2018 I will not miss you

Il 2018 è finalmente agli sgoccioli ed io non vedo l’ora che finisca. Ho voglia di 2019, sia perché mi piacciono i numeri dispari, sia perché il 2018 non è stato il mio anno neanche lontanamente.

In genere sono una persona piuttosto razionale e per mia natura sono scettica verso alcune tematiche come l’astrologia. Nonostante questo, verso la fine di ogni anno, vado a curiosare le previsioni del mio segno, la bilancia, per vedere cosa mi attenderà. Il più delle volte per farmi due risate. Ecco, verso la fine del 2017, le previsioni, ovunque io leggessi, parlavano chiaro: il 2018 per noi bilancini sarebbe stato un anno duro. Io ho continuato nel mio scetticismo come sempre, anche quando, dopo sole 3 ore dall’inizio del 2018, sono rimasta bloccata nel mio stesso giubbotto perché si era inceppata la cerniera. Le avvisaglie c’erano tutte. E per una serie di eventi che si sono susseguiti nell’anno devo dire che questa volta gli astrologi ci avevano preso.

Il 2018 per me è stato un anno devastante fisicamente e mentalmente. Se mi seguite da affezionati, avrete sicuramente intuito qualcosa in vari post. Da quello sul 30 days yoga journey, ai metodi che uso per rilassarmi e qualche post sui preferiti.

I primi mesi dell’anno soprattutto mi hanno messo a dura prova, anche se qualche nota negativa aveva iniziato a farsi sentire a fine 2017. Io cerco sempre di essere ottimista, di vedere il bicchiere mezzo pieno. La routine mi distrugge ed il sentirmi inutile, non riuscendo a trovare lavoro (a 28 anni, ormai 29), dover riprendere a studiare, mi hanno resa le cose molto difficili. In tutto questo aggiungeteci una situazione familiare non proprio idilliaca e un lutto. E in tutto questo io che provo a perdere peso, ma la bilancia non fa altro che segnare numeri sempre più alti. Sono arrivata a sfiorare gli 80kg che, per me che sono 1,58m, sono decisamente troppi. Ero un cane che si mordeva la coda: mi stressavo e mangiavo, ingrassavo e mi stressavo ulteriormente e così via in una spirale senza fine. Tra fame nervosa, cortisolo e vita sedentaria, il mio corpo ne ha risentito alla grande.

Ci sono state settimane davvero d’inferno. Mi sentivo inerme, impotente, incapace di modificare anche in maniera minima quello che stavo vivendo. E in tutto questo non mi riconoscevo neanche più, perché io non sono così. Non mi piace piangermi addosso, eppure ero come bloccata. Avevo perso quasi ogni stimolo, non avevo molta voglia di fare cose, di vedere gente. Non vi nascondo che c’erano giorni che mi svegliavo e stavo nel letto immobile per un bel po’ prima di alzarmi. Piangevo nel letto o in bagno senza farmi vedere o sentire da nessuno o quando ero da sola, senza parlarne a nessuno, perché non mi piace ammorbare la gente con i miei problemi. E spessissimo mi è capitato di fingere di essere di buon umore con chi mi circondava per non dare ulteriori preoccupazioni e non essere un peso. Mi sentivo inutile e quindi sentivo di non dover pesare ulteriormente sugli altri. Più passava il tempo, più le cose non cambiavano e più mi sentivo demotivata, apatica nei confronti di chi e cosa avevo attorno. Mi limitavo ad esistere. Il solo pensare a quei momenti mi fa tornare il magone ogni volta.

Poco a poco Mr. L mi ha aiutata. Mi ha fatto capire che probabilmente mi stavo fissando troppo con la situazione e che le cose sarebbero cambiate. Anche il blog è stato fondamentale in quei mesi. Mi ha aiutata a tenere la mente impegnata, ad avere uno scopo e il fatto che qualche azienda mi avesse notata nel frattempo, non mi ha resa del tutto un’ameba folle. Qualcosa di buono sapevo farla anche io.

A luglio finalmente qualcosa si è smosso dando qualche ripetizione e ottenendo un lavoretto a tempo determinato. Quel lavoro per me è stato una vera e propria salvezza. Le persone che avevo intorno non avevano e non hanno idea del bene che mi hanno fatto. E non solo per l’opportunità di lavoro che mi è stata data. Mi sono sentita finalmente utile di nuovo, impegnata, apprezzata. Nell’arco di una settimana ero di nuovo la vecchia me, quella che conoscevo. Nel mio periodo buio avevo preso ad indossare solo cose larghe ed informi. Probabilmente inconsciamente le usavo per nascondermi agli occhi altrui e per non vedere quanto fossi ingrassata. Nel giro di una settimana di lavoro ho ripreso a fare battute a raffica e parlare a macchinetta (sintomo che sono di buon umore), ho ricominciato a mettere maglie più aderenti e femminili, preoccuparmi degli abbinamenti, di come sistemare i capelli. Mr. L quando ha notato il cambiamento repentino si è anche stupito che fossi cambiata così tanto e non riusciva a capire perché facessi in quel modo. Mi rendo conto che possano sembrare cose stupide e superficiali, ma hanno fatto la differenza.

Poi ci sono state persone che, senza saperlo, hanno dato una scossa al mio modo di pensare ed agire grazie al loro modo di fare. Io tendo sempre a farmi tremila pensieri, valutare sempre pro e contro di una o dell’altra situazione. Grazie a queste persone ho capito che in certe situazioni è meglio vivere nel qui ed ora, agire piuttosto che stare a pensare, ché a pensare è capace anche che il treno passi senza che me ne accorga, invece che prenderlo e magari poi dover o volere scendere.

Spinta da questo entusiasmo mi son data da fare, ho provato e anche fallito. Due volte. Ma l’ho fatto, posso dire di averci provato. A cavallo tra ottobre e novembre mi è capitato di nuovo di avere dei momenti bui, dovuti al peso e all’assenza di lavoro nuovamente. Da fine novembre ho ripreso a lavorare, sempre con contratto a tempo determinato, ma va bene così.

Questo 2018 mi ha davvero rivoltata come un calzino. Mi ha resa più fragile, più consapevole di quanto possa essere facile cadere nella depressione e in scelte poco felici. Mi ha anche fatto capire, però che poi le risalite si apprezzano molto di più. Si apprezza lo stress del lavoro, della quotidianità fatta di mille impegni, la compagnia di alcune  persone piuttosto che di altre. Non che ora sia tutto un idillio, ma riesco ad apprezzare molto di più tutto. Mi tocca resistere solo un altro pochino, del resto il 2019 è dietro l’angolo e io non vedo l’ora di iniziarlo.

Io che saluto il 2018.

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E questo è quanto. Mi rendo conto che sia un post totalmente diverso da quelli che sono solita proporvi, ma trovo che ogni tanto sia giusto anche aprirmi con voi, specie se si tratta di cose che possono capitare a chiunque, come la perdita del lavoro e la depressione. Vi auguro di trascorrere un 2019 stellare, come direbbe la Valeriona nazionale.

E voi come avete vissuto questo 2018? Vi mancherà o come me vorreste cestinarlo all’istante? Spero di non avervi ammorbato troppo. Anzi fatemi sapere cosa ne pensate di questo post 😉

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8 commenti su “2018 I will not miss you

  1. Ho apprezzato molto questo articolo e mi ritrovo in alcuni passaggi.
    Purtroppo il 2018 è stato un anno orribile anche per me. Era partito nel migliore dei modi in quanto avevo firmato l’indeterminato. Poi nel giro di poche settimane tutto è cambiato nel peggiore dei modi. Sono finita in un vortice di stress emotivo che non auguro a nessuno. Tornavo a casa da lavoro e piangevo. La mattina prima di andare a lavoro piangevo. Aggiungiamoci poi un trauma fisico e voilà servito il 2018.
    I mesi bui mi sono serviti per riflettere e ho deciso che non posso permettere che il lavoro, per quanto fisso, mi distrugga mentalmente e fisicamente. Tenterò una nuova carriera che mi permetterà di sfruttare in pieno la mia laurea in lingue, mi farò operare alla spalla così non uscirà più in malo modo, ho prenotato due concerti e un viaggio in Giordania.
    Sono convinta, cara Ile che andrà meglio.
    Ho approfittato della tua apertura per sfogarmi a mia volta.
    E ti vorrei ringraziare per questo tuo spazio, sempre preciso e onesto.
    Tante belle cose❤

    • Ciao Linda <3
      Sono contenta che questo post sia stato un modo per sfogarsi, anzi se ne hai voglia, puoi disturbarmi come e quando vuoi tramite email o nei messaggi privati su fb ed ig 😀
      E' vero, il lavoro non può distruggere una persona mentalmente e fisicamente. Non si può soffrire di troppo lavoro o da ansia da prestazione, per quanto il posto fisso sia un miraggio. Ti auguro di cuore che le cose si sistemino nel corso di quest'anno.
      Un bacione bella <3

  2. Capisco la voglia di voltare pagina quando le cose non vanno bene e un anno nuovo può essere un buon incipit per ricominciare. Un abbraccio e tantissimi in bocca al lupo per questi nuovi 365 giorni da affrontare 🙂

  3. E’ tosto questo post. Come certamente è stato tosto il tuo anno. Però sei risalita, sei riuscita ad andare oltre quel senso di smarrimento e tornare la te di un tempo.
    Sei forte, questo 2018 anche se non ti è piaciuto, te lo ha comunque ricordato. Un abbraccio e tanti auguri.
    Riguardo il mio anno, ne ho scritto qui: https://pensieriscossi.blogspot.com/2018/12/senza-bilanci.html
    Detesto mettere link quindi, semmai, cancellalo dopo aver letto. Un bacio.

    • Sì Damina. Lo è stato parecchio. Diciamo che non sono comunque la stessa di un anno fa, nel senso che sono diventata più sensibile sotto vari punti di vista, ma sì, sono tornata io.
      Ma no figurati, hai fatto bene a lasciarlo <3
      Un abbraccio grande anche a te!

  4. Se il 2017 è iniziato a bomba ed è stato un anno bello, pieno di conferme e momenti felici, il 2018 dopo i primi mesi è stato bruttissimo per me sotto diversi punti di vista: lavorativo, personale, sentimentale ecc.
    Alti e bassi che in estate hanno raggiunto il culmine, per il quale vivevo dei giorni in preda all’ansia per qualunque cosa.
    Attendo senza troppe aspettative questo 2019, perchè di mio non sono molto ottimista, però spero che possa portare un po’ di luce e cose belle ad entrambe <3

    • Vale mi dispiace che sia stato un anno negativo anche per te 🙁
      Anche a me è capitato di avere momenti d’ansia per niente belli i primi mesi. Dai speriamo che questo 2019 sia un anno migliore per entrambe <3

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