Recensione – Facevo prima col treno di Mirko Manetti

Facevo prima col treno
Mirko Manetti
Diario
Ibiskos
Novembre 2016
Cartaceo
108

È l'agosto 2014. L'obiettivo è raggiungere Roma a piedi partendo da casa. Per un oscuro motivo, il prete che lo dovrebbe ospitare per la prima notte lo lascia in attesa cinque ore sul sagrato. Qui Mirko, per ingannare il tempo, inizia a pubblicare su Facebook un diario delle (dis)avventure che attrae sempre più curiosi. Contrattempi, gioie del panorama, dolori del corpo, incontri e scontri, sono le erbe aromatiche a condire un cammino di oltre 400 chilometri verso le porte del Vaticano. A distanza di due anni, nasce un libro che è un diario ma anche una piccola guida per i tanti che sono incuriositi dai Cammini.

Ciao a tutti, followers! Oggi sono qui a presentarvi Facevo prima col treno di Mirko Manetti edito da IBISKOS EDITRICE RISOLO.

Questo libro nasce dalla raccolta di vari post semiseri su Facebook dell’autore, in merito ad un viaggio attraverso la via Francigena. Diario Pellegrino diventa così un appuntamento fisso per tutti coloro che seguono Mirko attraverso la sua pagina Facebook; è un rito, il rito della sera prima di andare a dormire, ci si collega per vedere quali sono le (dis)avventure affrontate nel quotidiano da questo ragazzo, si mandano istantanee dello schermo agli amici, si invitano i conoscenti a richiedere l’amicizia a Mirko perché la sua scrittura colloquiale ma fluida, rende la lettura esilarante e nel contempo empatica.
Anche se può sembrare un percorso di fede nel senso religioso del temine, vi invito a leggerlo perché vi renderete conto che si parla sì di fede, ma intesa come capacità nella propria resistenza fisica, mentale e di relazione con gli altri. Fiducia nel farcela con le gambe, con i piedi pieni di vesciche, con un passo che non è il proprio ma che si adatta al compagno di viaggio che si è trovato in itinere. Eh sì, poi inevitabilmente, si fanno due conti col proprio io.

Il libro si apre con delle considerazioni personali dell’autore in merito allo zaino, al perché mettersi in viaggio e come, nel nulla, si reagisce al rapporto col proprio corpo vs natura

Ci si conosce così. Si induriscono i piedi, impari a massaggiare. si infiamma la caviglia, impari a fasciarla.
[…] nasce, lungo il cammino, un sé fisico chiaramente scontornato, la cui consistenza offre un solido pilastro cui appoggiarsi, una consapevolezza chiara come lo è stata in poche altre situazioni.

il tutto rapportato alla quotidianità:

Certi aspetti del camminare appaiono assurdità a chi non ne ha mai fatto esperienza diretta: dolori e infortuni, il peso dello zaino, la fatica. Praticamente una tortura volontaria. Il fatto veramente strano è che, proprio grazie a questi limiti materiali, si riesce a essere sereni: non avere a disposizione la moltitudine dei comfort o una illimitata scelta su cibi e bevande, dover dipendere dal proprio passo, dal meteo… tutto ciò riqualifica con un nuovo valore ciò che si ha a disposizione.

E così, chiuso questo incipit, entriamo nel vivo de Facevo prima col treno, un viaggio che si divide in tappe che lo condurranno fino a Roma passando per città e paesi della Toscana e del Lazio: Mirko vuole arrivare nella Capitale in tempo per l’incontro col Papa. Ci racconta paesaggi, le persone che incontra, gli ostacoli che ci sono sul cammino, ci racconta cosa vuol dire ammalarsi di una “banale” dissenteria e di una “banalissima” febbre quando non si è a casa, il tutto con una sana dose di ironia

Diario pellegrino di martedì 2 settembre, ore 18:10.
Mi diverto a far tentennare il letto al ritmo dei miei tremori, in questa camerata del nuovissimo e gggggiovanissimo ostello della gggggioventù sito in Formello (Roma) che è bello e confortevole ma non certo funzionale come il B&B di ieri. Già ieri. Nel giorno della Passione credo di aver espiato i miei peccati per una ventina di volte. A parte l’iperattività enterica, sono riuscito a rimanere orizzontale dalle 14 di ieri alle 7 di stamattina…

e con caratteristiche più “tecniche” come la pendenza del terreno o  il tempo di percorrenza della tappa.

Non voglio svelarvi il finale, ma voglio lasciarvi con un’altra citazione che personalmente, mi fa ridere tantissimo

Alle 14:30 entro in San Quirico D’Orcia accolto dall’incedere entusiastico di un corteo funebre. Potrei sfidare il defunto a chi puzza di più, ma sarebbe di cattivo gusto umiliarlo in un giorno così importante.

Non vi resta che leggere Facevo prima col treno di Mirko Manetti!
Vi invito anche a visitare il suo sito internet: www.mirkomanetti.it

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