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Rimedi Naturali


Artiglio del diavolo

Artiglio del diavolo


Posted By on Ott 25, 2018

Artiglio del diavolo

Troviamo l’artiglio del diavolo soprattutto in forma di pomata o di capsule, in cui il principio all’interno apporta un’efficace beneficio.

Questa pianta originaria della Namibia è utilizzata dalle popolazioni indigene come amaro-tonico per la febbre e nei disturbi digestivi.

Il nome deriva dal greco harpago che significa uncino da arrembaggio, infatti, i frutti della pianta sono provvisti di uncini con i quali si attaccano alle zampe degli animali permettendo così di diffondersi.

Le ricerche cliniche e sperimentali evidenziano la notevole azione antinfiammatoria di questa pianta, alla quale si associano potenti proprietà antidolorifiche e antispastiche; possiede inoltre un’azione rilassante sulla muscolatura liscia.

L’artiglio del diavolo lo troviamo soprattutto in forma di pomata o capsule, in cui il principio all’interno apporta beneficio all’organismo e risolve in maniera diretta il problema insorto.

Per i fastidi più lievi è consigliato l’uso della pomata, da applicare esternamente mentre per dolori di maggiore entità è meglio assumere il rimedio con una maggiore concentrazione di principio attivo, come le capsule.

Questa pianta è utilissima in caso d’infiammazioni come:
tendiniti
osteoartrite
artrite reumatoide
mal di schiena
dolori cervicali
infiammazione alla sciatica
artrite
artrosi
dolori muscolari di vario genere

La radice del diavolo ha un sapore molto amaro, può provocare talvolta dolori di stomaco con nausea, soprattutto in soggetti con gastrite acuta e/o ulcera, quindi si consiglia di assumere questa pianta a stomaco pieno.

E’ sconsigliato l’uso nei bambini al di sotto dei dodici anni e nelle donne in gravidanza e durante l’allattamento.

Aloe vera
Le proprietà curative di questa pianta sono innumerevoli e i suoi effetti collaterali sono praticamente nulli.
Basilico
E’ una delle piante aromatiche più usate in cucina e grazie all’eugenolo, la sostanza che le dona il caratteristico profumo, il basilico assume un’importante funzione depurativa e antinfiammatoria
Garofano
L’ olio essenziale di garofano rientra nelle preparazioni farmacologiche utilizzate negli studi dentistici, proprio grazie al suo potere antimicrobico e alla sua azione analgesica pressoché immediata
Iperico
Alcuni studi clinici hanno dimostrato che l’iperico ha un’efficacia paragonabile ad alcuni psicofarmaci nella cura della depressione lieve e moderata
Lavanda
L’olio essenziale di lavanda è uno degli oli essenziali più usati; non ha controindicazioni, salvo eventuali allergie a questa pianta.
Limone
Giallo come il sole il limone, contiene virtù incredibili, ha proprietà antibatteriche e detergenti, depurative, disintossicanti dell’organismo, rimineralizzanti e antianemiche, attiva e rinforza le difese immunitarie.

 

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Riscopriamo il topinambur

Riscopriamo il topinambur


Posted By on Set 19, 2018

topinambur

Il topinambur un tempo era coltivato per produrre tuberi commestibili sia per l’uomo sia per gli animali.

Oggi è assai diffuso nei terreni incolti e lungo le sponde dei fiumi e ci regala all’avvicinarsi dell’autunno, bellissime fioriture gialle, ricche di polline e nettare, molto utili agli insetti che, come le api, devono affrontare l’inverno.

Ultimamente il topinambur sta tornando di moda come coltura decorativa.

Le proprietà del topinambur sono eccellenti, quest’alimento vi può essere utile sempre in cucina; supera le banane per quanto riguarda le quantità di potassio.

Porta a numerosi benefici nei confronti della pressione sanguigna mantenendone i livelli bassi, alleato del cuore dunque e di tutto l’apparato circolatorio. È stato inoltre dimostrato che la farina ricavata da quest’ortaggio è un rimedio naturale contro la stitichezza.
Il topinambur è un alimento da mangiare con attenzione, un consumo smodato può, infatti, causare flatulenza, dovete quindi assumerlo in piccole quantità specialmente se il corpo non è abituato. Oltre a questo possono verificarsi casi di dissenteria, sempre legati al sovradosaggio dell’alimento qui presente.

In molti soggetti può scatenare crampi addominali, questo è sempre dovuto a quantità eccessive. Infine non dimenticatevi i casi di allergie alimentari o le possibili dermatiti, quest’ultime scatenate dal contatto con la pianta.

Occorre un po’ di attenzione e tutto sommato non vi sono grandi complicazioni se non siete allergici e ne fate un uso moderato.
Zuppa di topinambur e patate dolci (4 persone)
2 patate dolci tagliate a cubetti
1 porro affettato
1 cipolla tritata
6 topinambur pelati e tagliati a cubetti
2 cucchiaini di maggiorana tritata
750 ml di brodo di verdure
250 ml di latte vegetale
2 cucchiai di olio extravergine
1 confezione di panna vegetale per guarnire
Sale e pepe
Versate l’olio extravergine in una pentola di media grandezza e cuocete la cipolla e il porro fino ad ammorbidirli, unite le patate dolci e i topinambur.

Cuocete per dieci minuti mescolando il tutto, quindi versate il brodo, la maggiorana e regolate di sale e di pepe, proseguite la cottura per dieci – quindici minuti, fino a quando le verdure non saranno morbide.

Frullate la zuppa con un frullatore ad immersione, unendo il latte vegetale per regolarne la consistenza.

Servite decorando i piatti con la panna vegetale e il pepe nero.

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Frutta e verdura

Frutta e verdura


Posted By on Ago 3, 2018

Leggende e storia
Frutta e Verdura

LENTICCHIE
Lenticchie
Nella Bibbia si ricorda l’episodio di Esaù che allettato da un piatto di lenticchie, lo barattò in cambio della primogenitura con il fratello Giacobbe.

Reperti fossili del neolitico fanno risalire a epoche lontane l’origine delle lenticchie.
Al Museo del Louvre sono conservati dei semi ritrovati nelle tombe egizie della XII dinastia.

Le lenticchie sono un piatto tradizionale del Capodanno e indicano prosperità.

CAVOLI
CavoliIn un’opera di Plinio apparvero le prime informazioni su quest’ortaggio considerato sacro dalle popolazioni ioniche.

Ippocrate e Catone lo indicavano come elemento terapeutico contro tutti i mali, persino la peste; i soldati romani si curavano ferite e piaghe applicandovi sopra le foglie.

Oggi il succo di cavolo, per le sue qualità sgrassanti, è utilizzato in alcuni prodotti di bellezza.

FAVE
FavePare che la fava sia originaria dell’Algeria, dove è tuttora coltivata su vasta estensione.

Omero e Virgilio ci hanno lasciato notizie interessanti sul modo di cuocerle, sul valore nutritivo e sui vari sistemi di essicazione.

Le fave furono importate dai legionari romani durante le guerre d’Africa.

PATATE
PatateDi origine peruviana, la patata si è diffusa in Equador, Cile e in seguito in Messico.

Fu importata in Europa nel 1570 e, dopo qualche anno, giunse in Italia, omaggio del re di Spagna al Papa.

Uno dei trattati più celebri della letteratura gastronomica sulla patata si deve a monsignor Corrado di Napoli, in un libro del 1600.

Erroneamente si pensò che l’importazione della patata fosse dovuta a Francis Drake, al quale i tedeschi innalzarono un monumento nella zona di Baden, abbattuto poi dai nazisti durante la seconda guerra mondiale.

FAGIOLI
FagioliPrima dello sbarco di Colombo in America, nel continente si mangiava già questo legume; lo testimoniano le scoperte di alcuni fossili ritrovati vicino a Lima.

I primi europei che descrissero i fagioli furono i botanici Fuchs e Tragus nel 1542.

Nel 1909 il botanico Comes catalogò cinquecento diversi tipi di fagioli.

Nelle leggende si racconta che il fagiolo porti fortuna, e inoltre doni immortalità, tant’è che alcuni fagioli trovati nelle tombe egizie riuscirono a germogliare dopo millenni passati nelle piramidi.

Le matrone romane portavano al collo collane di fagioli convinte di conquistare così ricchezza e amore.

POMODORI
PomodoriTroviamo, in Italia, le virtù del pomodoro in un libro di medicina scritto dal dottor Mattioli nel 1586.

L’origine si fa risalire all’America e l’importazione ai navigatori da Colombo in poi.

L’importanza assunta nella cucina è testimoniata dalle innumerevoli preparazioni a base di pomodoro.

ARANCE
AranceFurono i romani a scoprire le proprietà degli agrumi e in particola quelle delle arance e dei limoni, durante le conquiste mediorientali.

intorno all’anno Mille gli alberi furono trapiantati nel nostro paese.

C’è invece chi colloca la loro nascita in Cina, poi trasportate nelle Americhe attraverso il Pacifico e l’India, da dove appunto si diffusero nel Medio Oriente.

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Stop alle zanzare

Stop alle zanzare


Posted By on Lug 11, 2018

Rimedi naturali

Rimedi naturali

Le zanzare sono il nostro incubo estivo, le disturbatrici dei nostri sonni e la causa di pruriti e gonfiori.

Ecco un rimedio naturale per tenerle lontane:
Ingredienti:
1/2 litro di alcool etilico per uso alimentare puro al 99%.
100 grammi di chiodi di garofano interi
100 ml di olio per bambini (mandorle, sesamo, camomilla, lavanda, finocchio, ecc.).

Preparazione:
Lasciate macerare i chiodi di garofano nell’alcool per quattro giorni, mescolando mattina e sera.

Al quinto giorno aggiungete l’olio e il rimedio è pronto, strofinate delicatamente alcune gocce sulla pelle delle braccia e delle gambe e le zanzare saranno solo un ricordo.

 

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Olio essenziale di lavanda

Olio essenziale di lavanda


Posted By on Mar 9, 2018

Olio essenziale di lavandaL’olio essenziale di lavanda è uno degli oli essenziali più usati;  non ha controindicazioni, salvo eventuali allergie a questa pianta.

E’ un ottimo calmante per i nervi, distende i muscoli, è un leggero antidepressivo, scioglie le contratture muscolari, facilita il sonno, è antisettico e antibatterico, inoltre favorisce la digestione.

Ecco alcuni dei principali utilizzi dell’olio essenziale di lavanda:

1) Aromaterapia
Versate nella vaschetta del diffusore di oli un po’ d’acqua e una goccia di olio essenziale di lavanda per ogni metro quadrato della stanza, in questo modo la fragranza si spargerà nell’ambiente donandovi relax.

2) Sonno
Provate ad appoggiare vicino al cuscino un fazzolettino imbevuto con olio essenziale di lavanda, oppure preparate un cuscinetto imbottito di fiori di lavanda essiccati, a cui aggiungerete qualche goccia di olio essenziale

3) Punture di insetti
L’olio essenziale di può essere utilizzato anche puro, ma per comodità ne potete versare una o due gocce in un cucchiaino di gel di aloe vera per facilitarne l’applicazione sulla pelle.

4) Sali da bagno e per il pediluvio
Versate nel catino per il pediluvio due cucchiai di sale grosso e quattro gocce di olio essenziale di lavanda.
Per il bagno un bicchiere di sale grosso e dieci – quindici gocce di olio essenziale per l’acqua della vasca da bagno.

5) Deodorante ecologico
Mescolate due cucchiai di bicarbonato di sodio e quattro gocce di olio essenziale di lavanda, conservate in un barattolino e utilizzatelo al momento del bisogno

6) Massaggi
L’olio essenziale di lavanda è utile per massaggi rilassanti, antistress e decontratturanti. Lo potrete utilizzare puro o miscelato in piccole quantità con gel di aloe vera o con olio di mandorle dolci. I massaggi sono indicati in caso di artrite reumatoide.

7) Eliminare la forfora
Massaggiare con regolarità il cuoio capelluto aiuta ad attivare la circolazione e può essere utile per combattere la forfora.

8) Suffumigi
Versate cinque gocce in una pentola con un litro d’acqua bollente insieme a un cucchiaino di bicarbonato. Mescolate e respirate i vapori che si sprigionano coprendovi la testa con un asciugamano.

9) Impacchi alla lavanda
Potete effettuare impacchi alla lavanda caldi o freddi a seconda del tipo di dolore da trattare. Gli impacchi freddi sono utili per i lividi, mentre gli impacchi caldi sono consigliati per i dolori cervicali e le contratture muscolari. Immergete un panno o una garza in acqua calda o fredda e applicate qualche goccia di olio essenziale di lavanda prima di posizionarlo sulla zona da trattare.

10) Acne
L’olio essenziale di lavanda inibisce i batteri che possono causare infezioni della pelle e aiuta a bilanciare la secrezione di sebo, oltre a ridurre il rischio di cicatrici. Potete aggiungere una piccola quantità di olio essenziale di lavanda al gel di aloe vera o a una crema base per il viso prima di applicarli sulla pelle nei punti critici colpiti dall’acne.

Aloe vera
Le proprietà curative di questa pianta sono innumerevoli e i suoi effetti collaterali sono praticamente nulli.
Artiglio del diavolo
Troviamo l’artiglio del diavolo soprattutto in forma di pomata o di capsule, in cui il principio all’interno apporta un’efficace beneficio.
Basilico
E’ una delle piante aromatiche più usate in cucina e grazie all’eugenolo, la sostanza che le dona il caratteristico profumo, il basilico assume un’importante funzione depurativa e antinfiammatoria
Garofano
L’ olio essenziale di garofano rientra nelle preparazioni farmacologiche utilizzate negli studi dentistici, proprio grazie al suo potere antimicrobico e alla sua azione analgesica pressoché immediata
Iperico
Alcuni studi clinici hanno dimostrato che l’iperico ha un’efficacia paragonabile ad alcuni psicofarmaci nella cura della depressione lieve e moderata
Lavanda
L’olio essenziale di lavanda è uno degli oli essenziali più usati; non ha controindicazioni, salvo eventuali allergie a questa pianta.
Limone
Giallo come il sole il limone, contiene virtù incredibili, ha proprietà antibatteriche e detergenti, depurative, disintossicanti dell’organismo, rimineralizzanti e antianemiche, attiva e rinforza le difese immunitarie

 

 

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Galeno

Galeno


Posted By on Feb 19, 2018

Il medico dell’antichità

Galeno

Galeno fu probabilmente il più autorevole medico del mondo classico, superiore a Ippocrate, in campo farmacologico fu più preparato di Plinio e di Dioscoride.

Galeno nacque a Pergamo (antica città dell’Asia Minore) intorno all’anno 130.
Di lui si dice che a quindici anni era già istruito nella filosofia, a diciotto cominciò a occuparsi di medicina e a ventuno scrisse le sue prime opere.

A trentaquattro anni era già a Roma, dove esercitò la professione di medico sotto diversi imperatori tra cui Marco Aurelio, Commodo, Settimio Severo e Caracalla.

La qualità dei medici al tempo di Galeno non era certo delle migliori.
Il nuovo arrivato mostrava tutto lo sdegno di cui era capace, quando vedeva colleghi completamenti ignoranti nella preparazione di farmaci, che conoscevano le erbe officinali solo per averle viste sui libri, mentre Galeno viaggiava per conoscere alla perfezione quello che poteva tornare utile nella sua professione.

La perfetta conoscenza delle erbe medicinali gli permise di occuparsi anche della loro sofisticazione, frode commerciale che doveva essere molto in uso a quei tempi, considerata l’estrema rarità di certe erbe e l’alto valore che, specialmente quelle esotiche, potevano raggiungere sul mercato.

Molte di queste erbe venivano da paesi lontani; dalla Gallia arrivava l’aconito, dall’ Egitto la mirra, il pepe e l’aloe e dalla Germania il rafano.

Galeno divise i medicamenti secondo il grado di calore che producevano.
I farmaci che applicati sul corpo davano una sensazione di calore gradevole erano di primo grado;
quelli che davano sensazione di calore forte e spiacevole erano di secondo grado;
i medicamenti di terzo grado erano quelli che producevano un vero e proprio dolore, se il medicamento bruciava e corrompeva i tessuti allora era di quarto grado.

Erano di primo grado:
la camomilla, il lino, la peonia, la betonica, l’agrimonia, l’assenzio, l’eufrasia, la veronica, lo scolopendrio.

Di secondo grado:
la genziana, la menta, la melissa, la malva, il rosmarino, la valeriana.

Di terzo grado;
il ciclamino, l’aristolochia, l’issopo, l’artemisia, l’origano, il pepe, l’anice, la sassifraga.

Di quarto grado;
il ranuncolo, la senape, la cipolla, l’aglio, l’euforbio, la tapsia.

Galeno lasciò un ricchissimo ricettario, pieno di prescrizioni per le diverse malattie e di brevi spiegazioni sull’azione farmacologica e terapeutica delle diverse erbe.

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