Brucio – Christian Frascella

Brucio Book Cover Brucio
Christian Frascella
Romanzo di formazione
Mondadori
2016
Digitale - Cartaceo
343

Con Brucio, Frascella sonda il labile confine tra giovinezza ed età adulta, tra ingenuità e colpa, tra la luce della purezza e l'ombra nera della corruzione. E ci regala un personaggio meravigliosamente complesso.

Come ho potuto essere così ingenuo da immaginare un futuro? Il presente brucia.

"Il fuoco. La stanza invasa dalle fiamme, le grida, la paura. Ogni rumore mi crepita nelle orecchie come legna spezzata da un calcio. Il fumo mi annebbia la vista. Le narici invase, il respiro sempre più corto, disperato. Non riesco a gridare, ci provo, ma non riesco. Cerco mia madre, cerco mio padre, cerco Anna." L'incendio di quella notte gli ha sfigurato il volto e si è portato via tutto. Di quel Tommy bambino non è rimasta che l'ombra, l'unica cosa di cui gli altri non sembrano aver paura, provare ribrezzo. Da allora Tommy passa da una famiglia affidataria all'altra, su e giù per l'Italia. Ogni volta, però, insieme a lui arrivano le complicazioni. Del resto, se hai una faccia come la sua, non puoi "che essere un poco di buono, un delinquente, un ladro, un potenziale omicida". E poi la gente ha un bel dire che l'aspetto non conta. Magari andrà meglio stavolta, ora che è approdato in un paesino di provincia come ce ne sono milioni, rassicurante: "Case attaccate a case, palazzi che si strusciano con altri palazzi, e strade che ti ributtano sempre verso il centro casomai dovessi perderti". E che ad accoglierlo ci sono i Cotta, brave persone: madre avvocato, padre pompiere, un figlio diciassettenne suo coetaneo. Ma quando i guai li hai cuciti addosso c'è poco da fare. Succede così che, a poche ore dal suo arrivo, Tommy assista per caso a un rocambolesco tentativo di furto in un negozio e che venga arrestato da un ispettore di polizia in pattuglia che lo crede coinvolto, e che da quel momento gli darà il tormento. A scuola non va certo meglio, ma almeno lì c'è Sally, occhi scuri e l'aria di una "come di passaggio", che "un attimo c'è, un attimo dopo potrebbe non esserci". Conoscerla per Tommy è come tornare a respirare. Con lei accanto il futuro fa meno paura e tutto sembra possibile. Anche per lui. Se solo non fosse la nipote dell'ispettore che l'ha arrestato quella notte. E se solo quel tranquillo paesino a due passi da Asti in cui tutto sembra perfetto non nascondesse mostruosità che proprio lui si ritroverà, suo malgrado, a svelare. Con Brucio, Frascella sonda il labile confine tra giovinezza ed età adulta, tra ingenuità e colpa, tra la luce della purezza e l'ombra nera della corruzione. E ci regala un personaggio meravigliosamente complesso, negli eccessi così come nelle fragilità, strafottente e coraggioso nel suo tener testa a un destino che con lui – non c'è dubbio – ha picchiato veramente duro.

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Brucio – Christian Frascella

Avete letto Brucio di Christian Frascella? L’ho divorato! Vediamolo insieme.

Ero bruno, avevo una normale faccia di ragazzino in sboccio, ero come milioni di altri, e sarei stato come milioni di altri. Avrei avuto una vita né migliore né peggiore di chiunque. Ci sarebbe stata mia madre a vedermi crescere. Mio padre mi avrebbe insegnato le cose importanti. Avrei protetto per sempre Anna. Una comune famiglia senza incendi. Invece. La cosa più simile che ho rispetto a un altro essere vivente è la mia ombra, che incrocia le altre sull’asfalto, sulla sabbia, sulla ghiaia, negli androni, ovunque; e quelle altre non la scansano. Non ne hanno paura. Non provano ribrezzo.
Se fossi soltanto un’ombra!

Tommaso – Tommy – Silvestre era un ragazzino come tantissimi altri, quando, una notte di 7 anni prima la sua vita va in fumo. Letteralmente.

Una notte, un incendio devasta la casa in cui vive, uccidendo la sua famiglia e lasciando lui sfigurato e solo al mondo. Un universo fatto di dolore si apre intorno a lui perché, oltre al senso di colpa del sopravvissuto, dopo aver subito numerosissimi interventi chirurgici, per lui ci sono solo istituti e case famiglia, tanta solitudine e prese in giro perché lui ormai è un mostro:

[…] testa rasata squassata dalle ustioni, e tutto il resto della faccia che viene sotto, cicatrici, naso ricostruito alla bell’e meglio che pare pencolare dal tessuto devastato a raggiera, come se il fuoco avesse schizzato la sua furia sul mio volto in uno starnuto impetuoso. Le cicatrici di tentate ricostruzioni chirurgiche colano in verticale sul collo e sulla spalla, come strade sulle cartine stradali.

Tommy viene spostato continuamente, sballottato da una casa famiglia all’altra perché ha seri problemi ad inserirsi e spesso, la sua ironia non viene capita.

Questa volta, i suoi Genitori Temporanei sono i Cotta: lui pompiere, lei avvocato, hanno un figlio, Andrea, quasi coetaneo di Tommaso. Questa volta, cambierà per sempre la vita di Tommy.

Tommaso, svegliato dal solito incubo in cui vede la sorellina morire, decide di farsi prestare la bicicletta da Andrea e di andare a fare un giro per il paese. Protetto dal buio della notte, gira per le strade sconosciute di quella che è la sua nuova casa temporanea quando si imbatte in un tentativo di furto: due tizi, a volto coperto, stanno cercando di scassinare la saracinesca di un negozio di telefonia. Tommy, stupidamente, si fa notare e attacca bottone con i due ladri quando, all’improvviso, arriva una macchina della polizia. I due ladri si danno alla fuga e il poliziotto, invece di inseguirli, arresta proprio Tommy, accusandolo di essere il palo.

L’agente si rivela essere l’ispettore Sterpa, il capo della polizia locale. Violento, si dimostra fin da subito un grosso problema per Tommy. Per qualche strano motivo, Sterpa è convinto che Tommy sia colpevole e non sente ragioni, nemmeno quando interviene Stefania Cotta, in qualità di avvocato di Tommy.

Le cose non migliorano nemmeno quando Tommy inizia a frequentare l’istituto professionale Marconi. La preside Foschini, una donna dura e inflessibile, non mette a suo agio Tommy, minacciando di espellerlo alla prima infrazione e in classe, con i compagni, non va certo meglio.

Gli unici che sembrano non detestarlo a prima vista sono Sally, la sua introversa compagna di banco, ed Enrico, suo coetaneo amante della motocicletta che però, lo mette in guardia su Sally, dicendo a Tommy che farebbe meglio a starle lontano.

Una rissa alla fermata del bus pone bruscamente fine alla carriera di Tommy presso l’istituto Marconi. Le cose sono già abbastanza complesse quando Tommy scopre che Sally è la nipote dell’ispettore Sterpa, che ormai pare proprio averlo preso di mira.

L’agente Mombelli, però, pare tendere una mano a Tommy quando lo avvicina per chiedergli “aiuto” per indagare sulla banda di rapinatori che imperversa in zona… la rapina al negozio di telefonia non era la prima e in una delle rapine precedenti, è stato ucciso un gioielliere.

Numerosi colpi di scena e dettagli sul passato dei protagonisti di questo libro, ci accompagnano verso il gran finale di Brucio, che, lo devo ammettere, mi ha sorpresa.

Brucio non è solo un romanzo di formazione. È anche un giallo ed è un romanzo d’amore.

Frascella riesce, attraverso il suo linguaggio crudo e diretto, a coinvolgere il lettore fin dalle primissime parole.

Tommaso è un personaggio davvero ben costruito e per quanto sia difficile immaginare di essere nella sua condizione, fa molto riflettere su come ci si approcci alla diversità nella vita di tutti i giorni. Il diverso spaventa, fa paura e per chi, come Tommaso, porta i segni della diversità ben visibili addosso, è ancora più difficile integrarsi.

Non voglio dirvi di più per non rischiare di rovinarvi la lettura. Per saperne di più, dovrete leggere Brucio.

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