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Festività e Celebrezioni


Mabon Equinozio d’Autunno

Mabon Equinozio d’Autunno


Posted By on Set 18, 2018

Equinozio d’Autunno
Mabon Equinozio d’Autunno

Mabon è la seconda delle feste del raccolto, anche chiamato Equinozio d’Autunno.

E’ un tempo di equilibrio, la notte e il giorno sono ugualmente suddivisi, ma la luce sta iniziando a diminuire a favore dell’oscurità.

L’equinozio d’autunno, il 21 Settembre, è il momento della discesa della Dea nel mondo del sotterraneo.
Con il suo allontanamento, vediamo il declino della natura e l’arrivo dell’inverno.

Tra l’altro è un mito classico e antico, visto nella storia sumera di Inanna e in quella greca e romana con Demetra e Persefone.

Il simbolismo di questo Sabbat è legato ai Misteri, all’Equilibrio, al momento in cui la notte e il giorno sono uguali.
Alcuni simboli di Mabon sono l’uva, il vino, le ghirlande, le pigne, il granturco, le foglie secche, le ruote del sole, il melograno.

Nella mitologia celtica Mabon, dio gallese della giovinezza, della vegetazione e dei raccolti, era figlio di Modron e di Mellt.

Era il dio della caccia, il cui culto era diffuso in tutta la Britannia settentrionale.
Secondo la leggenda, fu rapito alla madre tre giorni dopo la nascita. Visse poi ad Annwn finché fu salvato da Culhwch.  A causa del suo soggiorno ad Annwn, Mabon rimase giovane per sempre.

SAMAHAIN
celebrato attorno al 31 ottobre

YULE
Solstizio d’Inverno celebrato attorno al 21-22 dicembre

IMBOLC
Festa del ritorno della Luce celebrato attorno al 1 febbraio

OSTARA
Equinozio di primavera celebrato attorno al 22-23 marzo

BELTANE
Estate celebrato attorno al 1º maggio

LITHA
Solstizio d’estate celebrato attorno al 21-22 giugno

LUGHNASADH
Festa del raccolto celebrato attorno al 1º agosto

MABON
Equinozio d’Autunno celebrato attorno al 22-23 settembre

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FERRAGOSTO

FERRAGOSTO


Posted By on Ago 10, 2018

Le origini

Ferragosto

Ferragosto è una parola di origine latina che deriva da “Feriae Augusti”, che significa “riposo di Agosto”. Nel mese di agosto venivano raccolti i cereali e nell’antica Roma si festeggiava la fine dei principali lavori agricoli.

Tale data, nell’agricola Italia, era motivo di grandi festeggiamenti e gli stessi animali da tiro (cavalli, asini e muli) si godevano una giornata di riposo, bardati con fiori.
Nel giorno di Ferragosto i lavoratori ricevevano una mancia dal padrone, gratifica che nel Rinascimento venne resa obbligatoria per decreto pontificio.

Già a Roma esistevano i Consualia, periodo di festa e riposo in onore di Conso, divinità protettrice dell’agricoltura. Nel 18 a.c. , con l’inizio dell’età imperiale, i Consualia divennero Augustali, in onore dell’imperatore Ottaviano Augusto.

Fortemente radicata nella tradizione pagana, la festività del Ferragosto fu poi riciclata dalla Chiesa, che, come per altre feste pagane, provò prima a sopprimerle per poi darle una sorta di cristianità.

L’impronta religiosa della festività si fa sentire nelle tante processioni religiose che si svolgono un po’ ovunque.

Solitamente la statua della Madonna viene portata in processione attraverso le stradine dei centri storici, sul mare, tra colori, suoni, fuochi e balli notturni sotto i cieli stellati del folklore regionale.

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Lughnasadh

Lughnasadh


Posted By on Lug 28, 2018

Festa d’ Agosto
Lughnasadh

Lughnasadh, Lughnasad o lugnasa, pronunciato lu-nassa, è la festa del dio Lugh.

Nei testi medievali irlandesi viene anche chiamata Bron Trogain, ovvero il primo giorno del mese di Trogain.

In Inghilterra è chiamato oggi comunemente Lammas, termine sassone che significa “massa di pane”, oppure con il termine gallese Gwyl Awst che significa “festa d’agosto”.

Terza festa dell’estate, è la celebrazione del primo raccolto del cereale principale del luogo, di solito frumento od orzo.

Alcuni celebrano il rito alla luna piena del Leone che attraversa l’Acquario. Secondo il calendario, è il 1° agosto.

Lughnasadh

Comunque venisse celebrata questa festa, e sembra essere stata differente nelle varie zone di Gran Bretagna e Irlanda, era sempre la celebrazione dei primi frutti del raccolto.

Si tenevano fiere (la più documentata era quella di Tailtin/Teltown in Irlanda), vi erano la fabbricazione di figure di paglia, l’abbellimento o la decorazione dei pozzi con preghiere, corse di cavalli e altri giochi.

Chi cercava lavoro veniva assoldato per tutto l’anno, si risolvevano gli affitti e altre dispute legali, si celebravano matrimoni.

La stagione della crescita dopo Beltane è giunta al temine e ora entriamo nella stagione della mietitura.

Durante i riti di Lughnasadh si rappresentano spesso dei miti, con il re del grano che si offre al sacrificio per rinascere come pane appena sfornato.

Il cereale viene anche utilizzato per fare la birra, e la paglia viene usata per i giacigli nell’inverno a venire.

L’ estate è in declino. La potenza del dio sole è stata donata alle spighe gialle.

II sacrificio del re una volta era assai concreto, poiché si offriva il sangue agli dèi che avevano donato il grano. Il fulcro del rito oggi è ancora questo intreccio di vita rigogliosa e abbandono alla morte.

È sia una celebrazione di ciò che abbiamo seminato e nutrito, che ora è giunto a maturazione, sia un riconoscimento del suo morire essiccandosi nel calore dell’estate, sacrificandosi per le nostre necessità.

Il duro lavoro del raccolto deve essere compiuto con accettazione della responsabilità per averlo accumulato.

Dopo il grano matureranno i frutti e le bacche scure, apportando un’energia completamente diversa ai banchetti futuri.

Lughnasadh è spesso la festa più grande, con gente che arriva da molto lontano per condividere la gioia del raccolto, portando musica e cibo e scambiandosi tecniche e racconti.

(Emma Restall Orr – I Principi del Druidismo)
Foto: Meandering in Wonderland

Le Figlie Dell’Antica Religione

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Nettuno
Festività e celebrazioni: Nettunalia

I Nettunalia (o Neptunalia in latino), era una festività del calendario della Roma pagana che cadeva il 23 luglio, celebrata in onore del dio Nettuno, o Poseidone nella versione greca, dio delle acque e dell’irrigazione.

Questo giorno, uno dei dies comitiales in cui i cittadini si riunivano in comizi per votare, era segnato sugli antichi calendari come Nept ludi et feriae o Nept ludi, indicando che la festa era celebrata con dei giochi.

La festa si svolgeva in forma molto semplice sulle sponde del Tevere, si costruivano capanne con rami d’alloro, dette umbrae, e si svolgevano giochi simili a quelli dei “Piscatori Ludi”.

Nettuno era festeggiato come dio delle acque e dell’irrigazione.

La calura estiva, con la conseguente siccità, giustificano il posizionamento dei festeggiamenti nel bel mezzo della stagione più afosa.

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Equinozio di primavera

Equinozio di primavera


Posted By on Mar 19, 2018

Equinozio di primavera

L’Equinozio di primavera, come quello d’autunno, è uno dei due momenti dell’anno in cui giorno e notte sono in perfetto equilibrio.
Astronomicamente è il momento in cui il sole si trova sopra all’equatore celeste ed è l’inizio della metà luminosa, quando le ore di luce superano quelle di buio.

E’ il primo giorno della primavera, la stagione della rinascita, associata presso varie culture a concetti come fertilità e resurrezione.
E’ il momento della rinascita dei nuovi progetti, il momento in cui è possibile realizzare quei sogni che sono nati nel periodo freddo; il momento adatto per rinascere con la Natura e fondersi con Madre Terra, celebrarla e gioire della Vita che sboccia e si manifesta in tutte le sue forme.

Nel mondo ellenico, dopo l’Equinozio, si svolgeva le Adonìe, festa della resurrezione di Adone, bellissimo giovane amato dalla dea Afrodite che fu ucciso da un cinghiale (forse il dio Ares ingelosito).
Adone era in realtà il dio assirobabilonese Tammuz, a cui i fedeli si rivolgevano chiamandolo “Adon” (Signore).
Egli dimorava sei mesi all’anno negli inferi, come il sole quando si trova sotto all’equatore celeste (autunno e inverno).
Si festeggiava a primavera la sua risalita alla luce quando si ricongiungeva alla dea Ishtar, l’equivalente dell’Afrodite greca.
Allo stesso modo si festeggiava Persefone che ritornava nel mondo dopo aver trascorso sei mesi nel regno dei morti.

Tutti questi miti ci mostrano la morte, più o meno simbolica, del Dio e la sua rinascita a un nuovo ciclo vitale nonché l’unione di un simbolismo celeste (il cammino del sole nel cielo) e un simbolismo terrestre (il risveglio della Natura) in cui riecheggia il tema del matrimonio fra una divinità maschile, celeste o solare, e una femminile, legata alla terra o alla luna.

La primavera era, infatti, la stagione degli accoppiamenti rituali, delle nozze sacre in cui il Dio e la Dea si accoppiavano per propiziare la fertilità.
Erano accesi dei fuochi rituali sulle colline e, secondo la tradizione più a lungo rimanevano accesi, più fruttifera sarebbe stata la terra.

Come per altre festività stagionali antiche, questo giorno è stato in parte assorbito dalla chiesa cristiana e associato a due giorni cristiani: il primo è la festività dell’annunciazione della Vergine benedetta Maria, che cade il 25 marzo.

Il secondo, naturalmente, è la Pasqua.
Il termine “Easter” con cui in inglese si designa la Pasqua, ci riporta a un’antica divinità pagana dei popoli nordici, la dea Eostre, assimilabile a Venere, Afrodite e Ishtar, la quale presiedeva ad antichi culti legati al sopraggiungere della primavera e alla fertilità dei campi.

I popoli Celti denominavano l’equinozio di Primavera “Eostur-Monath” e in seguito “Ostara”.
Il nome sembrerebbe provenire da aus o aes e cioè Est, e, infatti, si tratta di una divinità legata al sole nascente, anzi “risorto” e al suo calore.
A Eostre era sacra la lepre, simbolo di fertilità e animale sacro in molte tradizioni.

I Britanni associavano la lepre alle divinità della luna e della caccia e i Celti la consideravano un animale divinatorio.

Nella tradizione buddhista una leggenda narra di come una lepre si sacrificasse per nutrire il Buddha affamato, balzando nel fuoco. In segno di gratitudine il Buddha impresse l’immagine dell’animale sulla luna.

In Cina la lepre lunare ha un pestello e un mortaio con cui prepara un elisir d’immortalità.

I Nativi americani Algonchini adoravano la Grande Lepre che si diceva avesse creato la Terra.
Nell’antica Europa i Norvegesi rappresentavano le Divinità lunari accompagnate da una processione di lepri che portano lanterne.
Anche la Dea Freya aveva come inservienti delle lepri e la stessa Dea Eostre era raffigurata con una testa di lepre.

La lepre di Eostre, che deponeva l’uovo della nuova vita per annunciare la rinascita dell’anno, è diventata l’odierno coniglio di Pasqua che porta in dono le uova, altro simbolo di fertilità.

Così le uova pasquali si ricollegano alle tradizioni pagane in cui si celebrava il ritorno della dea andando a scambiarsi uova “sacre” sotto l’albero ritenuto “magico” del villaggio, usanza che collega Eostre alle divinità arboree della fertilità.

L’uovo non è scelto a caso ma è da sempre e per qualsiasi cultura, simbolo di vita, di creazione, di rinascita.

La nascita del mondo da un uovo cosmico è un’idea universalmente diffusa che era celebrata presso molte civiltà alla festa equinoziale di primavera, quando la natura risorge.

In numerose mitologie un uovo primordiale, embrione e germe di vita, è il primo essere a emergere dal Caos: è l’”Uovo del mondo” covato da una Grande Dea e dischiuso dal Dio Sole.

L’Equinozio è il giorno in cui si commemora la discesa della giovane Dea nel mondo sotterraneo e il suo ritorno trionfante alla superficie della terra, portando con sé i doni della luce, del calore e della fertilità per tutta l’umanità.

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Equinozio di Primavera

Equinozio di Primavera


Posted By on Feb 22, 2018

Sepolcro degli Equinozi

Equinozio di Primavera

Associazione culturale “La Macchina Infernale”
“Equinozio di Primavera al Sepolcro degli Equinozi”
Visita con apertura speciale
Domenica 18 marzo (ore 14.00)
Domenica 25 marzo (ore 15.00)

In occasione del fenomeno dell’Equinozio di Primavera (uno dei due momenti dell’anno in cui giorno e notte hanno eguale durata) assisteremo in diretta al fenomeno astronomico all’interno di un Sepolcro romano risalente al sec II a.C.

La tomba monumentale, oggi anonima, ubicata all’interno dell’antica proprietà Passarelli, fu fatta edificare dall’antico proprietario in modo da poter proiettare soltanto due volte l’anno il fascio di luce solare al centro del pavimento con una forte valenza simbolica di cui tratteremo durante la visita al monumento.

Solo dal 1999 viene denominato Sepolcro degli Equinozi a seguito della casuale scoperta di questa sua peculiarità astronomica.Parleremo inoltre delle festività connesse all’Equinozio, in particolare il culto di
Cibele e Attis.

Durante la visita verranno offerti piccoli assaggi di pietanze antiche romane.

A causa del verificarsi della proiezione di luce in un orario preciso l’appuntamento sarà alle 14.00 per la domenica 18 marzo e le ore 15.00 per la domenica 25 marzo

Appuntamento via Appia antica 187/a
Visita guidata a cura della dott.ssa Adelaide Sicuro
Quota di partecipazione € 15 (comprensivo di ingresso)
Prenotazione obbligatoria con anticipo al 3287163415

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