gatto natale

Il gatto che scoprì il Natale – Lili Hayward

Il Gatto che scoprì il Natale Book Cover Il Gatto che scoprì il Natale
Lili Hayward
Romanzo Rosa, Fantasy
Newton Compton
15 Novembre 2018
ebook, cartaceo
252

C'è una tenera magia nell'aria... Lasciatevi incantare dallo spirito di un gatto molto molto speciale.

«Una storia natalizia che fa sognare: leggende, Cornovaglia e gatti si combinano perfettamente fino al finale emozionante» – Sheila Norton

Manca pochissimo al Natale e Jessamine Pike vuole dare una scossa alla sua vita. Trasferirsi a Enysyule, un cottage in Cornovaglia costruito secoli prima, potrebbe essere la sua occasione per ricominciare: il piano è quello di ristrutturare la casa di giorno e finire di scrivere il suo romanzo la notte. Con un po' di sacrifici, dovrebbe riuscire a farcela prima di Natale. Oltretutto, è in buona compagnia: un bellissimo gattone si aggira nei paraggi, comportandosi come se il posto gli appartenesse. Dal suo sguardo obliquo si capisce che è piuttosto scettico sull'ottimismo di Jess. Eppure... c'è una strana magia nell'aria. Le leggende del posto parlano di uno spirito che abita la casa e di un'antica pietra che veglia sulla valle. Come può una storia antica, che risale a più di cinquecento anni fa, intrecciarsi con quella di Jess? Una leggenda legata a doppio filo alla casa, allo spirito di Yule e... a un gatto molto, molto speciale.

Il gatto che scoprì il Natale, di Lili Hayward, è il titolo che ho scelto per questo periodo natalizio!

Come è noto questo è “the most wonderful time of the year”, in Italia il Natale comincia questo weekend (8 dicembre). Ho mille altre cose per la testa, ma in qualche modo dovevo entrare nello spirito anche io, no?

Considerata la formazione storico-archeologica, cosa avrebbe potuto rilassarmi di più su un romanzo che strizza l’occhio alle vere origini del natale? Facile, un romanzo che strizza l’occhio alle vere origini del natale… ambientato in Cornovaglia!!

Eravate preoccupate eh? Dopo due recensioni su libri ambientati negli stati Uniti e in Italia, avevo proprio necessità di tornare alle consuete atmosfere inglesi! E in più il titolo dice che si parla di un gatto!

Come di consueto mi sono armata di teiera carica, shortbreads e copertina calda calda e ho fatto spazio sul divano alla cagnolina, che fa da scaldino!

Mi sono dunque trovata a seguire la protagonista, Jessamine Pike, nella sua precipitosa idea di affittare un antico cottage malmesso, chiamato Enysyule (cottage di Yule), nel mezzo del nulla, in Cornovaglia, con lo scopo di finire il suo romanzo.

Mi spiegate com’è possibile che un sacco di protagoniste di libri scrivano libri a loro volta?? Non me lo spiego!

In ogni caso, Jess decide di affittarlo, nonostante le proteste di un anziano signore che ne rivendica la proprietà, e vi si trasferisce senza nemmeno vederlo prima in foto. Nel contratto c’è, però, una condizione bizzarra: sarà suo dovere prendersi cura, oltre che dell’abitazione, anche del gatto di casa, Perrin, che ovviamente è nero e sembra essere molto più di un comune gatto.

L’atmosfera, al cottage, si rivela strana già dalla prima notte, che l’incauta protagonista affronta tenacemente nonostante la mancanza di corrente elettrica, mentre i rapporti con il vicinato non tardano a rivelarsi tesi già dal principio: Mel Roscarrow, l’anziano nipote della defunta proprietaria del cottage, sembra deciso a non rendere sereno il soggiorno della scrittrice. A “mitigare” la situazione compaiono dapprima Alex, affascinante figlio del ricco possidente locale e, in seguito, Jack, nipote del vecchio Roscarrow.

In un intreccio di antiche tradizioni locali e liti ataviche per la proprietà del cottage, Jess sperimenta misteriosi sogni-visioni di un antico passato, guidata dal fedele gatto Perrin, che sembra attraversare i secoli, indissolubilmente legato alle vicende della famiglia e al sito megalitico che sorge poco distante dal cottage stesso.

E la storia d’amore? Sì, c’è anche quella, ma sullo sfondo, sommersa da una narrazione fluida e intrigante che si concentra sul mistero che avvolge il periodo di Yule, il solstizio d’inverno e le usanze precristiane ad esso connesse.

Se mi è piaciuto?

ACCIDENTI Sì!!!

Non siamo di fronte al solito romanzo Natalizio, con i nastrini rossi e le lucine sfavillanti, questo romanzo si rifà a una tradizione più antica, a tempi remoti, a magia vecchia di migliaia di anni e a luoghi misteriosi e incantati. L’atmosfera è affascinante e carica di mistero, sceglietelo se vi piacciono i misteri antichi, le atmosfere cupe, le storie non convenzionali, perché questa sicuramente lo è, nonostante i cliché da romanzo rosa, che non mancano: la straniera, il triangolo amoroso, gli equivoci, sono tutti elementi che compaiono, seppur in misura limitata. Il finale scalda il cuore, nonostante la neve e credo fosse proprio questo il mio obiettivo finale, nel leggere questo libro, dunque missione compiuta!

Mi ha lasciata perplessa la traduzione del titolo. In originale è “the cat of Yule Cottage”, cioè “il gatto di Yule Cottage”, che sarebbe stato un titolo molto più appropriato di quello scelto per la traduzione italiana, perché il gatto non scopre un bel niente e il Natale, in questa storia, è solo un riflesso dell’antica festività di Yule, la vera protagonista della vicenda. Anche la copertina, per quanto accattivante, mostra in primo piano un bel gattone rosso del quale non esiste traccia nella storia: Perrin è innegabilmente nero e questo è specificato più e più volte nel romanzo.

Non vi dico altro, se non che dovreste assolutamente leggerlo se è il vostro genere. Senza dubbio è il mio!

L’avete già letto? Cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti e diteci se anche voi, come me, avete passato la notte successiva alla lettura del romanzo a sognare gatti neri!!

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