Io sono leggenda

Io sono leggenda- Richard Matheson

Io sono leggenda
Richard Matheson
Horror, Distopico
Fanucci
Cartaceo
224

Robert Neville torna a casa dopo una giornata di duro lavoro. Cucina, pulisce, ascolta un disco, si siede in poltrona e legge un libro. Eppure la sua non è una vita normale. Soprattutto dopo il tramonto. Perché Neville è l’ultimo uomo sulla Terra. L’ultimo umano sopravvissuto, in un mondo completamente popolato da vampiri. Nella solitudine che lo circonda, Robert esegue la sua missione, studia il fenomeno e le superstizioni che lo circondano, cerca nuove strade per lo sterminio delle creature delle tenebre. Durante la notte se ne sta rintanato nella sua roccaforte, assediato dai morti viventi avidi del suo sangue. Ma con il sorgere del sole è lui a dominare un gioco crudele e di meccanica ferocia, scandito dalle luci e dalle ombre di un tempo sempre uguale a sé stesso e che impone la ripetizione di un rituale sanguinario.
In questo mondo Neville, con la sua unicità, si è già trasformato in leggenda.

Oggi parliamo del famoso romanzo di Richard Matheson, Io sono leggenda. Chi non lo conosce, anche solo attraverso il grande successo che ha riscosso l’omonimo film?

Bene, dopo aver visto ripetute volte il film con Will Smith ed essermi profondamente appassionata al personaggio e alla sua storia ( Will è obiettivamente favoloso), ho deciso che era giunta l’ora di leggere anche il libro, quasi certa che, se mi era piaciuto così tanto il film, il libro mi avrebbe dato sicuramente delle emozioni in più. In genere funziona così, almeno.

E sì, in genere leggo prima il libro e  poi guardo il film… ma questa volta è andata così. Sono stata trascinata al cinema senza nemmeno sapere cosa stessi andando a vedere…

Comunque, dicevo… la prima delusione è arrivata già all’acquisto del libro quando, leggendo la quarta di copertina, ho riscontrato le prime incongruenze, ma non mi sono data per vinta. Mi sono fatta forza e ho l’ho letto ugualmente; la curiosità era troppo forte, anche nei confronti di quelle differenze.

La storia è quella di un uomo che resta l’unico superstite di un’epidemia sconosciuta che trasforma gli esseri umani in vampiri? Zombie? Vampizombie?

La solitudine è logorante per Robert Neville, il protagonista. E ancor di più lo sono i ricordi di sua figlia e sua moglie, morte a causa dell’epidemia. Decide così di studiare il fenomeno per trovare una cura. Studia tutti i  libri di scienze che trova nella biblioteca, trascorre mesi sui testi e comincia a fare le prime congetture. A movimentare la sua vita solitaria, ci sono i vampizombie che, di notte, e solo di notte, assediano la sua casa nel tentativo di entrare per ucciderlo. Perché, anche se sono non morti, hanno mantenuto comunque un minimo di raziocinio e sanno benissimo che Neville ha ucciso diversi loro “fratelli”.

Neville si vedrà costretto a muoversi solamente di giorno per i viveri, i libri e il pattugliamento quotidiano. Ma un giorno incontra la prima donna non vampizombie dopo tanto tempo e la bramosia di compagnia, di parlare con qualcuno, della vicinanza di un altro essere umano lo assale fintanto a portarlo a rapire la donna e portarla a casa sua. Ruth è il suo nome e dopo dei momenti di diffidenza da parte sua (e chi non lo sarebbe stato in quella situazione), i due cominciano a stringere un legame, un legame che porterà Neville quasi alla morte.

Okay, mi fermo per non rischiare di spoilerare tutto il romanzo, anche se parlare di spoiler ormai è un po’ esagerato, visto che è del 1954.

Devo essere sincera, il romanzo non mi è piaciuto affatto. Non mi è piaciuta la scrittura di Matheson, che ho trovato abbastanza difficile e poco scorrevole e soprattutto la storia non porta nessuna crescita al personaggio se non la consapevolezza di essere l’ultimo umano della “vecchia razza”… sai che consolazione!

Non mi ha dato le emozioni che speravo e che mi ha dato il film e, in questo, Will Smith credo che abbia fatto la differenza. Una recitazione memorabile che ha reso il personaggio di Robert Neville, LEGGENDA. E se nel film il titolo Io sono leggenda ha un senso, nel libro fatico a trovarlo.

Poi, per carità, nulla da dire sulla trama e le ambientazioni. Nel romanzo, poi, spiega anche abbastanza bene come è nata l’epidemia e come è stata veicolata. Diciamo che l’idea era un’ottima idea, secondo me sviluppata non troppo efficacemente. Però, a discolpa di Matheson, posso dire che il mio giudizio sia poco obiettivo per colpa del film.

Ero abituata a vedere innanzitutto un protagonista di colore e scienziato dell’esercito americano, mentre il Robert Neville del romanzo è bianco, biondo e non ha nulla a che vedere con l’esercito, tanto meno con la scienza, visto che si deve studiare tutto per capire che diavolo sta succedendo. Inoltre, è diversa anche l’epoca. Nel film è ambientato tutto nei giorni nostri, con tecnologie all’avanguardia, mentre il romanzo è ambientato nel 1977 o giù di lì e di tecnologia ce n’era ben poca. Parliamo anche del fatto che nel film l’epidemia viene scatenata dal virus del morbillo geneticamente modificato e poi sfuggito al controllo, mentre nel libro non c’è nulla di tutto ciò.

E se sperate di trovare Samantha, il pastore tedesco che tanto ci ha stretto il cuore con la sua morte per salvare Neville, scordatevelo. Nel libro non c’è. C’è un cane, ma resta con il protagonista giusto un paio di giorni, senza darti la possibilità di affezionarti.

E anche la donna con il bambino che nel film salvano Will Smith dai vampizombie, nel libro non c’è, perché Ruth è tutto un altro personaggio.

Insomma, vuoi perché Io sono Leggenda lo reputo un grandissimo film, interpretato magistralmente e dettagliato alla perfezione. Vuoi che l’ho visto prima di leggere il romanzo, e ciò mi ha resa un po’ prevenuta, o meglio… ha alzato l’asticella delle mie aspettative, il film batte il romanzo a mani basse, quindi la mia recensione non è molto positiva.

Però vi consiglio comunque di leggere Io sono Leggenda, più che altro per farvi voi stessi un parere e buona lettura!

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