La Dea Bianca

La Dea Bianca

Madre dei viventi

La Dea Bianca

“La Dea è una donna snella e affascinante, col naso aquilino, il volto di un pallore mortale, le labbra rosse come le bacche selvatiche, gli occhi straordinariamente azzurri e lunghi capelli biondi.

Può tramutarsi d’un tratto in scrofa, cavalla, cagna, volpe, asina, donnola, serpente, gufo, lupa, tigre, sirena o ripugnante megera.

Innumerevoli sono i suoi nomi e titoli.

Nelle storie di fantasmi figura spesso come la “Signora Bianca” e nelle religioni del mondo antico, dalle Isole britanniche al Caucaso, è la “Dea Bianca”.

Non mi viene in mente nessun vero poeta, da Omero in poi, che non abbia dato una descrizione personale della propria esperienza di lei.

Si potrebbe dire che l’autenticità della visione di un poeta si misura sull’accuratezza del ritratto che egli dà della Dea Bianca e dell’isola ove essa regna.

Il motivo per cui mentre si scrive o si legge una vera poesia i peli si rizzano, gli occhi si velano di lacrime, la gola si contrae, la pelle si accappona e un brivido corre lungo la spina dorsale, è che una vera poesia è necessariamente un’invocazione alla Dea Bianca o Musa.

Ella è la Madre di tutti i viventi, l’antica forza della paura e della concupiscenza, il ragno femmina o l’ape regina il cui abbraccio è mortale.

Tratto da R. Graves “La Dea Bianca
a cura de Le Figlie dell’Antica Religione