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11 Modi con cui limito lo spreco nella cosmesi e nell’abbigliamento

Ciao gente! Il 22 aprile si celebrerà la Giornata della Terra. Essendo un tema a cui tengo molto, ho deciso di condividere con voi 11 modi con cui cerco di ridurre quotidianamente lo spreco in ambito cosmetico e nell’abbigliamento. Con spreco intendo non solo la perdita di denaro, ma anche la perdita di prodotti e capi per dimenticanza o eccesso di essi e un minore impatto ambientale. Alcuni dei metodi che vi dirò, sono quelli che ho già inserito nel post dedicato al risparmio in ambito beauty e in quello sul perché intraprendere il Rolling Projecr10Pan, ma una ripetizione non fa mai male.

#1 Acquistare prodotti che fanno al caso mio e dopo aver letto review

Devo dire che ultimamente non sono riuscita a tenere fede a questo mio mantra, ma diciamo che in parte è anche per curiosità e voglia di parlarvi di prodotti di cui nessuno parla anche qui sul blog. E ne ho pagate le conseguenze anche con qualche bocciato. A parte questo, però conoscersi ed informarsi sono sempre dei buoni punti di partenza. Ad esempio io non acquisto gloss perché non ne utilizzo oppure non acquisterò mai un paio di stivaletti bianchi visto che non mi piacciono pur essendo di moda. Oppure, non acquisterò mai degli abiti che cadono diritti e so che su di me fanno pena per via della mia forma del corpo. Ciò vale anche per la taglia: non mi sognerei mai di acquistare una maglia taglia S, se so che mediamente porto una M o una L, neanche se la pagassi 3€. Può sembrare scontato, ma credetemi che non lo è. C’è gente che acquisterebbe la qualunque solo perché legge 2€ sulle etichette.

#2 Prediligere i prodotti con minore imballaggio o con imballaggio riciclato/riciclabile

Quando parlo di spreco, mi riferisco anche alla produzione di rifiuti come effetto collaterale. Ad esempio prediligo le maschere in vasetto o tubetto perché quelle in tessuto sono monodose ed in proporzione hanno un imballaggio maggiore e quindi producono una maggiore quantità di rifiuti. Non le disdegno è ovvio, ma se posso opto per le classiche. Oppure tra un prodotto per il corpo in barattolo ed uno in flacone con dispenser, preferisco il primo che magari è anche più facilmente riutilizzabile. Per di più sono decisamente più invogliata all’acquisto quando sulle confezioni è riportato che il cartone è riciclato o proveniente da foreste gestite responsabilmente o che la plastica è riciclata.

#3 Non fare ordini online per un solo prodotto/capo

Questa è una cosa che vedo spesso fare e che mi dispiace un sacco, specialmente quando si tratta di spedizioni estere (vi dicono niente quei siti super low cost cinesi?!). Fare un ordine per un solo prodotto/capo vuol dire inquinare più del dovuto, il più delle volte per qualcosa che si può reperire o sostituire. Se poi non posso o voglio sostituirla, aggiungo cose che possono servirmi in futuro oppure divido l’ordine con altre persone a me vicine in modo da non dover fare un altro ordine per un singolo prodotto dopo uno o due mesi. Se l’oggetto ha un costo elevato è un altro paio di maniche è ovvio, però pensate a quanto inquinano tutti quei pacchettini singoli provenienti da chissà dove e dal valore di pochi euro…

#4 Non lasciarsi influenzare troppo dalle mode del momento

Esattamente così. Ora c’è stato il boom di illuminanti dai colori più disparati, rossetti metallizzati. Nel campo della moda invece c’è stato un ritorno agli anni ’80-’90 con tutto ciò che ne consegue. Per quanto alcune prodotti/capi mi piacciano sugli altri, so che io mi sentirei una stupida agghindata in un certo modo perché non farebbe parte del mio stile per cui bypasso direttamente le sezione dei negozi fisici e online che hanno un certo tipo di prodotto o capo. Se li acquistassi finirebbero per prendere la polvere con conseguente spreco di soldi, spazio e produzione di rifiuti. Per di più, specialmente in campo abbigliamento, spessissimo i capi della fast fashion fanno più male che bene a chi li produce (non l’azienda in sé, ma operai e paesi in cui sono presenti le fabbriche) e all’ambiente, oltre che essere di qualità scadente il più delle volte e quindi durare pochissimo. Ciò non fa altro che alimentare la produzione di rifiuti che non verranno mai smaltiti o impiegheranno secoli per essere smaltiti.

#5 Non avere troppi prodotti/capi della stessa tipologia e cercare di portare a termine quelli già in uso

Se mi seguite da tempo, ormai saprete che in ambito cosmetico il mio tallone d’Achille sono i bagnodoccia ed i mascara che finisco sempre per aprire contemporaneamente. Per il resto, però cerco sempre di contenermi, in modo da evitare che un prodotto vada a male prima della data di scadenza e quindi doverlo buttare. Per quel che riguarda l’abbigliamento vale lo stesso. Non trovo il senso di avere ad esempio 3 jeans skinny a vita alta dal lavaggio pressoché identico e qualora dovesse capitare di averli preferisco “consumare” prima quelli più vecchiotti.

#6 Conoscere ciò che si possiede

Questa è una cosa che in ambito cosmetico ho già portato da tempo e ormai non ho quasi più bisogno di lavorarci, ma solo di migliorarmi. So di gente che non ricorda neanche i prodotti che ha e finisce per riacquistarli perché se ne dimentica, parliamone… Nell’abbigliamento ho iniziato a lavorarci più seriamente solo da un paio d’anni e ancora mi tocca fare un gran lavoro. Se so che possiedo già 3 jeans skinny dallo stesso lavaggio, non ne acquisterò un quarto; al massimo investirò sui capi che noto che mi mancano e che in realtà mi servono.

#7 Prediligere le full size, ma saper sfruttare le mini size

Le full size oltre a costare meno in proporzione, portano ad una minore produzione di rifiuti. Mi rendo conto possa sembrare strano, ma è così. Vi faccio un esempio: una crema corpo in full size, mi può durare 3-4 mesi e al termine cestinerò solo quel flacone o barattolo. Una mini size mi durerà molto meno e produrrà comunque una percentuale più alta di rifiuti in proporzione, non so se mi spiego. Le mini size, però spesso vengono inserite negli ordini o ci vengono donate nei negozi per pochi euro. A quel punto è bene sfruttarle, senza farle scadere. Tornano utili per gli spostamenti, ma anche per farsi l’idea di un prodotto che magari non abbiamo il coraggio di comprare in full size per il costo evitando così inutili sprechi.

#8 Usare i prodotti/capi finché possibile e procedere con la differenziata

Va da sé no?! Finché un prodotto o un capo sono utilizzabili perché non sfruttarli al massimo delle loro potenzialità anziché lasciarlo abbandonato in un cassetto? Per quel che riguarda i prodotti terminati, poi tanto meglio se si procede con la raccolta differenziata in modo da ridurre la produzione di rifiuti non riciclabili. Con gli abiti la questione è un po’ più complessa: si possono utilizzare per casa, oppure farli a brandelli e… utilizzarli come panni per le pulizie. Sì, avete letto bene. Magari non hanno le stesse prestazioni dei piumini per la polvere, ma per pulizie particolari come pulire i balconi, gli infissi, possono andar bene. Io lo faccio da una vita ormai e fanno sempre comodo. Per di più alcuni pezzi particolari come pailettes, bottoni particolari, perline, possono essere staccati e riutilizzati per altri scopi.

#9 Dare nuova vita a prodotti/capi che non sfruttiamo abbastanza

Quando invece cambiano le esigenze e un certo capo/prodotto non lo riesco a sfruttare quanto vorrei (che so, perché la mia pelle reagisce male o perché sono ingrassata), cerco di dare una nuova vita a quell’oggetto. Ad esempio a volte mi capita di usare i blush come ombretti, oppure alcuni bagnodoccia e shampoo per lavarci i pennelli per il makeup. Se proprio non riesco a trovargli un altro utilizzo, li regalo a qualcuno che so che può sfruttarli più di me. Qualche mese fa, mi è capitato di regalare 2-3 profumi proprio per questo motivo. Nel caso degli abiti, generalmente li cedo a parenti e amiche oppure li dono a chi so che fa beneficenza o li getto nella campana apposita. C’è anche chi rivende sia i prodotti cosmetici che il vestiario. Io ad oggi non ne ho ancora sentito l’esigenza, però non escludo di farlo in futuro.

#10 Usare le spugnette struccanti, invece dei dischetti di cotone

Questa è una cosa che sto portando avanti da un annetto ormai. Non sono ancora riuscita ad eliminare del tutto i dischetti di cotone, perché le spugnette che utilizzo mi danno fastidio nell’area del contorno occhi. In ogni caso sono riuscita a ridurre già di tanto il consumo dei dischetti. Tra l’altro con l’uso dei balsami struccanti, praticamente l’utilizzo è pari a zero, quindi appena avrò terminato gli struccanti che uso al momento, penso che mi orienterò su un balsamo struccante da poter utilizzare indistintamente su viso ed occhi.

#11 Usare il guantino esfoliante, anziché lo scrub corpo

Ebbene sì, ho smesso quasi del tutto di acquistare gli scrub per il corpo. In passato procedevo con le ricette casalinghe, ma ora che sono diventata più pigra, mi sono convertita del tutto al guantino esfoliante. Mi dura molto di più e produce molti meno scarti di quelli già pronti. Per di più spesso gli scrub contengono particelle in plastica che non fanno altro che andare ad inquinare. Per quelli viso ormai cerco di orientarmi sempre e solo verso quelli che contengono granuli di nocciolo d’albicocca o comunque altre particelle naturali. Vorrei anche eliminare il guantino esfoliante visto che produce comunque un rifiuto di plastica in sostanza e rivolgermi a qualcosa di più naturale tipo konjac, bambù o loofah di sicuro più sostenibili.


Mi rendo conto che sia ben poco e che ancora posso fare di meglio, specie perché ad oggi provo sia brand attenti all’ambiente, che brand che lo sono meno. Trovo, però che un uso ed un acquisto più consapevole possano già fare la differenza. Anche perché se ognuno di noi ponesse una maggiore attenzione a quello che compra, dove lo compra e come lo usa, potrebbero esserci dei cambiamenti. Non sono sicuramente una santa, anzi, però si può iniziare con i piccoli gesti a fare la differenza.

Farebbe la differenza più un atteggiamento più consapevole da parte di tutti in piccoli gesti come questi, piuttosto che una persona ogni mille totalmente convertita alla filosofia “zero waste“. Certo se si diffondesse per bene non sarebbe male, ma sono piuttosto disillusa alla soglia dei 30 e potrebbe essere davvero un’utopia.

E voi che accorgimenti avete in ambito cosmetico e nell’abbigliamento per cercare di sprecare il meno possibile? Abbiamo qualche accorgimento in comune? Cosa ne pensate della filosofia zero waste? Vi piacerebbe seguirla? Fatemi sapere 😉

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6 Risposte a “11 Modi con cui limito lo spreco nella cosmesi e nell’abbigliamento”

  1. Sto diventando particolarmente sensibile su questi temi. Ho sempre fatto la raccolta differenziata ma sento che ora non mi basta più.
    Per quanto riguarda viso corpo e capelli sono anni che acquisto esclusivamente prodotti naturali e piano piano sto utilizzando tutte le scorte di altri prodotti rimaste nei cassetti del bagno.
    Sto molto attenta alla quantità di packaging che viene utilizzato e prediligo aziende che utilizzano imballaggi riciclati.
    Ero una grossa fan del fast fashion e ora sono mesi che non acquisto più nulla. Se mai mi dovesse servire qualche capo, opterò per il caro vecchio made in Italy 🙂

    1. Ciao Linda <3
      Idem per me. Ovviamente queste sono solo attenzioni riferite all'ambito cosmetico e modaiolo, però nella vita di tutti i giorni cerco sempre di compiere delle piccole attenzioni che mi consentano di dare una mano all'ambiente. Che sia chiudere il rubinetto, ammonire chi butta le cicche delle sigarette o carte per terra, chiudere i dispositivi che non sono in uso...
      Io ad esempio cerco di ridurre al minimo gli acquisti nei negozietti fisici e online cinesi. Non per antipatia, ci mancherebbe, ma perché in un libro che ho letto (Il Collasso di Jared Diamond, che ti consiglio) viene evidenziato cosa viene utilizzato per produrre alcuni oggetti, oltre ad alcune scelte (etiche ed ambientali) che non condivido. Magari sarò impopolare, però credo che se ci fosse più informazione, magari la gente la vedrebbe diversamente rispetto alla modalità e ai luoghi in cui acquista.

  2. Sì, sì, sì, sì a tutti i punti. Brava, Ile!

    Mi ritrovo in praticamente ogni punto, sono colpevole sulle mini size perché la box di Lookfantastic ogni mese è piena, ma li uso religiosamente e li riciclo con cura. Sui dischetti viso sono con te, io ho da poco acquistato un dischetto in cotone bio di Avril (l’ho preso dallo shop di Rosa Canina) a 2 euro. Totalmente lavabile e riutilizzabile (l’avrò usato almeno 10 volte ed è ancora integro), morbido ed efficace. Penso che ne acquisterò un paio da mettere in rotazione, quando questo si sarà rovinato, ma smetterò di acquistare dischetti monouso, prediligendo balsami struccanti che non necessitano di dischetti.

    Sui vestiti poi io sono super d’accordo: ho t-shirt e capi di almeno 10 anni fa che continuo a usare e amare, anche per stare in casa. Una volta rovinati, ci pulisco i vetri delle finestre o ci tolgo la polvere! 😀

    Anche solo un piccolo gesto vale la pena, ne sono convinta 🙂

    1. Ma sì, la mini size ci può anche stare, anche perché se la sfrutti a dovere e poi ricicli il flacone e già qualcosa. Io per ora utilizzo i dischetti sugli occhi e la spugnetta sul viso, anche se al momento usando la crema struccante per il viso, l’ho accantonata.
      Per i vestiti idem. Anche io sfrutto cose delle stagioni passate e non me ne vergogno. Questa corsa all’aggiornamento costante dell’armadio e dei trucchi io non la comprenderò mai… Che poi, per quel che riguarda la moda, il fatto di sentire la necessità di dover aggiornare così frequentemente il guardaroba con capi strani, mi fa pensare solo che non si abbia un proprio stile, ma si tende solo a copiare ciò che indossa la massa. Non so tu, ma almeno io la vedo così.

      Vero! Se tutti facessimo qualcosa poco per volta le cose potrebbero cambiare 😀

  3. Io per evitare sprechi, cerco sempre di usare tutto anche le cose che mi convincono meno. Se proprio non riesco le regalo.
    Per quel che riguarda l’abbigliamento, cerco di non ricorrere agli acquisti compulsivi e i vestiti pressochè nuovi li porto ad un mercatino dell’usato. 🙂

    1. Ciao Vale!
      Quello cerco di farlo anche io, non a caso cerco di intraprendere i vari progetti smaltimento. Sei fortunata ad avere il mercatino dell’usato. Da me non c’è 🙁 o meglio… C’è quello per l’arredamento e l’oggettistica, ma non quello per l’abbigliamento!

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