Artiglio del diavolo: cos’è?

L’artiglio del diavolo è una particolare pianta denominata in questo modo, per la presenza di spine uncinate che coprono i suoi frutti. E’ un tipo di piante che cresce nei terreni aridi e sabbiosi dell’Africa e del Madagascar, infatti le popolazioni africane la utilizzano da secoli e ne conoscono gli effetti. Le attribuivano proprietà digestive e terapeutiche per problemi gastrointestinali; in Europa fu dapprima utilizzata come amaro tonico in caso di indigestione.

I fiori sono di colore rosso-violetto e i frutti contengono un principio attivo chiamato arpagoside; sono anche presenti i glicosidi e acidi triterpenici.

L’utilizzo principale riguarda i problemi di origine infiammatoria. Vieni tradizionalmente usato nel trattamento di reumatismi cronici, artrite, artrosi, dolori alla schiena, sciatica, torcicollo e infiammazioni muscolari in generale. In presenza di ulcere gastriche e in caso di gravidanza, l’artiglio del diavolo è controindicato perché, nel caso della gravidanza, potrebbe stimolare le contrazioni uterine; inoltre per chi soffre di diabete devono usare questa pianta solo sotto supervisione medica.

E’ disponibile in commercio anche sotto forma di compresse, tintura madre, in estratto secco; vi ricordo che, anche se non si hanno delle problematiche, è sempre meglio chiedere le dosi da somministrare ad un erborista o medico curante; l’artiglio del diavolo è disponibile anche come pomata per uso esterno.

Generalmente quando parliamo di tintura madre, quindi di gocce, ne bastano 30 diluite in acqua per 3 volte al giorno.

Preparazioni tisane.

2 cucchiai di radice;

250 ml di acqua (1tazza);

1 cucchiaino di miele.

Mettere a bollire l’acqua e versare i 2 cucchiai di radice e far riposare per 30 minuti coprendo il composto. Filtrare e bere, aggiungendo 1 cucchiaino di miele.

 

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