Grande Madre


Grande Madre / giovedì, Ottobre 19th, 2017

La divinità femminile primordiale

Grande Madre

La Grande Madre è una divinità femminile primordiale presente in quasi tutte le mitologie.
Rappresenta la terra e il femminile come mediatore tra l’umano e il divino.
Il periodo storico è antichissimo, dal 30.000 al 1000 a.C.

La Madre Terra è il simbolo della Grande Madre, Dea della Natura e della Spiritualità, la fonte divina di ogni nascita che dà e sostiene la vita che a Lei ritorna per rinascere come nei cicli della vegetazione, il suo potere è nell’acqua, nelle pietre, negli animali, nelle colline, negli alberi, nei fiori.

Con le migrazioni dei popoli e la crescita di complessità delle culture, le “competenze” della Grande Madre si moltiplicarono in diverse divinità femminili, per questo motivo la Grande Dea, pur continuando ad esistere e ad avere culti propri, assumerà personificazioni distinte.

Per esempio per sovrintendere all’amore troviamo Ishtar, Astante, Afrodite, Venere, alla fertilità delle donne, Ecate triforme, alla caccia Artemide, Diana, alla fertilità delle sementi, Demetra, Cerere e Persefone – Proserpina.
In Africa la Grande Madre è chiamata Nana e Iside; in America la Dea dall’abito di serpente.

Per i Navajos e gli Apache la Estsanatlehi era la Madre di tutti gli esseri viventi che all’alba del mondo, quando si unì al sole, partorì due gemelli che sconfissero i mostri che popolavano il suolo terreste.

In Asia, nell’area mesopotamica e in quella anatolica fu adorata come Ninhursag, Cibele, e Anahita, in Cina è chiamata Quan-Yin, in India Durga.In Grecia fu identificata con Gea e Athena, in Italia con Cibele, Bona Dea, Minerva ed Uni e con l’antica Dea Mater Matuta degli etruschi, in Spagna e a Malta con la Dea Astarte, in Irlanda con la Dea Brigit, in Russia con la Dea Lada.

Incisioni rupestri, con evidenti simboli che appartengono al culto della Grande Madre come serpentine, labirinti, bande ondulate, motivi a zig-zag, sono stati ritrovati in Bulgaria e in Russia e datati intorno al 2000 a.C.
Altri reperti importanti sono due statuette della Dea rinvenuti in Turchia e a Creta.: in quella della Turchia, risalente al 6000 a.C., la Dea è rappresentata seduta su un trono, maestosa e regale, con due fiere accanto con le mani posizionate in modo forte e tranquillo sulla testa delle fiere.

Le donne erano considerate e valorizzate e la società era di carattere egualitario, si evidenziava un particolare rispetto verso la Madre Terra come simbolo della Grande Madre.

Il potere della donna era inteso non come dominio ma come capacità di illuminare e trasformare la coscienza umana, un potere spirituale che si manifestava non solo nella conoscenza e nella saggezza, ma soprattutto nella verità, nell’amore e nella giustizia.
Queste qualità verranno in seguito attribuite alla Vergine Maria.

La dispensatrice della nascita e la Madre Terra si fusero con la Madonna, la spiritualità antica della Grande Madre gradualmente si attenuò fino a scomparire come risultato dello scontro tra culture diverse e del successivo affermarsi delle religioni patriarcali.

Demetra
Demetra, figlia di Crono e di Rea, era la grande dea della terra, protettrice della fertilità e dea dei Misteri Eleusini, il suo nome significa “Madre Terra”.
Ecate
Come dea della terra Ecate fu associata al mondo dei morti ed era spesso raffigurata con delle torce nella mano proprio per la sua capacità di accompagnare i vivi nel regno dei morti.
Gea
Nella Teogonia di Esiodo Gea fu la prima creatura nata dal Caos insieme a Tartaro (l’Oltretomba), la Notte, Erebo (l’oscurità) ed Eros (lo spirito dell’amore generativo).
Inanna
Inanna è la dea sumera della fecondità della terra, nelle raffigurazioni preistoriche la possiamo vedere con fianchi prominenti e seni prosperosi.
Iside
L’importanza e la diffusione del culto di Iside deriva dal suo ruolo di sposa e successivamente di madre che la dea svolse nel mito osiriano e quindi considerata “Madre di tutti gli dei”
Ishtar
Sul suo capo spicca l’emblema lunare, nella mano destra Ishtar ha una coppa, simbolo di gioia e abbondanza perché contiene il nettare della Vita.
Culto della divinità femminile nell’età neolitica l’esistenza del culto di una divinità femminile, con rappresentazioni che spesso si riducono al solo volto o sotto forma di figurine di pietra o argilla di grossolana fattura.
La Dea Madre nell’antico Egitto
Fin dalle epoche più remote gli egizi veneravano la forza fecondatrice simboleggiandola con la dea-madre e poiché qualsiasi fecondità trae le sue origine nella terra divenne la divinizzazione della terra stessa
Profetesse e sibille presso i popoli germani
Presso i popoli germani le forme di culto erano molto semplici e consistevano principalmente nell’offerta di sacrifici, nella divinazione o interpretazione del volere degli dei.