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Della questione “Blogger e collaborazioni”

Buondì gente! Dopo aver parlato del dietro le quinte dei blog e aver discusso sul fatto che in molti asseriscono che il blogging sia morto, oggi veniamo ad una delle questioni più spinose. La questione “blogger e collaborazioni“. Per quanto riguarda le collaborazioni ce ne sarebbero di cose da dire. L’argomento è così vasto che dubito basterebbero uno o due articoli sul blog per approfondire la questione. Io vorrei toccare più punti, cercando di essere il più sintetica possibile. Spero solo di riuscirci.

Cos’è una collaborazione?

Una collaborazione altro non è che l’invio da parte di un’azienda di uno o più prodotti nei confronti di un blogger o di un influencer. Le aziende ovviamente non spediscono prodotti a chiunque, non è carità, ma marketing. Lo fanno nella speranza (o con la richiesta esplicita) che il o i prodotti vengano mostrati al pubblico ed/o eventualmente recensiti e di conseguenza far crescere il fatturato. Non tutte le collaborazioni sono uguali e non tutti coloro che collaborano hanno lo stesso modo di approcciarsi alle collaborazioni. Bisogna distinguere, a mio modesto parere, tre modalità principali.

  • L’influencer: riceve prodotti e li mostra sotto compenso economico nella stragrande maggioranza dei casi. Non è detto che li recensisca dopo averli ricevuti e mostrati, in quanto il fine è la pubblicità (un po’ come quelle che si vedono in TV e sui giornali) attraverso la propria immagine. Spesso oltre alla creazione di post e stories sui social, condividono i loro codici sconto grazie ai quali guadagnano altre cifre, grazie agli acquisti fatti dai propri followers con quel codice univoco.
  • Il tester: onestamente non so se questa categoria sia ancora in voga, ma fino al 2015-2016, lo era. Annovero a questa categoria tutti coloro che hanno un blog e/o una pagina social e contattano le aziende al fine di ricevere prodotti di varia natura a scrocco. Perché dico a scrocco?! Perché un giorno parlano di ombretti, un giorno di carta igienica, un altro del cibo per cani e così via, purché siano gratis. A mio parere sono quelli che hanno dato il via alla visione di “blogger scrocconi“.

  • Il blogger: riceve i prodotti con o senza compenso economico al fine prevalentemente di recensirlo sul proprio blog. In realtà da quando i blog sono affiancati ai social, spesso le collaborazioni possono riguardare anche i canali social (con stories, post in merito). Come gli influencer, possono disporre di codici sconto con cui guadagnare qualche soldo in più.

Come si arriva a collaborare con un’azienda?

E’ una delle domande più quotate quando si parla di collaborazioni. Principalmente esistono due modi per collaborare con un’azienda. O si viene contattati dal brand, oppure si contatta il brand, tramite email o tramite form presente sul sito. Se decidete di proporvi ad un’azienda, non aspettavi nulla. Non è detto neppure che vi rispondano o, nel caso lo facciano, che la risposta sia positiva e alle vostre condizioni. La cosa non è molto diversa se sono stati loro a contattarvi per primi. Nell’ultimo anno, mi è capitato più volte di chiedere delucidazioni in merito a collaborazioni poco chiare e non ricevere mai risposta. Oppure, i brand una volta lette le mie condizioni, non si sono mai degnati di rispondere, neanche per dire “Allora no, la ringraziamo lo stesso“. Ovviamente in entrambi i casi le collaborazioni non sono mai partite.

Non è oro tutto quello che luccica. Non crediate che i pr siano sempre chiari in tutto e per tutto. Anche una volta che si viene contattati e si avvia una collaborazione, non è detto che in futuro si venga ricontattati. Sia perché possono cambiare i pr e quindi si possono perdere i contatti con l’azienda, sia perché l’azienda decide che non fate più al caso loro. E credetemi a volte, non si riceve neppure una spiegazione.

Perché a te sì e a me no?

Da quando ho iniziato a ricevere le box Maybelline, una delle domande che mi sento fare più spesso su Instagram riguarda il “come cavolo hai fatto”. E non sto esagerando. Spesso mi è stata posta in questi termini o in modo simile, lasciando anche piuttosto amareggiata. La migliore è stata una persona, che non ha mai commentato una mia storia o foto, a stento lascia i like e alla visione della prima box mi scrive in privato “Solo io non ricevo mai un tubo“. Così, dal nulla, senza neanche un ciao. Il fatto stesso che si ponga una domanda o si dicano robe del genere in certi termini, sminuisce me e il lavoro che faccio. Nonostante ciò io rimango educata e rispondo dicendo ogni volta che sono stati loro a contattarmi. Ma anche se fossi stata io a contattare loro e poi loro ad accettare, ci sono modi e modi di porre domande del genere.

 

Quando le aziende scelgono di collaborare con X piuttosto che con Y, lo fanno magari perché condividono la filosofia di X, per la qualità dei contenuti di X, per il seguito maggiore di X e così via. Non tutti i brand si comportano allo stesso modo, ma il seguito spesso è uno dei parametri più gettonati. E in ogni caso nulla è dovuto a nessuno.

A prescindere da tutto ciò, non bisogna fissarsi sul perché un’azienda non sceglie voi. Ci sono così tanti brand che c’è una buona possibilità che prima o poi veniate scelti anche voi. E soprattutto piuttosto che farvi logorare dal “Perché a lei sì, a me no?!” e crogiolarvi nel vostro brodo, cercate sempre di migliorare i vostri contenuti e i risultati non tarderanno ad arrivare.

E l’onestà?

A questo punto sorge spontaneo il pensiero “A quella/o inviano il prodotto X, allora deve dire per forza che il prodotto X è bello e valido”. Tale pensiero viene rafforzato quando si tratta di collaborazioni sponsorizzate (cioè pagate). E ancor più a pensarlo sono gli esterni a questo mondo. Non vi parlo degli influencer perché appunto sono pagati per mostrare un prodotto tramite la loro immagine e non vi diranno mai (o raramente) che un prodotto non è valido. E non bisogna neanche aspettarselo. E’ come se una modella nel bel mezzo di uno spot esordisse con “Questo shampoo fa schifo“. Avete mai visto spot del genere?! Appunto, per gli influencer è praticamente la stessa cosa, visto che è per la loro immagine che vengono contattati, di certo non per la loro professionalità nel recensire un prodotto.

Cosa ben diversa è nel caso dei blogger. Il blogger, recensendo un prodotto deve dire se un prodotto è valido o meno e perché. Che poi ci sia anche gente che non lo fa è un altro discorso. E a quel punto siamo noi fruitori a doverci fare furbi e non ascoltare solo una voce, ma tante in modo da capire se un prodotto possa fare o meno al caso nostro.

In ogni caso, che si tratta di blogger, influencer o tester, ogni collaborazione va segnalata ovunque! Nel caso si tratti di una collaborazione sui social basta usare l’hashtag #collab e se si tratta di una sponsorizzazione basta usare #ad ,#adv, #advertising, #sponsoredcollab. In un articolo su un blog basta indicarlo, anche solo alla fine dell’articolo, ma va indicato. Gli utenti devono sapere che si sta collaborando, per poi prendere per buona o meno un’opinione.

Perché un blogger dovrebbe essere pagato per dire la propria?

Spesso mi è capitato di sentire o leggere che se un blogger viene pagato, non dirà mai che un prodotto non è valido. Dipende tutto dall’etica del blogger in questione, perché ricordiamolo, le collaborazioni possono anche essere rifiutate. In questo caso io posso parlare per me e per alcune blogger che so per certo la pensano come me. Per quanto possa sembrare strano, recensire adeguatamente un prodotto, porta via tanto tempo. Tra i test, le foto da scattare ed editare, scrivere un articolo ben fatto e completo di SEO ci vogliono ore ed ore. Per non contare il fatto che spesso si hanno delle scadenze da rispettare. Ah e soprattutto, per fare foto e post decenti servono strumenti: macchina fotografica, luci, sfondi, oggetti da aggiungere in foto, computer. Ah e internet e la corrente elettrica che utilizziamo per produrre contenuti ovviamente non sono gratuiti, né tanto meno quando andiamo a fare la spesa possiamo pagare in prodotti, ma in soldi.

Voi andreste a lavorare gratuitamente?! Oppure, vi faccio un esempio di una banalità allucinante. Vi citano in tribunale, per cui vi rivolgete ad un avvocato. L’avvocato fa il suo lavoro nei giorni prima della causa per preparare tutta la documentazione. Voi lo vedete poi in tribunale e si svolge la causa, con esito positivo o negativo. La parcella all’avvocato la pagate o gli dite “Ti ho fatto fare pratica, parlerò ai miei amici e conoscenti di te e ti faccio pubblicità positiva/negativa”? Credo che a questo punto la risposta sia evidente. Non si tratta di vendere la propria opinione, ma di essere ricompensati per il lavoro svolto.

Tutti i blogger “devono” farsi pagare per collaborare?

La risposta è dipende. Un blogger che ha iniziato da poco, con pochissimo seguito e pochissima esperienza non può pretendere di essere pagato per i propri servizi. Perché magari non conosce bene come far posizionare bene un articolo, perché l’audience è ancora bassa. Se però tutti i blogger con una certa esperienza e un certo seguito chiedessero un compenso, magari cambierebbe l’atteggiamento di alcune aziende che finiscono per rivolgersi a chi crea contenuti qualitativamente pari o meno validi, ma gratis. Mi è capitato infatti, nell’ultimo anno di vedere recapitare prodotti a persone che non chiedono compenso, immediatamente dopo che io ho indicato il mio “prezzo” (che no, non è elevato) e che loro sono spariti. Ciò equivale a svendere il proprio lavoro e danneggiare di conseguenza tutti quelli che provano a farne un lavoro.

Per farvi capire vi faccio un altro esempio banale. La manicure ormai non è solo prerogativa delle estetiste, ma ormai è pieno di appassionate che la fanno gratis o per molto meno. Questo meccanismo, sta danneggiando un sacco di gente che ha studiato e investito denaro e tempo per fare quel lavoro perché le appassionate appunto, non danno un “valore” a quel che fanno. Che poi lì, la questione è anche più complessa perché un conto è “regalare” una manicure ad un’amica, un altro è prendere 15-20€ non avendo titoli per farlo e non rilasciando fattura (ricordiamolo che non è legale!).

Tornando a noi… Un altro discorso è se il prodotto viene omaggiato semplicemente dall’azienda senza pretendere che il prodotto venga mostrato o recensito. Ad esempio nel caso di Puressentiel e nel caso di Maybelline, i prodotti mi sono stati inviati senza alcuna pretesa. Sono stata io a scegliere liberamente poi, di mostrarli e parlarne.


Ok, credo di aver toccato più o meno tutti i punti che avevo in mente, ma probabilmente mi sarò persa qualcosa. Se avete domande, riflessioni o crediate che ci sia qualche punto che ho saltato non esitate a dirmelo nei commenti. Mi piacerebbe davvero confrontarmi con voi su questa tematica 😉

8 Risposte a “Della questione “Blogger e collaborazioni””

  1. Mamma mia che articolone <3
    Comunque hai scritto un bellissimo articolo completo che mette in luce tutti i punti essenziali su questo argomento.
    Io concordo su tutta la linea e ti posso dire che anche a me, in passato (quando collaboravo spesso anche con brand abbastanza conosciuti), mi veniva richiesto come facessi a collaborare con loro. Mi contattavano loro, che dovevo fare? Lo so probabilmente qualcun altro sarà stato più meritevole di me, chi lo sa. Ma molto spesso ciò poi sfociava in quegli anni in diatribe consumatori vs. blogger con varie accuse pesanti sull'essere vendute etc, etc.
    Sino a qualche anno fa l'immagine delle beautyblogger non era così amata. Oggi noto che le acque si sono sicuramente calmate, almeno così sembra.
    Ti seguo sempre con piacere ^-^ . Ciao Stellina <3

    1. Grazie Marti <3
      Guarda io trovo che la curiosità sul come si arrivi a collaborare con certi brand ci sta. Quello che trovo fastidioso è la modalità con cui vengono poste le domande in questione. A volte, totalmente prive della minima educazione.
      Ma in realtà, non so se le acque si siano calmate... Più che altro io credo che ormai sui social, ci sono moltissime persone che credono di riuscire ad ottenere ciò che ottengono le blogger in termini di collaborazioni e quindi spesso sono tutte carine e coccolose. Se ci fai caso, su IG, almeno per quanto mi riguarda, i followers sono per lo più altre persone che hanno pagine beauty. Davvero pochissime hanno il profilo privato e seguono solo perché hanno piacere a farlo. Non se se mi spiego...
      Un bacione tesoro <3

  2. Ciao Ilenia! Io la penso esattamente come te…nonostante son sul blog da anni non son brava come molte ,infatti, non ho tantissime collaborazioni, anzi, il più delle volte è un bel no che ricevo ma non ne faccio grandi drammi ma cerco sempre di migliorarmi. Anche a me non piacciono quelle persone poco educate che lasciano commenti senza nemmeno salutare solo per sapere come hai fatto a collaborare con tizio e caio e poi spariscono..ecco questo è davvero da cafoni perchè chiedere con educazione non fa mai male e nemmeno ringraziare.. dato che dietro c’è un bel lavoro che uno fa!
    Concordo tantissimo anche sulle blogger a scrocco che ci fanno passare per quelle che non siamo perchè basta vedere i blog e si capisce!
    Altra cosa che ultimamente sto notando è la blogger o influenzer che rivendono i prodotti senza nemmeno provarli e recensirli!! Perchè?? Io mi chiedo solo il perchè le aziende non prendano provvedimenti su questo atto illegale…Non capisco proprio.. ma trovo che sia davvero triste nei nostri confronti e nei confronti dell’azienda!
    Detto questo posso solamente dirti che concordo davvero con te! Bellissimo post..molto chiaro e ben scritto..brava ^_*! Un grosso bacione

    1. Ciao Cinzia!
      Esattamente. Non bisogna farne un dramma in primis, e poi a prescindere ci sono modi e modi di dire e chiedere le cose.
      Ecco quelle sono una categoria di persone che sarebbero proprio da bannare dall’internet. Quello è del tutto illegale: fanno praticamente soldi sulle spalle di aziende che mandano i prodotti a scopo pubblicitario. E’ assurdo! Pare che Pixi abbia intenzione di prendere provvedimenti al riguardo e lo spero davvero, perché non è giusto nei confronti di chi lavora onestamente, ma soprattutto dei followers che vengono letteralmente presi in giro.
      Grazie mille! Avrei voluto approfondire molto di più, ma l’argomento è così ampio, che sarebbe impossibile dire tutto in un unico post.
      Un abbraccio

  3. Eccomi Ile! 😀
    Sulla questione collaborazioni ci sarebbe un epopea, un libro da scrivere a riguardo. Sono molteplici le sfaccettature e le casistiche che si hanno per la questione.
    Io ho il blog dal 2012 circa, quindi da un po’, ma poche collaborazioni, ma non per questo vado a dire agli altri “perchè tu si e io no” “solo a me non inviano niente”.
    Trovo sia un approccio davvero pessimo, e per quanto riguarda Maybelline, mi è capitato anche da persone che frequento nella vita reale “Ma hai ricevuto quel bel pacco con il mascara tutto rosa, ma come mai? Come si fa?” che a mio parere sono sempre un po’ domande scomode (oltre che maleducate) se fatte così dal nulla, come è successo a te.
    A me credo che la cosa che mi infastidisce di più di queste “collaborazioni” sia che le aziende non monitorino le persone alle quali mandano pacchi e pacchi di prodotti, nuove collezioni e limited edition.
    Ci sono blog, e profili praticamente morti, che hanno smesso di scrivere/bloggare da tempo e capita che facciano un post o la foto su instagram quando esempio: arriva la nuova collezione di Neve o boh, Nabla.
    Ecco, questo non mi piace, lo trovo scorretto. Capisco benissimo che nessuno di sua spontanea volontà, nella maggior parte dei casi, scriverebbe all’azienda X dicendo “Scusate non posto più niente, quindi non mandatemi più prodotti”, di conseguenza chi è da rimproverare qui è l’azienda, perchè è ovvio che per la persona fa più comodo fare il post/foto di cirostanza ogni tot mesi e acaparrarsi cose gratis.
    Un po’ come con Pixi, che i prodotti vengono rivenduti. Trovo che sia l’azienda che debba monitorare questi soggetti, perchè poi ci sono altre persone magari talentuose, appassionate ecc ma che sfortunatamente non hanno i numeri che devono assistere a questi circhi.
    Bene la mia polemica è finita XD

    1. Ciao Vale!
      Appunto. In molti si aspettano che, visto che molte persone riescono a collaborare, la cosa spetti anche a loro. E non capisco cosa glielo abbia mai fatto pensare. Oltre al fatto che porsi in certi termini non è mai carino. A me dal vivo, delle pochissime persone che sanno del blog (perché come sai, non l’ho detto a tutti), alle volte mi capita di ricevere domande del tipo “E ma come fai!” “Regalami qualcosa di quello che ti mandano” e altre robe che mi lasciano sempre un po’ perplessa.
      Ecco, ad esempio questo è un punto che non avevo toccato, ma che in realtà meriterebbe un altro punto tutto per sé. Come sappiamo, anche molte di quelle che ricevono le box maybelline, le mostrano appena e poi il nulla. Ma questo è solo quello che abbiamo potuto constatare noi, chissà per altri brand, quante ce ne sono che fanno altrettanto.
      Ecco ecco, nel post su #Meritocracyforbeauty accennavo esattamente a questa situazione. Gente che non scrive per mesi e mesi, se non quando arriva la collezione. Che poi, è anche controproducente per l’azienda, perché un blog che non pubblica di frequente, riceve pochissime visite, quindi non ne vedo proprio il senso. In realtà, c’è ancora qualche blogger onesta che ha contattato qualche azienda dicendo che non era corretto continuassero a ricevere, visto che non scriveva più. Pochissime eh, però qualcuna c’è. Sicuramente in primis, però dovrebbero essere le aziende ad interessarsi di questo.
      Per quanto riguarda la questione Pixi ed i prodotti venduti, ho letto che pare abbiano intenzione di prendere provvedimenti. Se lo faranno hanno tutta la mia stima e il mio rispetto perché è ingiusto ed illegale rivendere pr box.
      Ma ben vengano questi commenti Vale! E’ giusto dire la propria su temi così importanti <3

  4. È dalla scorsa estate che vorrei parlare dell’argomento, ma non ho avuto tempo, ed ho rimandato ad oltranza. Comunque mi trovo d’accordo, ma è un po’ difficile far passare il messaggio che il pagamento non corrompa l’etica del blogger, specie se consideri che per molti basta ricevere i prodotti per farsi corrompere. È un discorso ampio che secondo me non troverà mai una vera e propria risoluzione.

    1. A me farebbe davvero piacere se anche tu trattassi l’argomento Pier. Sarebbe senza dubbio un punto di vista interessante.
      Esatto. Purtroppo per colpa di alcuni, ne paghiamo poi le conseguenze tutti: onesti e non 🙁
      E’ vero è un discorso così ampio, ma io credo che se man mano ognuno di noi, prova a far sentire la propria voce, in qualche modo si riuscirà a cambiare le cose.
      Buona domenica e buona serata 😀

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