Si chiama solitudine di coppia, ed è la peggiore.

Sapete qual è la prima immagine che ho in mente se penso all’amore?
Una statua – dell’amore – di metallo, fatta di due figure trasparenti, che si avvicinano, si baciano e diventano un unico corpo.

L’ incastrarsi di ogni suo elemento fa compiere quella magia ogni volta.
E se quell’ingranaggio smettesse di funzionare? Ebbene, la magia si trasforma in un sortilegio, un profondo profondissimo buio.

Dio ha creato l’uomo, e non trovandolo sufficientemente solo, gli ha dato una compagna per fargli sentire di più la solitudine.
(Paul Valéry)

Non c’è frustazione peggiore al mondo quando ami incondizionatamente qualcuno ma dentro di te senti che qualcosa è cambiato. Perché lo sai. Perché lo senti. Inganniamo noi stessi, ma la notte piangiamo.

Basta un istante da soli, quei dieci minuti di troppo a una mancata risposta ad un messaggio e la realtà si palesa davanti ai nostri occhi, levando le tenda dell’illusione cucita dai nostri sentimenti. Ti senti smarrito, perché accanto hai un estraneo e impari a far amicizia con l’unica amica che ti resta: la solitudine.

Abbiamo dimenticato cosa sia guardarsi l’un l’altro, toccarsi, avere una vera vita di relazione, curarsi l’uno dell’altro. Non sorprende se stiamo morendo tutti di solitudine.
(Leo Buscaglia)

La peggior cosa che il nostro istinto ci porta a fare è quella di indagare tra i nostri errori. Arriviamo ad incolparci anche per delle attenzioni eccessive, paradossalmente. Lungi da noi accettare semplicemente che la gente cambia e con essa i suoi desideri e le sue esigenze.

Iniziamo a crogiolarci nel dolore, nella non accettazione, ma piano piano impariamo la lezione. Il per sempre a cui abbiamo sempre creduto diventa un tutto cambia e può durare se cambiamo insieme.

Pensavo che la cosa peggiore nella vita fosse restare solo. No, non lo è. Ho scoperto invece che la cosa peggiore nella vita è quella di finire con persone che ti fanno sentire veramente solo.
(Robin Williams)

Rimanere da soli e lasciar andare via non significa la fine. Semplicemente è il capolinea di ciò che era e non può più essere. La statua dell’amore prima o poi si arrugginirà ma non verrà lasciata lì, ferma e marcia. Tutto e tutti noi meritiamo una rinascita, sempre.

Il viaggio è nella testa – Riproduzione riservata

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