le sorelle field

Le sorelle Field – Dorothy Whipple

Le sorelle Field Book Cover Le sorelle Field
Dorothy Whipple
Narrativa
Astoria
2019
Digitale - Cartaceo
448

Tre sorelle, tre donne, tre matrimoni. Tre vite diverse.

Erano sorelle e si amavano a prescindere da quanto le circostanze profondamente diverse delle loro vite potevano dividerle.

Tre sorelle, diversissime tra loro, tre matrimoni, tre destini: Charlotte sposa Geoffrey, che la distrugge; Vera sposa Brian, che viene distrutto, e Lucy, la maggiore, sposa William, con cui conduce un'esistenza serena. Charlotte, descritta decadi prima che il termine diventasse di moda come una donna che ama troppo, sposa Geoffrey, un rozzo venditore incline all'alcol, che presto si trasforma in un dittatore domestico. Il suo sadismo verso la moglie e i figli è evocato senza mai mostrare alcuna violenza fisica, ma non per questo appare meno devastante. Vera, giovane di rara bellezza, diventa egocentrica ed egoista alla Rossella O'Hara: si sposa e avrà dei figli ma sempre sentendosi superiore e libera di fare ciò che vuole. Alla fine il marito si stufa e finiranno per separarsi, sprofondando lei nell'isolamento sociale, come a quei tempi avveniva per le divorziate. Lucy, sebbene frustrata nelle sue ambizioni professionali, senza figli, incapace di salvare Charlotte da Geoffrey e Vera da se stessa, è ricompensata da una vita serena in compagnia di un marito rispettoso e amichevole e dall'aiuto che saprà dare ai nipoti. Ambientato negli anni '30, il romanzo evidenzia quanto il destino delle donne, chiuse nel piccolo mondo della famiglia, dipendesse dal tipo di matrimonio che facevano, o meglio da colui che sceglievano/da cui erano scelte come marito, e soprattutto come all'epoca le donne come Charlotte fossero completamente impotenti di fronte a uomini anche violenti.

Le sorelle Field è un libro scritto nel 1943 da Dorothy Whipple e pubblicato proprio quest’anno da Astoria Edizioni che ringrazio per avermi mandato il libro affinché potessi leggerlo e recensirlo. Un grazie di cuore anche a Mara di Romance e altri rimedi per aver organizzato questo evento bellissimo.

Prima di cominciare, vi lascio qui il banner dell’evento, in modo che possiate recuperare anche le recensioni delle altre blogger e farvi un’idea più completa di questo libro.

«Beh, in amore non c’è buonsenso. Sembra proprio che le cose stiano così.[…]»

Credo che questa frase racchiuda tutto il significato del libro. In amore non c’è buonsenso. E effettivamente, William non ha tutti i torti…

La storia inizia con Lucy, la maggiore delle sorelle Field, che cerca di preparare il marito William, alla imminente visita delle sue sorelle, Charlotte e Vera.

L’autrice ripercorre così la vita delle sorelle prima dei rispettivi matrimoni. Lucy è stata responsabilizzata troppo presto, alla morte prematura della madre, perché figlia femmina più grande. Si è dovuta occupare della casa e del benessere dei suoi abitanti, mettendosi sempre al servizio degli altri e non pretendendo nulla per sé. Considerata noiosa e vecchia dalle sorelle e dai loro amici, Lucy assiste, con un velo di frustrazione, ai matrimoni sbagliati delle sorelle. Charlotte sposa Geoffrey, un uomo volgare e grossolano, con un senso dell’umorismo veramente discutibile. Vera, per pura comodità e mero interesse, sposa invece Brian, un uomo pacato e tranquillo che l’ha sempre adorata e che non ne ha mai notato i difetti.

La narrazione, dopo un flashback, riprende proprio dalla visita delle sorelle a casa di Lucy e da lì si dipana. Assistiamo quasi impotenti alle vite di Charlotte, di Vera e dei loro rispettivi figli, rimanendo sgomenti davanti alle scelte assurde ma dettate dai tempi in cui la storia si svolge.

Siamo infatti negli anni Trenta del 1900 e le vicende delle tre famiglie sono ambientate in cittadine inglesi più o meno piccole.
Le sorelle Field non potrebbero essere più diverse l’una dall’altra.

Charlotte è una vittima inerme. Non ha il coraggio di imporre il suo punto di vista con il marito… anzi, più che di imporre, di far capire che perfino lei ha un punto di vista e dei sentimenti. Geoffrey è crudele, cattivo e meschino. E attenzione! Non solo con Charlotte, ma anche con i suoi tre deliziosi bambini. Arriva a fare delle cose aberranti pur non mettendo mai loro un dito addosso. È un uomo fatto per umiliare il prossimo e a farne le spese sono, ovviamente, i familiari perché al di fuori, la sua immagine è più o meno immacolata. Charlotte ha vergogna. Non ha il coraggio di chiedere aiuto e quando questo le viene offerto, lo rifiuta, trincerandosi dietro la negazione: “È una fase.”, “Prima o poi le cose miglioreranno.”, “Lui è fatto così.”  Molto attuale, direi, no? Nonostante sia un libro del’43…

Vera è sciocca e vanesia. Vive spargendo la sua luce sugli ammiratori che la circondano. Ha un marito che la ama e che cerca di soddisfare tutti i suoi bisogni e aspettative, ma per lei non è nient’altro che una seccatura. Anche le figlie sono un limite. La maggiore è troppo legata alla nonna e alla zia paterna, la seconda ha un carattere ingestibile ed è sempre fonte di problemi.

Entrambe le sorelle di Lucy la danno per scontata, la trovano una presenza ingombrante che tende a limitare e a giudicare quello che stanno facendo della loro vita, non riconoscendo che, in fondo, è forse l’unica persona al mondo che le ama nonostante tutto.

Gli argomenti trattati dalla Whipple sono tanti e sono vari. E molto, molto attuali, come vi dicevo prima. La scrittura è vecchio stile, ma non con accezione negativa, anzi… dopo un tot di libri “moderni” e a tratti anche sboccati, Le sorelle Field è stato una bella distrazione perché è un romanzo moderno, pur non essendolo davvero. Mi ha colpita, ovviamente, la situazione di Charlotte che non riesce a prendere in mano la sua vita e a lasciarsi alle spalle un marito spietato nemmeno per il bene dei suoi figli che finirà per perdere perché delusi dall’incapacità e dalla passività della madre.

È anche la fotografia di un mondo che sembra così distante da noi ma che in realtà non lo è poi così tanto. Lucy è l’unica delle sorelle che ha un vero compagno di vita accanto e, nonostante cerchi di fare di tutto per aiutare le altre, si troverà a dover fare i conti con la frustrazione di aver in qualche modo fallito.

Judith, la figlia minore di Charlotte, fa in un certo senso da fil rouge, insieme alla zia Lucy, nella narrazione delle vicende delle tre Field. È un personaggio che mi ha conquistata fin da subito perché, con la sua semplicità, riesce a illuminare la vita delle persone che le sono accanto. È un raggio di sole per la zia e anche William ne è conquistato. È una speranza anche per la piccola Sarah, figlia minore di Vera, ormai disillusa e disincantata.

Alla fine del libro, non ve lo nascondo, mi è rimasta addosso un po’ di amarezza per come si sono conclusi alcuni filoni narrativi, ma del resto la vita è davvero così. Non sempre ci sono arcobaleni ad aspettarci. O daini in fondo al giardino. Il più delle volte bisogna tirare a campare con quelle poche gioie che la vita ci ha riservato e che siamo riusciti a conquistare. L’importante è saperle riconoscere al momento giusto. E credo che questo sia l’insegnamento più grande che Le sorelle Field abbia da darci.

Avete letto Le sorelle Field? Vi aspetto per commentarlo insieme!

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NdA: il libro mi è stato fornito da Astoria perché potessi recensirlo. Questo non ha influito sulla mia valutazione finale.
 

1 commento su “Le sorelle Field – Dorothy Whipple

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