Morte di una moglie perfetta

Morte di una moglie perfetta – I casi di Hamish Macbeth – M.C. Beaton

Morte di una moglie perfetta Book Cover Morte di una moglie perfetta
I casi di Hamish Macbeth
M.C. Beaton
Giallo
Astoria
2017
Digitale - Cartaceo
175

Morte di una moglie perfetta è il primo romanzo della serie di gialli con protagonista il goffo Hamish Macbeth, poliziotto delle Highlands, nato dalla penna di M.C. Beaton. Vi ho già raccontato in passato di un personaggio creato dalla Beaton, Agatha Raisin. Nel frattempo, avendo divorato tutti i libri che la vedono protagonista ed essendo sempre in spasmodica attesa che Astoria pubblichi il successivo, quando è stata annunciata la traduzione italiana di questa nuova serie, non stavo più nella pelle.

Morte di una moglie perfetta
La copertina originale della versione inglese di Morte di una moglie perfetta

Con le mie compagne di merende, Tiziana e Giuseppina, mi sono fiondata sul libro non appena pubblicato e l’abbiamo letto insieme, commentandolo man mano via messaggio in una chat aperta ad hoc. Siamo compulsive, no? Questa recensione è il risultato di km e km di messaggi tra di noi.

ATTENZIONE: QUESTA NON SARÀ UNA RECENSIONE COME LE ALTRE, MA CI SARANNO TRE VOCI DIVERSE.

Tiziana dice di questo libro: 

Mi piace M. C. Beaton. Ho divorato ogni storia di Agatha Raisin, ho letto tutta la serie di Clarges Street. Ovvio che appena è uscito Morte di una moglie perfetta ho deciso che doveva essere mio.
La storia racconta di Hamish Macbeth, poliziotto in un adorabile paesino della Scozia, talmente piccolo e tranquillo che rischia sempre che la stazione di polizia venga chiusa.
Ha un capo che lo detesta e lui se ne infischia beatamente.

Ditemi, avete amato Agatha? Ebbene, dimenticatevi di lei.
Hamish Macbeth è l’esatto opposto. Gentile, indolente, alto e magro e soprattutto realizzato. Dichiara di essere felice. Ama la sua vita.
Morte di una moglie perfetta, come gli altri romanzi della Beaton, non è un libro per intellettuali e menti sopraffine, non è un giallo a tinte fosche, non è farcito di citazioni e rimandi intriganti.
Ma è divertente e piacevole. La scrittura scorre con leggerezza descrivendo le Highlands scozzesi così bene che ti sembra di essere lì, di riconoscere i luoghi. Lo stesso con i personaggi, vengono delineati con pochi tratti ma in modo nitido, tanto che ti sembra davvero siano i tuoi vecchi vicini. Mi è piaciuto trascorrere del tempo con loro.
Anche il mistero è ben svolto: non è un rompicapo complicato ma c’è un discreto ventaglio di sospetti e moventi validi
Difetti? Dubbi?
Non sul libro, ma sulla Astoria – che sia chiaro, è una delle mie case editrici preferite. Ha una linea editoriale precisa e riconoscibile, particolare per cui mi piace tanto.
Solo non capisco perché iniziare la serie dalla quarta avventura e non dalla prima.
E… c’è un piccolo errore: nella prefazione Hamish ha gli occhi azzurri, nel libro sono nocciola. Misteri della pagina stampata.

Morte di una moglie perfetta
Un’altra copertina di Morte di una moglie perfetta.

Giuseppina dice di questo libro:

Ci ha messo vent’anni, ma finalmente anche in Italia è arrivata un’altra (“una nuova” mi sembra decisamente improprio, visto che il primo volume è del 1985) serie targata M.C. Beaton.

Che Astoria abbia deciso di cominciare dal quarto episodio, ormai lo sanno anche i muri. Quello che però i muri non sanno e che continuano a chiedersi (anche cercando di  interrogare qualche rara lucertola di passaggio, ma con scarsi risultati) è il perché. Sarà forse per problemi connessi ai diritti? Sarà forse perché il caporedattore ha trovato i primi tre libri troppo “deboli” per i suoi gusti? Sarà forse perché pubblicarli tutti (sono trenta) è stato ritenuto poco conveniente economicamente? Sarà forse perché c’è stato un errore di valutazione, senza se e senza ma? La mia ipotesi preferita, però, è il peccato di presunzione: “Seeee, figurati se gli aficionados della Beaton ci faranno caso! Saranno così felici di una nuova serie che non se ne accorgeranno nemmeno!” “Sicuro, capo?” “Zitto! Ho mai sbagliato un colpo, io? Fidati, che faremo centro anche stavolta!”

E invece no, caro signor (signora?) Astoria, ti sbagli di grosso: gli aficionados ci hanno fatto caso eccome e il risultato che hai ottenuto è solo quello di mantenere alto l’apprezzamento per la Beaton e far calare un po’ quello verso di te. Toh!

Tutto questo preambolo per dire che la mia lettura è stata lenta fino a circa metà del libro. Da brava calabrese diffidente, io devo prendere confidenza con i personaggi e con le ambientazioni, prima di affezionarmici. Me li devono presentare, dobbiamo conoscerci un po’, chiacchierare, verificare la compatibilità e solo dopo posso accettare un appuntamento.

E qui invece che mi combinano? Cominciano dal quarto libro! Il che significa che non c’è uno straccio di descrizione fisica del protagonista, tanto che si scopre che ha gli occhi marroni (e non azzurri, signor Astoria! Marroni! Lo dice anche Wikipedia.en, ad vocem!) più o meno a tre quarti del libro. Lo stesso vale per la personalità: parte come uno senza carattere, fiacco, asociale, un po’ scemotto, anche, diciamocelo. Ed è pure sentimentalmente instabile: inizia con l’essere innamorato perso di una, ma a metà libro già l’ha dimenticata, così, di botto, senza nemmeno passare dal via. Aggiungiamoci che ci sono un mucchio di riferimenti al passato che piovono dal nulla e personaggi collaterali che spuntano come lumache dopo la pioggia e tu stai lì e ti chiedi chi caspita siano e che ruolo abbiano.

Insomma mi sono fatta una costruzione mentale di questo povero Hamish che poi ho dovuto pian piano smantellare e ricostruire man mano che mi arrivavano qua e là altre informazioni. E molte cose le ho comprese solo col secondo libro (e chissà quanti particolari ancora mi mancano). L’ho fatto, ma che fatica! Sig. Astoria, perché mi hai costretta a questo?

Comunque la storia è carina, anche se piuttosto semplice e decisamente prevedibile. Probabilmente perché La moglie perfetta ha molti punti in comune sia nei caratteri che nelle situazioni con le storie di Agatha Raisin, (I camminatori di Dembley, per dirne uno). Ma questa è una caratteristica della nostra amica M.C. che usa il singolo episodio come una scusa per raccontare la storia più ampia dei suoi protagonisti, si tratti di un gruppo di camerieri della Londra vittoriana, oppure di una simpatica zitella di mezza età (aiuto, sono sua coetanea!) che stravolge la quiete di una sonnolenta cittadina del Cotswolds. E a questo punto anche di un poliziotto delle Highlands che quella sonnolenza cerca di mantenere.

Morte di una moglie perfetta

Cosa penso io di Morte di una moglie perfetta.

Sostanzialmente, penso le stesse cose che hanno già detto le altre. Il libro è ben scritto, è ambientato nelle Highlands, quindi tanto mi basta. Mi spiace perché ho faticato a finirlo perché, non conoscendo il background dei personaggi, ho fatto davvero fatica a capire le dinamiche che intercorrono tra  Hamish e Priscilla o Hamish e Blair, giusto per farvi qualche esempio al volo.

Per fortuna, la pubblicazione pressoché immediata del secondo libro (Morte di una sgualdrina), mi ha permesso di cogliere retroattivamente alcune sfumature che mi erano sfuggite (o che mi avevano annoiata a morte) in Morte di una moglie perfetta.

La Beaton è sempre una garanzia dal punto di vista delle storie e dei personaggi, quindi se siete Agatha addicted, date una possibilità anche al povero Hamish perché la merita davvero. E speriamo che Astoria pubblichi presto i primi tre volumi!

Curiosità: da questa serie di romanzi è stata tratta una serie TV che è andata in onda in UK dal 1995 al 1997, chiusa a causa dei bassi ascolti e molto criticata per la scarsa corrispondenza con i personaggi dei libri. Ad interpretare Hamish è Robert Carlyle, il Tremotino di Once upon a time.

Morte di una moglie perfetta
Robert Carlyle dà vita ad Hamish Macbeth sullo schermo.

Avete letto Morte di una moglie perfetta? Vi aspetto per commentarlo insieme!

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