita è cambiata per sempre. Le è stato impiantato un microchip nel cervello e un Vecchio, crudele e potente, ha iniziato a controllare tutti i suoi movimenti – e i suoi pensieri. Disperata, Callie si ritrova intrappolata in un gioco molto pericoloso, ed è disposta a tutto pur di disattivare il microchip e tornare ad essere libera. Una sola persona al mondo potrebbe aiutarla: Hyden, il misterioso e affascinante figlio del Vecchio… Ma se nemmeno lui fosse chi dice di essere?

Titolo: Enders
Autore: Lissa Price
Editore: Sperling&Kupfer
Prezzo cartaceo: €16,90
Prezzo ebook: €6,99
Pagine: 276

 

E’ raro che non arrivi a finire i libri, ma con Enders, di Lissa Price, è stato così.

Mi piange il cuore dover ammettere che mi ha deluso. Ho chiuso il libro per evitare di rovinare il primo libro, Starters, che ho adorato.

Dalla fine del primo libro avevo capito che Callie volesse proteggere Blacke, il ragazzo con cui ha passato del tempo quando in teoria doveva essere “posseduta” dall’Enders Helena, che in seguito si scopre che in lui c’era il temibile Vecchio, capo di quei agghiaccianti scambi starters-enders. Bene, nel secondo libro Blacke sparisce. Callie incontra Hyden, figlio del vecchio, prende Michael e si trasferiscono tutti sotto terra, dove popolano il rifugio, precedentemente costruito da Hyden, di Starters ex donatori di corpi.

La scrittura mi piace, è scorrevole, la suspance c’è, ma a oltre metà del libro non capivo dove volesse arrivare l’autrice.
Non lo abbandono così, prima finisco tutti i libri che vorrei leggere, poi dedico il tempo anche a questo. Chissà, magari verso il finale si riprende e si capisce qualcosa, ma ora come ora non voglio andare avanti.

Trovo brutto il fatto che è stato creato un secondo libro. A parer mio un libro unico, magari chiamato “Starters and Enders”, auto conclusivo, sarebbe stato meglio.

Aggiornerò la mia idea su questo romanzo quando lo rileggerò, perche lo rileggerò. Mi ha lasciato con l’amaro in bocca.

Pubblicato da Martina

Lettrice incallita fin dalla più tenera età. Non ho un genere preferito ma scelgo le mie letture seguendo le mie emozioni del momento. Il fatto che mi piacciono i romanzi con l'anatomopatologo che fa le autopsie è meglio non analizzarlo ulteriormente ;)