bianco letale

Bianco letale – Robert Galbraith

Bianco Letale Book Cover Bianco Letale
Cormoran Strike #4
Robert Galbraith
Thriller
Salani
2019
Digitale - Cartaceo
784

Finora il romanzo più epico di Robert Galbraith, Bianco letale è un nuovo capitolo dell’appassionante storia di Cormoran Strike e Robin Ellacott, ancora insieme in un thriller mozzafiato. 

«Un colosso che vola via in un lampo» - USA Today

«Amerete i personaggi, ammirerete la voce dell'autore, le sue idee e il suo acume, e assaporerete il gusto di perdervi in un libro» The New York Times

Aspettatevi grandi colpi di scena, ma il cuore del romanzo è il rapporto tra i protagonisti» - The Indipendent

Quando il giovane Billy, in preda a una grande agitazione, irrompe nella sua agenzia investigativa per denunciare un crimine a cui crede di aver assistito da piccolo, Cormoran Strike rimane profondamente turbato. Anche se Billy ha problemi mentali e fatica a ricordare i particolari concreti, in lui e nel suo racconto c’è qualcosa di sincero. Ma prima che Strike possa interrogarlo più a fondo, Billy si spaventa e fugge via. Cercando di scoprire la verità sulla storia di Billy, Strike e Robin Ellacott – una volta sua assistente, ora sua socia – seguono una pista tortuosa, che si dipana dai sobborghi di Londra alle stanze più recondite e segrete del Parlamento, fino a una suggestiva ma inquietante tenuta di campagna. E se l’indagine si fa sempre più labirintica, la vita di Strike è tutt’altro che semplice: la sua rinnovata fama di investigatore privato gli impedisce di agire nell’ombra come un tempo e il suo rapporto con Robin è più teso che mai. Lei è senza dubbio indispensabile nel lavoro dell’agenzia, ma la loro relazione personale è piena di sottintesi e non detti…

Dopo aver partecipato al Blog Tour, ecco la recensione di Bianco Letale, l’ultimissima indagine di Cormoran Strike arrivata nelle librerie italiane. Approfitto di questo spazio per ringraziare Salani per avermi mandato la copia cartacea di questo libro.

Bianco letale
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Come saprete già, Robert Galbraith è lo pseudonimo di J.K. Rowling e Bianco Letale è il quarto libro di questa serie fortunatissima dalla quale è stata tratta una serie TV.

La serie è così composta:

ATTENZIONE: questo è il quarto volume di una serie. Inevitabilmente, ci saranno dei riferimenti ai libri precedenti.

Vi ricordate com’è finito La via del male? Ecco, l’inizio di Bianco Letale ci riporta esattamente nella stessa situazione, un paio d’ore dopo.

Dopo i primi venticinque colpi di scena, c’è un salto temporale e ritroviamo Cormoran e Robin sempre insieme al lavoro, ma molto distanti tra loro. La situazione è strana, tesa e fondamentalmente piena di cose non dette.
Il caso su cui si trovano a lavorare è molto complesso e la componente psicologica è tantissima. Non vi racconto nulla sulla trama perché non voglio rischiare di rovinarvi la lettura.

Inizio con quello che non mi è piaciuto. Credo a causa dei quattro traduttori che hanno lavorato sul testo, ho trovato alcune parti del libro poco scorrevoli, con periodi confusi e subordinate stravaganti che hanno rallentato la lettura. Questo non ha minimamente intaccato la bellezza del romanzo, però ha reso la mia lettura un pochino più lenta, soprattutto nelle prime battute del libro.

La storia decolla subito. Billy si rivela un personaggio fondamentale che introduce un argomento che viene toccato spesso nel libro: la malattia mentale.

La Rowling descrive malattie mentali drammatiche con brevi frasi ad effetto che rendono perfettamente l’idea e che non vi voglio anticipare perché potrebbero darvi indizi sulla trama. Del resto, ci ha parlato anche dell’agorafobia di Robin, scatenatasi dopo la drammatica esperienza che ha vissuto al college.

Questa esperienza, unita all’assalto subito da parte dello Squartatore di Shacklewell, torna a farsi sentire prepotente, tanto che Robin ricomincia a soffrire di attacchi di panico. È bellissimo il modo in cui la Rowling affronta l’argomento. Robin si sente una fallita perché non riesce a gestire la sua ansia e tiene nascosti gli attacchi di cui soffre per vergogna e questo introduce un altro tema importante: perché, al giorno d’oggi e con le conoscenze che abbiamo, dobbiamo ancora aver vergogna di ammettere un limite come questo?

Un altro tema che tratta il libro, e nemmeno troppo velatamente, sono le relazioni disfunzionali, nelle quali non si comunica, non ci si parla apertamente per paura di soffrire o far soffrire l’altro, per paura di perdere qualcosa, per mancanza di coraggio. Con conseguenze a volte drammatiche, come avrete modo di scoprire leggendo Bianco Letale.

C’è anche una franca critica alla pseudo-nobiltà inglese, a tutte quelle famiglie così ricche e privilegiate da avere tutte le priorità sballate, che usano soprannomi sciocchi e vanesi e che sono senza scrupoli quando si tratta di affari. Anche qui non posso sbilanciarmi più di tanto perché il rischio di dire troppo è elevato.

Questo libro mi ha sorpresa. C’è meno azione di quanto mi aspettassi e molta più introspezione e per questo, mi è piaciuto molto. Avendo letto tutti i libri precedenti, sapevo già che dietro all’apparenza cinica di Strike c’era molto altro. E qui viene fuori con una dolcezza infinita che mi ha proprio colpita.

Inoltre, pur avendo intuito più o meno dove volesse andare a parare, è riuscita a fregarmi anche questa volta e non sono riuscita a capire quasi nulla. Ha dosato benissimo gli indizi e, per ogni tessera del puzzle che andava al suo posto, altre spuntavano per scombinare l’immagine finale.

Ci sono come sempre una marea di personaggi, ma i principali restano sempre Strike, Robin e Matthew. Spuntano nuovi collaboratori, nuovi amici, vecchi nemici e vecchi rancori. Troverete complotti, tradimenti di varia natura, ideali estremizzati, bugie e un pizzico di psicodramma che non guasta mai, il tutto ambientato in una Londra capace di passare da un estremo all’altro, dai quartieri di lusso e palazzi governativi a squallidi bassifondi.

Avete letto Bianco Letale? Vi aspetto per commentarlo insieme! E non dimenticate di mettervi alla prova con il quiz!

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1 commento su “Bianco letale – Robert Galbraith

  1. Ho letto metà del libro e ancora sono messa lì a far liste di possibili colpevoli e perché ma nessuno dei personaggi mi convince a indicarlo colpevole o innocente…speriamo non spunti un coniglio dal cappello… ma non credo, la Rowling è capacissima a creare e sciogliere nodi.
    Ho anche io ho notato che ” Bianco letale” è “diverso” dai primi tre della saga:il personaggio di Cormoran è meglio definito mentre quello di Robin è lento a trovare una sua connotazione tanto da essersi guadagnata il mio personale ” Miss tentennarella la sciocchina “.
    Ritornerò a commentare (non vuole essere una minaccia) a fine lettura.

     

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