Rocco Schiavone: un personaggio adorabilmente controverso

Rocco Schiavone nasce dalla penna di Antonio Manzini e la serie è pubblicata da Sellerio Editore Palermo. Il vicequestore romano compare per la prima volta in L’accattone, un racconto che fa parte dell’antologia Capodanno in giallo.
Confesso: non volevo leggere questi libri. Non mi ispiravano le trame, non mi piacevano le copertine. Poi, però, ho cambiato idea e mi si è aperto un mondo.

Attenzione: Rocco Schiavone può dare dipendenza! 

E ora che vi ho avvisati, cominciamo.

La serie di libri che vede Rocco Schiavone protagonista è così composta (grazie Giuse! Come correggi tu Wikipedia, nessuno al mondo! Che si sappia!):

  • L’accattone (racconto dell’antologia Capodanno in giallo, presente anche in Cinque indagini romane per Rocco Schiavone)
  • Pista nera
  • Le ferie di agosto (racconto dell’antologia Ferragosto in giallo, presente anche in Cinque indagini romane per Rocco Schiavone)
  • Buon Natale, Rocco (racconto dell’antologia Regalo di Natale, presente anche in Cinque indagini romane per Rocco Schiavone)
  • La costola di Adamo
  • La ruzzica de li porci (racconto dell’antologia Carnevale in giallo, presente anche in Cinque indagini romane per Rocco Schiavone)
  • Rocco va in vacanza (racconto dell’antologia Vacanze in giallo, presente anche in Cinque indagini romane per Rocco Schiavone)
  • Non è stagione
  • Era di maggio
  • L’anello mancante (racconto dell’antologia La crisi in giallo)
  • Castore e Polluce (racconto dell’antologia Turisti in giallo)
  • Cinque indagini romane per Rocco Schiavone (antologia che comprende i racconti delle varie antologie in cui è comparso Rocco)
  • …e palla al centro (racconto dell’antologia Il calcio in giallo)
  • 7-7-2007

I libri sono scritti in terza persona, tranne alcune parti, in cui Rocco, a casa, parla con la moglie Marina. Lo stile è scorrevole e i casi sono sempre ben costruiti.
Schiavone è un personaggio bellissimo, molto complesso. Non è il classico eroe perfetto che non sbaglia mai. È un uomo con i suoi pregi e i suoi difetti, che ha le sue debolezze, politicamente scorretto, con un senso della giustizia tutto suo.

Pista nera, il primo romanzo con Rocco Schiavone
Pista nera, il primo romanzo con Rocco Schiavone

Il primo libro in cui compare è Pista nera, dove si trova ad avere a che fare con un cadavere trovato semisepolto sotto la neve, smembrato da un gatto delle nevi su una pista sopra Champoluc, in Val d’Aosta.
Schiavone, infatti, è stato trasferito ad Aosta per castigo, a causa di qualcosa che ha combinato a Roma e di cui scopriremo i dettagli man mano che si procederà nella lettura della saga che lo vede protagonista. Odia la neve e non si rassegna a dover adeguare il suo abbigliamento al clima di montagna. Gira in loden e indossa le Clarks, scarpe che regolarmente rovina nella neve (in Era di maggio, arriviamo a dodici paia di scarpe in totale dal momento del trasferimento ad Aosta, nove mesi prima).

Schiavone ha una sua scala che serve per quantificare le “rotture di coglioni”:

Nella sua personalissima scala di valori al sesto grado c’erano i bambini che urlano nei ristoranti, i bambini che urlano nelle piscine, i bambini che urlano nei negozi, in generale i bambini che urlano. Poi le telefonate che offrono impossibili contratti convenienza per luce-acqua-gas-cellulare, la coperta che scappa dal materasso e scopre i piedi in una fredda notte d’inverno e gli apericena. Al settimo grado c’erano i ristoranti lenti nel servizio, gli intenditori di vino e il collega che aveva mangiato aglio la sera prima. All’ottavo gli spettacoli che andassero oltre l’ora e un quarto, fare o ricevere regali, le macchinette dei videopoker e Radio Maria. Al nono grado c’era l’invito a un matrimonio, a un battesimo, a una comunione o anche semplicemente a una festa. I mariti che si lamentano delle mogli, le mogli che si lamentano dei mariti. E al decimo grado, sul podio più alto delle rotture di coglioni, il massimo che la vita bastarda gli poteva propinare per rovinargli le giornate, regnava sovrano il caso di omicidio sul groppone.
[La costola di Adamo]

In ogni libro, a questa scala si aggiungono cose che Italo Pierron, uno degli agenti che lavorano con Rocco, provvede ad annotare.
È una delle cose che più mi piacciono di Schiavone perché, oltre a dare un tocco di leggerezza alla storia, ci serve per inquadrare meglio il personaggio.

Schiavone ha un rituale, la sua preghiera laica del mattino. Mentre per Hegel era la lettura dei giornali, per Rocco è fumare uno spinello (che cerca di spacciare per impacchi al rosmarino, utili per evitare il raffreddore).
La squadra di Schiavone è composta da alcuni elementi molto validi, come l’ispettrice Caterina Rispoli e l’agente Italo Pierron, altri decisamente meno, come D’Intino e Derruta, detti Stanlio e Ollio o i Fratelli De Rege, ai quali Rocco affida sempre missioni improbabili per levarseli di torno.
Collabora, inoltre, con Alberto Fumagalli, un toscanissimo medico legale con il quale si diverte a scommettere alle spalle di Pierron, famoso per il suo scarso grado di resistenza davanti ai cadaveri.

Rocco Schiavone (al centro) con la sua squadra. Schiavone è interpretato magistralmente da Marco Giallini.
Rocco Schiavone (al centro) con la sua squadra.
Schiavone è interpretato magistralmente da Marco Giallini.

Rocco è riservato. Non ha tanti amici e quei pochi che ha sono personaggi molto discutibili. Sebastiano, Brizio e Furio, infatti, non sono proprio degli stinchi di santo e spesso coinvolgono Rocco in alcune operazioni illegali.
Questo, più gli spinelli e le parolacce, hanno dato scandalo quando è stata trasmessa la prima puntata della fiction tratta dai romanzi su Rai Due, lo scorso 9 novembre. Addirittura, è stata presentata un’interrogazione parlamentare da parte di alcuni politici (non faccio nomi, ma vi lascio qualche link, in caso vi sia sfuggito – qui e qui) perché Schiavone “è un eroe per imbecilli” e “un farabutto che si fa i cannoni”.

Gli unici commenti che mi sento di fare in merito sono questi: Pista Nera è del 2013. Sono passati 3 anni dal primo libro alla prima puntata dello sceneggiato. I firmatari dell’interrogazione evidentemente non leggono.
Ma veramente è uno scandalo vedere uno che si fa le canne in TV? Con tutto quello che passa in televisione al giorno d’oggi? Davvero?
O lo scandalo è dato dal fatto che sia un poliziotto? Mai sentito parlare di finzione creativa? Ok, la smetto con le domande retoriche, perché, come dice Rocco: «Io ho sempre pensato che le domande retoriche non andrebbero fatte. Non servono a un cazzo» [La costola di Adamo]
E comunque, per amor di precisione, gli imbecilli che hanno guardato la prima puntata dello sceneggiato Rai sono stati quasi 4 milioni.
L’associazione 100 autori è ovviamente insorta, dichiarando inaccettabile “questa sconcertante ingerenza che limita il racconto della vita dei personaggi e viola la libertà di espressione artistica che è alla base del mestiere di chi fa cinema e televisione in Italia.” (qui il comunicato stampa). E come dar loro torto?
La prima stagione della serie si è conclusa il 7 dicembre, ma è prevista una seconda stagione che vedrà la luce nel 2018, con buona pace dei detrattori di Schiavone. Lo so, non ci posso pensare nemmeno io! Qui trovate qualche anticipazione. Per fortuna abbiamo i libri!

Schiavone, tra le altre cose, ha anche una profondità estrema. È capace di riflessioni come questa, che mi piace da morire:

“Fa male l’assenza? No. Fa male la perdita. Che è altro dall’assenza. La perdita sa cosa ha perso. L’assenza può essere un vago sentore, un’emozione senza corpo e senza suono di qualcosa che manca e che non ho, ma che non so cos’è. La perdita, è quella che provo io, perché lo so. Ed è peggio dell’assenza. Perché quello che conoscevo e che tenevo fra le dita non c’è più. Non sarà più. È la stessa differenza che c’è fra Ray Charles e Stevie Wonder. Stevie è cieco dalla nascita, Ray c’è diventato. Ray sa cos’è vederci, Stevie no. Ray ha provato la perdita. Stevie l’assenza. Stevie sta meglio di Ray. Ci metto la mano sul fuoco.”

Tantissime altre cose si potrebbero dire su questo personaggio favoloso, ma non voglio rischiare di rovinarvi la lettura, quindi mi fermo qui.

Avete letto le avventure di Rocco Schiavone? Qual è il vostro preferito, tra i libri che lo riguardano?
Vi aspetto per commentare insieme questo personaggio del quale, ormai, sono perdutamente innamorata.
Colgo l’occasione per ringraziare ancora una volta le mie amiche Giuseppina e Mirella per avermi spinta a leggere il primo libro. Grazie, ragazze! D’ora in poi mi fiderò ciecamente dei vostri consigli letterari!

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