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Invocazioni e preghiere


PREGHIERA ALCE NERA

PREGHIERA ALCE NERA


Posted By on Dic 25, 2019

Preghiera Alce Nera

Tutto ciò che il Potere del Mondo fa,
lo fa in cerchio.
Il cielo è rotondo,
e ho sentito dire che la terra è rotonda come una palla,
e che così sono le stelle.

Il vento, quando è più potente, gira in turbini.
Gli uccelli fanno i loro nidi circolari,
perché la loro religione è la stessa della nostra.

Il sole sorge e tramonta sempre in circolo.
La luna fa lo stesso, e tutt’e due sono rotondi.

Perfino le stagioni formano un grande cerchio,
nel loro mutamento, e sempre ritornano al punto di prima.

La vita dell’uomo è un cerchio, dall’infanzia all’infanzia,
e lo stesso accade con ogni cosa dove un potere si muove.

Le nostre tende erano rotonde, come i nidi degli uccelli,
e inoltre erano sempre disposte in cerchio,
il cerchio della nazione, un nido di molti nidi,
dove il Grande Spirito voleva che noi covassimo i nostri piccoli.

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Preghiera alla natura

Preghiera alla natura


Posted By on Dic 31, 2018

 

Chinook nativi americaniPreghiera alla Natura

Invochiamo la terra, che è la nostra casa, con le sue meravigliose profondità e le svettanti altitudini, la sua vitalità e abbondanza di vita, e insieme chiediamo:”

“Insegnaci e mostraci il cammino

Invochiamo le montagne, le cascate e gli olimpi, le alte vallate verdi e le praterie pieni di fiori, le nevi che non si sciolgono mai, le vette del profondo silenzio, e chiediamo: “Insegnateci e mostrateci il cammino”.

Invochiamo le acque che solcano la terra, da orizzonte a orizzonte, che confluiscono nei fiumi e nei ruscelli, che cadono sui nostri campi e giardini, e chiediamo: “ Insegnateci e mostrateci il cammino”.

Invochiamo la terra che ci offre nutrimento, il suolo che nutre, i campi fertili, i giardini e gli orti abbondanti, e chiediamo:
”Insegnateci e mostrateci il cammino”.

Invochiamo le creature dei campi e delle foreste e dei mari, fratello e sorella lupo, cervo, aquila, e colomba, la grande balena e il delfino, la bellissima orca e il salmone, che dividono con noi la casa del nord, e chiediamo:
“ Insegnateci e mostrateci il cammino”.

Invochiamo la luna le stelle e il sole, che governano i ritmi e le stagioni della nostra vita, e ci ricordano che siamo parte di un immenso e meraviglioso universo, e chiediamo:
” Insegnaci e mostraci il cammino”.

Invochiamo tutti coloro che hanno vissuto su questa terra, i nostri amici e antenati, che hanno sognato tutto il bene possibile per le future generazioni, e sulla cui vita si innalza la nostra vita, e rendendo loro grazie chiediamo:
” insegnateci e mostrateci il cammino”.

E in fine invochiamo ciò che per noi vi è di più sacro, la presenza il potere del grande Spirito dell’amore e della verità che scorre nell’universo che sia con noi.

” Insegnateci e mostrateci il cammino”

 

Preghiera alla natura dei Chinook,  nativi americani del Nord-Ovest del Pacifico

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Rituale per Samhain

Rituale per Samhain


Posted By on Ott 30, 2018

Altare per Samhain

Per la celebrazione di Samhain sull’altare si mettono mele, melegrane, zucche, zucchine, ed altri frutti del tardo autunno; vanno bene anche fiori autunnali come calendule e crisantemi.

Si scrive su di un pezzo di carta un aspetto della vita dal quale desideriamo liberarci: rabbia, un’abitudine dannosa, sentimenti riposti male, malattie.

Inoltre ci deve essere di fronte all’altare un calderone o un altro oggetto simile. Ci dovrebbe essere anche un disco piatto segnato con un simbolo di una ruota con otto raggi.

Prima del rituale, ci si siede tranquillamente a pensare ad amici e persone care che non ci sono più. Senza tristezza, sapendo che sono andati verso cose superiori, ricordando che la realtà fisica non è quella assoluta, e che le anime non muoiono mai.

Samhain, il capodanno celtico, è diventato anche il capodanno Wicca.
Questa è la notte in cui la Dea entra nel Mondo di Sotto per confrontarsi con il Dio nel suo aspetto di Signore della morte e della rinascita, il padrone del tempo.

La ruota inizia a girare seguendo i passi della Dea e del Dio che coraggiosamente scende nel regno degli spiriti. E cosi iniziamo a scendere in profondità dentro noi stessi e nella dimensione della realtà in cui vivono gli spiriti.

Questa notte il velo tra i mondi è più sottile, e noi onoriamo gli spiriti dei nostri antenati, diamo loro il benvenuto con amore perché ci possano fare visita.
In questa notte sacra, siamo liberi di muoverci indietro e avanti nel tempo per vedere le nostre vite passate e per trovare i sogni che diventeranno il nostro destino.

A Samhain cerchiamo di capire noi stessi e i nostri viaggi spirituali mentre entriamo nel tempo del sogno.

Lasciamo andare il nostro vecchio io, logora forma dell’esistenza, e nel regno dello spirito, dove la forma non esiste più, cerchiamo un sogno, perchè tutte le nuove vite iniziano prima di tutto con un sogno.

E’ giunta l’ora del cambiamento.

Lasciamo la luce e nell’oscurità ci addentriamo. Lo facciamo con gioia perché sappiamo che è solo un altro giro della potente Ruota dell’Anno.

Si invocano le Divinità
Si solleva una melagrana e, con il coltello dal manico bianco ben pulito, si buca la scorza del frutto prendendo alcuni semi che verranno posati su un piatto con sopra disegnata la ruota.
Si solleva la bacchetta e ci si pone di fronte all’altare dicendo :

In questa notte di Samhain Io segno il Tuo passaggio,
O Re Sole, dal tramonto alla Terra della Giovinezza.
Io segno anche il passaggio di tutti quelli che sono andati prima,
E di quelli che andranno dopo.
O Dea Graziosa, Madre Eterna,
Tu che desti alla luce colui il quale ora è caduto,
Insegnami a scoprire che nel tempo della più grande oscurità,
C’è la più grande luce.

Quindi si assaggiano i semi della melagrana si guarda il simbolo con otto raggi sul piatto: la ruota dell’anno, il ciclo delle stagioni, la fine e l’inizio di tutto il creato.
Si accende un fuoco nel calderone (va bene una candela).
Ci si siede di fronte ad esso, tenendo il pezzo di carta in mano, ed osservando la fiamma dicendo:

O Saggia della Luna Calante,
Dea della notte stellata,
Io creo questo fuoco nel Tuo calderone
Per trasformare ciò che mi tormenta.
Possano le energie invertirsi:
Dall’oscurità: luce!
Dal male: bene!
Dalla morte: nascita!

Si da fuoco al pezzo di carta con le fiamme del calderone
Si osservano le fiamme del fuoco e poi si dice :

“Siamo sulla breccia del tempo, perchè questo giorno non appartiene al vecchio anno né a quello nuovo.
Poiché non vi è distinzione tra gli anni, non vi è distinzione neanche tra i mondi.
Coloro che abbiamo conosciuto e amato in passato sono liberi di ritornare da noi in questo luogo.
Che ciascuno di voi, a suo modo, si metta in comunicazione e percepisca la presenza di una persona cara che ritiene perduta e da questo ricongiungimento tragga forza.
Sappiate che non c’è fine né inizio.
Tutto gira costantemente, in una danza a spirale che gira e rigira senza mai arrestarsi.
In questo punto di svolta, Samhain è la sacra festa che segna la fine dell’estate e l’inizio dell’inverno: un tempo per celebrare, un tempo per salutare il Dio che inizia il suo viaggio nel tunnel dell’oscurità alla fine del quale risplende la luce di nostra Signora.
Il vecchio anno si conclude, Il nuovo anno va ad iniziare.
La Ruota gira e gira ancora
Salutiamo la nostra Signora
Diamo il benvenuto al nostro Signore
Dea Estate la fine si avvicina
Il Dio Inverno i suoi primi passi muove sul sentiero
Salute e arrivederci
Graziosa Dea, ti ringraziamo per le gioie dell’estate
Ti ringraziamo per l’abbondanza;
per i frutti , il raccolto, la mietitura
Ritorna ancora quando la Ruota girerà
Per restare di nuovo con noi.
Se nostro Signore accetta la mano,
accompagniamolo nell’oscurità,
per poi ritornare nella luce.
Indicando il fuoco :
Ecco il simbolo del nostro Signore:
colui che governa la Morte e ciò che sta al di là;
colui che dimora nell’Oscurità;
il Marito/Fratello della luce
Possa egli proteggerci e guidarci
In tutto ciò che facciamo,
dentro e fuori questo Cerchio
Con la nostra Signora al suo fianco,
possa farci superare le difficoltà
e accompagnarci con speranza verso la luce.

Samahain
Preghiera

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Cosa significa Namaste’ ?

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Posted By on Ott 15, 2018

Namaste'

Namasté è un gesto sacro indiano che viene utilizzato per la preghiera ed è anche il mudra più importante che gli Indù utilizzano per salutarsi.

Mudra è un termine sanscrito che significa letteralmente “sigillo”, “gesto” o “segno”.

In italiano l’espressione Namasté si compone di due parti: “Namah” che significa “inchino” e “te” che significa “tu”.

Namasté significa “inchinarsi”, cioè accettare l’idea secondo cui in ognuno di noi si manifesta una parte dell’essenza divina, quindi per accogliere con favore un nostro interlocutore ci inchiniamo al suo dio interiore e lui fa lo stesso nei nostri confronti.

Questo elemento che mescola un fattore spirituale – simbolico – etimologico rende il saluto indiano utilizzato sia per le cose di tutti i giorni che per la pratica yoga o quando si prega.

Il gesto, Mudra, che accompagna il saluto Namasté, è il semplice atto che si compie unendo i palmi delle mani all’altezza del cuore e inchinando leggermente il capo.

Le mani giunte rappresentano la riunificazione di un cosmo apparentemente duale, poiché la mano destra rappresenta il lato divino e maschile dell’essere umano, mentre quella sinistra il lato terreno e femminile.

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Inno orfico a Ecate

Inno orfico a Ecate


Posted By on Giu 27, 2018

Ecate

Ecate protettrice delle strade celebro,
trivia, amabile, celeste e terrestre e marina,
dal manto color croco,
sepolcrale,
baccheggiante,
con le anime dei morti,
figlia di Perse,
amante della solitudine,
superba dei cervi,
notturna,
protettrice dei cani,
regina invincibile,
annunciata dal ruggito delle belve,
senza cintura,
d’aspetto imbattibile,
domatrice di tori,
signora che custodisce tutto il cosmo,
guida, ninfa, nutrice dei giovani,
frequentatrice dei monti,
supplicando la fanciulla di assistere alle pie celebrazioni
benevola verso il bovaro sempre con animo gioioso.

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INNO A ISHTAR

INNO A ISHTAR


Posted By on Mag 30, 2015

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Io sono Ishtar, la sola ed unica, quella a cui nessuno può paragonarsi.
Io sono la Dea maestra di grandi e piccoli,
quella che depone e feconda,
quella che sradica e distrugge.
Io sono la sola a risplendere nei cieli,
la sola dal momento che muore il giorno.
Dall’alba al tramonto, io sono colei che è in prima linea nella battaglia.
Io sono colei che prende posto in battaglia,
quando monta l’attesa.
Io sono colei che quando infuria la battaglia
rappresenta il vigore, il coraggio eroico
delle armi.
Io sono colei che sostiene la battaglia
dalle retrovie, quando la forza d’urto
del nemico prevale.
Io sono la donna che ti inebria
e ti porta nell’alto dei cieli.
Io sono colei che ti conforta
accanto al vino,
quando ti siedi.
La donna devota al marito io sono,
quella che ti dona la calma quando sei in collera.
La donna rispettosa delle regole e convenzioni sono.
Io sono l’amante cortese
nell’intimità della sua casa.
Io sono la pietra preziosa,
la punta di una daga
che penetra nelle carni.
Io sono colei che a notte,
nel cielo, riempie di luce il firmamento.
Colei che genera il timore e l’inquietudine
della notte, sono.
Colei che richiama dagli abissi
i pesci alla superficie.
Dov’è la mia parola perentoria e chiara?
In una rete a larghe maglie stesa sui campi.
In una rete a strette maglie tirata su dai campi,
sì che nessun uccello voli via.
La mia parola attraversa il mare
ed il mare ne è spaventato.
La mia parola attraversa laghi ed acquitrini;
penetra la corrente dell’Eufrate e ne diventa
essa stessa corrente.
Sono colei che dà parola alle prostitute
nei templi, quella che fa parlare il fango.
Io da sempre, sono la maestra e la Dea di Ekur
ancor prima di Bel.

 

Prima traduzione italiana a cura di Griphius
Tratto da Some Sumerian-Babylonian hymns of the Berlin collection. Trascribed and interpreted with collation of the original tablets, from the text published by George Reisner, ed. M. I. Hussey, Chicago 1907.

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