Omicidi per signorine – Robin Stevens

Omicidi per signorine Book Cover Omicidi per signorine
Miss Detective
Robin Stevens
Giallo
Mondadori
2016
Digitale - Cartaceo
272

È un pomeriggio come tanti alla scuola Deepdean, quando Hazel trova nella palestra il cadavere della signorina Bell, l'inflessibile insegnante di scienze. Ma poco dopo, quando lei e l'amica Daisy tornano sul luogo del delitto, il corpo della professoressa è scomparso. Per la Wells&Wong, neonata società investigativa fondata da Daisy e Hazel, non si tratta solo di scovare l'assassino, ma anche di dimostrare che un omicidio è avvenuto davvero... il tutto cercando di battere la polizia sul tempo! 

 

Omicidi per signorine – Robin Stevens

Omicidi per signorine è il primo libro della serie Miss Detective, nato dalla magica penna di Robin Stevens.

È il 1934 e ci troviamo in Inghilterra, alla Deepdean, un collegio per signorine.
Facciamo subito la conoscenza di Hazel Wong e Daisy Wells della Società Investigativa Well&Wong.
Daisy, inglese D.O.C. è una tredicenne tutto pepe, un po’ arrogantina, molto intelligente e mossa quasi sempre da buone intenzioni. Hazel è una tredicenne che arriva dalle colonie, dalla lontana Hong Kong. Hazel è più timida e riservata ma sempre molto intelligente e con un ottimo spirito d’osservazione.

È proprio Hazel a trovare il corpo senza vita della professoressa Bell, l’insegnante di scienze. Un pomeriggio come tanti altri, Hazel e Daisy sono nascoste in un’aula vuota della scuola perché Daisy, amante dei gialli, sta finendo di leggere un libro appassionante. Hazel si accorge di aver dimenticato il golfino in palestra e quindi decide di andarlo a prendere. Al suo arrivo nella palestra avvolta dalla penombra, vede la signorina Bell sdraiata scomposta a terra, proprio sotto al ballatoio. Hazel, con un po’ di timore, la tocca per capire cosa stia succedendo e si ritrova con le mani sporche di sangue.

Hazel corre a chiamare aiuto e insieme a Daisy, convince una delle ragazze più grandi a seguirla fino in palestra. Al loro arrivo però, il cadavere è scomparso.

Il giorno dopo, le attività della scuola riprendono normalmente e nessuno parla dell’omicidio della signorina Bell, anzi, si vocifera che abbia lasciato la lettera di dimissioni sulla scrivania della preside.

«Lo so» ha detto Daisy irritata. «La Bell è morta stecchita, quindi incapace di scrivere qualcosa, figuriamoci una lettera di dimissioni. Ma non capisci cosa significa? Prova in maniera assoluta e definitiva che l’assassino è qualcuno che conosce la scrittura della signorina Bell tanto bene da imitarla. E deve essere anche qualcuno abbastanza importante nella scuola da poter entrare nello studio della Griffin e piazzarle una lettera sulla scrivania.»
«Un professore o una professoressa!» ho esclamato, inorridita. «Ecco perché fanno tutti finta che non ci sia niente di strano.»

Così, Hazel e Daisy iniziano le loro indagini in gran segreto. Con metodo e con costanza, individueranno i principali sospettati e faranno in modo di scoprire moventi ed eventuali alibi, il tutto prima che intervenga la polizia perché, come dice Daisy: «Non abbiamo ancora nessuna prova. Non c’è nemmeno un corpo. Ci riderebbero in faccia. No, siamo da sole. E comunque, questo è il nostro caso di omicidio.»

In Omicidi per signorine non mancano i colpi di scena e il finale vi lascerà con la bocca aperta.

Personalmente, ho adorato le due giovani protagoniste, così diverse ma così legate. Hazel patisce la lontananza da casa e le usanze diverse a volte la fanno sembrare strana agli occhi delle altre compagne di scuola. Suscita una tenerezza infinita ed immediata simpatia.

Daisy ha un modo tutto suo di vedere il mondo, è determinata, simpatica, burbera ma di buon cuore.

«Daisy» ho detto. «Sai cosa mi ha detto Lavinia?»
«No. Quali orribili frottole ha inventato questa volta?»
«Ha detto… che sei mia amica perché sono cinese.»
C’è stata una pausa di silenzio. «Che sciocchezza assoluta!» ha esclamato poi. «Come sai bene, sono tua amica perché hai insistito così tanto che non ho potuto rifiutare.»
«Daisy!» ho protestato.
«Va bene. Stavo scherzando. Sono tua amica perché sei la persona più sveglia di tutta la scuola.»
Sono arrossita. Era una delle cose più carine che mi avesse mai detto.

Omicidi per signorine, scritto secondo il punto di vista di Hazel, sembra un libro di altri tempi, delicato, mai volgare, e mi ha ricordato moltissimo Agatha Christie come stile. È veramente un libro adatto per tutte le età.

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