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Distretto 3: amanti dell’horror a rapporto! HG Letterari

Distretto 3: amanti dell’horror a rapporto!

Come di sicuro saprete, stiamo partecipando agli Hunger Games Letterari organizzati in occasione del decimo anniversario della pubblicazione di Hunger Games. La trilogia è stata ripubblicata con tre nuove copertine MERAVIGLIOSE!

Potete vederle qui, negli recensioni che ho postato durante il recentissimo Review Party:

Nei giorni scorsi vi ho raccontato qui, su Facebook e su Instagram come funzionano i Giochi, ma al termine di questo articolo ripeto per i nuovi arrivati. Il Club è stato abbinato al genere HORROR. Poteva andarmi meglio perché gli horror mi fanno paura (mai detto di essere coraggiosa, anzi!) però, pur essendo una fifona letteraria, non mi sono mai tirata indietro davanti a una sfida. E quindi, quando mi hanno assegnato i tributi, ho fatto la mia scelta.
Ve li presento.

DISTRETTO 3. I TRIBUTI

Tim Curran – Nightcrawlers

Ok, ho messo la nebbia come immagine evocativa, ma io vivo in Lomellina… sono per metà composta di nebbia!

La trama

Duecento anni fa, il villaggio di Clavitt Fields fu raso al suolo. Si sperò che i suoi abitanti fossero periti nel fuoco. Ma non morirono. Andarono sottoterra…

Per generazioni, hanno vissuto e si sono riprodotti nell’oscurità, adattandosi a un’esistenza sotterranea. Ora stanno tornando in superficie e ciò che sono diventati è un orrore al di là di ogni comprensione, un incubo strisciante di malvagità e violenza votato alla distruzione.

La notte è viva… e appartiene a loro.

L’autore

Tim Curran è un autore americano, vive nel Michigan con la moglie e i tre figli. Appassionato di horror fin da ragazzo, è un autore di genere molto prolifico. In Italia sono stati pubblicati numerosi suoi libri tra i quali Long black coffin. Una lunga bara nera, Cannibal corpse, M/C e Dead Sea.

La nostra Sara B. ha letto Nightcrawlers tempo fa e ha detto:

Come per ogni lettura, inizio senza troppe pretese, specialmente quando incontro un autore per la prima volta, ma Curran, già dalle prime pagine mi ha fatto capire di che pasta è fatto e al termine del romanzo, tra l’altro divorato con foga, avevo solo una domanda che mi echeggiava nella testa: siamo di fronte all’erede di Stephen King?

Direi che non è male, vero?

Shirley Jackson – L’incubo di Hill House

La trama

Chiunque abbia visto qualche film del terrore con al centro una costruzione abitata da sinistre presenze si sarà trovato a chiedersi almeno una volta perché le vittime di turno non optino, prima che sia troppo tardi, per la soluzione più semplice – e cioè non escano dalla stessa porta dalla quale sono entrati, allontanandosi senza voltarsi indietro. A tale domanda, meno oziosa di quanto potrebbe parere, questo romanzo fornisce una risposta. Non è infatti la fragile e indifesa Eleanor Vance a scegliere la Casa, prolungando l’esperimento paranormale in cui l’ha coinvolta l’inquietante professor Montague. È la Casa – con le sue torrette buie, le sue porte che sembrano aprirsi da sole – a scegliere, per sempre, Eleanor Vance.

L’autrice

Shirley Jackson (San Francisco, 14 dicembre 1916 – North Bennington, Vermont, 8 agosto 1965) è stata una scrittrice e giornalista statunitense, nota per la storia breve in stile gotico La Lotteria (1948), e per L’incubo di Hill House (1959), considerato uno dei più celebri racconti di fantasmi del ventesimo secolo.
Morì nell’agosto del 1965, all’età di 48 anni, colpita nel sonno da insufficienza cardiaca.
La sua non è stata una vita facile e felice. Fin da bambina soffrì per le continue critiche, specie sul suo aspetto fisico, rivoltale dalla madre, che arrivò a definire la figlia un “aborto mancato”. Tale conflitto portò Jackson ad isolarsi dai coetanei ed a trovare conforto nella scrittura. Anche dopo il matrimonio, la madre continuò a criticarla aspramente per le sue scelte di vita, opponendosi al matrimonio con Hyman. La vita da adulta di Jackson divenne un’ostentata ribellione alla madre ed all’ambiente conservatore in cui era stata cresciuta: divenne scrittrice, ingrassò, sposò un intellettuale ebreo e trasformò la sua casa in un ritrovo per amici ed intellettuali. Il suo non fu un matrimonio felice: suo marito, che lei aveva visto come un salvatore perché l’amava ed aveva fiducia nelle sue capacità, si dimostrò maschilista, retrogrado e traditore. [Wikipedia]

Non ho letto questo libro però ho visto Haunting – Presenze, il film del 1999 con  Lili Taylor, Liam Neeson, Catherine Zeta-Jones e Owen Wilson. Lo so che non è la stessa cosa, ma già questo, da parte mia, è un atto di estremo coraggio!

Da questo libro è stata tratta anche la serie TV Netflix The Haunting of Hill House (e no, questo non lo guardo!)

Questi sono quindi i candidati per il Distretto 3. Cosa ne pensate? Direi che, solo perché ho affrontato questo genere, ci meritiamo di vincere!

Vi ricordo che, se il Distretto 3 vincerà gli Hunger Games Letterari, tra i sostenitori verrà estratto a sorte un fortunato che si aggiudicherà la trilogia completa di Hunger Games. Cartacea!

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