Cari Mora – Thomas Harris

Cari Mora Book Cover Cari Mora
Thomas Harris
Thriller
Mondadori
2019
Digitale - Cartaceo
235

Venticinque milioni di dollari in lingotti d'oro appartenuti a Pablo Escobar sono sepolti in una grande e misteriosa villa nella baia di Miami Beach. Il bottino fa gola a molti, gente senza scrupoli che tiene d'occhio la casa. Primo tra tutti Hans-Peter Schneider, un uomo perverso e pericoloso che vive delle fantasie malate di altri uomini ricchi.

Cari Mora è una ragazza colombiana di venticinque anni con un passato drammatico, scampata alla violenza del suo paese. È l'unica persona ad aver accettato di fare la custode di quella villa; la sola a non temere le voci inquietanti che circolano su quel luogo. Bella e coraggiosa, è la preda perfetta per Hans-Peter, che nel frattempo ha affittato la villa per cercare di mettere le mani sul tesoro di Escobar. E sulla ragazza.
Ma Cari Mora ha doti sorprendenti, un'intelligenza fuori dal comune e innanzitutto è una sopravvissuta.

Quando mi hanno proposto di leggere Cari Mora, il nuovissimo romanzo di Thomas Harris, non ho proprio potuto dire di no. Intanto perché Thomas Harris è il “papà” di Hannibal Lecter e poi perché questo libro si è fatto attendere per tredici anni. Come rinunciare? Appunto, non si può, soprattutto perché questo è il primo libro che non ha per protagonista Hannibal (fatta eccezione per Black Sunday del 1975, suo libro di esordio).

Attenzione: per i contenuti forti del libro, se ne consiglia la lettura a un pubblico non facilmente impressionabile.

Cari Mora è il soprannome della protagonista di questo libro. Il vero nome è Caridad Mora ed è una di quelle protagoniste che piacciono a me: tosta, intelligente, determinata, che non si piange addosso ma che, anzi, si salva da sola. Non vi racconto nulla di più su questo personaggio perché è decisamente tutto da scoprire. Vi dico solo che ha un passato che l’ha segnata in più di un modo ma che l’ha portata a essere quello che è oggi.

Cari, fra i vari lavori che fa per sbarcare il lunario, è la custode della villa di Miami che una volta era di Pablo Escobar, il celeberrimo trafficante di droga. Pare che nella villa sia nascosto un bottino milionario e questo attira non solo i curiosi…

Le forze in gioco sono tante e non sempre la linea tra bene e male, tra buono e cattivo, tra giusto e sbagliato è chiara e netta.

L’antagonista, il cattivo di turno, è Hans-Peter Schneider, un uomo senza scrupoli, che vuole mettere le mani sul tesoro perduto di Escobar. E fin qui, voi direte, è un thriller. Il cattivo della situazione ci sta eccome. Ma Hans-Peter Schneider non vuole solo soldi. È anche un trafficante di esseri umani, pronto a soddisfare le richieste macabre e perverse dei propri clienti. Il parallelismo con Hannibal scatta immediatamente nella testa di chiunque abbia almeno visto Il silenzio degli innocenti. Certo, Schneider manca della raffinatezza cui Hannibal ci ha abituati. Niente fave e Amarone in Cari Mora, ma una macchina per la cremazione liquida con la quale Schneider si libera delle donne abusate che non gli servono più.

I temi trattati sono tantissimi: si va dalle pulsioni più aberranti alla sorte toccata ai bambini soldato e questo è il motivo per cui ne abbiamo consigliato la lettura a chi non è facilmente impressionabile. E lo so che di solito sono una fifona, ma questo non vale nel caso dei thriller, nonostante siano più plausibili di un horror.

«[…] usa le tue ali per te stessa»

I flashback di Cari sulla vita in Colombia, sua terra d’origine, mi hanno sconvolta. Non voglio entrare nei dettagli perché non voglio togliervi il piacere di leggere questo libro e non voglio fare il solito pippone trito e ritrito (sì, lo so come divento quando si toccano certi argomenti… ne sono ben consapevole), ma spero che Cari Mora possa essere davvero uno spunto di riflessione.

I polsi legati apparivano spesso nei sogni di Cari.
Non stasera, non stanotte a Miami, su una sedia vicino alla bambina a casa di sua cugina. […]
Non pensò ad altre cose. Ascoltò la bambina respirare e si addormentò.

Un altro tema attualissimo che viene toccato è l’immigrazione. C’è chi se ne va per la prospettiva di una vita migliore e chi se ne va per averla salva, la vita. Nel modo in cui Harris tratta l’argomento, ci leggo una critica, nemmeno tanto velata, alla politica sull’immigrazione di Trump e un modo per dare voce ai dimenticati, agli sconfitti, a chi vive ai margini della società o viene additato come diverso.

Non ho particolarmente apprezzato i cambi di scena repentini, soprattutto all’inizio del libro perché mi hanno disorientata e, a volte, mi hanno fatto perdere un po’ il filo, ma una volta entrata nel meccanismo, la storia è filata liscia. Che sia stato scritto in un’ottica cinematografica?
Sono passati tantissimi anni da quando ho letto Il silenzio degli innocenti, quindi non posso fare il paragone sullo stile perché non ricordo più i dettagli e, nella mia mente, il libro si sovrappone inevitabilmente al film. Da quanto ho letto in giro, ci sono state alcune lamentele, soprattutto da parte dei blogger americani perché Cari Mora pare non essere all’altezza. Ecco, non sono d’accordo con queste opinioni perché ritengo che un cambio di personaggio richieda anche un cambiamento a livello stilistico. Qui possiamo vedere una forma più grezza di malvagità che, comunque, è in grado di tenere avvinto il lettore alle pagine del libro dall’inizio alla fine.

Lo stile di Cari Mora è asciutto. Tutto ci viene presentato in modo molto crudo, molto duro. Alcune scene le ho trovate perfino disgustose e a me non fa schifo quasi nulla nemmeno dal vivo! Eppure, pur non essendo il thriller migliore che io abbia mai letto, mi è piaciuto. Ecco, forse non lo definirei thriller in senso stretto ma la suspense non manca, questo ve lo assicuro!

La figura di Escobar, poi, aleggia su tutta la storia. Sapete che la villa di Miami esisteva davvero? È stata acquistata nel 2016 per dieci milioni di dollari dal magnate Christian de Berdouare e da sua moglie, la giornalista Jennifer Valoppi. La casa è stata rasa al suolo perché era in pessime condizioni. Del tesoro, nessuna traccia. O almeno così dicono, perché pare che abbiano trovato non una, ma ben due casseforti durante i lavori e che una sia misteriosamente sparita…

Avete letto Cari Mora? Vi aspetto per commentarlo insieme!

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NdA: Il libro mi è stato mandato dalla casa editrice perché potessi recensirlo. Questo non ha influito sul mio parere.
 

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