Intervista a Sylvia Kant, autrice di Prova ad amarmi

Intervista a Sylvia Kant, autrice di Prova ad amarmi

Oggi per Voi abbiamo intervistato Sylvia Kant, autrice di Prova ad amarmi e Prova ad amarmi ancora.

Parlaci di te: chi è Sylvia Kant come persona e come autore?
Be’, caratterialmente, somiglio molto a un bradipo: amo poltrire sul mio albero, mentre muschi e licheni mi colonizzano. Non sono ambiziosa, la fama mi terrorizza, non mi piace stare al centro dell’attenzione, sono mite, credulona, allegra e tendo a perdonare tutti, vedendo i lati migliori anche delle persone che ne hanno obiettivamente pochi. Un’autrice che stimo molto (Nina Pennacchi), sostiene io sia una persona buona, in realtà, come amo ripeterle, sono semplicemente pigra: odiare e arrabbiarmi, mi affatica troppo, perciò evito accuratamente di farlo.
Come autore? Non saprei. Per pagare mutuo e bollette, svolgo un lavoro normale (sono un’impiegata stile Fantozzi per intenderci), perciò scrivo solo per divertimento, dato che con i proventi della scrittura non ci mangerei davvero! Le storie che mi divertono sono, in genere, contorte e amorali e di quelle racconto.

Come nasce l’idea del tuo libro?
Il libro e il personaggio di Antony nascono da una persona reale, che ho conosciuto da ragazza. Un tipo losco e glaciale che, nella Roma degli anni ottanta, reclutava i ragazzi e le ragazze per i “festini dei ricchi”. Rimasi così folgorata dalla sua freddezza e dalla completa amoralità che lo permeava, da doverlo mettere su carta, non appena tornata a casa.

Qual è il personaggio preferito del tuo libro?
Duncan. Decisamente. In lui c’è molto della mia allegria.

Tu ribadisci più volte che nel tuo libro la parola romanticismo non esiste, ma noi tutte ci siamo innamorate di Anima nera, ci sai dire perché?
Onestamente, me lo sto ancora chiedendo… Scherzo. Probabilmente perché nonostante Antony sia il classico cattivo ragazzo (pessimo oserei dire), è un uomo molto protettivo con chi ama e ha, comunque, una sua morale, anche se non sempre condivisibile. È un uomo capace di grande odio, ma anche di grande affetto, è freddo, amorale, vendicativo, orgoglioso, ma quando mostra il suo lato tenero e possessivo, diventa irresistibile 😉 .

Autocitati: la frase del libro che senti più tua.
“Sappi, però, che tu sei molto più libera di vivere la tua vita di quanto lo sia mai stata io”. Lo dice la ricca Rachel alla povera Angela. Certo, meglio piangere dentro una Rolls Royce che in una Cinquecento, però non invidio quei ricchi, relegati in una prigione dorata fin dalla nascita, con tutto quello che questo comporta. Ne ho frequentati diversi, nel corso della vita e, devo dire, onestamente non avrei fatto cambio con loro (se non per i viaggi e la possibilità di curarsi all’occorrenza). Non amerei vivere col terrore d’essere rapita o che rapiscano i miei figli, con la perenne paranoia che le persone mi amino per quello che ho e non per quello che sono, costretta a obblighi sociali privi di qualsiasi senso, al di fuori di quell’ambiente, frequentando persone che fanno dell’apparire e del potere la massima aspirazione. Per carità, non tutti i ricchi sono così, per questo ho qualche amico tra di loro, ma, in genere, lo ammetto, sono una maledetta snob e prediligo bazzicare altri proletari come me 😉 .

Cosa vuol dire per te scrivere?
Scrivere, per me, è un bisogno primario come respirare. Da sempre. Le storie e i personaggi prendono forma nel mio cervello quasi di continuo e premono per uscire con una forza dirompente. Spesso, anche in piena notte. E se non li metto subito per iscritto, rischio di ruzzolarmi nel letto fino al mattino. È come un prurito che si fa sempre più insistente. Un prurito che posso grattare solo con carta e penna.

La copertina di Prova ad amarmi ancora, l'attesissimo nuovo libro di Sylvia Kant
La copertina di Prova ad amarmi ancora, l’attesissimo nuovo libro di Sylvia Kant

Che cosa ti aspetti dal prossimo futuro?
La pensione no di sicuro, dato che la Fornero ha pensato bene di togliermi persino questa umilissima, quanto legittima, aspettativa. Scherzo (ma neanche tanto). Mi auguro che le storie che scriverò, continueranno a divertire anche gli altri, perché si scrive soprattutto per se stessi, ma sperando di trasmettere le proprie emozioni agli altri, così come avviene per la musica, la danza, la pittura, ecc…

A che cosa stai lavorando attualmente?
Sto per tornare al lavoro con Daniela Volonté su un romanzo che abbiamo iniziato tempo fa, nato per gioco e poi diventato una storia che ci ha prese entrambe 😉 . Frequentando un gruppo su fb, alcune lettrici, un giorno, espressero il desiderio di sentir raccontare la storia di persone che facevano dei mestieri ben precisi (non posso dirvi quali), la scrittrice Elisa Gioia, che frequenta quel gruppo con noi, decise la location (non posso dirvi quale), poi io diedi l’incipit e Daniela rispose. Dopo poco, le ragazze del gruppo ci spinsero a continuare a scrivere la storia in privato, perché cominciava a prendere forma e volevano diventasse un vero romanzo. Iniziammo così la nostra divertente avventura, senza sapere nulla della trama che l’altra aveva in testa e così stiamo continuando a scrivere. Questa volta incipit e finale li ho decisi io, per il prossimo libro ha già deciso Daniela 😉 .

Parlaci del duetto Kant/Volonté, chi delle due prevale?
Nessuno in realtà. Io, questa volta, ho scelto incipit e fine del romanzo, lei ha scelto lo stile: prima persona al presente con POV alternati (mai fatto prima! Eccitante e assolutamente traumatico per me!). L’unica cosa che le ho chiesto (e continuerò a chiederle anche per i prossimi romanzi) è stato di interpretare il personaggio maschile, perché mi riesce meglio 😉 . E poi, per quale motivo qualcuno dovrebbe per forza prevalere? Non si può andare d’accordo nella vita? Non si può essere le facce opposte di una stessa medaglia? Non si può essere simili seppur differenti? Non si può provare stima, ammirazione e affinità con qualcuno di diverso da se stessi? Non ci si può confrontare, venire incontro, mediare, collaborare? Adoro la penna di Daniela e i suoi mondi luminosi. Quando questa donna mi trascina nella sua testa, godo come una pazza. Ogni volta che risponde al mio POV, resto lì inebetita a fissare quelle parole messe in fila in un modo che mi arriva dritto al cuore come una stilettata. Un modo che invidio e ammiro profondamente. Qualcosa che io non sarò mai in grado di fare. Aspetto trepidante i suoi POV, curiosa di vedere che cosa si sarà inventata quel giorno e dove mi porterà la sua trama, quale svolta avrà preso, su quali specchi mi costringerà ad arrampicare. È una cosa divertente da morire e che mi sta arricchendo moltissimo. E che, spero, divertirà anche voi.

Sarà più erotico e meno romantico o il contrario?
Sarà decisamente erotico (per colpa mia) e assolutamente romantico (per colpa di Daniela). La prossima volta, però, ha detto la Signora Volonté che mi metterà la cintura di castità al cervello e scriveremo un vero e proprio ROMANCE. Lei ha già in testa l’incipit e la fine e io già fremo di aspettativa e di TERRORE, perché, se lei è stata davvero strabiliante nell’erotico, non credo che io sarò altrettanto brava nel romance, ma non mi priverei comunque di un’esperienza del genere con lei.

Quali sono gli autori dai quali ti senti maggiormente influenzata a livello artistico?
Domanda complessa. Sono molti gli autori che amo e che, per questo, mi influenzano, sia italiani che stranieri. Ma se proprio devo fare il nome di un artista cui aspirare, quello che per Daniela presumo sia Colleen Hoover, per me lo è Tiffany Reizs.

Se dal tuo libro fosse tratto un film, chi vorresti come protagonisti?
Non ne ho davvero idea. Angela è una ragazza dolce, carina, ma ordinaria e in un mondo di pura apparenza, ovviamente, questa sua assoluta normalità risalta in modo abbagliante. Credo esistano molte attrici che potrebbero, perciò, ricoprire quel ruolo. Rachel, nella mia mente, ha sempre avuto il viso altero e misterioso di donne quali Cate Blanchett o Charlotte Rampling, anche se alcune lettrici spesso la ritraggono come Michelle Pfeiffer e, devo dire, che è molto intrigante anche lei. Astrid, la ex fidanzata di Antony, per esempio, la vedo un tipo a metà tra Charlize Theron e Scarlett Johansson; Antony, per me, ha il magnetismo animale di uomini come (due nomi a caso) David Gandy e Henry Cavill (ma anche di mille altri come loro) e lo sguardo, il fascino, il sorriso torbido di Michael Fassbender o Tom Hiddleston, solo per citarne alcuni. Comunque, anche se molto divertente, è assolutamente inutile pensare a chi potrebbe interpretare il suo ruolo, primo perché nessuno farà mai il film tratto da un piccolo libro italiano neppure così famoso, secondo perché, come interprete, tanto sceglierebbero qualcuno che non mi andrebbe a genio, così come è successo per Mr Christian Grey di Cinquanta Sfumature di Grigio. So che in molte mi lanceranno anatemi d’ogni sorta e mi spiace doverlo ammettere così spudoratamente, ma Jamie Dornan, seppur molto carino, mi fa sesso come un vaso di gerani in pieno inverno… 😉 😀 😀 😀 .

E voi lettrici che volto dareste ad Anima nera?

Aspettando di leggere Prova ad amarmi ancora, salutiamo Sylvia Kant e la ringraziamo tantissimo per la disponibilità.

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