Cari UOMINI, dove siete finiti…?

Cari uomini dove siete finiti?

Dove sono gli uomini di un tempo, gli uomini come mio padre e mio nonno. Oh cara mascolinità ti sei estinta? È inutile continuare a ripeterci che pretendiamo troppo, che siamo così tanto esigenti da dovere essere destinate a rimanere sole. Ma chi l’ha deciso? Perchè mai dovremmo adattarci alle mode del momento? No, non voglio accontentarmi degli uomini di oggi, sembrano usciti tutti dalla stessa fabbrica. Basta camminare per le strade:  8 uomini su 10 sono più curati e depilati di noi donne e hanno un  look assurdo.

Ma dove sono finiti gli uomini  dalle grandi spalle in giacca e cravatta? Ai tempi di mio padre anche il  più povero era ben vestito ed educato. Al cospetto di una donna il rispetto era al primo posto: uomini che ti cedevano il passo, ti aprivano la portiera della macchina, ti guardavano come se fossi la gemma più rara e preziosa che avessero mai visto. Avrebbero aspettato mesi pur di incrociare di nuovo il tuo sguardo e nell’attesa non ti avrebbero tradito per nulla al mondo, avrebbero cercato i tuoi occhi ovunque.  Amare una sola donna era segno di rispetto e nobiltà d’animo. Oh miei cari antenati, illuminatemi un pò, cos’è succeso? Rimarrete solo un ricordo?

Gli uomini d’oggi si preoccupano troppo di difendere la propria libertà, di non venire soffocati da storie troppo serie, di non perdere la partita di calcio o l’uscita con gli amici. Un volta la realizzazione  di un uomo si esprimeva nell’avere  una bella famiglia, una donna che ti amava e dei figli pronti ad accoglierti al ritorno dal lavoro. Non si lavorava per sè, ma per la famiglia. Il primo posto nella vita era riservato agli affetti e non all’accumulare denaro o beni, quelli, mie care, non si portano nell’aldilà. Nessuno dovrebbe scendere a tali compromessi, nessuno dovrebbe accontentarsi di “ometti” ma desiderare e trovare “uomini” con la U maiuscola. Un uomo che non abbia timore di dimostrarsi innamorato di una unica donna, che abbia a cuore il suo benessere, che provveda alla famiglia. Un uomo che sappia di buono, di pulito e di onesto. Un uomo con le mani sporche di terra, che curi il proprio aspetto per la sua donna e che non passi ore ed ore allo specchio o in centri estetici per se stesso  o per paura di invecchiare e non esser più sulla piazza.  

Cercate un uomo affascinante e ben educato, con sani principi. Cercatelo nei posti più semplici, al supermercato , in posta, in banca, o al parco. Un uomo distinto non lo troverete di certo in discoteca a perder tempo o alle slot machine. Non svendetevi. Cercate l’eccellenza dei valori.

 ( B.R-riproduzione riservata) 

 

 

 

 

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4 commenti su “Cari UOMINI, dove siete finiti…?

  1. FRANCESCO BULLERI il said:

    Finiti ??? Mah… forse al massimo si sono semplicemente adeguati alle donne 2.0 e/oo alle donne alpha attualmente in giro. Non dico che sia giusto, ma forse anche questa è la “legge della giungla”, …. adeguarsi per sopravvivere ???

    Ribalto la domanda: dove sono finite le donne di una volta, quelle che (almeno apparentemente) avevano dei valori, serietà e sincerità e soprattutto il senso delle RESPONSABILITA’ ???

    • Riccardo De Benedetti il said:

      Cara Elena,
      spero tu possa rinascere maschio in un’altra vita. Solo così potrai forse renderti conto del rovescio della medaglia.
      A parlarti è un uomo educato, romantico, innamorato e disilluso, di quelli che ti cedono il passo, che non mancherebbero mai di rispetto alla propria donna per nessuna ragione al mondo, dal momento che l’hanno scelta come la loro compagna. Magari non vesto in giacca e cravatta, ma nemmeno sono un uomo sciatto nel modo di vestire e non ho mai frequentato nessun centro estetico.
      Vedi, io mi pongo le tue stesse domande, con le dovute differenze, circa le donne. Quelle che già dopo una settimana ti dicono “non ti lascio più” e “io ci sarò sempre per te” e poi ti piantano su messenger dopo un amore da favola durato 14 mesi, senza neanche una telefonata… quando per lasciare una persona (affinché questa possa farsene una ragione in fretta) sarebbe importante riuscire a dirglielo faccia a faccia, proprio come il giorno in cui avete deciso di stare insieme. Dicono che ti chiameranno più avanti, non appena staranno meglio, ma non lo faranno. E tu, che per quanto possa essere un maschio, hai i tuoi sentimenti e le tue fragilità come ce le ha una donna, continui a sentire un attaccamento assoluto per quella persona, anche dopo sei mesi quando vieni a sapere che ha un altro uomo… La verità, temo, è che abbiano scelto la maniera più comoda per lasciarti e per soffrire di meno, senza dover affrontare una “separazione” per intero. Ma come dice una canzone di Claudio Rocchi: “è solo la paura di soffrire a trasformare in pianto i paradisi”.
      Allora io ti domando: dove sono finite quelle donne che, oltre a vivere un sentimento nuovo con trasporto riescono anche a metterci testa, intesa come piena consapevolezza di chi hanno davanti fin dall’inizio, senza idealizzare un uomo che vedono loro solamente e che se d’improvviso non rientra in quel quadro si cerca di cambiarlo piuttosto che di comprenderlo, senza doversene pentire dopo più di un anno e doverti dire “non avevo capito questa cosa di te e non mi sta bene”, quando questa cosa è sempre stata alla luce del sole? E non ti sto parlando di una adolescente, ma di una trentottenne.
      Poi io parlo da uomo ferito, ma questo non ha certo mutato i miei sentimenti verso di lei, né mi ha portato a non avere più rispetto per lei.
      Ora io ti ho descritto la mia storia più recente, ma potrei parlarti di altre storie passate, vissute da me come da altri miei amici maschi, per spiegarti quante analogie e stereotipi finiamo per incontrare anche noi maschi verso di Voi, sino a desiderare di non volerci mai più innamorare per quanto a nostra volta soffriamo e fatichiamo parecchio per dimenticarvi, a differenza Vostra che solitamente siete molto più rapide di noi a lasciarvi alle spalle una storia d’amore finita e a riguardare all’amore con ottimismo.
      Perdonami lo sfogo, ma il tuo articolo mi ha fatto leggermente irrigidire quando prima l’ho letto. Non me ne volere per questo; saluti. 🙂

      • Elena il said:

        Caro Riccardo,
        leggere il tuo commento mi ha infuso un barlume di speranza, perché sei la dimostrazione che i bravi ragazzi ancora esistono; purtroppo sono impegnati a soffrire da qualche altra parte proprio come le brave ragazze come me (che, credimi, non dimenticano).

        Chissà se da qualche parte un bravo ragazzo e una brava ragazza hanno la fortuna di incontrarsi ogni tanto.
        Baci.
        Elena

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